Guerra alla ciucca: Antichi rimedi, antiche punizioni e vostri modi di dire dialettali

 

teomondo
Teomondo Scrofalo

Mi capita spesso di leggere sui blog relazioni di serate particolarmente “allegre”; ma il tono degli scritti la mattina dopo, di solito, descrive anche spiacevoli sintomi da post-sbronza.
Per evitarli forse bisognerebbe imparare dagli antichi.
Ad esempio Greci e Romani, grandi bevitori, conoscevano innumerevoli cure contro le ciucche; per evitarle, mescolavano al vino acqua, ginepro, bacche di mirto e formaggio molle di capra, formando così una poltiglia talmente disgustosa da far diventare astemio chiunque.
Erodoto racconta che gli Egizi, prima di bere, mangiavano chili di cavolo lesso convinti che assorbisse la parte nociva dell’alcol: e in fondo anche i tedeschi dei giorni nostri usano i cavoli inaciditi (sauerkraut) quando tracannano immensi gotti di birra.
Aristotele invece raccomandava scorpacciate di olive, e Varrone porri e decotti di ruta.
Teofrasto ci dice che quelli che bevevano per scommessa solevano inghiottire, prima di cominciare la “gara”, della pietra pomice in polvere; Sesto Placido suggeriva invece un bicchier d’acqua in cui fosse stato immerso per 24 ore un pezzo d’oro (raccomandando d’ingurgitare solo l’acqua, non anche la pepita).
In compenso Plinio suggeriva di bere indossando un anello con ametista, pietra dal color del vino, che avrebbe assorbito tutta l’ebrezza.

Dal Medioevo al Rinascimento le ciucche vennero generalmente curate con docce gelate, inalazioni d’ammoniaca, bicchieroni d’acqua calda e sale, lumache crude
Ma già dal 500 dC. in Inghilterra, per tentare di frenare l’ubriachezza che stava tramutandosi in una vera piaga sociale, si passò alle maniere forti soprattutto in ambito ecclesiastico, perché nei conventi si beveva eccome!
La prima legge contro l’alcolismo fu il Canone di San Gilda il Saggio (VI sec) che condannava i monaci ubriachi ad andare a letto senza cena per due giorni filati.
San David, primo vescovo di Canterbury, si mostrò più severo imponendo ai religiosi sbevazzoni tre giorni di penitenza stretta per la prima “colpa” e quaranta in caso di recidiva; la regola venne poi estesa anche ai laici i quali, non potendo essere puniti spiritualmente, venivano semplicemente rinchiusi in celle d’isolamento nelle prigioni cittadine per minimo quindici giorni.
In seguito le pene si acuirono; nel registro della parrocchia di Salehurst (Sussex), nel mese di ottobre 1610 venne scritto:
“Eric Turner, conosciuto come ubriacone profano, è morto in preda all’ebrezza e perciò scomunicato ed è stato sotterrato sulla via maestra, come monito per altri ubriaconi”.
In un altro registro – stavolta della parrocchia di Iken (Suffolk):
“Il 10 novembre 1669 Edward Reeve, tornando da Saxmundham impletus fortioribus liquoribus (pieno di liquori forti), investì col suo cavallo una povera donna ferendola in modo grave e, disarcionato dal cavallo, cadde e morì. L’indomani fu messo al rogo e bruciato in piazza, come avviso ad altri ubriaconi.”
Più gentili a Newcastle, dove venne inventato un nuovo tipo di giacchetta fatta con un barile sfondato e munito di un foro in cui si faceva passare la testa dell’ubriaco obbligandolo poi a passeggiare così abbigliato per le strade affollate; altrimenti usavano pure una grossa gabbia con la quale si immergevano pubblicamente gli sbronzi nelle fogne della città.

Quella di gettare i ciuccattoni nell’acqua sudicia fu una moda che durò più di 4 secoli; un “foglio di notizie” londinese del 1785 descrive un fatto del genere:
“La settimana passata una donna ubriaca di birra fu condannata dal tribunale a essere immersa nel Tamigi, sotto il ponte di Kingston, in presenza di duemila persone”.
E sino al XIX sec. molti beoni, fra cui si può annoverare l’immortale Pickwick, furono rotolati nella melma o nel letame di fronte a folle schiamazzanti.
In Germania i vini erano posti sotto una sorveglianza severissima; nessuno al disotto dei primogeniti dei nobili, o che avesse meno di 100 marchi di rendita all’anno, o che possedesse meno di 1000 marchi di beni immobili, poteva tenere presso di sé alcun recipiente che contenesse vini per più di 10 galloni (40 litri), pena un’ammenda di 50 marchi. Veniva richiesta la “rendita” perché, in caso di danni provocati in stato di ubriachezza, doveva esserci la certezza di un risarcimento.
In molti altri paesi cattolici europei, chi veniva pescato in flagranza di ciucca veniva multato, e i soldi venivano versati alle chiese in favore dei poveri.
In un registro del 1865 dell’abazia di Saint-Maurice d’Agaune, si legge:
”Ricevute multe di 20 franchi cadauna da 6 ubriachi stranieri; di 34 cadauna da 45 fra artigiani, commercianti e soldati oltre franchi 10 dalla vedova Becher, per ubriachezza molesta durante la Santa Messa.”

©Mitì Vigliero

A Genova si dice:

Sbronza: imbriagatùa 

Ubriacarsi: imbriagàse – imbottìse  

Ubriacone: sacco de vinaerboo (albero) da gòtti (bicchieri)

E da voi?

*

Grazitaly: ciapà la cioca (Bergamo)

Noeyalin: briao fradicio (Toscana)

Tengi: “gò ciapà na tega” – “gò ciapà na bala da fogo”
“sò ‘mbriago smarso” – “sò ‘mbriago spolpo
” (Veneto)

Beppe: doposbronza in Norvegia jeg har tommermen (avere i falegnami in testa).

Francesca: (Roma) inciuccatoessere brilloubriaco fradicio

Allerta: in piacentino
ubriaco: ciuc
molto ubriaco: ciuc stres
proverbi: chi n’beva, mora (chi non beve muore)
Vein bon, fa sangu bon (vino buono fa sangue buono)
Leggere anche questo dialogo

Chamfort: ubriaco ciocchciapà la cioca, sbronzarsi (Milano)

Birambai: (Sardegna)
Sbronza:imbreachèra, cotura, cochèra, coccogna, pedde, pelliccia.
Ubriaco: imbreagu a suppa, a feche, a prùvera, a laddara, che pipa, muscau, pèrdiu, che porcu.
Superare la sbornia: scrudare.
Sbronza triste o collerica: fachere binu malu

Pievigina: Altamarca trevigiana:
Ubriaco: storno, ‘cioc, imbriago
“E’ ubriaco”: el ha ‘na simia driose (ha una scimmia che gli va dietro)

AdriX: In campidanese “la sbronza” è “s’imbriaghera”, mentre smaltire la sbronza si dice “scexiai”, la “x” si pronuncia come una “sc” che suona.

Angela: Coste di sedano, tenute nel vino e poi mangiate. Questo il rimedio, per non ubriacarsi. Per la terminologia, si va dall’ “avvinazzèt” che puzza di vino a mbrièche. Nel sud-est barese è in uso un termine “uascezz” per indicare, anche, una ubriacatura godereccia, fracassona e goliardica. Il barese dice “n’àme sciute all’cozz” per sottolineare un’alzata di gomito.

Settantasette: io ho passato metà della mia vita a Udine, e metà a Trieste. Conosco, quindi, l’attitudine al bicchiere che qui in Friuli è decisamente notevole.
A Udine, e nell’alto Friuli, ho sentito spesso dire (in italiano) “sono in bomba” oppure “sono cimbalo”, oltre ovviamente alle innumerevoli espressioni in lingua friulana (per esempio, “soj cjoc madûr”, ossia “sono ciucco maturo”, oppure “lât in asêt”, cioè “andato in aceto”).
A Trieste, oltre a espressioni molto simili a quelle venete citate da Tengi, mi ha sempre fatto molto ridere la definizione “te son torrido”, per dire “sei ubriaco”. 

Blimunda: Quando vivevo in Irlanda (loro sì che di ciucche se ne intendono), il suggerimento era: “one pint of beer, one pint of water”. Così facendo potevi andare avanti tutta la notte (o meglio, fino alle 23:30, dopodiché scattava inesorabile il closing time dei pub). Il problema è che passavi più tempo alla toilette che al tavolo con gli amici…Altro trucco: prima di uscire, riempirsi lo stomaco di pane con tanta mollica. Et voilà, fatto il “fondo” per reggere come un alpino.

MauroGasparini: Non vedo
ciapare ‘na s-ciòna (Veneto)
dove s-ciòna è anche l’anello per le tende o l’orecchino della zingara,
forse riferito al circolo vizioso di cui è vittima l’alcolista

iMod: Non credo siano forme dialettali,
ma qui a Bordighera (mia città adottiva), si usa dire – in caso di troppa baldoria: “ho preso una brigna”, oppure “ero bello rotondo”,
che piomba!”,
ma anche “che rumba!”…
A Nizza Monferrato (mia città Natale… che non è vicina a Montecarlo Monferrato, come molti pensano qui a ponente), si usava dire “bel’e ciuch”, oppure “bel’e andò”…

Stark: Romagnolo-entroterra
Imbarìegh (con la E che quasi non si sente).
Ubriacarsi invece si dice imbariaghis,
sempre con l’accento sull’ultima i.

Bloggointestinale: a Lugano, gli emigranti di seconda generazione dicono: ciucco duro. il dialetto ticinese non lo so, ma è tipo: ciapà la cioca

Cat: in dialetto sudtirolese
ciucco si dice “bisch moulm” o “Bsuff’n”,
in “bolzanino”, che è un pastrochhio di dialetti veneti e trentini ciucco si dice “olfo”, in casa nostra, ricordando mork da ork, si dice:
shasbat sono un po’ besurb!
Sempre a che fare con gli ubriachi…mio nonno mantovano, quando indossavo qualcosa di bordeaux o viola, mi diceva : va che bel color argatadÜra!, che equivale al trasÜdeciÜk milanese!
il rimedio, che però è preventivo, mangiare 4 – 5 uova sode prima della bevuta, o un panetto di burro!

Brianzolitudine: Ich bin blaug in germania
Son ciocc! In brianza. Poi: Ciocchettòn (ubriacone)
Fà San Rocch (fare san rocco, il 16 agosto), prendersi la sbronza di due giorni dal 15 al 16/8
Vess filtraa – on filter de prima categoria: essere ultrasbronzi
Sempre a San Rocco, dopo la sbronza di ferragosto: El dì adree, con pocch la se mantee! (il giorno dopo, con poco [vino, la sbronza] la si mantiene bene!)

Catepol: Vibonese: s’mbriacau, è jiuto (nel senso di ito/andato), è ‘na taccia, si fici ‘na taccia, ‘mbriacuni 

Terrybile: Vibonese: mi permetto di aggiungerne altri: mi fici na fezza (da feccia), mi fici na vara (probabilmente in riferimento ad un contenitore particolarmente capiente traboccante di vino)

 

Buon Compleanno, Paolo!

(Stromboli)

Regalo il placidotramonto di stasera (QUI in grande) al mio Figliocccio prediletto.
Se volete fargli gli auguri anche voi, andate a casa sua: credo proprio se li meriti tutti e tanti, visto le cose belle che ci ha donato in questi anni, da Archie sino a Pereira, senza dimenticare la sua splendida voce!

 

 

Bugie

da un’idea di Ramòn Gomez de la Serna , almeno per le prime dieci

-La mia modesta parola – Viaggi economici – Traduzione letterale – Giornale indipendente – Vietato parlare al conducente – Dimissioni irrevocabili – Lista degli autori che si sono consultati per scrivere questo libro – Giovane illibata – Nessuno mi aveva avvisato – Sono stato frainteso (R.Gomez de la Serna)

-Si tratta di basse illazioni – Mia nuora è simpatica – Indosso il perizoma perché è comodo –  Ma come ti sta bene quel vestito – Io non scrivo per il denaro –  Da domani mi metto a dieta – Non lo amo per i suoi soldi – Non mi piacciono le donne tettute – Non mi piacciono gli uomini accondiscendenti – Odio le luci della ribalta – Non guardo le altre donne/gli altri uomini – Prodotto inimitabile – Sarò muto come un pesce – Tu sei il mio secondo uomo – Il direttore è in riunione- Servizio 24 ore su 24 (Mitì

-Stavo per chiamarti io (Chamfort)

-Non guardo le mail da alcuni giorni (Imprecario

-Appartamento luminoso e immerso nel verde, con finiture di pregio e vista mare – Ti sei dimagrita? – Alla sposa: “Sei davvero splendida” – Il piacere è tutto mio (Maxime

-Sono una blogstar! – Ti vedo dimagrita! (Grazitaly

-Sì è bello/a, ma non è il mio tipo/a – Amore, con quel pigiamone e le ciabatte di pelo sei ancora più sexy (Gigi Massi

-Nuova pettinatura? Stai benissimo! Con quel taglio di prima sembravi una suora. – Prego, vai tesoro (all’automobilista incavolato che ti sta tagliando la strada) – Amore, non ho niente,non ti preoccupare, non sono arrabbiata, è una tua impressione (Mary

-C’erano le persone giuste – La vita dà, la vita toglie – Voglio prendere una pausa di riflessione – Sei cambiato (Angela)   

-Prof, io i compiti li ho fatti…Solo che ho dimenticato il quaderno a casa/mi è stato mangiato dal gatto/sono vittima di un inspiegabile furto!  (Tikka Masala

-Scusa, ma è un periodo incasinatissimo, non ho nemmeno il tempo di respirare – Sei tu che vuoi vedere il male anche dove non c’è. – Grazie, è buonissimo, ma sono piena. – Ti chiamo, non ti preoccupare. – Quanto vorremmo continuare, ma qui ci sono dei parenti simpaticissimi da cui bramiamo correre! (Saranno troppo famosi)

-Ma certo che lo leggo il tuo blog!!! (Bloggointestinale)

-No, guarda, a me, degli accessi, non me ne frega nulla. Il contatore non lo guardo nemmeno. le classifiche, che barba! Bloggo solo per divertimento, io. (Blogger Bugia) –
-La moglie imbufalita al marito perplesso: “Non ho niente, ti dico. Piantale di chiedere”. –
-Il romanziere di scarso successo (o l’aspirante romanziere): “Il libro di xxx? 600.000 copie al primo colpo? E’ tutto marketing”. –
-Io non sono un tipo vendicativo. Perdono ma non dimentico. Queste meschinità non mi toccano (categoria: varie) –
-Pettegolo, io?!?-
-Evasore, io? No, è lo Stato che mi taglieggia. (leggeremente o.t. “Vuole la ricevutina o lo sconticino? Lo sconticino sarebbe meglio, no?” realmente ascoltata in uno studio medico) – (Floria)

-Io pago le tasse fino all’ultima lira – Io non racconto mai balle (Michele Ainzara)

-E’ che ho perso le chiavi, il gatto ha vomitato sul tappeto, la casa mi è andata a fuoco e sono in ritardo di 20 minuti (Comidademama)

-Io te lo dico… ma mi raccomando, è un segreto e non lo sa nessuno! -Ti dispiace se questa sera vado a cena con la mia ex collega? – Andrea? E’ solo un amico… vorrei che tu lo conoscessi… (iMod)

-Non sono invidioso dell’acribìa di Mitì (Primo Casalini )

Acribìa? Mica ho bisogno, io, di andaremelo a cercare sul dizionario!
Tsè!!! (Ninni)

-Io col computer ci lavoro! (a chi mi chiede come mai sto tanto tempo al computer, vedi la mamma)(Catepol)

-” I compiti in classe…? Occaspita, ragazzi, li ho lasciati sulla scrivania corretti. Domani, sine dubio, ve li porto!!!!!!!!!!!” (Lilas)

-Io ho un MAC! (Luca Moretto)

-Io e i miei 27 centimetri conviviamo benissimo (Sw4n)

-Ma lo sai che non mi vengono le bugie? (Francesca)

-Dobbiamo assolutamente vederci. Ti telefono. (Regi)

-Tesoro, mi piaci in tuta e con le scarpe basse – No, figurati, non mi hai svegliato – Oggi ne ho fumate solo tre – Io sui tacchi cammino benissimo – Gelosa io? Ma per favore. (Blimunda

-Cara….esco a comprare le sigarette…torno subito…(per i non fumatori…sostituire con il giornale) – Ci si vede…scusami ho un appuntamento con l’ oculista… – Sarò sincero con lei… – E’ stato un vero peccato non averla conosciuta prima….fortunatamente ero impegnato. – Lei è un uomo davvero fortunato ad aver sposato una moglie così…così…così…NOTA… – Lei è una donna(vigilessa) tutta d’ un pezzo…..vedrò di stare più attento…a non pestarla…(Roger)

-Ti sto ascoltando! Ho solo chiuso gli occhi un attimo. (Pispa)

-Ma no! Non mi sono rifatta il seno, ce l’ho sempre avuto, ma ero così complessata che da ragazzina me lo fasciavo persino. Ora sono una donna libera e consapevole…(Lady Velenia)

-Cosa diciiii? Scusa Il cellulare non prende molto dove sono ora… buzzzzz fruscccii… click. (Brian)

-“Grazie, le faremo sapere.” – “Non mi ero accorto che la suoneria del telefono si era disattivata.” – “E’ un tipo.” (Marchino)

-No, non mi disturbi affatto (Giorgia)

-1) Oh ciao, stavo proprio pensando a te – 2) La posta? Eh ci sono passato ma c’era una fila incredibile. -3) No, oggi proprio non posso portarti dal dentista, ho una riunione alle sei -4) un casino, un casino… No, dopo ti racconto.-5) giallo? Sicura che era giallo? (Fiodor)

-Variazioni sul tema Scusa il ritardo:
– Mi han fermato i carabinieri
– C’era un traffico pazzesco
– Ho trovato tutti rossi
– C’era fila al casello
– Non mi prendeva la Viacard
– Non mi partiva la macchina
– Avevo davanti un camion
– Avevo davanti un vecchietto col cappello su una Ritmo che andava si e no ai 20 all’ora (Stark)

Chi continua?