I giorni della Vecchia

 
(sotto casa, marzo scorso)

Marzo è mese dedicato a Marte, divinità dall’umore instabile ed irascibile – e non a caso, visto che era il dio della guerra.
Il suo brutto carattere venne riconosciuto dagli umani sin dall’antichità, soprattutto dal punto di vista meteorologico; pur mostrando netti segni di fine inverno con fiori e germogli, giornate calde, uccellini intenti alla fabbricazione del nido e risveglio della Natura in genere, l’esperienza contadina sa che di lui occorre sempre diffidare perché, come dice il proverbio, “al principio o alla fine, sempre Marzo versa il suo veleno” con freddi improvvisi e dannosi.

Un’antica leggenda del centro Italia racconta che Marzo, tanti e tanti anni fa, aveva solo 28 giorni. Ma visto che gli uomini lo prendevano sottogamba, non temendolo certamente come i suoi rigidi fratelli Dicembre, Gennaio e Febbraio, decise di vendicarsi allora e ancora lo fa.
E la colpa fu tutta di una Vecchia pastora che per tutto il mese era riuscita a proteggere i suoi agnellini dai repentini sbalzi climatici marzolini; questa, la sera del 28 esclamò in tono sfottenteE ora con la tua fine la pianterai di fare il matto, oh Marzo bislacco!”.
Fu così che il mese, atrocemente offeso, chiese in prestito ad Aprile tre giorni in cui scatenare tutta la sua cattiveria con gelo, neve e vento; e in quei tre giorni morirono per il freddo improvviso non solo gli agnellini della Vecchia e degli altri pastori, ma anche tutte le erbe e i germogli già spuntati nei prati stecchirono sotto la neve, inaspettatamente caduta; e ghiacciarono i petali dei fiori degli alberi da frutto; e il vento e la pioggia spazzarono via i piccoli nidi in costruzione e la Vecchia stessa, che imprudentemente aveva smesso gli abiti pesanti, si prese un accidente e defunse di polmonite.
Così Marzo, dopo tanta distruzione, poté finalmente andarsene soddisfatto, e gli ultimi suoi 3 giorni furono chiamati, da allora, i giorni della Vecchia.

Nel riminese invece si chiamavano “i dé (giorni) d’la canucéra”, giorni dotati di un’ora misteriosa e da nessuno conosciuta in cui qualunque cosa si fosse fatta sarebbe andata a mal fine.
Per questo i contadini evitavano ogni attività nei campi, i pescatori di pescare, le partorienti (umane o animali) di partorire; difatti in Romagna, per definire qualcuno un po’ tonto, sfortunato o caratterialmente bizzarro, gli anziani ancora dicono “ ‘l’é nasù e dé (è nato nei giorni) d’la canucéra”.
Pare che il nome derivasse dalla conocchia (canucéra, appunto) simboleggiante le tre Parche, riferendosi precisamente ad Atropo, colei che di punto in bianco tagliava il filo dell’esistenze altrui.

E visto che da sempre i romagnoli consideravano marzo mese generalmente infausto per l’agricoltura, tentavano pure d’ingraziarselo con canzoni beneauguranti, o con i “lom a mèrz“, i lumi di marzo, piccoli falò accesi sulle colline e nei campi in quelle tre notti, qualunque condizione atmosferica vi fosse, per indicare la retta via a Proserpina, dea della Primavera, che proprio in quei giorni usciva dalle tenebre dell’Ade per ritornare sulla Terra a fecondarla.

©Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


30 Replies to “I giorni della Vecchia”

  1. Ribadisco il concetto già espresso in passato: Tu Pla, dovresti essere pagata per questo blog.

    Ti adoro! P4T

  2. La corancchia è il mio uccello preferito.
    E Atropo trovo che abbia un suono bellissimo.
    Dici che mi devo preoccupare?

    Cantando Marzo porta le sue piogge, la nebbia squarcia il velo,
    porta la neve sciolta nelle rogge il riso del disgelo, il riso del disgelo…
    Riempi il bicchiere, e con l’inverno butta la penitenza vana,
    l’ala del tempo batte troppo in fretta, la guardi, è già lontana, la guardi, è già lontana..

    [Francesco Guccini – Canzone dei dodici mesi]

  3. Insomma, oggi con st’acqua alta so che devo mandar le maledizioni alla vecchia.

    E pensar che da noi darsi della “vecia” è gesto affettuoso. Taci che la placida riempie le mie mancanze…

  4. In origine Marzo si chiamava Marcio perchè era stato dimenticato fuori sul balcone e coll’acqua e i primi caldi era marcito. Poi siccome eravamo in Romagna, la gente invece di “Marcio” diceva “Marzo”: gli si è attaccato quel nome lì e non è più riuscito a toglierselo, ma il nome vero sarebbe “Marcio”. [Animali spiaccicati, Einaudi – Elio e le storie tese]

    Sti Romagnoli… ;)

  5. In Brianza e sulle prealpi si ricorda ancora l’antichissima consuetudine di “ciamà l’erba”, cioè “chiamare l’erba”, percorrendo, alla fine di febbraio o ai primi di marzo, i prati ancora duri per il gelo e producendo un forte rumore con campanacci, per invitare l’erba a venir fuori dalla terra.
    Sciura Pina

  6. Sciura Pina, mi ricorda qualcosa di simile che avviene altrove…Mah, poi mi verrà in mente (ogni tanto la somma d’informazioni contenute nel mio capìno va in palla ;-D*

  7. A parte che mi sono commossa per la strage di agnellini, spero vivamente che Proserpina nom si sia persa. Qui nelle pianure lombarde fa un freddo Inut!

  8. ma a questa vecchiaccia non si poteva incollare la dentiera col kukident!mannaggia a lei,vieni a vedere che neve bassa bassa è scesa ieri pomeriggio! saluti coi brividi cat

  9. Febbrarittu curtu e malidittu, marzu è paciu, e sta attentu al 4 de aprilanti perché 40 dì duranti … Eh si, un Umbria si dice questo. Qui dove la vegetazione è lussureggiante e i monti presenze buone e confortanti, solo febbraio è maledetto: freddo intenso, ghiaccio e nebbia terranno queste terre nella loro morsa implacabile, mentre marzo è solo matto quindi imprevedibile. Nella giornata del 4 aprile e soltanto in quella, si osserva con attenzione il tempo: se piove in quel giorno continuerà per 40 giorni consecutivi… noi speriamo sempre in una bella giornata di sole…Non conoscevo la storia della vecchia: è molto bella e suggestiva!

  10. se la Vecchia non era morta di suo ci pensavo io!!!! ho gli albicocchi carichi e se ghiaccia adesso la raccolta va a *ramengo*
    ;-)

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