Su Vogue America guai a scrivere “Blog”

(da un articolo di Maria Giovanna Maglie su Dagospia)

Anna Wintour ha proibito ai suoi collaboratori la parola “blog” perché, sostiene, ha un suono volgare, stridente, e ha ordinato di trovarne una più chic in alternativa.
Ora, un blog è un blog, al massimo può essere un web log, però anche la Wintour è “un diavolo in Prada”, così tra i collaboratori l’ansia è alle stelle
.”

Per sapere qualcosina di più sulla dolce et amorevole personaggia direttrice di Vogue America, vi invito a leggere qui

Voi avete qualche suggerimento da dare a quei poveretti
dei suoi collaboratori?

Zu: Diario telematico, diario in rete (”web journal” in inglese)

iMod: “Web Experience”, anche con l’acronimo WEX.

Maxime: “Something that is going to fuck their job

Raffaele: Wob è più morbido, forse adeguato ai gusti della madama

Angela: Swinglog

Roger: Golb

Grazitaly: Wowlog

Catepol: Se fossero in Italia ;-) “Quelle pagine web dove si può scrivere una sorta di diario online in cui inserire anche immagini, audio e anche video” (valido nel 97 come nel 2007)…ma siccome in Italia non sono…alla fine lo chiameranno Myspace?

Massim. : e-Life Journal ? :-/

Floria: web look (blook?)

Brian: DROG

Phoebe: webplace

Gattasorniona: e-flux

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


49 Replies to “Su Vogue America guai a scrivere “Blog””

  1. Sarà bene che detta manageressa non frequenti Mantova e Parma. Verrebbe dopo due minuti riconosciuta come “una che ci fa dentro” (i maliziosi Jacopo e Foscolo non ridano)e sarebbero applicate due pene.
    La prima è la guartassa (aulico guartaccia), terapia d’urto: dal di dietro alcuni gittano un paltò (aulico paletot) sul capo suo, segue un picchittìo di molte palme di mani per circa cinque minuti.
    La seconda è la molletta (terapia di mantenimento): una molletta da bucato, quelle di legno, viene attaccata sul retro del tailleur, la manageressa non se n’accorge e cammina naso in aria, la gente ride, quando se n’accorge calpesta la povera molletta, invece di regalarla alla mamma. Per una settimana si passerà la mano sul cocò per accertarsi che non ci siano altre mollette. Vi assicuro che le terapie funzionano, le ho viste messe in pratica.

    saluti
    Primo

  2. beh, però non ha mica tutti i torti
    quando io nel 2003 dicevo che avevo un blog, tutti mi guardavano come se stessi poco bene di stomaco :)

  3. “Web Experience”, anche con l’acronimo WEX.
    Certo che la Signora Wintour è veramente una iena (da “Lo stupidario della Maturità”: Iena = donna cattiva)! ;-)

  4. eh, Placida: all’occorrenza spremerei le meningi fino in fondo per accontentarla (stavo per dire soddisfarla, ma poi magari s’ingolosisce troppo)

    la “guartassa” descritta da Primo Casalini assomiglia moltissimo al ben più volgare “cappottone”, tuttora in auge tra gli studenti napoletani d’età adolescenziale
    (nel caso della signora in questione, però, mi pare più appropriata la strategia della molletta)

  5. In effetti, coniata la parola, trovata l’alternativa. Lo abbiamo fatto per tutto, per chi ha un handicap, per chi neanche ha imparato a leggere e magari spaccia ed è “diversamente abile” (esperienza personale in un liceo pubblico a Cambridge, USA), per chi un tempo era casalinga, per chi è un bastardo o un mascalzone — ora o è sociopatico, insomma ha problemi, poverino, oppure è diventato un geek:) e allora è un mezzo genio mezzo incompreso, e così via. Perché non cambiare la parola blog?

    Che cmq ha un’incisività davvero rara. Sarà difficile trovarne una altrettanto valida. Ma vediamo che salta fuori…

  6. mmmm la solita americana con complesso di inferiorità verso gli europei talmente pesante da doverli detestare a forza. Detto questo ma non possiamo ignorarla?
    A proposito io Bloggo

  7. se nessuno le dice di amarla così com’è, se nessuno le riconosce il diritto ad una naturale fragilità, se nessuno le regala un fiore disinteressatamente, non stupisce che si sia tanto incattivita.

    amate un cattivo e migliorete il mondo.

    (devo smettere di bere a colazione…)

  8. golb….ti va bene ….Wanna(che non è l’ abbreviazione di Wintour Anna…ma l’ esortativo…vedi d’annà a…….)

  9. a voi posso dirlo, è una cosa di mia invenzione: 75% di amori ancora da vivere, 25% di sentimenti non ricambiati e 25% di baci rubati.
    non tornano i conti? è proprio quello che fa grado!

  10. Se fossero in Italia ;-) “Quelle pagine web dove si può scrivere una sorta di diario online in cui inserire anche immagini, audio e anche video” (valido nel 97 come nel 2007)…ma siccome in Italia non sono…alla fine lo chiameranno Myspace?

  11. Cara Miti, ti ricordi di me? Ebbi la fortuna di vederti personalmente alla Fiera di Genova. Ora vedo che hai un bellissimo blog (forse blog e’ ora per alcuni una parolaccia?) e vedo che ti sei distaccata da Splinder. Come hai fatto? Posso farlo anch’io? Cordialissimi saluti da
    Sebastiano

  12. A me questa signora sta simpatica. Evidentemente può permettersi tutti questi “capricci” e poi può darsi che nel ridimensionare il tanto osannato “made in Italy”, via, magari non abbia tutti i torti (con rispetto parlando da parte di una che si tiene lontana dalle boutique come il diavolo dall’acqua santa). Insomma, aggirarsi in tailleur giallo fiammante firmato Chanel alla festa di Armani, beh, insomma, rappresenta una ritorsione geniale. E poi, perché una donna di potere deve essere sempre rappresentata come una virago capricciosa, instabile e isterica? Che “blog” non sia granché come definizione (in effetti il suono richiama il mal di stomaco) è anche vero. A me viene in mente qualcosa tipo web look (blook?) ma non giurerei sulla mia originalità: dopotutto non sono un guru della moda!

  13. Io vorrei sapere perché quando una donna riesce ad avere una posizione di potere spesse volte si trasformi in un’isterica virago.
    Lo vedo nel giornalismo, nella scrittura, nel mondo dello spettacolo, della moda, della scuola……Terrorizzare gli altri con imposizioni scenate capricci dispetti crudeltà non è affatto “comandare e dirigere” in modo responsabile. E’ solo essere complessate dittatrici, o squallide kapò.

  14. ma se la signora in questione non fosse un’isterica virago e magari qualcuno volesse farla apparire così, giusto perché è una signora (e non le piace la moda italiana)? Boh. Il film non l’ho visto ma il libro “Il diavolo veste Prada”, ispirato alla suddetta, me l’ha passato mia figlia. Ora lo leggo, poi saprò dire.

  15. Salve, sono la tua vecchia spalla in visita domenicale.. non mi ricordo che fine abbiamo fatto fare a quel sicario..

    Circa il nuovo nome, devo dire che tra quelli proposti mi piace WEX. In realtà preferivo WOB ma mi pare di sentire la voce di uno dei mei cani ;-) e allora l’ho scartato..

    A presto!

  16. Bèh, non è che abbia tutti i torti, in fondo blog ricorda molto “blob” o suoni comunque assai poco chic… che ne dite di webplace?

  17. La parola giusta è questa: “blust”, che vuol dire esplosione, movimento, ma che soprattutto al suo interno ha “lust”, come tanto piace alla Wintour.

  18. Un nome è un nome, pensate a chi si chiama Mauro Pallette, Andrea Stronzelli, Maria Laporca… ecc dopo anni di ufficio anagrafe ne ho sentiti, potrei farne una raccolta. Per me “blog” addirittura suona bene, non lo trovo affatto volgare. Proporrei ai collaboratori della Wintour di votare per estrometterla: i tempi dei tiranni dovrebbe essere finito, o no?

  19. Se proprio dobbiamo restare sull’inglese, la mia proposta è:
    Wow!
    con la equal opportunity per i blogghieri tristi di adottare:
    Sigh… Bleah… Good grief…
    Raccomando i puntini, non il punto esclamativo.
    Io starei su:
    Blogghiere e Blogghieri
    con la finezza della e normale invece di quella commerciale, ma si sa, sono uno del Settecento – fiero di esserlo – e non faccio tendenza.

    saludos
    Primo
    P.S. Qui oggi piove, primaverilmente

  20. Perchè non lasciarsi andare alla tenue onomatopea? Il nome adatto per incorniciare a bella posta un ‘diario in rete’ è

    SGURZ.

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