Goodbye, Kurt

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Ho compiuto ottantadue anni l’11 novembre 2004. Che effetto fa essere così vecchi? Non riesco più a fare un parcheggio in retromarcia come Cristo comanda, quindi per favore non mi guardate mentre ci provo. E poi la forza di gravità è diventata molto più ostile e difficile da gestire di quanto era un tempo.

Quando uno arriva alla mia età – se ci arriva, alla mia età – e durante la vita si è riprodotto, si ritrova a chiedere ai propri figli, che non sono più ragazzini neanche loro: “Ma che senso ha la vita?”. Io ho sette figli, tre dei quali in realtà sono miei nipoti rimasti orfani.

Ho posto la domanda sul senso della vita a mio figlio pediatra. Il dottor Vonnegut ha risposto così al suo vecchio padre tremebondo: “Papà, siamo qui per darci una mano l’un l’altro ad affrontare questa cosa, qualunque senso abbia”

(Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria, Trad. Martina Testa, minimum fax, 2006)

 

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

21 Replies to “Goodbye, Kurt”

  1. Cara Signora, sono felice di vedere che in questo giorno funereo per gli uomini-animali danzanti ti sei subito ricordata del vecchio Kurt. Imprescindibile. Ma perché tutto finisce? Che rabbia! mz

  2. “E poi la forza di gravità è diventata molto più ostile e difficile da gestire di quanto era un tempo.”
    Triste leggerlo ora…….

  3. la vita ha sempre un senso…in questo caso sta tutto nelle parole di un figlio

  4. Roger, aveva adottato i 3 figli di sua sorella rimasti orfani da piccini. E lui ne aveva 4 di suoi. Che senso avesse la vita lo sapeva di certo, e l’amava tutta; era il dover morire che non gli andava giù. :-*

  5. Sì, i grandi scompaiono uno alla volta, il dramma è che non sappiamo ancora dire quali siano “nuovi” grandi che di certo stanno già tra di noi…

  6. la morte dobbiamo accettarla fa parte di noi e della nostra vita…l’unica speranza e di viverla pienamente fino all’ultimo attimo io ho sentito il suo tocco freddo un paio di volte..una volta in mare…l’altra in un grave incidente d’ auto…non sono matto , non mi faccio beffe di lei,so che un giorno vincerà e si porterà via le mie spoglie mortali…e perciò mi preparo dando un senso tutti i giorni alla mia vita ,cercando di trasmettere la parte migliore di me ai miei figli,se ciò avverrà…puo darsi che la sua non sia una vittoria…ma solo un pareggio…e ciò mi renderebbe eternamente felice..

  7. William, è la stessa cosa che ho scritto poco fa nel blog di Zat http://www.lastampa.it/zatterin
    Io non so se di certo sono già fra noi, può darsi; so solo che per ora non ne vedo…O non hanno (ancora?) visibilità, o davvero manca quel “quid” che i grandi dovrebbero avere per essere riconosciuti tali da tutti. Mah. Si vedrà. :-*

  8. Cavolo un altro grande della letteratura di anticipazione che se ne va. Rimangono sempre meno…
    Ciao Kurt…

  9. E’ sempre molto triste quando un grande
    se ne và. Grande scrittore, grande uomo
    critico e ironico: ” Così è la vita “

  10. Un grande pensatore, un uomo capace di riflettere sul nostro esistere.
    Bello il tuo ricordo per lui, cara.

    Un saluto,
    AnnA :)

  11. Un grande.
    E’ passato, ha lasciato una bella traccia sulla superficie di questo mondo.
    E’ stato un piacere.

  12. che bel ricordo, placida.
    ne ho solo sentito parlare, è una lettura di una generazione avanti alla mia, oppure due dopo.
    ma forse, più avanti chissà :)

  13. Orecchie abbassate. Non mi va più nemmeno di scriverlo sul blog, basta necrologi. Si potrebbe avere una moratoria di un quinquennio, intanto che cerco di maturare un qualsiasi approccio alla faccenda?

  14. Mio nonno morto a 84 anni mi diceva “vegnii veggi l’è bruttu, ma nu poilu vegni l’e pezzu” diventare vecchi è brutto ma non poterlo diventare è peggio

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