A Cornigliano c’era un Castello…


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C’era una volta a Cornigliano, nel ponente genovese, un bellissimo castello in riva al mare, con a fianco una spiaggia dall’acqua limpida. Una spiaggia anche letteraria; fu proprio lì che cadde la Luigia
Il castello somigliava un poco  a quello del Miramare di Trieste , e il suo proprietario era Edilio Raggio (1840-1906)  , personaggio amatissimo dai genovesi e considerato allora l’uomo più ricco d’Italia.
Fornitore ufficiale di carbone della Marina e delle Ferrovie, creatore della Società Trasporti Marittimi Raggio&C, fondatore a Sestri Ponente del primo stabilimento di siderurgia della Ferriera, proprietario di miniere, altoforni, industrie di macinati, zuccherifici, cotonifici, assicurazioni, banche.
La sua fortuna oscillava dai 150 ai 200 milioni di lire annue.
Per erigere  il castello, Edilio nel 1879 pagò il terreno 50.000 lire (1000 lire di allora valevano circa 7 milioni di lire del 1995, 3.500 euro); per costruirlo, ne spese 660.000.
In quel maniero, sia con lui che con suo figlio Carlo, venne ospitata la Storia: Umberto I, la regina Margherita, Giolitti; nel ’22 i rappresentanti di 34 nazioni, capitanati dal ministro Facta, in una Conferenza destinata a riorganizzare l’economia del dopoguerra.
In quegli anni (e precisamente nel ’26) nacque l’idea di far nascere “la Grande Genova”, realizzando un’area industriale con grandi impianti siderugici, e nel ‘38 iniziarono i lavori dell’aeroporto.
Poi tornò la Guerra; gli eredi di Raggio sfollarono nel basso Piemonte, e la Storia si scatenò, ma non in modo positivo.
Sulla spiaggia a fianco del Castello deserto, dapprima vennero create rudimentali saline ove s’evaporava l’acqua di mare su lamiere scaldate da fornelli; c’era bisogno di legna da ardere; vennero distrutte le piante del giardino, e i fumi danneggiarono le pareti interne.
Nel ’40 l‘Ansaldo pose sempre sulla spiaggia i cannoni per collaudarli, danneggiando con le vibrazioni gli affreschi e stucchi dei grandi saloni; poi venne occupato da un presidio militare di 300 soldati austriaci agli ordini del Comando Tedesco e, infine, il 25 aprile del ’45 i partigiani lo assaltarono.
Nel ‘46, del Castello rimaneva solo lo scheletro in muratura; spariti arredi,  gradini e balaustre di marmo, serramenti,  orditure del tetto, tubature.
La gente tornava lentamente alla spiaggia, libera dai cannoni, e dall’acqua ancora limpidissima; i bambini giocavano nell’immenso rudere, sotto gli alti soffitti completamente sfondati dai quali si vedeva un cielo ancora azzurrissimo.
Poi la Finsider (Iri) iniziò a mettere in pratica il Piano Sinigaglia
Il 18 aprile 1950, Edilio Raggio marchese D’Azeglio (figlio di Carlo) vendette per 12 milioni (1000 lire del ’50 valevano circa 25.000 lire del 1995, 12 euro) il castello all’ingegner Mario Ricci.
Il 14 aprile del ’51, uomini vestiti con le tipiche divise di velluto a coste dei minatori, minarono il rudere; suonò la tromba d’avviso, vi fu un’esplosione: alle 17,50 era tutto finito e scomparso.
Però sono ancora in molti a vedere con gli occhi della mente, di fianco alle acciaierie di Cornigliano , la figura del Castello Raggio: impalpabile e pallido fantasma di tempi, regni, fortune svaniti dalla terra, ma non dalla memoria.

©Mitì Vigliero

Approfondimenti
1)Sulla trasformazione industriale e paesaggistica di Cornigliano, leggere qui
2) Qui altre notizie sul Castello ed Edilio Raggio
3) Qui uno splendido testo illustrato sull’argomento
4) Qui una serie di cartoline dell’epoca

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

27 Replies to “A Cornigliano c’era un Castello…”

  1. Ma dai, era l’oggetto di una monografia, sull’industrializzazione di quella zona, per un esame di storia :) Ma non era “accattivante” così, come il tuo post ;)

  2. Ma riesci a fare diventare magiche anche le acciaierie di Cornigliano!!!!
    Ora lo vedrò anche io quel castello, ogni volta che passerò da lì………….
    :o*

  3. diVerde, è un discorso complesso…negli anni hanno dato lavoro a migliaia di persone, anche se i danni ambientali sono stati mostruosi. Quando sono state costruite nel 50 non c’era la minima attenzione al paesaggio, da nessuna parte al mondo. Appena finita la guerra, c’era solo voglia di ricominciare, e di stare bene. E poi i problemi sono venuti dopo, complicati anche dalla politica, che tutto complica…Leggiti il primo approfodimento che linko: è interessantissimo :-*

  4. Tambu, è impossibile oggi quantificare perfettamente, i valori dell’euro sono “fittizi”…Ti basti sapere che dalle tabelle ufficiali della Banca d’Italia, 1000 lire del 1870 equivalevano a 7 milioni di lire del 1995). Valore già dimezzato negli anni 30. E hai visto nel ’50…:-*

  5. bel post mi è venuta un po di malinconia a dir la verità sarebbe bello rivedere quel castello ora e senza le acciaierie o ciò che ne rimane…peccato davvero!
    e io a cornigliano hills 16152 ci vivo;)

  6. Oh che bello! Mi chiedevo quando ne avresti parlato! Mio papà ricorda poco e male il castello in piedi, era davvero piccolo: però mi diceva sempre che quando andavano a fare il bagno a Cornigliano, gli ultimissimi tempi che ancora si poteva (e già quasta mi sembra una cosa lontana secoli!), vedeva sul fondo pezzi dei mosaici e dei pavimenti interni. Poi si sono spostati a Prà (e anche questa mi sembra strana…fare il bagno a Prà!!! Che malinconia)

  7. A me ricorda parecchio quello di Rapallo. E anche, per spostarsi molto lontani, uno in Calabria che è nella stessa posizione sul mare, ma che non mi ricordo come si chiama (forse Capo Rizzuto).

  8. Ancora una volta nel nome del progresso si distrugge il passato………………
    Non conoscevo la storia del castello, grazie

  9. Casualmente, cercando nelle foto di Govi, mi è apparsa l’immagine del Castello Raggio. Ho provato subito una gran malinconia. I miei ricordi mi riportano a quando ero bambina che felice correvo su quella spiaggia che ora non c’è più, a quel mare limpido e pulito che profumava di salsedine. Ai pescatori che verso sera tiravano le reti sulla spiaggia e noi bambini eravamo elettrizzati nel vedere il sacco della rete, affiorare dall’acqua con i pesci all’interno. Tempi in cui bastava poco per farci felici, tempi in cui i bambini erano bambini. Castello Raggio, anche se non ci sei più, esisti sempre come un bellissimo e caro ricordo.

  10. In relazione alla risposta di Placida Signora del 29.1.08 dove si felicitava di aver risvegliato in me ricordi belli per il Castello Raggio, vorrei dire che molti altri ricordi belli ho di Genova.
    La Genova dove i “GENOVESI” erano un popolo che amava la sua città, dove l’educazione era uno stile di vita, dove ad ogni ora di giorno e di sera, potevi uscire per la strada e trovare un calore umano ormai dimenticato. Oggi si vive in mezzo alla spazzatura, al non rispetto per gli anziani, alle parole oscene che escono dalla bocca di adolescenti. Sui bus regna incontrasta la maleducazione,si vive con la paura di essere aggrediti e derubati. Sono passati i tempi che lasciavi le chiavi sotto lo zerbino. I muri di Genova deturpati da scritte deliranti, il meraviglioso Centro Storico ridotto ad una accozzaglia di gente di ogni razza, vicoli puzzolenti, escrementi di ogni genere, mendicanti ad ogni angolo. Genova è diventata una città sporca e invivibile, ma è pur sempre la mia città e la amo e non dispero che possa cambiare. ENRICA

  11. Cara Sig.ra Placida, sfoglio sempre il Suo sito ma, non trovo nuovi interventi.Mi chiedo perchè. Eppure stanno accadendo a Genova eventi che la portano all’attenzione di problemi pressanti, quali il degrado del Centro Storico, per non parlare della Moschea argomento attualissimo. La saluto caramente Enrica

  12. Enrica, perché per professione mi occupo solo di storia e passato, lasciando il commento dei fatti attuali ad altri colleghi. E forse, conoscendo il passato, si comprende meglio il presente…Un grande abbraccio! :-*

  13. Salve per caso ho trovato il vostro sito ,per i bei ricordi che proponete c’è veramente da piangere per quel che abbiamo distrutto nel passato e non solo quello,non dimenticherò mai che il 14/aprile/1951 avevo quasi 10 anni ed ero nei campi da bocce dell’Ansaldo in Villa Maria a giocare ed ho sentito i botti che stavano demolendo il castello .Veramente un capitolo molto triste CORDIALMENTE Ido

  14. io sono del 1943 e mi ricordo ancora il castello raggio perchè ci andavamo alla spiaggia e mio padre e i miei zii andavano a pescare, che bei tempi!e il rpofumo di fiori che c’era nell’aria prima dell’italsider, è indimenticabile, perchè riuscire a rovinare sempre le cose che ci possono parlare dei nostri vecchi?ciao