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Il Semangàt: l’Anima delle Cose

di Placida Signora - 15 maggio 2012

In Malesia sono convinti che anche le cose posseggano un’anima in parte loro, in parte assorbita dalle persone che li posseggono: quest’anima la chiamano Semangàt.

A causa di questa gli oggetti possono – come le persone – offendersi e diventar pericolosi, o essere contenti e portare fortuna.

Lo scrittore Vittorio G. Rossi raccontò la storia di Vivian, un suo amico inglese meteorologo, il quale visse per cinque anni in Malesia con un’indigena che si chiamava Tempuròng.

Lei lo amava moltissimo.

Quando Vivian venne trasferito in Inghilterra – un po’ come Pinkerton fece con Butterfly “la moglie giapponese” – partì da solo, abbandonando per sempre e senza tanti scrupoli Tempuròng, la moglie malese.

Passarono gli anni.

Vivian si era sposato con una donna inglese; non le raccontò mai la storia di Tempuròng, per lui ormai era acqua passata.

La moglie un giorno si ammalò gravemente; soffriva moltissimo sino a quando un giorno, semi impazzita per il dolore fisico, si suicidò piantandosi in petto un kriss  , un pugnale malese che faceva parte della collezione di suo marito, conservata in una vetrinetta.

Ma la cosa strana fu che, su ben 40 kriss presenti nella vetrinetta, la donna scelse per morire proprio quello che la disperata Tempuròng aveva dato a Vivian come dono d’addio il giorno della sua partenza dalla Malesia.

Il Semangàt del kriss aveva vendicato, dopo più di vent’anni e in un altro continente, l’amore tradito di Tempuròng.

Spesso gli oggetti ci sono istintivamente simpatici o antipatici.

O a volte ci riservano sorprese, “comportandosi” in modo strano, scomparendo e riapparendo quando pare a loro; rompendosi in un momento particolare o creando situazioni speciali…

Ciò accade soprattutto con cose che sono vecchie se non antiche, che sono magari in precedenza appartenute a qualcun altro.

Che hanno già una storia: un Semangàt, insomma.

E a voi?

Capita mai di dire o pensare:
“Questa casa sembra non mi accetti”, “Questo anello mi porta fortuna”,
“Quando indosso questo indumento mi succede sempre qualcosa di speciale”
o cose simili?

possedete un oggetto che secondo voi ha un Semangàt, positivo o negativo che sia?

©Mitì Vigliero

Un’Immagine Vale Più Di Mille Parole: Lunedì

di Placida Signora - 14 maggio 2012

 

Annunciazio’ e Luna dei Regalini

di Placida Signora - 4 maggio 2012

(Foto © Fabio Castellano)

 

Annunciazio’: per un paio di giorni causa galòp sarò offline.

Perciò vi ricordo da ora che Domenica 6 maggio ci sarà la Luna dei Regalini; per l’esattezza, sarà piena dalle 5,35 del mattino di domenica, ma secondo me già dallo scoccare della mezzanotte ascolterà i nostri desideri perché sarà una luna speciale, una Superluna, grande 16 %  più del normale.

Bella da vedere (e auguriamoci che il cielo sia sereno), gentile e consolatoria.

E di questi tempi, di gentilezza e consolazione abbiam bisogno tutti…

Preparate quindi i 3 desideri, e godetevela tutta!

Baci e a presto

Mitì

Brividi a Genova: Fantasmi e Misteri della Superba

di Placida Signora - 29 aprile 2012

Dedicato a Stefano

(Foto ©Roby64)

La Superba pullula di luoghi ove “ghe se vedde, ghe se sente”, ossia si vedono, captano e ricordano sensazioni e accadimenti inquietanti.

Ad esempio, forse non tutti gli abitanti di Salita Emanuele Cavallo e di Salita Accinelli – nel quartiere di Castelletto – sanno di abitare in quelle che sino al 1865 si chiamavano, rispettivamente,  Salita (Muntà) dell’Agonia e Salita della Morte.

Questo perché i condannati alla forca, che dal 1509 si trovava in via del Castellaccio,  percorrevano da vivi la prima salita, e scendevano defunti dall’altra.

Nel ‘700 le impiccagioni costituivano, come in altre parti d’Italia, un vero spettacolo per la popolazione; nella folla di spettatori spiccavano eleganti nobildonne che, sedute a tavolinetti portatili stile picnic, insieme ad amiche, cicisbei e valletti assistevano all’esecuzione intingendo biscottini in tazze di cioccolata calda se era inverno, o gustando sorbetti in estate.

Invece la spianata dell’Acquasola, vicina a piazza Corvetto, è da sempre nota come luogo di presenze occulte; questo potrebbe avere una spiegazione con i suoi sotterranei che vennero usati come cimitero durante la peste del 1657 che fece fuori 80.000 genovesi; tuttora quei sotterranei pullulano ossa e crani.

Nel quartiere di Portoria, danneggiato in parte dai bombardamenti e infine buttato giù e completamente ricostruito negli anni ’60/’70 per creare “la nuova Genova”, vaga – anche di giorno- il fantasma della vecchina di vico Librai, che cerca la sua casa e il suo vicolo chiedendo indicazioni ai passanti. Dicono che una sera di non molti anni fa sia entrata persino in un bar, e abbia dimenticato il portafoglio contenente monete del Regno, immaginette e un piccolo rosario, che sono stati stimati quali oggetti autentici dell’Ottocento.

Marassi, dietro i “distinti” dello stadio Luigi Ferraris, si trova Villa Centurione Musso Piantelli, nota per ospitare spiriti maneschi; infatti chi vi andava veniva regolarmente preso a schiaffoni da mani invisibili.

Proprio a fianco della villa, e precisamente al civico 7, sesto piano, nel febbraio del 1933 una coppia di novelli sposi venne terrorizzata di notte da colpi mostruosi che dalle 23 all’1,30 venivano picchiati contro la porta d’ingresso; fecero benedire la casa, tramite i giornali dell’epoca chiesero aiuto ad esperti, ma senza risultato.

Dicono anche che a quella Villa sia legata una maledizione particolare lanciata da una manente alla squadra del Genoa

Altro episodio tenebroso riguarda due pappagalli brasiliani i quali, venduti da un marinaio a due persone abitanti rispettivamente in corso Torino 9 e via San Fruttuoso 11, nel marzo del 1897 uccisero con un misterioso virus tutti i componenti delle due famiglie oltre un bel po’ di loro conoscenti, per un totale di 14 persone: si narra che nelle notti di luna si vedano svolazzare nelle due strade i due untori pennuti.

Infine nell’Ottocento, nel Bosco della Crosa del Diavolo (odierno Largo San Giuseppe)  col calar del buio comparivano fantasmi che terrorizzavano la popolazione; si trattava in realtà degli appartenenti alla Confraternita di San Germano i quali ufficialmente si occupavano di religione, ma in realtà cospiravano politicamente e raccoglievano fondi dedicandosi al contrabbando e ad altri affarucci non propriamente legali.

Non volendo nessun rompiscatole tra i piedi durante le riunioni, si mettevano un lenzuolo addosso, sotto il lenzuolo una lanterna accesa, indossavano lunghi trampoli e così, giganti illuminati e ululanti, si avventavano sui passanti.

Curiosità: come colonna sonora utilizzavano un tacchino legato a catenelle di ferro il quale, sbatacchiando le ali, produceva un’infernale armonia.

© Mitì Vigliero

Doodle e Zip

di Placida Signora - 24 aprile 2012

Avete visto che meraviglia il doodle oggi?

Partecipo anch’io ai festeggiamenti della cerniera lampo e del suo perfezionatore, riproponendovi la mia

Storia della Zzzip

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