Le private scaramanzie

Nei commenti al post di ieri, Floria ha elencato una serie di manovre scaramantiche svolte dagli studenti dell’esame di Maturità (lo riporto sotto, assieme ad altri sullo stesso tenore).

Certo, gli studenti sotto esame sono estremante superstiziosi; ma a pensarci bene, tutti noi abbiamo o abbiamo avuto i nostri piccoli “riti privati” ai quali, più o meno consciamente, non sappiamo rinunciare, e che sono una via di mezzo fra scaramanzie e piccole manìe

Camminare su un selciato a mattonellone facendo attenzione a non pestare le righe;  indossare per sbaglio un indumento al contrario e, prima di rimetterlo nel verso giusto, fare un semigiro su se stessi; andare a un appuntamento importante (di lavoro, o un esame, o sentimentale) mettendo sempre un determinato oggetto addosso perché ci “portabuono”; non leggere quotidiani che non siano intonsi (ossia mai sfogliati da altri) ecc. ecc.

E i vostri, quali sono stati e quali sono?

***

Floria: (Fra gli studenti dell’esame di Maturità si sono diffusi) altri riti apotropaici: fare cento saltelli a zoppogalletto, dare cento baci (in bocca), toccare cento t*ette, toccare cento … c*uli (giuro!) e simili. Mi hanno detto che gli studenti pisani preferiscono recarsi, a cento giorni dell’Esame, sulla spiaggia, scrivere sulla battigia il voto previsto ( o desiderato)e attendere che le onde se lo portino via. Per quanto riguarda gli universitari si dice che non si deve assolutamente salire sulla Torre pendente: ogni piano equivale ad un anno fuoricorso (credo che analogo uso ci sia a Siena per la Torre del Mangia). Io sono salita sulla Torre, in quattro anni, solo dopo la discussione della tesi, da sola, abbandonando amici e parenti in festa (era uno sfizio che mi volevo proprio togliere): non si sa mai …

Glossy: Sempre a Milano noi studenti della Statale, avevamo un’altra scaramanzia. C’era una porta d’ingresso dalla quale non bisognava MAI entrare, pena il non conseguimento della laurea. Una volta ci sono passata per sbaglio, perchè dall’altra parte avevo visto il tipo che mi piaceva, e mi sono laureata lo stesso. Però al tipo non sono piaciuta… sarà stata colpa della porta?! ;-)

Runa: Porta(s)fortuna universitari: a Genova porta sfortuna camminare nel rombo bianco al centro del pavimento del chiostro a giurisprudenza, questo fino alla laurea. Dopo la laurea ci si può passare tranquillamente, perché non ha più effetti negativi.

Samuele: Nessun rito. Semplicemente un portafortuna sempre appeso al collo. Sembra funzionare…

ZiaPaperina: Sarà stupido….ma quando metto il rotolo nuovo della carta in bagno, la parte pendente deve sempre essere esterna, se no mi da’ fastidio. Anche quando vado in albergo, se lo vedo messo verso l’interno, DEVO girarlo….;oD

Tengi: Io non passo mai sotto le scale. E dato che una volta mi attraverò la strada un gatto nero e poco dopo mi trovai in ospedale, cerco di evitare anche i simpatici mici scuri. Poi, non getto la spazzatura dopo le 8 di sera. Dicono porti male. E date le mie passate esperienze come attrice, mai il viola a teatro. Se qualcuno mi augura “Buona Fortuna” tocco ferro; sempre per le mie passate esperienza teatrali, ciò che si deve dire è “Mer..”. Porta bene, assicurato. :-)

Chamfort: Non indosserei mai qualcosa che contenga il colore arancione. Né userei mai un oggetto arancione. Perché sono convinto che l’arancione mi porti sfortuna.

GigiMassi: Io ho il terrore di passare sulle grate dei marciapiedi, quelle che danno sui sotterranei.

Antar: A Roma si dice che se guardi negli occhi la statua della Minerva alla Sapienza non ti laurei. E mi sa che l’hanno guardata in molti…Personalmente non credo si essere molto superstizioso, mi mette solo in crisi l’”in bocca al lupo” perché, ritenendomi io tale, non riesco ovviamente a rispondere come si dovrebbe. E mi da fastidio anche quando lo fanno gli altri. e a volte capita di essere quasi costretti a “augurarlo”. Ancora non ho trovato una valida formula alternativa, in effetti…

Angela: Nessun rito, ma una attitudine mentale che, per fortuna, vado superando. Mia nonna mi terrorizzava, diceva che manifestare gioia, felicità, porta male. La fortuna ti volta le spalle :( così cerco di non gioire sino in fondo, mi “trattengo” :(

SciuraPina: Corridoio del Liceo, piastrelle bianche e nere: guai mettere il piede sulle nere, guaissimi calpestare le righe divisorie ( per chi aveva più del 42 di scarpa era un problema insormontabile). Io, per fortuna, avevo il piedino da fata.

Catepol: Ricordo ai tempi del liceo, che non bisognava passare nè sotto le scale nè tra due pali di cartelli stadali vicini, per evitare le interrogazioni. Poi se mentre andavi a scuola passava una macchina con targa non della tua provincia (ora è difficile con le targhe nuove) e come numeri centrali due cifre uguali… c’erano i pronostici anche sulla vita amorosa: 00 = amore vero, 11= ti interroga qualcuno, 22=le mie labbra sulle tue, 33= pensa a me, 44= cuore matto, 55= conquiste, giornata fortunata (questa non faceva rima non so perchè), 66=pensa a lei, 77= corna perfette, 88=amore cotto o interroga di brutto, 99 = vuole le prove (chi? non l’ho mai capito)

Irazoqui: Mai baciare una donna senza prima averle accarezzato, con due dita, la caviglia sinistra.

Grazitaly: Da sempre leggo il giornale al contrario, partendo dall’ultima pagina.

Blimunda: Durante l’Erasmus a Cork ricordo che il piazzale prinacipale del campus era tagliato da due viali diagonali e i “locali” ci avevano detto, prima di un esame, di non percorrere mai tutta la diagonale ma di spezzarla girando a sinistra o a destra e proseguire sull’altra! A parte questo…io sono un campionario vivente di piccole superstizioni. Ad esempio, non passo il salino di mano in mano e se ne verso un po’ lo butto tre volte sopra la spalla sinistra, etc etc…

JiLL: Quando andavo a scuola (secoli fa) facevo la somma della targa della prima auto su cui posavo gli occhi, se veniva 11 tutto ok, ma se il numero era diverso erano guai!! nonostante il numero delle probabilità fosse contro, quasi sempre andava bene ;-) a ZiaPaperina vorrei dire che se abitassimo insieme sarebbe una lotta!! :-))

Mitì: Se mi trovo di fronte cose numerate, la somma deve fare o 5 o 7 (miei numeri di nascita, giorno mese e anno). Ad esempio il numero di una camera d’albergo, o di una tessera, di un biglietto di cinema o teatro, o l’interno di un appartamento (sommo pure quello al civico e al piano in cui si trova  ;-)…Poi se non viene 5 o 7 fa lo stesso. Però mi è meno simpatico. ;-)

Viscontessa:  Anche io facevo il giochino di Jill ma il numero fortunato era il 27 e non l’11! Ora, ahimè, capisco tante cose:-)

Luca Moretto: Il classico segno della croce oppure in alternativa (se non ci sono persone vicine) una toccata agli zebedei!

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


37 Replies to “Le private scaramanzie”

  1. Sarà stupido….ma quando metto il rotolo nuovo della carta in bagno, la parte pendente deve sempre essere esterna, se no mi da’ fastidio. Anche quando vado in albergo, se lo vedo messo verso l’interno, DEVO girarlo….;oDD

  2. Io non passo mai sotto le scale. E dato che una volta mi attraverò la strada un gatto nero e poco dopo mi trovai in ospedale, cerco di evitare anche i simpatici mici scuri.
    Poi, non getto la spazzatura dopo le 8 di sera. Dicono porti male.
    E date le mie passate esperienze come attrice, mai il viola a teatro.
    Se qualcuno mi augura “Buona Fortuna” tocco ferro; sempre per le mie passate esperienza teatrali, ciò che si deve dire è “Mer..”. Porta bene, assicurato.
    :-)

  3. Non indosserei mai qualcosa che contenga il colore arancione. Né userei mai un oggetto arancione. Perché sono convinto che l’arancione mi porti sfortuna.
    (vedi che non è solo la sorella a essere strana in famigllia?)
    ;O*

  4. A Roma si dice che se guardi negli occhi la statua della Minerva alla Sapienza non ti laurei. E mi sa che l’hanno guardata in molti…

    Personalmente non credo si essere molto superstizioso, mi mette solo in crisi l'”in bocca al lupo” perché, ritenendomi io tale, non riesco ovviamente a rispndere come si dovrebbe. E mi da fastiadio anche quandolo fano gli altri. e a volte capita di essere quasi costretti a “augurarlo”. Ancora non ho trovato una valida formula altrnativa, in effetti…

  5. Nessun rito, ma una attitudine mentale che, per fortuna, vado superando.
    Mia nonna mi terrorizzava, diceva che manifestare gioia, felicità, porta male. La fortuna ti volta le spalle :( così cerco di non gioire sino in fondo, mi “trattengo” :(

  6. Corridoio del Liceo, piastrelle bianche e nere: guai mettere il piede sulle nere, guaissimi calpestare le righe divisorie ( per chi aveva più del 42 di scarpa era un problema insormontabile).
    Io, per fortuna, avevo il piedino da fata.
    Sciura Pina

  7. Antar, bè sì, effettivamente augurare la parola di Cambronne come fanno i francesi non si può fare con tutti…Così come il nostro “in c**** alla balena”. Forse l’ad majora, o il sursum! latini? Ma li capiranno tutti?
    :-**

  8. Angela, era per via del malo occhio altrui, invidioso di felicità, soddisfazioni e successi degli altri…(e a quello un poco credo anch’io, lo ammetto)

  9. SciuraPina, nel mio era – in caso di interrogazioni o compiti in classe- evitare di entrare dall’ingresso principale (un portone enorme) ma solo dal piccolino a lato ;-D

  10. Ricordo ai tempi del liceo, che non bisognava passare nè sotto le scale nè tra due pali di cartelli stadali vicini, per evitare le interrogazioni.

    Poi se mentre andavi a scuola passava una macchina con targa non della tua provincia (ora è difficile con le targhe nuove) e come numeri centrali due cifre uguali… c’erano i pronostici anche sulla vita amorosa: 00 = amore vero, 11= ti interroga qualcuno, 22=le mie labbra sulle tue, 33= pensa a me, 44= cuore matto, 55= conquiste, giornata fortunata (questa non faceva rima non so perchè), 66=pensa a lei, 77= corna perfette, 88=amore cotto o interroga di brutto, 99 = vuole le prove (chi? non l’ho mai capito)

  11. Durante l’Erasmus a Cork ricordo che il piazzale prinacipale del campus era tagliato da due viali diagonali e i “locali” ci avevano detto, prima di un esame, di non percorrere mai tutta la diagonale ma di spezzarla girando a sinistra o a destra e proseguire sull’altra! A parte questo…io sono un campionario vivente di piccole superstizioni. Ad esempio, non passo il salino di mano in mano e se ne verso un po’ lo butto tre volte sopra la spalla sinistra, etc etc…

  12. quando andavo a scuola (secoli fa) facevo la somma della targa della prima auto su cui posavo gli occhi, se veniva 11 tutto ok, ma se il numero era diverso erano guai!! nonostante il numero delle probabilità fosse contro, quasi sempre andava bene ;-)
    a ZiaPaperina vorrei dire che se abitassimo insieme sarebbe una lotta!! :-))

  13. Viss, ma ciascuno ha i numeri magici suoi! ;-*
    (dovresti sostituire l’indirizzo del tuo blog nella registrazione…da’ sempre ancora il vecchio. Oggi lo faccio io :-*)

  14. Ahhhh nessuno mi batte in riti scaramentici e portafortuna.
    In primis l’anello che porto da 11 anni sul pollice della mano sinistra, non esco mai di casa senza e quelle poche volte che è capitato sono DOVUTA tornare a casa a rimetterlo.
    Per i momenti importanti indosso sempre il braccialetto che mi ha regalato mia mamma per i 18 anni…
    Poi non passo mai sotto le scale, se cade il sale lo devo ributtare dietro le mie spalle, ho un vecchio gettone telefonico che all’occorenza strofino fino a renderlo lucidissimo, una sterlina nascosta in un cassetto che ogni tanto rigiro, quando entro in chiesa accendo sempre una candela, faccio sempre la storia dei tre inchini con la luna dei regalini, a volte sorrido agli sconosciuti (dicono porti bene) ma con quello che si sente al giorno d’oggi meglio farlo con parsimonia… hi hi
    Potrei andare avanti per ore ma concludo dicendo che a Brescia c’è un arco sotto cui gli studenti non devono passare se no si viene bocciati. Io per fare la spiritosona poco prima degli esami ci sono passata sotto sfidando la sorte: non sono stata bocciata ma ho avuto una valutazione bassissima rispetto all’andamento dei miei anni di studi…
    FORSE E’ DA LI CHE SONO DIVENTATA STRA SUPERSTIZIOSA….
    BACI A TUTTI

  15. AH!!!! UNA VOLTA HO AIUTATO UNA SUORA AD ATTRAVERSARE LA STRADA E LA SERA STESSA MI SONO LUSSATA IL GINOCCHIO! (Mi è uscita di sede la rotula)…
    Mi stanno ancora prendendo in giro per quella storia… hi hi hi

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