Di Caprettari e Barberie

 

Roberto mi ha spedito questa foto (qui in grande), scattata il 28 aprile, giorno dello ZenaCamp.
Lo incurioscono il nome della strada, la scritta Trotsky sotto e sotto ancora la scritta Off Limits qualche cosa ormai sbiadita….

Quest’ultima sì, probabilmente risale alla fine dell’ultima guerra; ve ne sono parecchie nella zona cosiddetta del Molo: quella che abbraccia il Porto.
L’altra, vista l’ortografia del rivoluzionario nome, è decisamente più recente  ;-)
E se poi il Comune si decisse a porre delle targhe un po’ decenti, sarebbe cosa buona e giusta…Ma questa è un’altra storia. 

Riguardo alla denominazione, vico Caprettari deriva proprio dai macelli dei caprettari che sino all’inizio del secolo scorso si trovavano lì; la carne di capretto, un tempo consumata dai genovesi molto più di quella bovina, veniva poi venduta in speciali bottegucce di legno che stavano appoggiate ai muri della Chiesa di Sant’Ambrogio e di Palazzo Ducale.

E Bob, chissà se sei passato davanti al n° 42Rosso di quel vico?

Lì si trova la Barberia Giacalone; una cosa talmente bella che, per proteggerla e conservarla, è stata acquistata dal FAI.

Una storica bottega di barbiere, funzionante dal 1922; uno stile Liberty fantastico, degno di un testo di storia dell’arte; così speciale che René Clément  la volle assolutamente in una sequenza de “Le Mura di Malapaga“…

Qui trovi un’intervista all’attuale gestore.
Qui  alcune foto.

Quando torni, ti ci porto :-)  

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

21 Replies to “Di Caprettari e Barberie”

  1. La nota parsimonia del popolo ligure vista solo come un difetto, ha avuto anche il pregio di aver salvato decine e decine di locali storici, e io lo so bene visto che ci “vivo” dentro……

  2. Accidenti, che magnifica bottega! Andrei tutti i giorni a farmi la barba lì solo per guardarla

  3. La Barberia Giacalone, che meraviglia! Ora che ci penso, ho proprio voglia di smetterla di andare in giro e tornare a vedere casa mia. Il prossimo tour lo faccio nei caruggi, con tanto di mappa!

  4. Grazie Miti’, interessante come sempre.
    La prossima volta che sono a Genova ci vado senz’altro e poi andiamo a bere un caffè da Romanengo…

    Buona giornata

    roberto

  5. This area is off limits to all allied troops. Secondo me dovrebbero conservarle tutte, queste scritte, sono un documento storico, invece guarda lì :/

    Di botteghe storiche qui da noi ce ne sono di meravigliose e per tutti i gusti e acquisti. Stanno censite con foto e caratteristiche in un librino del comune. Se lo trovo metto il link?

  6. bellissimo il barbiere decò, si entra in un altro mondo da cui non si vorrebbe più uscire!
    perhcé non fanno così anche quelli da donna, invece di tutto quel “moderno contemporaneo e rumoroso” che mi fa sentire sempre un po’ a disagio?
    :)

  7. Si dai che bello, facciamo da cicerone ai nostri due foresti! Torno oggi ma tardi in serata. Ti ho fotografato dei tramonti magnifici!Besos.

  8. Come ha già detto caracaterina, la scritta era un avvertimento alle truppe alleate a stare lontane dai vicoli, dove si spingevano alla ricerca di compagnia finendo regolarmente spennate. Ma tu sei la più adatta ad approfondire lo spunto.

  9. vico dei caprettari quanto tempo è che non ci passo… mi ricordo che una quindicina di anni fa suonavo spesso col mio complesso in un piccolo locale che era proprio in quel vicolo, si chiamava Lukrezia. che ricordi, devo dedidermi a scriverli da qualche parte prima che spariscano nei meandri della mente.

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