Vi racconto perché brindando diciamo prosit e cin cin

brindisi

Il “brindisi” – il gesto che si fa alzando e toccando i bicchieri prima di bere in un gruppo di due o più persone- è un “saluto” in onore di qualcuno o qualcosa: come augurio di fortuna, buona riuscita in un’impresa o di un avvenimento ecc ecc.

La parola deriva dallo spagnolo brindis, a sua volta derivato dalla formula tedescausata nelle libagioni bring dir’s “lo porto a te (il bicchiere, ergo il saluto)”.

I brindisi sono ovunque accompagnati da vari motti augurali pronunciati ad alta voce durante l’innalzamento e il “tocco” dei bicchieri.

Molto diffuso un tempo era Prosit!  terza persona singolare del congiuntivo presente del  verbo latino prodesse, “giovare”.

Prosit significa letteralmente “sia di giovamento” ed era la formula augurale che si diceva al sacerdote quando tornava in sacrestia dopo la celebrazione della Messa.

Cin cin invece ha  origini cinesi.

Dal termine ch’ing ch’ing (che significa “prego, prego”), si trasse la forma chin chin del pidgin english, l’inglese “universale” usato da commercianti e naviganti in genere in epoca Vittoriana, soprattutto nel territorio di Canton.

Entrò in voga soprattutto tra i marinai e nei porti della vecchia Europa, soprattutto quelli italiani, dove venne introdotto proprio dagli ufficiali di Marina di Sua Maestà Britannica.

Attecchì subito nella nostra lingua perché il suono onomatopeico della parola si accordava benissimo con quello di due bicchieri o calici che si toccano tra loro.

Una curiosità; in cinese moderno, oggi ch’ing ch’ing vuole dire bacio; e in fondo, il delicato tocco di bicchieri è un metaforico bacio affettuoso scambiato tra chi beve in compagnia di amici.

© Mitì Vigliero

QUI tutti i riti scaramantici da fare la notte di Capodanno

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


42 Replies to “Vi racconto perché brindando diciamo prosit e cin cin”

  1. grazie! adesso imparo tutto a memoria e durante le occasioni mondane che si proporranno durante le festività farò lo splendida! Salvo poi citare il Copyright delle informazioni, ovvio!

  2. non lo sapevo neppure io…interessante questa alcolica curiosità :)

    or mi sovviene….

    di solito ai brindisi segue sempre un augurio, un discorso, alcune volte ,una poesia…..ecco….se fra i vostri invitati ci fosse un tale di nome Galaverni, non chiedete a lui di fare un corollario al cin cin……i risultati potrebbero essere inaspettati…

    qui si spiega il perchè

    http://versilia.toscana.it/satira/borzacchini/terzovolume/l.html

  3. Wolly: Prosit è latino, 3^ persona singolare del congiuntivo presente di “prodesse”, “giovare”. Significa letteralmente “sia di giovamento” ed era (è) la formula augurale che si faceva al sacerdote quando tornava in sacrestia dopo la celebrazione della Messa. Oggi si usa nei brindizi, ma in certi luoghi anche nel senso di “salute!” quando qualcuno starnutisce

  4. Quando andai a Gamecon,il salone del gioco e videogioco (ne ho scritto anche su Nòva) ho scoperto un divertente e semplice gioco da tavola dal nome “Tchin Tchin”: bisognava simulare con un bicchiere a testa per ogni giocatore diversi brindisi di alcune nazioni (ad esempio, prost, salud ). Se lo trovo online scrivo un post ;)

  5. Mi, grazie davvero, interssanti curiosità che non conoscevo,,,e che altrettante persone non conoscevano…uhmmm carine davvero, ma guarda un pò ;-)

  6. Dario, dai sì, trovalo per favore! Così giochiamo tutti. Devo avere da qualche parte un elenco di modi di dire “salute!” nel brindisi…Galòp permettendo, lo cerco :-)*

  7. Oh, finalmente ti ho ritrovata, ragazzina.

    Il mio augurio, quando brindo, è da anni sempre uguale: “evviva, ai skei* e a quea roba** là!”. Non che serva, ma almeno è un brindisi intramontabile e indiscutibile. Magari prima o poi porta bene.

    *s’allude alla fortuna economica veneta
    *s’allude al…ehm….dono dell’ammmore reciproco…

    …e in sostanza, auguri!

  8. Io sapevo che in giapponese “cincin” significasse “organo genitale maschile”…ma forse mi sbaglio…:-)

  9. Stasera cena di natale con i compagni di calsse di mia figlia (dieci anni). nell’occasione si festeggerà anche il suo compleanno.
    Nel nostro carnet scolastico abbiamo due bambini cinesi che parlano a mala pena l’italiano e una giapponese che oltre al giapponese parla l’italiano meglio di noi.
    Stasera mi informo….. a proposito, nel caso vi interessasse sapere anche come si dice in filippino, rumeno, ecuadoregno, tedesco, peruviano, polacco e molto, molto altro, fatemi sapere che la classe di mia figlia assomiglia più che ad una classe, ad una seduta dell’Onu!

  10. Oh Vis, sì brava, grazie, chiedi alla mini-succursale Onu tutti i loro modi di dire cin cin (brindisi, no l’altro! ;-D
    E fai un mare di coccole augurali alla tua splendida bimba da parte mia :-*

  11. E’ splendida la mini succursale ONU!
    :) Prosit lo uso relativamente poco,ma è stato sempre un modo simpatico di dire per me,forse perchè è stata tra le prime parole di latino che ho imparato (con puella e liber).
    Mi sa che seguirò i commenti di questo post per vedere un po’ le usanze mondiali riguardo quest’argomento ;)

  12. Ciao Pla’,

    Anche in francia si dice cin cin, anche se per via della loro fonetica un po’ così, lo scrivono “tchin tchin”!

    Ne approfitto per augurarti buon natale!!!
    B.

  13. E allora io dico “Salude” e “A medas annos”, che sarebbe l’augurio di vederci ancora per molti anni, buono per tutte le stagioni e a cui si risponde cortesemente “in bida tua”, “nella tua vita”, ovvero “che tu possa vivere gli anni che hai augurato a me”. Non ci trovate qualcosa di isolanamente perfido?
    Comunque Buon Natale a tutti, così non si sbaglia.

  14. Lesorja, ‘fettivamente sa un po’ di minaccioso ;-) però…però dipende sempre a chi lo dici (e a chi rispondi), credo.
    “In bida tua” mi piace molto.
    :-*

  15. in francese…… alasantè (a la santè)
    in spagnolo qui si va sul complicato…..Amor, salud y plata, y el tiempo para gustarlos….

  16. brindisi lirico……Libiam ne’ lieti calici
    Che la bellezza infiora,
    E la fuggevol ora
    S’inebri a voluttà……..

    brindisi minaccioso……chi non beve con me , peste lo colga…….

  17. A qualcuno risulta che in caso di brindisi con laici bicchieri di carta, sia preferibile far venire a contatto le DITA e non i bicchieri? (sempre parlando di scaramanzia e riti propiziatori)
    [Ste]

  18. Ste, non saprei…forse meglio toccarsi le dita che quei bicchieri fragilissimi che potrebbero far splat esplodendo il contenuto addosso ai brindanti…(e vabbè che “portabuono” il vino o lo spumante versato, però…;-D****

  19. Qui invece ho inaugurato una moda, tanti anni fa: adesso nessuno dei miei amici ormai si fa mancare l’occasione di dire “Alla faccia di chi ci vuole male!” quando si fa un brindisi! :)

  20. a quelli che mi dicono “cin cin”…rispondo sempre “Salute!” che è molto più bello!!
    Però quella formula sarda,pur avendo sangue isolano, non la conoscevo.Adesso la imparo per bene e poi faccio il brillante con i miei!! :DD

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  23. il mio non è un commento, ma vorrei sapere se un brindisi con vino spumante si deve necessariamente avere il calice nella mano destra;
    si può sollevare il calice con la mano sinistra?

    grazie infinite
    potrei avere una sicura risposta ?