I Musei per i Golosi

Forse non tutti lo sanno, ma esistono sparsi per lo Stivale dei musei che compongono un metaforico “pranzo” che farà ingrassare soltanto la nostra cultura (anche se in molti di questi si possono fare degustazioni e acquistare prodotti, e ciò può essere davvero un serio attentato alla linea).

Innanzitutto l’aperitivo andrà preso a Pessione di Chieri (To), visitando il Museo Martini le cui sale sono state ricavate dalle cantine originali della palazzina settecentesca sede dei primi stabilimenti della Martini & Rossi, dove si confezionava il celebre vermouth che tanto piaceva alle Corti Europee.

I primi piatti verranno serviti invece nel Museo Nazionale delle Paste Alimentari; un tempo si trovava ad Imperia (sede degli stabilimenti dall’Agnesi) e ora è a Roma nel bel Palazzo Scanderbeg, vicinissimo a Fontana di Trevi.
Se vi piacciono le pastasciutte piccanti, potrete sempre fare un salto al Museo del Peperoncino nel Palazzo Ducale di Maierà, vicino a Cosenza: lì imparerete tutto sui 6000 anni di storia del rosso “diavoletto”, conoscerete una a una le 150 varietà esistenti, lo vedrete protagonista di quadri e pubblicità nonché potrete investire patrimoni in splendidi oggetti a lui dedicati provenienti da tutto il mondo.

Per condire, oltre il Museo del Sale a Nubia (Trapani), non c’è che l’imbarazzo della scelta fra i vari Musei dell’Olio: Imperia, Castelnuovo di Farfa (Rieti), Torgiano (Perugia), Cisano Bardolino (Varese) , Fasano (Brindisi) ecc.
 
Come secondo piatto, consiglierei il Museo del Prosciutto a Langhirano nella grande sede dell’ex Foro Boario; si potrebbero unire anche due fette del Museo del Salame a Felino (PR), dentro l’antico castello.

E visto che “la buca l’è mai straca se non la sa de vaca”, saranno molto gradite due scaglie di Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna (Parma), nell’antico caseificio Meli-Lupi, dove si potrà seguire – tramite immagini, foto, stampe e video – la trasformazione del formaggio dall’arrivo del latte al magico momento dell’apertura delle forme.

Salumi e cacio vanno obbligatoriamente accompagnati dai Musei del Pane che si trovano a Borore (Nuoro) e a Sant’Angelo Lodigiano, nel Castello Bolognini; e dato che è tutta roba che fa venir sete, saranno anche assai graditi lunghi sorsi di vari Musei del Vino sparsi fra Montecucco (Grosseto), Caldaro (Bolzano), Torgiano (Perugia) e altri.

Per concludere, servirei  il Museo della Frutticoltura di Lana (Bolzano), dove vi verrà tolta ogni  curiosità riguardante le mele e, sempre ben graditi, i dolci; un morso al Museo del Cioccolato a Norma (Latina), una succhiatina al Museo dei Confetti a Sulmona (Aquila), una spalmatina di Museo del Miele a Tobia Lavarone (Trento), una sgranocchiata al Museo della Castagna di Boves (Cuneo), una coppetta di Museo del Gelato a Bussana (Imperia) e un digestivo Museo della Liquirizia a Rossano (Cosenza).

Infine per cena, visto gli stravizi, suggerirei solo una tazza di Museo del Tè a Raddusa (Catania).

©Mitì Vigliero

Ne conoscete altri di Musei così?
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ZiaPaperina: Qui come pussacafè mi suggeriscono due Musei della Grappa, uno a Altavilla Monferrato  e uno a Bassano (del Grappa, ovviamente ;oD

Chamfort: Come hai fatto a dimenticare il Museo dell’Acciuga dove sei anche citata??!!;OD

Angela: Tra Ostuni e Fasano, nella masseria S. Angelo de Graecis e a S.Vito dei Normanni (Br) Musei dell’olio d’oliva.

Grazitaly: Museo della vite e del vino a Piacenza

Max: Sicuramente ti posso segnalare il museo del vino in quel di Barolo. probabilmente non c’era città più indicata nel nord Italia.

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

25 Replies to “I Musei per i Golosi”

  1. MITI’;) questi musei li hai scoperti di persona,e debitamente collaudati? BEATA!! Non ne conosco altri di questo tipo,ma apprezzo il tuo elenco e promuovo su tutti QUELLO DEL CIOCCOLATO non e’,lontano da ROMA ci faro’ un salto e se tornero’ con un paio di kili in piu’ sara solo per merito tuo :)))).

  2. Mimosa, ne ho visitati un bel po’, ma qualcuno mi manca (per esempio quello della Liquerizia). Quando andrò in pensione finirò il giro ;-)

  3. Tra Ostuni e Fasano, nella masseria S. Angelo de Graecis e a S.Vito dei Normanni (Br) Musei dell’olio d’oliva.

  4. Il problema è che un museo costa quattrini, tant’è che ci sono proposte di legge per l’istituzione…
    Si potrebbe ovviare, con musei virtuali. Tu già raccogli bei materiali, fatto 30…
    Ti abbraccio

  5. Angela, già, è sempre un problema di costi…I Musei virtuali sarebbero certamente una buona idea, ma anche lì credo che il problema rimanga. :-(

  6. per visualizzare il sito ci vuole internet explorer….scusate me ne sono accorto ora…

  7. da piccolo sono stato al museo del Salame credo … o qualcosa del genere … ma non era Parma!!!

    boh … magari era solo una sagra… non ricordo bene!!!!

  8. bello il museo del sale!

    per il miele mi hai sorpresa, non sapevo esistesse in trentino un museo del miele!
    quello del parmigiano l’ho scoerto stilando un itinerario gourmand per una famiglia giapponese in visita nel nord italia

    ora percorro tutti i link!
    grazie

    comidademama

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