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Gli Alberi della Rete: Come Festeggiare insieme il Natale fra Blog e Social Network

di Placida Signora - 20 dicembre 2011

Ricordate quando festeggiammo insieme i nostri gatti , con tutte le loro fotografie?

Ora festeggiamo insieme il Natale, con tutti gli alberi e le decorazioni che in questi giorni sono nelle nostre case. 

Come “testi” ho scelto articoli, video, poesie, musiche, aforismi, cose da ridere e cose da magone, nel perfetto stile Blog&Social Network dove convivono tranquillamente battute feroci e frasi dolcissime, canzoni buffe e componimenti sacri.

E questi alberi, queste decorazioni sono tutte magnifiche perché “vere”, calde, spontanee e speciali come tutti voi.

Perché qui non c’è nulla di “virtuale”: solo concretissimi  Simpatia, Amicizia e Affetto.

***

 

L’Albero di Natale perfetto? Tutti gli alberi di Natale sono perfetti!
(Charles Barnard)

Sussex Carol 

(Claudiappì)

Se il Natale non esistesse già, l’uomo dovrebbe inventarlo. Ci deve essere almeno un giorno all’anno a ricordarci
che stiamo su questa terra per qualcos’altro oltre che per la nostra generale ostinazione
(Eric Sevareid)

(Kumiko-Chan)

The Huron Carol 1643 ♪

(Livefast e Ilenia)

Qui, Quo e Qua: Missione Natale parte 1
Qui, Quo e Qua: Missione Natale parte 2 

 

(Novecento)

Buon Natale a tutto il mondo – Domenico Modugno (1960) ♪

(Neuromancer)

The Muppets: Ringing of the Bells ♪

(Martag)

Alda Merini: Il mio Presepe privato

(Availableinblue)

LA NOTTE SANTA

 - Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell’osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei. 

Il campanile scocca
lentamente le sei. 

(Guido Gozzano, qui)

(Giulia Devani)

Babbo Natale ha avuto l’idea giusta – fare visita alla gente una volta all’anno.
(Victor Borge)

(H’anna Panofsky)

Hark! The Herald Angels Sing – Amy Grant ♪

(Lorenzo)

Il Natale è il giorno che tiene unito il tempo intero.
(Alexander Smith)

(mcalamelli)

Cherry Tree Carol – Sting  ♪

(Massimo Ghetti)

(Davide TheSgrash)

White Christmas-Joshua Held ♪

(PlacidaSignora)

NATALE

Nel buio della stanza
filtra un capello di luce
mentre noi tutti intorno
tratteniamo il respiro
nell’attesa di percepire
anche solo un vagito
che annunci  un Nuovo Mondo.

(Mitì Vigliero)

(Maura sindromedisnoopy)

(Rosalba)

Il Natale non è un evento eterno, ma un pezzo di casa
che ciascuno porta nel proprio cuore.

(Freya Stark)

(Ventotagliente)

Da Nadal un fredo coral , da la Vecia  un fredo che se crepa
(Proverbio Veneto)

(Vera Gheno)

The Christmas Song – Piero Tonin ♪

(HoldMe)

“S‘io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale in ogni casa,
in ogni appartamento dalle piastrelle del pavimento …

(Gianni Rodari)

(FarmaciaSerraGe)

NATALE DE GUERRA

Ammalappena che s’è fatto giorno
la prima luce è entrata ne la stalla
e er Bambinello s’è guardato intorno.
- Che freddo, mamma mia! Chi m’aripara?
Che freddo, mamma mia! Chi m’ariscalla?

(Trilussa)

(Annie)

Disney’s Christmas Songs ♪

(L’Albero di Franzen l’ha fatto Lorenzo)

Il Natale, bambini, non è una data. E’ uno stato d’animo.
(Mary Ellen Chase)

(MaxKava e il suo Patato)

Ninna Nanna piccoletta – Renato Rascel 

(Cogitabondo)

Quanno nascette Ninno -1816  ♪

(Massimo Mantellini)

Non vi è nulla di più triste che svegliarsi la mattina di Natale e scoprire di non essere un bambino”
(Erma Bombeck)

(Delu)

La Notte Magica: Antiche Credenze Natalizie

(Alessandro Marzi)

La Peregrinación – Mercedes Sosa ♪

(Mitì)

La neve, le luci, l’albero … Tutto qui quello che mi ricordo dell’incidente.
(Flavio Oreglio)

(Micia&Spad)

 ”Un cane guardando un albero di Natale acceso: Finalmente hanno messo la luce in bagno.”
(Romano Bertola)

(Spora)

Lui è un brav’uomo. Pensa che ogni Natale va giù al canile, salva un gatto e un topo
e li regala a una famiglia affamata.

(Bart Simpson)

(Valeriotta)

The Holly and the Ivy  ♪

(Danix)

RITORNO PER UN DOLCE NATALE

Disse la madre: Lasciate socchiusa la porta, ch’egli verrà.
Fu lasciata socchiusa la porta: egli entra, disceso dall’eternità.
Per strade di neve e di fango gli fu guida la stella in cammino
nei cieli sol quando rinasce, dentro una stalla, Gesù Bambino…

(Ada Negri)

(A!ndrea e Manu)

Mele Kalikimaka – Mina  ♪

(Alenastrorosa)

God Rest Ye Merry Gentlemen 

(VioletaB)

I RE MAGI

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
- O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.

(Gabriele D’Annunzio)

(Vincenzina Mancini)

PRESEPE

Natale. Guardo il presepe scolpito
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure in legno ed ecco i vecchi
del villaggio e la stalla che risplende
e l’asinello di colore azzurro.

(Salvatore Quasimodo)

(Il Presepe di Mitia)

Te piace ‘o presebbio? Antichi e strani presepi italiani

(Il Presepe di Martag)

I Misteri nascosti nel Presepe Napoletano

(Calex)

Elio e Le Storie Tese – Natale Allo Zenzero ♪

(Pryntyl)

Perché a Natale ci scambiamo regali, circondati da colori e luci rosse e oro?

(Mery)

Non preoccuparti della dimensione del tuo albero di Natale.
Agli occhi di un bambino sono tutti alti 10 metri.

(Larry Wilde)

(Cassandra)

(Blimunda e Bea)

LA LEGGENDA DELL’ALBERO DI NATALE

A Babbo Natale tutto quello che poteva andare storto, andava storto. 

Le renne avevano avuto la dissenteria e avevano ridotto la stalla a un disastro e aveva dovuto spalare cacca per tutta la notte.

Aveva caricato la slitta da solo perché gli gnomi erano in sciopero e aveva dovuto scaricarla perché un pattino era rotto, 
aveva perso tutta la mattinata a ripararlo e si era anche tagliato malamente un pollice con l’ascia e quelle maledette renne erano scappate e ci aveva messo una vita a recuperarle.

Metà dei giocattoli non erano arrivati e quelli che gli avevano consegnato erano tutti della lista delle consegne dell’anno prima.

Gli elfi si erano ubriacati e aveva dovuto cercarsi i doni giusti in magazzino da solo e si era ammaccato il naso e un ginocchio 
quando gli si era rotta la scala.

Nel mettersi i pantaloni li aveva strappati perché era ingrassato troppo, non c’era verso di trovare il cappello, aveva perso gli occhiali, aveva bruciore di stomaco e quando aveva cercato una birra in frigo l’aveva trovato rotto e comunque la birra era finita.

In quel momento bussa alla porta un Angelo con un albero di Natale e domanda: “Dove devo metterlo questo abete?”. 

Ecco come è nata l’usanza di mettere l’Angelo sulla cima dell’albero di Natale.

(Autore non si sa, ma circola da anni in rete)

(Chiaratiz)

Chestnuts Roasting on an Open Fire ♪
 

(Auro)

Se fossi un filosofo, dovrei scrivere una filosofia dei giocattoli,
per dimostrare che nella vita non bisogna prendere nient’altro 
sul serio
e che il giorno di Natale in compagnia dei bambini è una delle pochissime occasioni

in cui gli uomini diventano completamente vivi.
(Robert Lynd)

(Leonaltro)

(VecchioGiovine)

The Little Drummer Boy ♪

(Cirdan il Timoniere)

UNA STELLA SULLA STRADA DI BETLEMME

Era inverno
e soffiava il vento della steppa.
Freddo aveva il neonato nella grotta
sul pendio del colle.
L’alito del bue lo riscaldava.
Animali domestici stavano nella grotta.
Sulla culla vagava un tiepido vapore.
Dalle rupi guardavano
assonnati i pastori
gli spazi della mezzanotte.
E li accanto, sconosciuta prima d’allora,
più modesta di un lucignolo
alla finestrella di un capanno,
tremava una stella
sulla strada di Betlemme.

(Boris Pasternak)

(Lisute)

Run DMC – Christmas in Hollis ♪

(A_G)

L’adulto non crede a Babbo Natale. Ma lo vota.
(Pierre Desproges)

(Sergio Mistro)

Eravamo così poveri che a Natale il mio vecchio usciva di casa, sparava un colpo di pistola in aria,
poi rientrava in casa e diceva: spiacente ma Babbo Natale si è suicidato.
(J. La Motta)

(Isolavirtuale)

Vorrei poter mettere lo spirito del Natale all’interno di un barattolo
e poterlo tirare fuori mese per mese, poco alla volta”
(Harlan Miller)

(Annarella G.)

Joy to the world – Nat King Cole ♪

(Manuela)

Perchè Natale è come un giorno normale in ufficio?
Perchè tu fai tutto il lavoro ed un ciccione col vestito rosso si prende lui tutto il merito!
(Joe Claro)

(Letizia)

Verde Natale bianca Pasqua
Natale al balcone e Pasqua al tizzone
A Natale il solicello, a Pasqua il focherello
Se Natale ha mosche, Pasqua ha ghiaccioli

(MeteoProverbi di Natale)

(Dania)

Ho smesso di credere a Babbo Natale da quando avevo sei anni.
Mamma mi portò a vederlo ai grandi magazzini e lui mi chiese l’autografo.
(Shirley Temple)

(Liucci Van Pelt)

Rudolf the Rednosed Reindeer ♪ 

(Roberta Milano *)

I ricordi di un Natale alla vecchia maniera sono difficili da dimenticare.”
(Hugh Downs)

(xlthlx)

(Paolina)

Yourself Have A Merry Little Christmas ♪ 

(Batchiara)

Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale:
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.
C’è l’orsacchiotto giallo di stoffa
che ballonzola con aria goffa:
c’è il cavalluccio di cartapesta
che galoppa e crolla la testa;
e in fondo al sacco, tra noci e confetti,
la bambolina che strizza gli occhietti.
Ma Babbo Natale sa che adesso
anche ai giocattoli piace il progresso:
al giorno d’oggi le bambole han fretta,
vanno in auto od in lambretta!
E l’orsacchiotto, al posto del cuore,
ha un modernissimo motore.
Nel vecchio sacco pieno di doni
ci sono ogni anno nuove invenzioni.
Io del progresso non mi lamento
anzi, vi dico, ne sono contento.
“Viva la Scienza se ci dà
un poco più di felicità!”
Signori scienziati, vi prego, inventate
le meraviglie più raffinate:
ma per favore, lasciate stare
certi giocattoli che fanno tremare…
Non vanno bene per la mia sacca
le bombe atomiche e bombe acca!
Bella è la pace, chiara la via,
dite la vostra che ho detto la mia.
 (Gianni Rodari)

(Picchiu)

 The Secret of Christmas – Ella Fitzgerald  ♪

(AlessandraC)

Stella che brilla bella favilla, della buia notte prima scintilla, tu che brilli di lassù
guarda me che son quaggiù e il mio desiderio esaudisci orsù …
noi ti chiediamo che sia Natale tutti i giorni
.”
(Qui, Quo, Qua)

(MissFletcher)

San Giuseppe, assieme a Maria, incinta di Gesù, cerca un albergo, ma sono tutti pieni.
Per forza non trovi un albergo libero: sei sotto Natale!
(Paolo Rossi)

(Maxime)

Una tradizione dimenticata: il Ceppo di Natale e i suoi riti

(Ailyn Seen)

Jingle Bell Rock – Bobby Helms 1957 ♪

(Ci_Polla)

Come Sopravvivere alla SFN (Sindrome Fobica Natalizia): Galateo per un Natale quasi Sopportabile

(Pryntyl)

Baffo Natale – Elio e Jovannotti 

(Bak)

The First Noel 

(Marco Beccaria)

(Ladra di Caramelle)

Carol of the Bells ♪ 

Er Pupo dell’Aracèli: Una Favola Antica Di Cui Si Aspetta Il Lieto Fine

di Placida Signora - 18 dicembre 2011

Era la fine del Quattrocento.

Un frate francescano, trovandosi a Gerusalemme nell’Orto dei Getsemani, raccolse un pezzo di legno d’ulivo e – colto da improvvisa ispirazione – ne intagliò la figura a grandezza naturale di un neonato: voleva raffigurare il Bambin Gesù, ma quando fu il momento di dipingergli il volto si rese conto che non sarebbe stato in grado di farcela da solo e così, prima di addormentarsi, pregò di essere aiutato dai Numi Celesti.

Svegliandosi la mattina dopo vide il bambinello non solo completamente dipinto (dagli Angeli, ovviamente)ma anche stretto in fasce come ogni neonato che si rispetti; solo che quelle erano di finissimo tessuto dorato.

Nel ‘500 lo portò con sé nel viaggio per mare che avrebbe dovuto condurlo a Roma, ma una tempesta fece affondare la nave; il Bambinello però riuscì prodigiosamente a raggiungere una spiaggia del Tirreno e da lì la chiesa dell’Ara Coeli, dove divenne immediatamente amatissimo oggetto di culto popolare.

Ridonava la salute ai malati, quell’infante di legno che i romani chiamarono da subito “er Pupo dell’Aracèli”; si diceva  che, portato al cospetto d’un moribondo, le sue piccole labbra si colorassero di rosso vivo in caso di guarigione o impallidissero sino a diventar bianche se non c’era nulla da fare. Ma il più delle volte, dicevano, guariva.

Il Principe di Torlonia gli mise a disposizione una lussuosa carrozza che a gran velocità, a qualunque ora del giorno e della notte, attraversava le strade romane accompagnando il Bambino al domicilio dei malati più gravi.

Una di questi, giovane e ricca straniera, lo volle sempre con sé: fece fare una copia perfetta della statuetta e quando i frati tornarono a riprendere il Pupo, gliela consegnò.

Questi non si accorsero dello scambio, ma la stessa notte il portone della chiesa venne percosso da un bussare violentissimo; corsi ad aprire, i frati si trovarono di fronte un neonato piangente: il loro Bambino, quello autentico, che era tornato a casa da solo.

Col passare del tempo le sue fasce si coprirono di gioielli e pietre preziose, tutti ex voto.

Questo ovviamente ispirava pensieri ben poco santi tanto che i diaristi della chiesa dovettero più volte annotare tentativi di furto andati a vuoto o altri riusciti, come quelli del Natale del 1738 quando il Bambino, porto ai fedeli perché potessero baciarlo, tornò fra le mani del Celebrante quasi spoglio dei preziosi, staccati a morsi da baci troppo entusiasti.

Continuando i miracoli, aumentò la fama del Pupo; iniziarono ad arrivare lettere da ogni nazione, scritte soprattutto da piccoli malati che imploravano una grazia. Divenne ovunque simbolo di serenità: un culto affettuoso, ingenuo e dominato dalla tenerezza, che andava e va al di là del senso religioso.
Quel Bimbo è soprattutto un bambino,  l’Indifeso che difende i più deboli: chi infatti è più debole di un malato?

Tutto questo sino al febbraio del 1994, quando qualcuno decise di rubarlo.
La notizia del  “rapimento” finì sulle pagine dei giornali e nei notiziari di tutto mondo. Persino la Criminalità Organizzata si mise in moto, per tentare di ritrovarlo: ma inutilmente.

Sono passati 17 anni e di lui non si hanno ancora notizie; quello che vediamo oggi è una copia.
Però le preghiere non smettono, nemmeno la fede.
Forse rimane la speranza che er Pupo dell’Ara Coeli ritorni come secoli prima da solo, bussando un’altra volta fortissimo a quel portone, in un nuovo miracolo.

© Mitì Vigliero

Storia dei Biglietti d’Auguri di Natale

di Placida Signora - 14 dicembre 2011

L’àugure (da “augur-auguris”) presso i Romani era colui che prediceva il futuro interpretando  sogni, volo degli uccelli, fenomeni atmosferici e così via.

L’augùrio (“augurium”, presagio) è quindi la manifestazione del desiderio che si realizzi qualcosa di bello e buono per noi e per gli altri.
Per questo già  nell’antica Roma, nel periodo iniziale dell’anno ci si scambiavano verbalmente augùri nella speranza di futuri momenti felici.

Il primo biglietto augurale per le feste Capodanno risale al 1475 e fu scritto da uno studente tedesco a un suo insegnante; per tutto il Cinquecento studenti e professori avevano l’uso di scambiarsi goliardici auguri scritti in occasione del San Silvestro.

Fu solo alla fine del Settecento però che lo scambio di biglietti augurali divenne un uso anche esterno alla scuola, coinvolgendo pure la sacra festività del Natale; si trattava sempre però di biglietti vergati a mano e privi di decorazioni.

All’inizio dell’Ottocento, fra i nobili e ricchi venne la moda di spedire cartoncini preziosi incisi o litografati con opere di celebri artisti contemporanei; ma verso la metà del secolo, grazie allo sviluppo della stampa, l’invio di biglietti  per le Sante Feste divenne un fenomeno di massa.

La prima cartolina augurale “popolare” fu creata nel 1870 da un litografo inglese, tal John S. Day, che stampò su un’ufficiale e nuda cartolina postale da mezzo penny una cornicetta composta da vischio e agrifoglio, riportante nel centro la classica frase “Buon Natale e felice Anno Nuovo”.

Da lì, per tutto il periodo vittoriano (la Regina Vittoria fu una vera e propria fan dei biglietti d’auguri) fu un proliferare di fantasie; vennero commercializzati biglietti intagliati, simili a merlettiricamati, tridimensionali, luccicanti, riportanti immagini tipiche del periodo: candele, paesaggi innevati, comete, bambini festosi, presepi, Santa Claus, futuro Babbo Natale e abeti decorati.

I biglietti e le cartoline d’auguri ebbero il massimo successo nei primi anni del Novecento; grandi artisti specializzati in pubblicità come Dudovich disegnarono immagini bellissime, soprattutto raffiguranti donnine sorridenti avvolte in sciarpe e manicotti, mollemente adagiate su slitte foderate di pelliccia o intente a piroettare su piste da ghiaccio. All’estero il precursone dell’Art Nouveau Alphonse Mucha impazzava con le sue splendide femmine floreali.

 

E tutto il Nord Europa, da sempre specialista del gusto della decorazione natalizia, aveva creato vere industrie “editoriali” che rifornivano il mondo intero dei loro biglietti augurali grazie alla massiccia presenza degli emigranti sparsi per il globo.

Ma già alla fine della Prima Guerra Mondiale il biglietto raffinato e ricercato cadde in disuso; vi fu sempre un frenetico scambio, ma si era persa la qualità sia della carta che della decorazione, cadendo nella banalità.

Dalla fine del Novecento però i biglietti d’auguri divennero quasi sempre un semplice “accompagnapacco”; oggi ve ne sono sempre meno ad ingombrare le nostre scrivanie, sostituiti da altri messaggeri d’augurio quali e-mail, biglietti multimediali, sms o affini: auguri più rapidi, moderni e tecnologici certo, ma di sicuro molto meno romantici.

© Mitì Vigliero

Un Virtuale Concerto di Natale con le Vostre Canzoni Preferite

di Placida Signora - 12 dicembre 2011

Da perfetta Placida et Romantica Signora, una delle cose che mi piace di più del Natale sono le sue musiche.

Perché non ne facciamo un grande, virtuale Concerto di Natale?

Che siano tradizionali, moderne, oppure che contengano solo la parola Natale  non importa; ciascuno segnali qui la sua preferita.

Inizio io, con quella che amo in assoluto di più:  Joy to the world, cantata da Nat King Cole

Joy to the world!
the lord is come
let earth receive her king
let ev’ry heart prepare him room
and heav’n and nature sing
and heav’n and nature sing
and heav’n and heav’n and nature sing

Joy to the world! the savior reigns
let men their songs employ
while field and floods
rocks, hills and plains
repeat the sounding joy
repeat the sounding joy
repeat, repeat the sounding joy

He rules the world!

with truth and grace

and makes the nations prove
the glories of his righteousness
and wonders of his love
and wonders of his love
and wonders, wonders of his love

***

I Proverbi di Natale

di Placida Signora - 9 dicembre 2011

Francesi dicono “Tant crie l’on Noël, qu’il vient”, a furia di dire Natale, questo arriva: e infatti è già quasi qua.

E dato che i Milanesi ricordano che “L’è minga Nadal sénza règall”, le case iniziano a pullulare di pacchettini multicolori contenenti la nostra sempre più magra tredicesima: ciò dimostra la verità del proverbio spagnolo “A Natale senza soldi si sta male”.

Un tempo, per molti il Natale era l’unico periodo dell’anno in cui si mangiava in abbondanza: “A Natale, grosso o piccino, su ogni tavola c’è un tacchino”; questa era condizione comune ovunque, dalla Germania – “Fino a Natale lardo e pane, dopo Natale freddo e fame”- alla Sicilia Avanti Natali, né friddu né fami; doppu Natali lu friddu e la fami”.

In ogni modo, secondo l’Antica Saggezza Popolare, la vera importanza del Natale pare essere quella delle condizioni atmosferiche.

Innanzitutto, in quasi tutta l’Europa si crede che la condizione atmosferica del 25 dicembre sarà uguale a quella del 1° novembre: “Il tempo dei Santi è quello di Natale”, ergo fate uno sforzo di memoria e abbigliatevi di conseguenza.
Nel Salernitano invece si dice  “Come catarinéa, accussì nataléa”, “come caterineggia così nataleggia” : ossia il meteo del giorno di Santa Caterina (25 novembre) sarà lo stesso del giorno di Natale.

Poi, sempre in tutta Europa, pare indubbio che se a Natale splenderà il sole, a Pasqua il tempo sarà orribile, con tanto di neve e gelate: “Verde Natale bianca Pasqua”; “Natale al balcone e Pasqua al tizzone”; “A Natale il solicello, a Pasqua il focherello”; “Se Natale ha mosche, Pasqua ha ghiaccioli” e così via.

E se questo in fondo a noi può creare problemi solo per l’eventuale scelta del luogo dove trascorrere le vacanze pasquali, i problemi veri pare siano quelli delle campagne con previsione di pessimi raccolti: “Se lucciano le stelle la notte di Natale, semina ai monti e lascia star la valle”, “Quando Natale mette erba, se tu hai grano tu lo serba”, “Chiaro Natale, rari covoni”,“Natale sereno covoni di meno” e così via.

Però un Natale col ciel sereno fa felici i vignaioli perché “Natale bagnato, botti vuote” mentre “Luna chiara a Natale riempie cantina”.

L’importante per tutta l’Agricoltura e l’Economia in genere è che Natale venga a Luna Crescente, perché “Natale a luna calante, annata mancante”.

E infatti quest’anno di crisi indovinate come sarà la Luna a Natale? Calante. Ovvio.

In compenso, sole o neve che sia , da quel dì dovrebbe esserci un crescendo di freddo becco -“Da Nadal un fredo coral (che stringe il cuore), da la Vecia (Epifania) un fredo che se crepa” (Veneto)-  ma si allungheranno le giornate: “A Natale il giorno cresce un passo di mosca, a Capodanno un passo di gallo, all’Epifania un salto di cervo” dicono i Russi.
I Trentini invece “Da Nadal en pass da gal, da l’epifania el pass de ‘na stria , di una strega che, come si sa, si muove velocissima volando sulla scopa.

Se gli Inglesi osservano acutamente che “Natale viene una sola volta all’anno” e  Ambrose Bierce lo definiva poeticamente  “Giorno speciale, consacrato allo scambio di doni, all’ingordigia, all’ubbriachezza, al sentimentalismo più melenso, a domestiche virtù e alla noia generale”, Agatha Christie giurava che il 25 dicembre fosse “Il giorno perfetto per gli omicidi”.

Forse si riferiva al famigerato detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, tradizione considerata da molti meravigliosa, da altri solo un pesante obbligo.

Comunque lo si passi, si spera sempre di trascorrerlo in serenità, possibilmente senza litigi (“A Nadal la mare cria al par” – friulano -  la madre litiga col padre) e armandosi di santa pazienza, ricordando rassegnati che in fondo tutta “La vita è come un albero di Natale: c’è sempre qualcuno che rompe le palle”.

© Mitì Vigliero 

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