De’ matrimoni

Oggi giornata di matrimoni.
Riuscirò ad andare a uno solo (
forse, dipende da Giove Pluvio),
e mi spiace da matti
non poter partecipare anche all’altro,
quello di miei
due tesori ai quali voglio un mondo di bene.
Ma si sposano non solo lo stesso giorno,
ma anche alla stessa ora degli altri.
E a circa 300 km di distanza.
Sono esperta in galòp, ma sino a un certo punto…
Ad ogni modo, conoscendo i miei nubendi, 
so che sia l’uno che l’altro matrimonio saranno piacevoli e tranquilli.
Mica come certi altri

sposi-fausto-villa.jpg
(Foto Fausto Vella)

L’evento, il matrimonio dico, dovrebbe essere fonte di gaudio, ma spesso ho invece il vago sospetto che la sua organizzazione si tramuti in un’avventura massacrante in cui convergono frenetici lavori nel nuovo nido, mobili, documenti, inviti, bomboniere, vestiti, ricevimento, viaggi di nozze…

Forse è per questo che, quando arriva l’alba del giorno fatidico, quasisposi e parenti sono talmente stravolti dalla stanchezza che se ne starebbero volentieri ciascuno a casa propria; e forse fu a causa di questo stress che una novella sposa di mia conoscenza, alla fine della giornata campale, salutando tutti gli invitati ripeteva trulla:
 “Che faticaccia! Giuro che la prossima volta mi sposerò in modo semplicissimo, alle otto del mattino, con presenti solo i testimoni…”

    Tutto deve essere fatto alla perfezione, a partire dalla scelta delle partecipazioni. Ne esistono alcune che rischiano di esser gettate via dai destinatari perchè scambiate per opuscoli pubblicitari causa forma e colori. Altre che paiono progettate dalla Disney Corporation; altre che sembrano convocazioni d’assemblea condominiale. Oggi vanno molto anche le partecipazioni via e-mail; costano poco, soprattutto fanno anche risparmiare sul rinfresco, visto che non tutte le vecchie zie posseggono una casella di posta elettronica.

Inoltre si sa che, affinché un matrimonio risulti decisamente indimenticabile, è fondamentale scegliere con oculatezza il luogo in cui celebrarlo, e soprattutto il modo; di questi tempi globalizzanti e futuristici, il semplice luogo di residenza con relativa Parrocchia/Comune è considerato banalissimo.

Per questo c’è chi si sposa nei rifugi a quota 3000 metri, chi in luoghi esotici quali Seychelles o Maldive, chi sulla cima della Tour Eiffel, chi in mongolfiera. Esistono anche matrimoni subacquei, dove gli sposi impazziscono a trovare un prete disposto a infilarsi pinne e bombole per celebrare il rito al largo di San Fruttuoso di Camogli davanti al Cristo degli Abissi; cosi’ come ci sono quelli in cui gli sposi dicono sì, o meglio lo urlano, lanciandosi col paracadute e dopo aver avuto problemi maggiori dei palombari a reperire un celebrante propenso a seguirli nell’impresa.

Forse queste curiose scelte vengono fatte solo per evitare l’impatto con gli invitati all’uscita dalla chiesa o dal comune, quando i novelli sposi vengono bombardati con tonnellate di riso. 
Ora pare sia di moda, in nome della par condicio pastaiola, lanciare anche rigatoni, farfalle, conchiglie e bucatini.
Ho assistito a un matrimonio molto allegro durante il quale gli ospiti, trascinati dall’entusiasmo ed esaurite le munizioni, hanno buttato sui freschi coniugi una dozzina di scatole vuote marca Scotti e Barilla.

Gli invitati però hanno tutti i diritti, visto che riempiono gli sposi di regali.
Moltissimi si servono delle comode liste di nozze, usanza anglosassone molto pratica anche se lievemente carente di privacy, perché tutti sapranno quanto avrete speso.
Altri invece preferiscono scatenare l’individuale fantasia in regali a dir poco originali.

Conosco una sposina che utilizzò per due mesi, come tagliere da cucina, una larga piattaforma di legno dai bordi intarsiati, che risultò poi essere una preziosa opera di un notissimo artista svedese; e un’altra che ebbe in dono una coppia di cani adulti razza pastore maremmano, con la femmina gravida.

Ma a can donato non si guarda in pancia, e le bomboniere bisogna darle lo stesso per ringraziare e poi perché il matrimonio è una cosa importante, ed è giusto che esse rimangano in casa di amici e parenti quale imperituro ricordo dell’avvenimento.

Perciò molte coppie decidono di passare alla storia scegliendo oggetti indimenticabili, quali casette di gesso dalle cui finestre si affacciano Minni e Topolino; fidanzatini di Peynet in peluche; riproduzioni a grandezza naturale (in vetroresina) del Bacio tra Amore e Psiche; portaritratti in coccio a forma di piedone nudo; maialini d’acciaio inox porta spazzolino da denti…

E dato che sposarsi è diventato oggi una cosa, oltreché faticosissima, pure dispendiosissima, è logico che gli sposini tendano a organizzare viaggi di nozze riposanti ed economici.

Intervistati durante il rinfresco infatti, alla classica domanda:
Dove andate di bello?”
rispondono d’un fiato:
 “Allora: partiamo stanotte da Milano per Roma. Da Roma a Mosca, da Mosca a Damasco, da Damasco a Delhi, da Delhi a Tokyo, da Tokyo a Città del Capo, da Città del Capo a Veracruz, da Veracruz a Ottawa, da Ottawa a Santiago, da Santiago ad Adelaide e poi torniamo”
“Ma quanto tempo starete via?”
“Le ferie spettanti: quindici giorni

Roba da far diventare verde di rabbia Phileas Fogg; lui, per fare il giro del mondo, di giorni ne impiego’ ben 80.

©Mitì Vigliero

E voi avete stranezze matrimoniali da raccontare?

***

Angela, qui
Beppe, qui
Luca, qui
Valentina, qui
ZiaPaperina: E i filmini dei matrimoni? ;oD

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


22 Replies to “De’ matrimoni”

  1. “Matrimoni per amore, matrimoni per forza
    ne ho visti di ogni tipo, di gente d’ogni sorta
    di poveri straccioni e di grandi signori
    di pretesi notai e di falsi professori
    ma pure se vivrò fino alla fine del tempo
    io sempre serberò il ricordo contento
    delle povere nozze di mio padre e mia madre
    decisi a regolare il loro amore sull’altare..”

    da “marcia nuziale” di f. de andré

  2. “Ma la sposa aspetta un figlio…” di un altro. Glielo hanno detto, a nozze celebrate, durante il banchetto, sfarzosissimo, nella migliore sala da ricevimenti di Bari, tra gli antipasti e i primi.
    Questo l’ho scoperto da grande. Allora avevo sei anni e vedevo una sposa piangere e gridare “no, non ci vado” e uno sposo che si dimenava, mentre i parenti gli tenevano la mano sulla bocca e lo trattenevano per le braccia.
    Ogni tanto, gli sposi sparivano. Comunque, il matrimonio è andato avanti sino alle bomboniere. Nelle notte, ho appreso dopo, lui fu ricoverato in psichiatria e lei riportata da mammà.
    Una tragedia.
    Una stranezza più piacevole ad un matrimonio in una comunità albanese, in Basilicata. Ero in vacanza, nell’agriturismo. Tutti siamo stati coinvolti, perchè tradizione vuole che non deve avanzare una briciola di cibo o una goccia di vino. Gli avanzi soni cattivo auspicio per gli sposi.
    (uff quanto scrivo;)
    buona giornata bella :*

  3. Il più strano l’anno scorso in questo periodo, un coppia non più giovanissima che si sposava per la seconda volta (la prima, fra loro) e però fra primi matrimoni e convivenze varie c’erano 3 figli da parte di lei e 4 da parte di lei, e poi gli ex compagni e ex compagne a loro volta coi nuovi compagni e i nuovi figli, con innumerevoli ex suoceri e ex cognati.
    E’ bello mantenere buoni rapporti con gli ex e le loro famiglie certo, ma io non ho fatto che fare gaffe una dietro l’altra confondendo ex parenti e figli vari. Famiglia non allargata, ma allargatissima.

  4. bè io non ne faccio molti…. più congressi che altro ma ogni tanto capita di organizzare un matrimonio……. e la faticaccia è la mia, non la loro!
    loro hanno in circolo adrenalina da vendere, specialmente le lei:) hanno da ridire su tutto su tovaglie su menù su qualsiasi cosa… poi appena passata la cerimonia al pranzo o alla cena si addolciscono … era tutto stupendo dicono…non so se per il tasso alcolico o se pper la depressine post matrimonium…. la richiesta più strana?…… la torta fatta dentro ad una barca, la bomboniera più intelligente? una bandana con dentro i confetti ed un bollettino postale destinato ad una associazione benefica (ps gli sposi hanno dirottato tutti i soldi spesi in regalo a questa associazion, il matrimonio più funny? in un paese dell’entroterra in piazza dove ha partecipato tutto il paese con tanto di damigiana

  5. Visti i tempi che corrono il mio viaggio di nozze è stato “strano”: dieci giorni di dormite, camminate e laute mangiate a Cervinia

  6. I miei hanno dovuto rimandare il matrimonio di 15giorni perchè mia nonna è finita d’urgenza all’ospedale. quando finalmente il fatidico giorno è arrivato, mia madre ha rischiato di arrivare in chiesa prima di mio padre, che era stato bloccato da alcuni parenti arrivati da fuori Genova.
    Al matrimonio di una mia cugina, io mia sorella e altri due bambini abbiamo sradicato il lavandino del bagno delle donne. Al matrimonio di un’altra mia cugina siamo arrivati per ultimi al ristorante con tutti che ci aspettavano per mangiare, perchè ci si è fermata la macchina in autostrada!
    Detto ciò penso che è meglio che la gente ai matrimoni non mi inviti!ahahahah

  7. Ok, sto uscendo. Giaccone di lana su vestitino di pizzo (ci son 16°), scarpe accollate a posto dei vezzosi sandalini d’oro e ombrello (diluvia).
    Vabbé che sposa bagnata sposa fortunata, ma mi sa che qui si esagera…;-D

  8. Buon divertimento e mi permetto un suggerimento per le bomboniere:all’Unicef se ne confezionano di belle e tutto il ricavato e’ a scopo benefico, naturalmente.

  9. Una cosa però è cambiata profondamente – avverbio credo appropriato – come si evince dalle mie riga che seguono:

    “Primo esempio.
    A quel dì, dopo il matrimonio “d’amore” c’era il viaggio di nozze, come no. In genere durava tre settimane ed era anch’esso giudizioso. Nel senso che la prima settimana era stanziale: una bella città, un bell’albergo e di lì non ci si spostava finché non si era sbrigata l’incombenza, complicata anche dalla inesperienza maschile. Nelle successive due settimane, ville venete e tombe etrusche, e un gran lavorìo di francobolli e cartoline, scritte e imbucate acciocché il popolo, tutto il popolo sapesse.
    Secondo esempio.
    Oggi nessuno oserebbe più dire ad una ragazza ventenne “hai uno sguardo virgineo”. L’ultimo che ci provò fu un ragioniere di Saronno, in un tardo pomeriggio del 6 aprile del 1983. Si beccò un ceffone a piena palma dalla offesissima ventenne, e non poté nemmeno far causa per lesioni, perché la giovane era in grado di produrre (sì di produrre!) fior di testimonianze risalenti sino a cinque anni prima, che attestavano l’impossibilità del fantomatico sguardo virgineo”.

    Le signore qui presenti hanno certamente tutte lo sguardo virgineo, lo posso dire tranquillo, tanto la rete mi protegge dagli schiaffi…

    buona serata
    Primo

  10. O.K. che il matrimonio sia massacrante da preparare, anche se non ne ho mai progettato uno;
    Interessantissimo il matrimonio sott’acqua, e qui dalle mie parti verrebbe benissimo, ma come si fa a dire il fatidico si??Chi tace acconsente??
    Potrebbe essere innovativo il matrimonio in video-conferenza con sacerdote, sposo e sposa in luoghi differenti…l’unico problema sarebbe il bacio da scambiarsi dopo il si, anche se a ben vedere è una cosa che succede solo nei film!!!
    Vabbè non dico altro…
    Ciao Mitì..

  11. Anche io oggi ero a un matrimonio! E il tempo era (ed è tuttora) pessimo. Però, dai, vogliamo mettere con l’allegria che trasmettono i matrimoni?

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