Perché si Dice: Questioni di lana caprina

Fare questioni di questo genere, significa “cavillare, esaminare con eccessiva pignoleria, insistere pedantemente su cose prive di vera importanza”.
Questo modo di dire venne usato dal poeta Orazio nelle “Epistole” (I, XVIII, 15), in cui prendeva in giro chi perdeva tempo (e lo faceva perdere agli altri) disquisendo prevalentemente e pedantemente su questioni banali e stupide, simili alla lana di capra che non aveva alcun valore commerciale.
Infatti, una volta tosata, quella lana si presentava in bioccoli duri, intricati, difficili da sgrovigliare; e una volta filata con grande difficoltà, era pungente, ruvida e ispida, per nulla facile da lavorare e sgradevole da indossare.
Le questioni di lana caprina insomma costano solo fatica pratica e mentale, senza dare in realtà nessun valido e concreto risultato.

© Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

17 Replies to “Perché si Dice: Questioni di lana caprina”

  1. Orazio….aggiornati…!!!!

    Cashmere
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    Vai a: Navigazione, cerca

    Il cashmere o kashmir o casimiro è la peluria fine e soffice del sottovello (duvet), lo strato inferiore lanoso del pelo, della capra hircus. I peli più rigidi e grossolani del manto esterno sono detti giarre. La raccolta delle fibre di cashmere si esegue con un processo di pettinatura per lo più manuale dell’animale durante la stagione della muta. Le capre mutano il pelo in un periodo di diverse settimane in primavera. Ogni capra produce in media di 100–200 grammi di pelo lanoso fine. Il cashmere ha una mano superbamente morbida che produce una sensazione vellutata e soffice.

    la suddetta lana si produce in buona quantità e qualità nella regione del Kashmir…conteso per questioni geopolitiche… e anche per questioni di….lana caprina….
    da…India….Pakistan…Cina…

  2. …finalmente…di nuovo quì!!!

    Oggi sarò pessimista: SONO LE “QUESTIONI” DI CUI ORMAI TROPPO SPESSO CI OCCUPIAMO, lasciando ciò che vale, per ciò che vale di meno…
    P.S. Uno dei prossimi giorni parlerò di questo ECCELSO BLOG in un mio post nel mio blog…
    A presto, un abbraccio…
    Ed anche per oggi ho detto la mia!!!!

  3. dici che dibatterete parecchie questioni di questo tipo all’assemblea di condominio? :-)

    se vuoi stampo anche a te la maglietta con la mia ultima citazione: “Alla riunione di condominio ti esprimi malissimo per dire cose che ti stanno a cuore. Alla riunione d’ufficio ti esprimi benissimo per dire cose di cui non ti frega nulla.
    E nessuno ti ascolta, in entrambi gli scenari.”
    Baci
    Tengi

    P.S. grazie per il commento

  4. Non esistono questioni di lana caprina, esistono invece persone di lana caprina. Per le assemblee di condominio ho trovato una soluzione drastica: delego ogni volta un condomino meritevole di fiducia, così mi evito tre ore di noia tendente allo scazzo.
    Le vedo in azione al super, le persone di lana caprina: bastano dieci grammi di più sul prosciutto o un carrello per traverso o una cassiera che non sorride a comando per scatenarne la libidinosa litigiosità, gli occhi brillano dal piacere. Guardarli negli occhi con sguardo tranquillo, se del caso, così abbassano loro lo sguardo. Non vogliono risolvere i problemi, è il problema la loro soluzione. Non amano Mozart, qualcuno c’è anche in rete e giochicchiano (uffa!) coi multinick: personalità zero, però suddivisa.

    Stasera passeggio con un amico, il Botswana e il Bangla Desh li sistemiamo, per l’Iraq è più dura, vedremo la prossima.

    saluti peripatetici
    Primo

  5. ussignur l’assemblea di condominio! di solito per affrontarle meglio mi sparo un paio di bianchetti a digiuno, in bocca al lupo cat

  6. in gernere nelle assemblee dei condomini si trova la summa dei personaggi-frustrati-perditempo che allignano in ogni dove

    saludos