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5 Febbraio: la Festa di Sant’Agata a Catania

di Placida Signora - 4 febbraio 2012

(Sant’Agata, di Francisco de Zurbaràn)

I greci adoravano Agathé Thea (l’antica Iside e la Bona Dea latina) nume della fertilità, il cui culto era sentito soprattutto in Trinacria: e a Catania proprio in questi giorni si festeggia la loro cristiana sostituta, alias Sant’ Agata.

Giovanissima indossò il flammeum, velo rosso delle vergini consacrate a Cristo; ma Quinziano, proconsole locale, s’invaghì di lei e per “svezzarla” la rinchiuse in un lupanare, dove riuscì a rimanere “pura”.

Allora la torturò slogandole membra, lacerandola con pettini di ferro roventi, facendola camminare a piedi nudi su vetri taglienti e carboni ardenti, strappandole i seni con grandi tenaglie (nell’iconografia Agata spesso mostra le tettine mozzate in un piattino, come sua cugina Lucia vi tiene gli occhi): infine la schiaffò in una fornace.

L’Etna però decise d’eruttare proprio in quel momento; mentre il terremoto scuoteva la città, Agata agonizzante venne riportata nella sua cella, dove morì il 5 febbraio del 250 dC.

I catanesi considerano “ ’a Santuzza” protettrice invincibile; per 3 giorni le dedicano una festa talmente solenne e affascinante nel folklore che l’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità.


(foto Wikipedia)

I fedeli ardenti detti “Cittadini” indossano il “sacco”, caratteristico camice bianco, e in centinaia trascinano lentissimamente con funi per le strade ‘a vara– il pesantissimo “ferculo”, la macchina che sorregge il busto d’argento ingioiellatissimo della Santa – mentre la folla agita migliaia di fazzoletti bianchi urlando ininterrottamente: “Cittadini ‘ccu vera fidi: Viva Sant’Ajta!”.

Davanti al ferculo sfilano le Cannalore (o Cannalori) di undici corporazioni di mestieri; sono enormi, fantastici candelabri definiti “il barocco in movimento”, un trionfo incredibile di statue, ricci, decorazioni, ori. (Qui un servizio fotografico)

Il primo è quello del Vescovo, a Cannalora ri Sant’Aita; segue quello dei Rinoti (abitanti di San Giuseppe la Rena); poi gli Ortofloricultori Cannalora re ciurara, Pescivendoli – Cannalora re pisciara, Fruttivendoli  Fruttaioli, Macellai Chiancheri, Pastai  Pastara, Pizzicagnoli  Fummaggiari, Panettieri Pannitteri (il più grande, retto sulle spalle da 12 uomini anziché 10 o 8 come gli altri), Vinaioli Vinaroli e infine quello del Circolo Cittadino Sant’Agata,  Ro Cicculu.


(Cannalora)

Passando davanti alle botteghe o ai mercati dei loro “confratelli” pescivendoli, panettieri ecc, ogni cero compie “ ‘a ballata”: un movimento sempre uguale, ritmico, ipnotizzante, una danza in rigraziamento e saluto compiuto in mezzo al pandemonio delle grida, dei canti, delle litanie mentre la campana della Cattedrale suona incessantemente in onore d’ ‘a Santuzza, protettrice anche di tutte le campane (che han la forma di mammelle), mentre alle grida di “Viva Sant’Ajta!” si univano un tempo quelle dei nuccidara”, venditori di nocciole e mandorle: “Picciotti, haiu nuciddi!” e almeno una manciata doveva entrare nelle tasche dei fedeli, come talismano.

E in questi giorni pasticcerie e famiglie si scatenano a preparare i curiosi dolci tradizionali in pasta reale; le Olivette e le Minnuzze (o Minni) ri Sant’Ajta.

Le prime sono olive verdi e nere, che ricordano l’ulivo miracoloso che nacque nel punto in cui la Santuzza si chinò per allacciarsi un calzare subito prima d’esser processata.

Le seconde sono semisferiche e bianche: al posto del capezzolo, una rossa ciliegina.

© Mitì Vigliero

(Minnuzze ri Sant’Aita)

Gli Alberi della Rete: Come Festeggiare insieme il Natale fra Blog e Social Network

di Placida Signora - 20 dicembre 2011

Ricordate quando festeggiammo insieme i nostri gatti , con tutte le loro fotografie?

Ora festeggiamo insieme il Natale, con tutti gli alberi e le decorazioni che in questi giorni sono nelle nostre case. 

Come “testi” ho scelto articoli, video, poesie, musiche, aforismi, cose da ridere e cose da magone, nel perfetto stile Blog&Social Network dove convivono tranquillamente battute feroci e frasi dolcissime, canzoni buffe e componimenti sacri.

E questi alberi, queste decorazioni sono tutte magnifiche perché “vere”, calde, spontanee e speciali come tutti voi.

Perché qui non c’è nulla di “virtuale”: solo concretissimi  Simpatia, Amicizia e Affetto.

***

 

L’Albero di Natale perfetto? Tutti gli alberi di Natale sono perfetti!
(Charles Barnard)

Sussex Carol 

(Claudiappì)

Se il Natale non esistesse già, l’uomo dovrebbe inventarlo. Ci deve essere almeno un giorno all’anno a ricordarci
che stiamo su questa terra per qualcos’altro oltre che per la nostra generale ostinazione
(Eric Sevareid)

(Kumiko-Chan)

The Huron Carol 1643 ♪

(Livefast e Ilenia)

Qui, Quo e Qua: Missione Natale parte 1
Qui, Quo e Qua: Missione Natale parte 2 

 

(Novecento)

Buon Natale a tutto il mondo – Domenico Modugno (1960) ♪

(Neuromancer)

The Muppets: Ringing of the Bells ♪

(Martag)

Alda Merini: Il mio Presepe privato

(Availableinblue)

LA NOTTE SANTA

 - Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell’osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei. 

Il campanile scocca
lentamente le sei. 

(Guido Gozzano, qui)

(Giulia Devani)

Babbo Natale ha avuto l’idea giusta – fare visita alla gente una volta all’anno.
(Victor Borge)

(H’anna Panofsky)

Hark! The Herald Angels Sing – Amy Grant ♪

(Lorenzo)

Il Natale è il giorno che tiene unito il tempo intero.
(Alexander Smith)

(mcalamelli)

Cherry Tree Carol – Sting  ♪

(Massimo Ghetti)

(Davide TheSgrash)

White Christmas-Joshua Held ♪

(PlacidaSignora)

NATALE

Nel buio della stanza
filtra un capello di luce
mentre noi tutti intorno
tratteniamo il respiro
nell’attesa di percepire
anche solo un vagito
che annunci  un Nuovo Mondo.

(Mitì Vigliero)

(Maura sindromedisnoopy)

(Rosalba)

Il Natale non è un evento eterno, ma un pezzo di casa
che ciascuno porta nel proprio cuore.

(Freya Stark)

(Ventotagliente)

Da Nadal un fredo coral , da la Vecia  un fredo che se crepa
(Proverbio Veneto)

(Vera Gheno)

The Christmas Song – Piero Tonin ♪

(HoldMe)

“S‘io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale in ogni casa,
in ogni appartamento dalle piastrelle del pavimento …

(Gianni Rodari)

(FarmaciaSerraGe)

NATALE DE GUERRA

Ammalappena che s’è fatto giorno
la prima luce è entrata ne la stalla
e er Bambinello s’è guardato intorno.
- Che freddo, mamma mia! Chi m’aripara?
Che freddo, mamma mia! Chi m’ariscalla?

(Trilussa)

(Annie)

Disney’s Christmas Songs ♪

(L’Albero di Franzen l’ha fatto Lorenzo)

Il Natale, bambini, non è una data. E’ uno stato d’animo.
(Mary Ellen Chase)

(MaxKava e il suo Patato)

Ninna Nanna piccoletta – Renato Rascel 

(Cogitabondo)

Quanno nascette Ninno -1816  ♪

(Massimo Mantellini)

Non vi è nulla di più triste che svegliarsi la mattina di Natale e scoprire di non essere un bambino”
(Erma Bombeck)

(Delu)

La Notte Magica: Antiche Credenze Natalizie

(Alessandro Marzi)

La Peregrinación – Mercedes Sosa ♪

(Mitì)

La neve, le luci, l’albero … Tutto qui quello che mi ricordo dell’incidente.
(Flavio Oreglio)

(Micia&Spad)

 ”Un cane guardando un albero di Natale acceso: Finalmente hanno messo la luce in bagno.”
(Romano Bertola)

(Spora)

Lui è un brav’uomo. Pensa che ogni Natale va giù al canile, salva un gatto e un topo
e li regala a una famiglia affamata.

(Bart Simpson)

(Valeriotta)

The Holly and the Ivy  ♪

(Danix)

RITORNO PER UN DOLCE NATALE

Disse la madre: Lasciate socchiusa la porta, ch’egli verrà.
Fu lasciata socchiusa la porta: egli entra, disceso dall’eternità.
Per strade di neve e di fango gli fu guida la stella in cammino
nei cieli sol quando rinasce, dentro una stalla, Gesù Bambino…

(Ada Negri)

(A!ndrea e Manu)

Mele Kalikimaka – Mina  ♪

(Alenastrorosa)

God Rest Ye Merry Gentlemen 

(VioletaB)

I RE MAGI

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
- O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.

(Gabriele D’Annunzio)

(Vincenzina Mancini)

PRESEPE

Natale. Guardo il presepe scolpito
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure in legno ed ecco i vecchi
del villaggio e la stalla che risplende
e l’asinello di colore azzurro.

(Salvatore Quasimodo)

(Il Presepe di Mitia)

Te piace ‘o presebbio? Antichi e strani presepi italiani

(Il Presepe di Martag)

I Misteri nascosti nel Presepe Napoletano

(Calex)

Elio e Le Storie Tese – Natale Allo Zenzero ♪

(Pryntyl)

Perché a Natale ci scambiamo regali, circondati da colori e luci rosse e oro?

(Mery)

Non preoccuparti della dimensione del tuo albero di Natale.
Agli occhi di un bambino sono tutti alti 10 metri.

(Larry Wilde)

(Cassandra)

(Blimunda e Bea)

LA LEGGENDA DELL’ALBERO DI NATALE

A Babbo Natale tutto quello che poteva andare storto, andava storto. 

Le renne avevano avuto la dissenteria e avevano ridotto la stalla a un disastro e aveva dovuto spalare cacca per tutta la notte.

Aveva caricato la slitta da solo perché gli gnomi erano in sciopero e aveva dovuto scaricarla perché un pattino era rotto, 
aveva perso tutta la mattinata a ripararlo e si era anche tagliato malamente un pollice con l’ascia e quelle maledette renne erano scappate e ci aveva messo una vita a recuperarle.

Metà dei giocattoli non erano arrivati e quelli che gli avevano consegnato erano tutti della lista delle consegne dell’anno prima.

Gli elfi si erano ubriacati e aveva dovuto cercarsi i doni giusti in magazzino da solo e si era ammaccato il naso e un ginocchio 
quando gli si era rotta la scala.

Nel mettersi i pantaloni li aveva strappati perché era ingrassato troppo, non c’era verso di trovare il cappello, aveva perso gli occhiali, aveva bruciore di stomaco e quando aveva cercato una birra in frigo l’aveva trovato rotto e comunque la birra era finita.

In quel momento bussa alla porta un Angelo con un albero di Natale e domanda: “Dove devo metterlo questo abete?”. 

Ecco come è nata l’usanza di mettere l’Angelo sulla cima dell’albero di Natale.

(Autore non si sa, ma circola da anni in rete)

(Chiaratiz)

Chestnuts Roasting on an Open Fire ♪
 

(Auro)

Se fossi un filosofo, dovrei scrivere una filosofia dei giocattoli,
per dimostrare che nella vita non bisogna prendere nient’altro 
sul serio
e che il giorno di Natale in compagnia dei bambini è una delle pochissime occasioni

in cui gli uomini diventano completamente vivi.
(Robert Lynd)

(Leonaltro)

(VecchioGiovine)

The Little Drummer Boy ♪

(Cirdan il Timoniere)

UNA STELLA SULLA STRADA DI BETLEMME

Era inverno
e soffiava il vento della steppa.
Freddo aveva il neonato nella grotta
sul pendio del colle.
L’alito del bue lo riscaldava.
Animali domestici stavano nella grotta.
Sulla culla vagava un tiepido vapore.
Dalle rupi guardavano
assonnati i pastori
gli spazi della mezzanotte.
E li accanto, sconosciuta prima d’allora,
più modesta di un lucignolo
alla finestrella di un capanno,
tremava una stella
sulla strada di Betlemme.

(Boris Pasternak)

(Lisute)

Run DMC – Christmas in Hollis ♪

(A_G)

L’adulto non crede a Babbo Natale. Ma lo vota.
(Pierre Desproges)

(Sergio Mistro)

Eravamo così poveri che a Natale il mio vecchio usciva di casa, sparava un colpo di pistola in aria,
poi rientrava in casa e diceva: spiacente ma Babbo Natale si è suicidato.
(J. La Motta)

(Isolavirtuale)

Vorrei poter mettere lo spirito del Natale all’interno di un barattolo
e poterlo tirare fuori mese per mese, poco alla volta”
(Harlan Miller)

(Annarella G.)

Joy to the world – Nat King Cole ♪

(Manuela)

Perchè Natale è come un giorno normale in ufficio?
Perchè tu fai tutto il lavoro ed un ciccione col vestito rosso si prende lui tutto il merito!
(Joe Claro)

(Letizia)

Verde Natale bianca Pasqua
Natale al balcone e Pasqua al tizzone
A Natale il solicello, a Pasqua il focherello
Se Natale ha mosche, Pasqua ha ghiaccioli

(MeteoProverbi di Natale)

(Dania)

Ho smesso di credere a Babbo Natale da quando avevo sei anni.
Mamma mi portò a vederlo ai grandi magazzini e lui mi chiese l’autografo.
(Shirley Temple)

(Liucci Van Pelt)

Rudolf the Rednosed Reindeer ♪ 

(Roberta Milano *)

I ricordi di un Natale alla vecchia maniera sono difficili da dimenticare.”
(Hugh Downs)

(xlthlx)

(Paolina)

Yourself Have A Merry Little Christmas ♪ 

(Batchiara)

Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale:
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.
C’è l’orsacchiotto giallo di stoffa
che ballonzola con aria goffa:
c’è il cavalluccio di cartapesta
che galoppa e crolla la testa;
e in fondo al sacco, tra noci e confetti,
la bambolina che strizza gli occhietti.
Ma Babbo Natale sa che adesso
anche ai giocattoli piace il progresso:
al giorno d’oggi le bambole han fretta,
vanno in auto od in lambretta!
E l’orsacchiotto, al posto del cuore,
ha un modernissimo motore.
Nel vecchio sacco pieno di doni
ci sono ogni anno nuove invenzioni.
Io del progresso non mi lamento
anzi, vi dico, ne sono contento.
“Viva la Scienza se ci dà
un poco più di felicità!”
Signori scienziati, vi prego, inventate
le meraviglie più raffinate:
ma per favore, lasciate stare
certi giocattoli che fanno tremare…
Non vanno bene per la mia sacca
le bombe atomiche e bombe acca!
Bella è la pace, chiara la via,
dite la vostra che ho detto la mia.
 (Gianni Rodari)

(Picchiu)

 The Secret of Christmas – Ella Fitzgerald  ♪

(AlessandraC)

Stella che brilla bella favilla, della buia notte prima scintilla, tu che brilli di lassù
guarda me che son quaggiù e il mio desiderio esaudisci orsù …
noi ti chiediamo che sia Natale tutti i giorni
.”
(Qui, Quo, Qua)

(MissFletcher)

San Giuseppe, assieme a Maria, incinta di Gesù, cerca un albergo, ma sono tutti pieni.
Per forza non trovi un albergo libero: sei sotto Natale!
(Paolo Rossi)

(Maxime)

Una tradizione dimenticata: il Ceppo di Natale e i suoi riti

(Ailyn Seen)

Jingle Bell Rock – Bobby Helms 1957 ♪

(Ci_Polla)

Come Sopravvivere alla SFN (Sindrome Fobica Natalizia): Galateo per un Natale quasi Sopportabile

(Pryntyl)

Baffo Natale – Elio e Jovannotti 

(Bak)

The First Noel 

(Marco Beccaria)

(Ladra di Caramelle)

Carol of the Bells ♪ 

Er Pupo dell’Aracèli: Una Favola Antica Di Cui Si Aspetta Il Lieto Fine

di Placida Signora - 18 dicembre 2011

Era la fine del Quattrocento.

Un frate francescano, trovandosi a Gerusalemme nell’Orto dei Getsemani, raccolse un pezzo di legno d’ulivo e – colto da improvvisa ispirazione – ne intagliò la figura a grandezza naturale di un neonato: voleva raffigurare il Bambin Gesù, ma quando fu il momento di dipingergli il volto si rese conto che non sarebbe stato in grado di farcela da solo e così, prima di addormentarsi, pregò di essere aiutato dai Numi Celesti.

Svegliandosi la mattina dopo vide il bambinello non solo completamente dipinto (dagli Angeli, ovviamente)ma anche stretto in fasce come ogni neonato che si rispetti; solo che quelle erano di finissimo tessuto dorato.

Nel ‘500 lo portò con sé nel viaggio per mare che avrebbe dovuto condurlo a Roma, ma una tempesta fece affondare la nave; il Bambinello però riuscì prodigiosamente a raggiungere una spiaggia del Tirreno e da lì la chiesa dell’Ara Coeli, dove divenne immediatamente amatissimo oggetto di culto popolare.

Ridonava la salute ai malati, quell’infante di legno che i romani chiamarono da subito “er Pupo dell’Aracèli”; si diceva  che, portato al cospetto d’un moribondo, le sue piccole labbra si colorassero di rosso vivo in caso di guarigione o impallidissero sino a diventar bianche se non c’era nulla da fare. Ma il più delle volte, dicevano, guariva.

Il Principe di Torlonia gli mise a disposizione una lussuosa carrozza che a gran velocità, a qualunque ora del giorno e della notte, attraversava le strade romane accompagnando il Bambino al domicilio dei malati più gravi.

Una di questi, giovane e ricca straniera, lo volle sempre con sé: fece fare una copia perfetta della statuetta e quando i frati tornarono a riprendere il Pupo, gliela consegnò.

Questi non si accorsero dello scambio, ma la stessa notte il portone della chiesa venne percosso da un bussare violentissimo; corsi ad aprire, i frati si trovarono di fronte un neonato piangente: il loro Bambino, quello autentico, che era tornato a casa da solo.

Col passare del tempo le sue fasce si coprirono di gioielli e pietre preziose, tutti ex voto.

Questo ovviamente ispirava pensieri ben poco santi tanto che i diaristi della chiesa dovettero più volte annotare tentativi di furto andati a vuoto o altri riusciti, come quelli del Natale del 1738 quando il Bambino, porto ai fedeli perché potessero baciarlo, tornò fra le mani del Celebrante quasi spoglio dei preziosi, staccati a morsi da baci troppo entusiasti.

Continuando i miracoli, aumentò la fama del Pupo; iniziarono ad arrivare lettere da ogni nazione, scritte soprattutto da piccoli malati che imploravano una grazia. Divenne ovunque simbolo di serenità: un culto affettuoso, ingenuo e dominato dalla tenerezza, che andava e va al di là del senso religioso.
Quel Bimbo è soprattutto un bambino,  l’Indifeso che difende i più deboli: chi infatti è più debole di un malato?

Tutto questo sino al febbraio del 1994, quando qualcuno decise di rubarlo.
La notizia del  “rapimento” finì sulle pagine dei giornali e nei notiziari di tutto mondo. Persino la Criminalità Organizzata si mise in moto, per tentare di ritrovarlo: ma inutilmente.

Sono passati 17 anni e di lui non si hanno ancora notizie; quello che vediamo oggi è una copia.
Però le preghiere non smettono, nemmeno la fede.
Forse rimane la speranza che er Pupo dell’Ara Coeli ritorni come secoli prima da solo, bussando un’altra volta fortissimo a quel portone, in un nuovo miracolo.

© Mitì Vigliero

Perché si dice Halloween

di Placida Signora - 28 ottobre 2011

La festa anglosassone di Halloween deriva il suo nome dalla ricorrenza cristiana di All Hallows, Ognissanti, introdotta nel VII sec.

Ma la sera 31 ottobre era invece, per i pagani Celti, un’altra ricorrenza religiosa, quella della Morte dell’Estate; l’Inverno, freddo e buio, richiamava alla memoria il freddo e il buio della morte.

Proprio in quella notte si credeva che spettri, morti viventi e streghe si scatenassero contro gli umani; notte di vero terrore, in cui nessuno metteva piede fuori di casa.

Proprio nel ricordo di quella antichissima credenza, ancora nel 1600 quella notte per strada giravano solo “i Camuffati”, sorta di sacerdoti che, indossando mostruose maschere, vagavano per le vie danzando e gridando per spaventare spiriti e malocchio.

Solo dal 1800, dimenticata ogni origine storico religiosa e mantenuta solo la reminiscenza spettacolare e folkloristica - Halloween si tramutò in un’allegra festa in cui i bimbi, mascherati in modi spaventosi e buffi, vanno di casa in casa trascinandosi dietro un sacco e minacciando gli abitanti col motto “Trick or Treat”, scherzi o cibo; e per evitare brutti tiri, tutti donano dolci e pasticcini.

© Mitì Vigliero

QUI vi ho raccontato l’origine delle Zucche di Halloween e QUI tutte le usanze e i cibi italiani tipici del “periodo dei Morti”

Ricordate: Stanotte Sarà la Magica Notte delle Stelle Cadenti

di Placida Signora - 9 agosto 2011

Qui  le istruzioni

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