Il Vero Capodanno

 

Esattamente un anno fa scrivevo:

E’ da un bel po’ che un pensiero mi frulla pel capìno…
Secondo me il Capodanno Vero non è il 31 dicembre, ma il 31 agosto.
Sì lo so che anche a settembre si posson fare vacanze però…

Però le scuole oggi iniziano dal 10/9 circa in poi (mica come quand’ero piccola, “E’ il Primo Ottobre a scuola si va…“: chi la ricorda fra voi? :-).

I
progetti e gli appuntamenti fatti e presi a giugno-luglio vengono rimandati sempre con la frase “Decidiamo tutto ai primi di settembre”.

A settembre riorganizziamo casa, impegni, esistenze.

Insomma: settembre è – in tutto e per tutto – come fosse Capodanno.

Un Capodanno molto meno mondano e decisamente più interiore, intimo: un Capodanno in cui non è obbligatorio divertirsi, ma riflettere riordinando le idee.

E allora, come ogni Primo dell’Anno che si rispetti, giochiamo a fare progetti e sogni: volete?

Dichiariamo qui come abbiamo intenzione d’affrontare il nuovo anno che ci attende.
Esprimiamo i nostri sogni e le nostre speranze, anche le più improbabili e fiabesche.

E’ un gioco, no? Tutto è possibile, nel Regno della Fantasia e dei Sogni.

Basta anche che solo l’idea regali un po’ di serenità e allegria.

Chi l’ha detto che dobbiamo per forza essere sempre razionali, seri, quadrati e soprattutto “adulti”?

Eh? Giochiamo, dai! E chissà che, proprio perché è un gioco, la Fortuna non ci dia una mano a realizzare quasi tutto ciò che di bello e buono desideriamo…

Si è realizzato quello che volevate allora?
E per questo Nuovo Anno, cosa volete/progettate/sognate?

 

 

 

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

81 Replies to “Il Vero Capodanno”

  1. … forse è meglio non pormi troppi traguardi, come dire pochi ma buoni, poi tutto ciò che arriva in più, evviva!
    Una cosa però, alquanto difficile in certi momenti, è NON lavorare i week-end e soprattutto in orari umanamente impossibili…. un bacio Mitì

  2. ho impiegato parecchio tra scrivere e cancellare questo commento … e poi pentirmi e scrivere il continuo … perche manca sempre il principio … la verita’ e che ho perso i buoni propositi e mi restano solo telai di promesse che so gia’ sono dolci nel mentire … stanno scalzi … e sentono tutto il freddo … perche’ si avvicina qualcosa … e si fa principio … poi torna indietro … danneggia tutto quello che ha seminato … senza una ragione … come voler andare via … ed allora mettiamo che il nuovo anno sia domani … mettiamo che addosso io gia’ me le senta le idee per la testa … un anno in piu’ … una consapevolezza in piu’ … ed i buoni propositi … mettiamo che ci siano … allineati … ed anche indaffarati … come cortei di rondini … speranzosi di incoronare il futuro al loro passaggio… ecco … mettiamo che da domani si possa … spengnere l’interruttore giusto … sarebbe sufficiente? o mi sentirei ancora una mancanza addosso e dovrei responsabilizzarmi per ingabbiarmi di responsabilita’ ad essa? il peso di mantenere una linea di condotta? ecco … sono sicuro che tornerebbe la voglia di cancellare tutto … l’umore nigro dell’imbrunire … tutto l’insostenibile dell’immobile … la ricerca della vita … trovare tracce del progresso … e vedere solo che non abbiamo imparato il rispetto … non abbiamo imparato nulla dal culto delle cultura… solo a rubare le parole da chi scrive … sapendo che non le restituiremo … ci consoleremo di esse … quando ne avremo bisogno … ma sara’ solo per noi … sapere che e’ passato il tempo … non solo perche’ me lo dice l’avanzamento delle lancette dell’orologio … e quel lieve ed impercettibile click che fa l’innesco del freno sollevato dalla molla… e precede la rota del datario … che fara’ capolino dalla finestrella ambiziosa di gridare oggi e’ il novo giorno … d’una meccanica eternamente immobile … perche’ il loro e’ un tempo falso si ripete ciclico … sentirlo dentro il proseguire … sapere che mi riconosco in quello che ho dietro … non scappare da me… finalmente accettare di sentire dentro quella parola che dovrebbe rendermi sereno … e poi smetterla di scrive cavolate come questa nei blog degli altri… si forse sarebbe sufficiente tutto questo… apprendere anche da questo
    .:. hermansji

  3. Per me il Capodanno è sempre stato un po’ più spostato verso la fine di settembre/inizi ottobre.
    Questo anno nuovo per me significa:
    – dopo i tre mesi di “sospensione emotiva” estiva dovuta al molto lavoro delle mie due sorelle e di mio fratello, impegnati in attività turistiche, ritrovarsi tutti e quattro a casa della mamma. Vuota, ora, poiché lei se n’è andata il 13 maggio;
    – mia figlia Dora, 21 anni, se ne torna “fuori sede” a Roma dopo un mesetto qui a casa;
    – l’altra figlia, 20 anni, mette su casa per conto suo e fra un paio di settimane farà le valige…
    Rimango io, il Re consorte, la Regina Madre (del consorte, leggasi suocera) sopra al mio appartamento. E il cane Chicco.
    Fortuna che ora c’è il blog!
    Baci da Regina Cristella, Rimini.

  4. Per prima cosa ritrovare un po’ di salute e di energia. Senza quelle non riuscirei a realizzare granchè. E pace, pace pace…

    Rosy

  5. Mi piace l’idea di cambiare il giorno di Capodanno! In effetti, io vado ad anni scolastici..
    Dunque, che mi auguro?
    Ritrovare la forma, innanzitutto: fisica e mentale. Solo questa mi potrà vedere pronta a impegnarmi per: coltivare nuove amicizie; fare qualche viaggio; stare più fuori che in casa; lavorare di più per guadagnare qualche extra.
    Cose normali, tutto sommato.

  6. Arrivo tardi, come al solito. Ma non ti ha detto nessuno che Settembre in Sardo si chiama “Cabidanni”? Direttamente da Caput anni …

  7. anche per me è capodanno il primo di settembre…ma essendo molto democratico e tollerante,permetto che ognuno si scelga il suo…insomma…vivi e lascia vivere….e ognuno si faccia i capodanni suoi….BUON CAPODANNO PLA….idem per gli altri …. CAPODANNATI SETTEMBRINI

  8. L’anno scorso mi era sfuggito il post, ma rimedio subito: anche per me il vero capodanno è questo. Visto il lavoro che faccio, non potrei dire altrimenti…
    Sogni e speranze? Ogni anno gli stessi, tanto che ormai sono una piacevole routine: trovare uno sport che non mi stufi (sono pigra…), imparare a correggere per tempo i compiti (la parte odiosa del mio bellissimo lavoro), riuscire a godermi di più la vita, le piccole cose, gli amici, la famiglia…
    Unico vero grande sogno: trovare una casa senza il condomino che fa cacare il cane nel corridoio del garage e il dirimpettaio di centocinquanta chili che gira nudo per casa con le finestre aperte. E dico così perché sono buona. Una cattiva augurerebbe al cane di schiattare e al dirimpettaio di essere sfrattato…

  9. per la serie “I quaderni della memoria”:

    È il primo ottobre e a scuola si va
    e ci accompagnano mamma e papà
    ciao, vecchio asilo, grandi siam già
    e finalmente a scuola si va!
    Noi siamo le colonne della prima elementar…

    (il resto sono solo pochi frammenti sparsi)

  10. Placida, sei anni fa, quando presi possesso dell’appartamento, il titolare della ditta di ristrutturazione mi consegnò le chiavi accompagnandole con l’enigmatica frase “E complimenti per il vicino!”. Lì per lì non compresi bene, ma ci volle poco…

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