Gli Alberi Della Rete 2012: Come Festeggiare Insieme Il Natale Con Blog E Social Network

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♪ The First Noel - Lone Spring Arts ♪ 

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Anche quest’anno festeggiamo insieme il Natale con le fotografie dei nostri alberi, presepi e decorazioni.

Esattamente come l’anno scorso le immagini sono intervallate con musiche, post, poesie, frasi buffe, pensieri seri, sempre nel perfetto stile Blog&Social Network dove l’allegria e la riflessione, lo sberleffo e la sensibilità s’intercalano andando perfettamente d’accordo.

Aver postato qui, tutte vicine, le nostre creazioni natalizie, è come aver portato le nostre case sotto un unico, immenso tetto dove ci scambiamo gli auguri con quell’affetto, stima e simpatia che nulla hanno di virtuale ma sono verissimi, come tutti noi.

E ora, diamo inizio ai festeggiamenti!     

L’Albero di Natale perfetto? Tutti gli alberi di Natale sono perfetti!
(Charles Barnard)

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(Non avevo tempo di fare l’albero vero…)

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(…però ho fatto bene il presepe - Mitì)

Il piccolo Gesù si alzò dalla mangiatoia e, vedendo tutte quelle pecore, disse:
Tanto non dormo.
(Flavio Oreglio)

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(©Fabs)

*Gli Auguri di RobGrassilli*  

patrizia traverso

(Patrizia Traverso)

San Giuseppe, assieme a Maria, incinta di Gesù, cerca un albergo, ma sono tutti pieni. Per forza non trovi un albergo libero: sei sotto Natale! 
(Paolo Rossi)

(Maxime)

♪ The Muppets: Ringing of the Bells ♪

Indomabile

(Indomabile&Indomabilina) 

It is Christmas in the heart that puts Christmas in the air
(W.T.Ellis)

 (Lysa)

 This Is Christmas Time – Mario Biondi 

(LittleChini)

*Non so quanti giorni mancano al Natale, di MichiVolo*

(Fabrizio Casu

Questa è la storia del povero albero di Natale nella terra dei micetti arrampicatori,
di Angela Anzeledda  

albero natale maroffo.

(Anzeledda)

A Natale tutte le strade conducono a casa
(Marjorie Holmes)

albero frasca

(Frasca

♪O Christmas tree – Wynton Marsalis ♪

FFrancesco

(FFrancesco)

Il Natale non è un evento eterno, ma un pezzo di casa
che ciascuno porta nel proprio cuore.

(Freya Stark)

marica

(Marica Gusmitta)

Jingle Bells in italiano tradotta con Google Translate ♪

(Catepol

Il Natale di casa mia, di Patrizia 

(Xabaras)

xabaras2

(Xabaras)

Il momento più bello delle feste è quando si resta soli a sparlare.
(dal film “La famiglia“)

(FFrancesco)

♪ I Saw Mummy Kissing Santa Claus - Amy Winehouse ♪

(Elenucci

Conta da uno a cinquantadue, di Plus1gmt 

.

(Neuromancer)

Babbo Natale ha avuto l’idea giusta – fare visita alla gente una volta all’anno.
(Victor Borge)

(Spikkia

Anche quest’anno è già Natale – Andrea Mingardi ♪

 (Clarissa

Di santi, capre, folletti e di Babbi Natale, di Un Italiano in Svezia 

 

 (Nyft)

Se per Natale vuoi venire a casa mia – gli scrisse la fidanzata lontana – io sono contentissima. Così puoi innaffiarmi le piante mentre io sono in Mexico.
(Sauro Ciantini)

(Pieghinsky)

Una buona coscienza è un Natale perpetuo.
(Benjamin Franklin)

(Cernobil

Oh, so beautiful!, di Miss Fletcher 

(Maria Serena)

*Le Strenne di Vittoria Nicolò

manu_andrea

 (Manu&Andrea)

Stella che brilla bella favilla, della buia notte prima scintilla, tu che brilli di lassù
guarda me che son quaggiù e il mio desiderio esaudisci orsù …
noi ti chiediamo che sia Natale tutti i giorni
.”
(Qui, Quo, Qua)

(Nervo)

La neve, le luci, l’albero…Tutto qui quello che mi ricordo dell’incidente.
(Flavio Oreglio)

(Raffa)

C’era l’inverno
Soffiava il vento dalla steppa.
E freddo aveva il neonato nella tana
sul pendio del colle.
L’alito del bue lo riscaldava.

Animali domestici stavano nella grotta.
sulla culla vagava un tiepido vapore.
dalle rupi guardavano
assonnati i pastori gli spazi della mezzanotte.
Lontano era il campo della neve e il cimitero,
i recinti, le pietre tombali,
le stanghe di carri confitte nella neve,
e il cielo sul camposanto, pieno di stelle.

E li accanto, sconosciuta prima di allora,
più modesta di un lucignolo
nella finestrella del capanno,
tremava una stella sulla strada di Betlemme.
(Boris Pasternak)

(Ellebis - la foto è storta, ma se ci cliccate su si raddrizza ;-) Ndr)

♪ Away In A Manger – Lone Spring Arts ♪

(Dania)

Ho deciso: per Natale regalo un visone a mia moglie. Vivo. E affamato.
(Marco Bernardini) 

(LittleChini)

Alcuni suggerimenti per un regalo di Natale: perdono per un tuo nemico, tolleranza per un tuo avversario, il tuo cuore per un tuo amico, un buon servizio per un tuo cliente. Carità per tutti e buon esempio per i bambini. Rispetto per te stesso. 
(Oren Arnold)

farmacia serra

(Edo e Maddalena Schenardi FarmaciaSerraGe)

(Annarella e i Trombonisti)

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?
(Salvatore Quasimodo)

(Giuliana Dea

♪ First Noel – Whitney Houston 

 (Giorgio Aliprandi)

*Il pastore, di Piero Bargellini*

(Tutti tranne me)

L’albero di Natale di Chuck Norris ha le palle quadrate.
(Mist Dietnam)

(Lorenzo)

Jul, jul strålande jul – Carola Häggkvist ♪

(Roberto Felter)

Se fossi un filosofo, dovrei scrivere una filosofia dei giocattoli,
per dimostrare che nella vita non bisogna prendere nient’altro 
sul serio
e che il giorno di Natale in compagnia dei bambini è una delle pochissime occasioni 

in cui gli uomini diventano completamente vivi.
(Robert Lynd)

 (Julian Khazzouh A_G)

Quest’anno passerò il mio primo Natale a Milano. Invece del bue e dell’asinello, nel presepe ho messo due borsette con dentro un chihuahua
(Daniela Farnese)

(Mar@)

*Santa Claus is dead, di Purtroppo*

 (Tutti tranne me)

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
- O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.
(Gabriele D’Annunzio)

 (Gilgamesh)

♪ Nu Tändas Tusen Juleljus- Carola Swedish ♪

 (Elisa)

*Cantico di Natale, Charles Dickens*

 (Chiaretta)

Fanno ancora degli alberi di Natale di legno? (Linus in A Charlie Brown Christmas)

 (latartaruga)

Se quest’anno nessuno ha intenzione di mandarmi dei regali per Natale, non vi preoccupate. Ditemi solo dove abitate e io verro’ a prenderli da solo.
(Henny Youngman)

(Giuliadev)

*Alfred Hitchcock Cristmas*

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(Manu&Andrea)

Nel buio della stanza
filtra un capello di luce
mentre noi tutti intorno
tratteniamo il respiro
nell’attesa di percepire
anche solo un vagito
che annunci  un Nuovo Mondo.
(Mitì Vigliero)

 (Instagramers Torino)

Non vi è nulla di più triste che svegliarsi la mattina di Natale e scoprire
di non essere un bambino
(Erma Bombeck)

 (Cogitabondo)

Lode al gaio ceppo festivo!
Balzate, fiamme, balzate gioiose.
salute alla coppa colma di vino!
spumeggia allegro, roseo liquore.
Dorme nella mangiatoia il bambino.
Ragliare d’asini, muggire di buoi,
chiocciar di galline e canti di galli.
trabocca di gente stasera l’albergo,
in alto una stella splende e riluce,
prega il pastore accanto al suo gregge,
recano i Magi il dono regale,
cantano gli angeli in alto, nel cielo,
annunciano il dono divino d’amore.
Presto, bambini, svegliatevi tutti,
svegliatevi e udite l’angelico canto,
lasciate il sonno, è giunto ormai il giorno,
il giorno glorioso, è giunto Natale!

(Agatha Christie)

 

(Elena)

  Chanticleer – Huron Carol 

(Elenucci)

Un cane guardando un albero di Natale acceso:
“Finalmente hanno messo la luce in bagno”

(Romano Bertola)

cristina

(Cristina)

♪ Hodie Christus Natus Est! – Choir of King’s College (Cambridge) ♪

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(LilaLaMarea)

Disse la madre: Lasciate socchiusa la porta, ch’egli verrà.
Fu lasciata socchiusa la porta: egli entra, disceso dall’eternità.
Per strade di neve e di fango gli fu guida la stella in cammino
nei cieli sol quando rinasce, dentro una stalla, Gesù Bambino…
(Ada Negri)

FFrancesco

(FFrancesco)

L’otto dicembre, di Claudiappì 

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(Claudiappì)

FFrancesco

(Clara)

♪  Go Tell It to the Mountain - Cheryl Porter  ♪ 

 

sabina

(Miss Fletcher)

Vorrei poter mettere lo spirito del Natale all’interno di un barattolo
e poterlo tirare fuori mese per mese, poco alla volta”
(Harlan Miller)

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(Elena Trombetta)

♪ Quanno nascette Ninno 

spikkia

(Spikkia)

I ricordi di un Natale alla vecchia maniera sono difficili da dimenticare.”
(Hugh Downs)

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(Lucretia)

♪  All Going To Die – Malcolm Middleton ♪

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(Lucretia)

Chiaretta

(Chiaretta)

Non preoccuparti della dimensione del tuo albero di Natale.
Agli occhi di un bambino sono tutti alti 10 metri.

(Larry Wilde)

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(Shardana)

Pea

(Pea Bukowski)

*Biglietto di auguri anonimo, di Guido Penzo*

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(Kika23)

joshua

(Joshua Held)

rosalba

Una stella nella notte viaggia solitaria
i suoi raggi di luce fendono l’aria.
Essa accende le speranze dei bambini
si ferma di casa in casa, sfiora i più piccini.
Ascolta tutti nel mondo intero,
anche quelli lontani nell’altro emisfero.
Raccoglie i desideri, i sogni e le preghiere,
li posa nella mangiatoia con un gesto lieve.
Si ferma, aspetta che all’alba si faccia chiarore,
si allontana silenziosa, sperando in un domani migliore!

(Rosalba)

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(Grazia_to)

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(Luca Perencin, Ecoalbero che potete anche accendere :-) 

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(Manuela)

♪ Montserrat Caballé & Montserrat Martì - Leise rieselt & Stille nacht 

luca perencin

(Luca Perencin)

wirta

(Wirta)

♪ Christopher Lee a 90 anni canta “A Heavy Metal Christmas” 

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(AlessandraC)

L’adulto non crede a Babbo Natale. Ma lo vota.
(Pierre Desproges)

 isolavirtuale

(L’Albero che ride, di Rebecca e Fabio bimbi di IsolaVirtuale)

♪ Angels We Have Heard On High – Lone Spring Arts ♪

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Vi Racconto Gli Strani Presepi di Calvi, Modena, Manarola e Genova

(Madonnetta Genova, foto ©MissFletcher)

In una commedia di Eduardo De FilippoLuca Cupiello chiede al figlio Nennillo* “Te piace ‘o presebbio?”, e quello risponde “No”.

Il monosillabo – quasi blasfemo se si pensa pronunciato nella patria dei figurinai di San Gregorio Armeno – è miccia scatenante di una serie di grane fino allora represse in casa Cupiello, simbolo concreto della disgregazione di quella che un tempo era uno dei capisaldi della società: la famiglia, rappresentata appunto da Giuseppe, Maria e il Bambino.

Il presepe in Italia è sempre stato – prima di venir affiancato o sopraffatto dall’albero, usanza che appartiene a culture nordiche- una sorta di roccaforte intimistica oltreché tradizionale: non v’era casa dove, l’8 dicembre, non venisse preparato a più mani familiari, in un rituale affettuosamente evocativo di ricordi.
Statuine magari sbreccate che si tramandavano da generazioni; specchietti come laghi, stagnola per i ruscelli, muschi per i prati e falde d’ovatta per la neve…

Ma per secoli anche Papi, ordini religiosi, nobili e ricchi borghesi, commissionarono presepi preziosi e  originali a grandi scultori; vere e proprie “sacre rappresentazioni” con decine di statue spesso a grandezza naturale, che purtroppo col tempo sono andate perdute.

Intonso invece è quello di Calvi (Umbria), nella Chiesa di Sant’Antonio, opera di Giacomo e Raffaele da Montereale (1545) .

30 personaggi in terracotta invetriata policroma che occupano tutta una parete in una scenografia a due piani: in basso la Famiglia e i pastori, in alto Magi e angeli.
Gli sguardi sembrano vivi, impressionante il realismo di certe figure come lo zampognaro che gonfia le gote suonando o il viso scavato e teso di Giuseppe.
Seduto tra un piano e l’altro, con le gambe penzolanti nel vuoto, un uomo dalla faccia deformata da una smorfia è colto nell’atto di togliersi una spina da un piede: dicono sia il Diavolo, furibondo per la nascita del Salvatore.

Sono solo 4 invece le statue del presepe del Duomo di Modena, ma bastano a renderlo unico: è conosciuto come “La Madonna della Pappa” (1482) di Guido Mazzoni detto il Paganino.
Al centro Maria, seduta con Gesù in braccio; inginocchiati ai lati Sant’Anna (la mamma della Vergine) e San Giuseppe; al suo fianco una buffa e cicciotta fantesca con tanto di cuffietta-crestina, che regge in una mano una ciotola e nell’altra un cucchiaio, su cui soffia per raffreddare la pappa (appunto) prima di darla al piccino.

(Presepe di Manarola, foto ©Vivilitalia)

Moderno e particolarissimo è il Presepe di Mario Andreoli sulla collina delle Tre Croci a Manarola, Cinque Terre.
Inizato nel 1960, conta più di 250 figure tutte costruite con materiale di recupero. E viene illuminato con 15000 lampadine, oggi alimentate anche con pannelli fotovoltaici che Andreoli, grazie al Comune, ha sistemato sul tetto della Capanna.

(foto ©MissFletcher)

Infine, spettacolare, il presepe della Madonnetta a Genova (qui illustrato in un magnifico post di Miss Fletcher); 100 manichini dal corpo in stoffa e mani, piedi, volti in legno: alcuni risalgono al ‘600 e sono del Giambattista Saggini, altri al ‘700 e vengono dal laboratorio del Maragliano.

Distribuite su 100 mq protetti da vetrate, le figure ci catapultano nella Superba di allora; il porto coi velieri, Sottoripa, le botteghe, Porta Soprana, oggetti quotidiani, personaggi d’ogni ceto vestiti di feltro, seta, juta, velluto; artigiani, popolani, pescatori, mercanti, contadini, nobili, facce volgari, serie, stupite, belle, rabbiose, sorridenti: le donne hanno gioielli veri.
La Famiglia e i Magi sono inglobati perfettamente in questo grande affresco.

Unico difetto: ci si perdono ore, a guardare tutto.

© Mitì Vigliero

Genova Com’Era: Antichi Natali

Erano belli i vecchi Natali a Genova, vissuti sino ai primi del XX secolo senza frenesia d’acquisto obbligato, senza isteriche code di auto o mezzi pubblici intasati e quel sottile senso di malessere che oggi ci attanaglia, facendoci pensare quasi con noia “Oddio, è già Natale”.

Allora, per tutto dicembre i vicoli del centro storico si riempivano di ambulanti che vendevano figurine del Presepe in terracotta: contadini, pastori, pescatori, pecorine, mucche, asinelli, sacre famiglie, la profumata erba cocca, il muschio, carta straccia accartocciata e verniciata del color dei monti.

bancarelle di stampe, coltellerie, stoffe, bigiotteria e giocattoli semplici: soldatini di piombo o stagno, bambole dal volto di porcellana dipinto, minuscoli mobili per la casa delle pupe, carrettini di legno, biglie di vetro.

Una settimana prima del gran giorno, nei vicoli trionfava anche la gastronomia: macellai, rosticcieri, confettai, panettieri, formaggiai, trippai, pescivendoli esponevano la loro merce fuori dai negozi su banchi decorati con fronde d’alloro e nastri luccicanti; ma c’erano anche i banchetti ambulanti dei verdurai, detti besagnini (perché provenivano dai campi della valle del fiume Bisagno),che smerciavano noci, pinoli e verdure ancora bagnate di rugiada.

I bimbi erano terrificati e affascinati insieme dalle bancarelle dei polli e tacchini.

Le contadine dall’entroterra li portavano in città vivi, e li tenevano chiusi in stie a fianco al banco; le varie massaie passavano, puntando un dito dicevano «quello lì» e le brave donne afferravano il prescelto, gli tiravano il collo di fronte agli acquirenti e iniziavano a spennarlo, giusto il tempo per la scignùa di fare ancora un po’ di spese.

anche allora c’erano i «vu cumprà»; tremanti di freddo perché vestiti coi costumi leggeri dei loro paesi, un po’ in disparte stavano indiani, cinesi e turchi che vendevano noci di cocco, conchiglie strane, ventagli e lanternini di carta sottile e tappeti.

Tutta Genova si riversava in quelle strade; fianco a fianco camminavano a fatica tra la folla il camallo e lo spedizioniere, l’artigiano e l’avvocato, la sartina e la contessa, assordati tutti allo stesso modo dai suoni di cornamuse, trombette di latta, grida di richiamo dei negozianti, pianti o risate di bimbi, voci litiganti o sghignazzanti: un baillàmme infernale ma allegro.

Ma il 24 pomeriggio tutto spariva: le vie deserte, silenziose, immobili.

La vita brulicava esclusivamente all’interno delle case, soprattutto in cucina.

Una vecchia filastrocca canta:

«Tutto l’anno con gran stento
se se mangia pe no mui,
quande a Zena ven Natale
ciaschedun mangia pe dui
»

(Tutto l’anno a gran fatica, se si mangia per non morire, quando a Genova vien Natale, ciascuno mangia per due).

La preparazione della cena della Vigilia, tradizionalmente di magro, il cui protagonista principale era il cappon magro.

E poi per il pranzo natalizio il rito del brodo per i natalin, la lessatura del cappone, l’arrostimento della bibin-na (tacchina); il ripieno degli stecchi da friggere nell’ostia; la pulitura delle radici di Chiavari da bollire, le patate da fare al forno e in purè da gustare col beròdo, il sanguinaccio, nonché la fabbricazione del pandolce, tramutava le cucine in una sorta di antro stregonesco.

Per il pandolce era fondamentale una perfetta lievitazione, ottenuta solo con buio e calore costante; per questo, fino ai primi del secolo, si portava il prezioso dolce appena impastato a letto, infilandolo al calduccio in fondo alle coperte, accanto al «prete».

Mentre si cucinava, si radunavano per l’occasione intere famiglie con minimo tre generazioni di componenti; fratelli, sorelle, cognati, nonni, zii, cugini…Gli uomini sceglievano i vini e i ragazzini decoravano la casa: il Presepe era già pronto dal giorno dell’Immacolata, ma niente abeti.

L’albero di Natale genovese era l’alloro; frasche, fronde, foglie sparse ovunque; sopra le porte, intrecciate ai lampadari, posate sugli armadi, le credenze e al centro della tavola, in una lunga striscia verdebrillante abbellita da mandarini e arance posta sulla tovaglia.

E finalmente il 25 tutti a tavola, per un pranzo che finiva ufficiosamente intorno alle17, quando sarebbe arrivato il pandolce decorato da un rametto d’alloro, simbolo di gloria e fortuna; veniva passato fra tutti i commensali, che facevano l’atto di baciarlo.

Poi il più piccolo della famiglia doveva togliere il ramoscello, e il più vecchio tagliare le fette: una veniva messa da parte, fasciata in un tovagliolo, per essere distribuita alla famiglia il giorno di San Biagio, per preservare dai mal di gola.

Poi il papà guardava finalmente sotto il piatto, dove - mostrando una gran sorpresa – trovava la letterina scritta dai suoi bimbi e i bimbi,  sotto il loro piatto, scoprivano una moneta, il dinè da noxe (soldino della noce), regalino extra fatto solitamente dai nonni.

Poi recitavano le poesie (È nato alleluja alleluja, è nato il Sovrano Bambino…) e infine tutti mangiavano il dolce brindando col Moscatello di Taggia: dopo quello, tanto per gradire, arrivavano gli anexin (biscotti all’anice), la frutta secca, i canditi, i fondanti, il torrone e infine, a sorpresa, lo stracchino.

© Mitì Vigliero