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Le Ricette di Casa Placida: Zuppa di Zucca, Porro e Zenzero

di Placida Signora - 14 marzo 2012

Buona e colorata.

Per due/tre persone

1 fettona di zucca (oppure comprate al supermercato una vaschetta di zucca già pulita e tagliata, si fa molto prima, ché qui siamo al galòp )
1 porro di media grandezza
1 patata grandina
2 rametti di rosmarino
2 fettine di zenzero fresco (anche un po’ di più, se vi piace il piccante)
1/2 litro di brodo vegetale (anche di dado, ché qui siamo sempre al galòp)
olio d’oliva bòno
sale

Pulire il porro e tagliarlo a rondelle.
Pelare la patata e tagliarla a cubetti.
Se la zucca non è già pronta, metterla nel forno sulla placca e farla ammorbidire. Poi tagliarla a tocchetti.
In una pentola mettete tre cucchiai d’olio; quando è caldino versateci le rondelle di porro e fate rosolare sino a quando si è leggermente colorito.
Unite i cubetti di patate col rosmarino, fate rosolare sino a quando le patate sono doratine.
Togliete i rametti di rosmarino.
Versate sopra porro e patate il mezzo litro di brodo bollente.
Fate bollire 15 minuti.
Unite la zucca e 1 cucchiaino di zenzero fresco sminuzzato.
Fate bollire 10 minuti.
Assaggiate e aggiustate di sale.
Frullate con frullatore a immersione.
Servite a tavola, con crostini di pane o anche così da sola, è buona lo stesso.

Buon appetito al galòp.

© Mitì Vigliero

Le Ricette di Casa Placida: Bollito Riciclato al Patè d’Olive Verdi

di Placida Signora - 2 dicembre 2011

Dopo aver fatto un quantitativo di brodo di carne che bastava per un reggimento (in questi giorni vado a brodo: passatelli, tortellini, minestrina…)  mi sono ritrovata però con un bel pezzo di manzo bollito che non finiva mai.

Ma dato che siamo in periodo di crisi e ho dichiarato una personale lotta agli sprechi anche culinari, mi sono inventata una ricetta che si è rivelata un successone; e stavolta nel libro c’è un foglietto mio.

Ingredienti

Carne lessa avanzata
Due sacchetti di olive verdi snocciolate
Olio di oliva
Un’arancia grande o due piccole
Senape
Brodo (anche di dado, se non ne avete più di carne)

Togliere il più possibile di grasso dalla carne e tagliarla a fette e tocchetti (facile che si sbricioli, va bene lo stesso).
Frullare le olive ben sgocciolate dalla salamoia insieme all’olio d’oliva; deve risultare una cremina densa.
In una padella larga, sistemare le fette di carne, coprirle col patè d’olive.
Appena inizia a sfrigolare, aggiungere una o due mestolate di brodo (a seconda del quantitativo di carne) e un cucchiaino di senape. Mescolare bene.
Quando il brodo sta per consumarsi, aggiungere il succo dell’arancia.
Far cuocere ancora cinque minuti a fuoco alto, assaggiare, aggiustare di sale e servire a tavola ben caldo.

© Mitì Vigliero

Le Ricette di Casa Placida: ‘A Fugassa co-e Purpe

di Placida Signora - 25 ottobre 2011

La Focaccia con la Polpa d’Olive

Chiamata Fugassa co-e purpe nel Levante ligure mentre nel Ponente è la Fugassa co-a murcia, nacque per utilizzare sino all’ultima briciola le olive appena spremute nei frantoi e, per tradizione e periodo, un tempo si trovava dai fornai solo a novembre, essendo un cibo tipico del periodo “dei Morti.

Il grande scrittore Vittorio G. Rossi (1889-1978) così raccontava i suoi ricordi d’infanzia a Santa Margherita Ligure:

“Quando c’era la Novena dei Morti, mia madre ci portava alla novena; era ancora notte, non c’erano neanche i primi segni dell’alba; si usciva nell’aria fredda di novembre, gli occhi pieni di piombo, alzarsi dormendo, fare i primi passi dormendo, imbattersi in quell’aria, sentire come una ferita e poi entrare nella chiesa coi lumi e le preghiere.
E poi lei ci portava nel forno appena aperto, c’era la “focaccia con le polpe”.
Era calda, nerastra, piena d’olio; c’erano dentro i piccoli pezzi di polpa di olive spremute nel frantoio e adesso ogni tanto mi tornano quelle mattine buie di novembre, quella luce tremolante che faceva chiaro ai morti e il sapore oliato e caldo della focaccia, e mia madre che amministrava quelle nove mattinate di cerimonia funebre, e riuniva i vivi e i morti, e le preghiere e la focaccia, come se tra il mondo di là e quello di qua lei sapesse senza dubbio alcuno quello che c’era, e come bisognava comportarsi” (da Maestrale, Mondadori, 1976 )

Se volete provare a farla in casa, la ricetta è questa:

1 kg di farina
lievito di birra
150 gr di olive nere taggiasche in salamoia o un barattolo del cosiddetto “patè d’olive”
olio
sale fine.

Se non usate il paté (di cui ne bastano 2, 3 cucchiai) , snocciolate le olive e pestatene nel mortaio (o col mixer) la polpa; mettetela in una ciotola unendo 2 cucchiai scarsi d’olio.

Impastate la farina unendo alla pasta la polpa d’olive e un po’ di sale. Lasciate lievitare a lungo, anche tutta una notte.

Disponete uniformemente la pasta – che risulterà quasi nera - sulla teglia unta (se la preferite più alta, usate pure una tortiera rotonda) , versate ancora un filo d’olio e con la punta delle dita schiacciate la pasta producendo anche qui le caratteristiche fossette della focaccia ligure.

Infornare a forno molto caldo, 240°, per 25 minuti circa, e servire calda

©Mitì Vigliero

Le Ricette di Casa Placida: Torta Fredda di Ricotta al Cedro

di Placida Signora - 16 settembre 2011

Reperita tempo fa su un foglietto rovinatissimo riesumato dalle pagine Libro di Mamma, ricopiata e dimenticata per mesi nella cartella dei Documenti.
Non sono un tipo da dolci, ma questa ricetta mi è piaciuta sia per la presenza della ricotta, che amo molto, sia per la parola “fredda”; qui il caldo continua e solo l’idea di accendere il forno mi spaventa…

1 kg. di ricotta freschissima
350 gr. di zucchero
150 gr. di cioccolato fondente sminuzzato
150 gr. di cedro candito a pezzettini 
1 pacco di Savoiardi sottili (o pezzi di Pan di Spagna)
Sciroppo di cedro
Acqua
Cacao fondente

Setaccia la ricotta (se non sapete come si fa, guardate qui che lo spiegano bene) e poi mettila in una ciotola insieme allo zucchero, il cioccolato, il cedro candito e 1 tazzina di sciroppo diluito in acqua. Mescola tutto molto bene.
Fodera una pirofila alta con carta oleata, coprine il fondo con uno strato di Savoiardi spruzzati di sciroppo diluito (Se ti piace, puoi mettere invece del Maraschino).
Coprili con uno spesso strato di ricotta e livella schiacciando bene.
Metti sulla ricotta un altro strato di Savoiardi spruzzati di sciroppo diluito, altra ricotta, altri Savoiardi.
Spolvera l’ultimo strato con un velo di cacao fondente, posaci su un largo disco di carta oleata e sopra questo un peso che schiacci bene ma non troppo.
Metti in frigo per almeno 6 ore prima di servire e tirala fuori almeno mezz’ora prima.

© Mitì Vigliero

Le Ricette di Casa Placida: Insalata cavolfiore, avocado e noci

di Placida Signora - 3 agosto 2011

Sempre nel segno della pigrizia culinaria estiva, ecco un piatto facile facile ma buono e goloso.

Per 4 persone:

1 bel cavolfiore bianco e sodo
1 avocado maturo ma non troppo
1 limone e mezzo
8 noci
qualche fogliolina di menta fresca
olio
sale
pepe

Pulire il cavolfiore, dividerlo in cimette e farle lessare al dente (io le schiaffo nel microonde, pochissima acqua, quasi a vapore)
Pulire l’avocado, tagliarlo a fettine, metterlo nella terrina dell’insalata e bagnarlo col succo del mezzo limone (per evitare che annerisca)
Nel mixer mettere 5 cucchiai d’olio d’oliva, i gherigli delle noci, il succo del limone rimasto, sale e pepe e farne una salsina.

Tagliare le cimette di cavolfiore lessate, sottili e per il lungo.
Unirle alle fettine di avocado, versare la salsina, unire le foglioline di menta strappate con le dita, mescolare delicatamente, pappare.

© Mitì Vigliero
 

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