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	<title>Placida Signora &#187; Tipi&amp;Tipetti</title>
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	<description>blog di Mitì Vigliero</description>
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		<title>Le Foto delle Vacanze: una tortura di ieri e di oggi</title>
		<link>http://www.placidasignora.com/2010/07/14/le-foto-delle-vacanze-una-tortura-di-ieri-e-di-oggi/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 07:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come Eravamo]]></category>
		<category><![CDATA[Placidi Pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[
Ma ve le ricordate quelle terribili serate che tutti noi abbiamo trascorso almeno una volta nella vita?
Di solito cominciava tutto con la telefonata di un amico il quale, appena tornato dalle ferie, ci diceva, garrulo e gentile:
“Domani sera vieni a cena da me insieme a un po’ di amici? Così dopo vi faccio vedere le diapositive dell’Inghilterra“.
Il dopo aveva sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2010/07/schermo-dia1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6992" title="schermo-dia1" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2010/07/schermo-dia1-286x300.jpg" alt="" width="286" height="300" /></a></p>
<p>Ma ve le ricordate quelle <strong>terribili serate</strong> che tutti noi abbiamo trascorso almeno una volta nella vita?</p>
<p>Di solito cominciava tutto con la telefonata di un amico il quale, <strong>appena tornato dalle ferie</strong>, ci diceva, garrulo e gentile:</p>
<p>“Domani sera vieni a cena da me insieme a un po’ di amici? Così <em>dopo</em> vi faccio vedere <strong>le diapositive</strong> <strong>dell’Inghilterra</strong>“.</p>
<p>Il <em>dopo</em> aveva sempre un che di sadico.</p>
<p>Trasformato il salotto in <strong>sala visione</strong>, l’ex vacanziero esortava gli ospiti a sedersi su divani e sedie allineate davanti a un enorme e traballante <strong>schermo in tela</strong>; poi spegneva tutte le luci e si piazzava di fianco al <strong><a href="http://pan7.fotovista.com/dev/7/1/00029917/g_00029917.jpg" target="_blank">proiettore</a> </strong>dicendo:</p>
<p>“Inizia lo spettacolo! Allora.Questa è la Torre di Londra…”<br />
 e <em>zac</em> compariva sullo schermo la Torre di Londra.<br />
 “Questo è il Green Park” e<em> zac</em> appariva la Torre di Londra.<br />
 “Questo è Buckingham Palace” e <em>zac</em> saltava fuori la Torre di Londra.</p>
<p>Ciò accadeva perché -ricordate?- i proiettori s’inceppavano spesso e volenteri, mostrando perennemente la stessa diapositiva.</p>
<p>E chi proiettava se ne accorgeva sempre <strong>dopo</strong> gli ululati del pubblico esasperato dalla diciottesima visione della Torre di Londra perché, secondo me, dopo aver già visto trecento volte le dia delle sue vacanze, non guardava affatto lo schermo ma pensava ai fatti suoi.</p>
<p>E così riaccendeva la luce, trafficava per un’ora col <strong>caricatore</strong> e il <strong>carrello</strong>delle dia, le faceva<strong> cadere</strong> tutte per terra obbligando gli spettatori a mettersi a gattoni sul pavimento per raccoglierle, le rimetteva in <strong>ordine di programmazione</strong>, rispegneva la luce e annunciava trionfante:</p>
<p>“Questa è la casa di Shakespeare” che, come tutti sanno, viveva nella Torre di Londra.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2010/07/televisore.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6993" title="televisore" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2010/07/televisore-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p>Ora le diapositive sono diventate praticamente<strong> reperti archeologici</strong>; oggi si usano magnfiche <strong>fotocamere digitali</strong>, con le quali è possibile immortalare<strong>centinaia e centinaia di immagini</strong> senza preoccuparsi minimamente della <strong>pellicola</strong>, oggetto <strong>assai rimpianto</strong> dagli spettatori forzati di foto delle vacanze, perché aveva uno spazio limitato e<strong> prima o poi finiva</strong>; oltretutto aveva anche <strong>un costo</strong>, acquistarla, svilupparla, montarla…</p>
<p>E così uno <strong>faceva un po’ attenzione</strong> a quello che fotografava, studiava accuratamente inquadrature, esposizione, luce, e soprattutto cercava di<strong>vagliare con cura  paesaggi e soggetti</strong>.</p>
<p>Per lo meno, se uno andava in vacanza in Inghilterra fotografava  Buckingham Palace e Green Park. E la Torre di Londra.<br />
 Insomma, fotografava <em>Londra</em>.<br />
 <em>Si capiva</em> che era stato a Londra.</p>
<p>Invece ora, in piena<strong> bulimia di pixel</strong>, spesso si perde ogni senso di spazio e luogo. Oltre che di misura, estetica e buon gusto…</p>
<p>Fateci caso.</p>
<p>Gente che fa le vacanze in luoghi meravigliosi, poi torna, vi telefona e vi dice:</p>
<p>“Domani sera vieni a cena da me insieme a un po’ di amici? Così<em> dopo</em> vi faccio vedere <strong>le foto dei Castelli della Loira</strong>”</p>
<p>Trasformato il salotto in sala visione, l’ex vacanziero esorta gli ospiti a sedersi su divani e sedie allineate davanti a un enorme televisore ;  schiaffa un dvd nel lettore, afferra il telecomando, spegne tutte le luci e dice:</p>
<p>“Inizia lo spettacolo! Allora. Questa è mia moglie che mangia un panino, questo sono io col cappello di paglia, ridicolo vero? Questa invece è la bambina che fa la cacca nel vasino, che tenera. Questa è un’amica che si lima le unghie, questo è suo marito che si allaccia le scarpe, questo è il mio nuovo IPhone,  questa è mia moglie che si depila le ascelle, questa è la macedonia che mangiavo sempre a colazione, questo è il cruscotto dell’auto, questa è la custodia della fotocamera del mio amico, questa è l’ombra della tetta destra di mia moglie, questo sono io che faccio pipì in una piazzola dell’autostrada, questa è l’acqua della piscina dell’albergo, questo è l’alluce sinistro di mia moglie, bello smalto vero?, questo il gelato che mangiava sempre mia figlia, questi sono gli occhi di mia moglie, qui si è fotografata riflessa di profilo nel bagno dell’autogrill, questo è il mio sandalo destro, questo il mio ginocchio sinistro …”</p>
<p><strong>Millecinquecento.</strong></p>
<p>Millecinquecento fotografie scattate a mitraglia durante una vacanza organizzata per visitare i Castelli della Loira, e non vedrete <strong>una</strong> maledetta immagine di castello manco a pagarla.</p>
<p>Il che, come diceva<a href="http://www.giovanninoguareschi.com/" target="_blank"> lui</a>, è bello e istruttivo.</p>
<p><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">©Mitì Vigliero </a></p>
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		<title>La Danza del Lombrico: Osservando Librai, Lettori e Scrittori in Libreria</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 09:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sorrisi]]></category>
		<category><![CDATA[Tipi&Tipetti]]></category>
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		<description><![CDATA[I Librai fanno uno dei mestieri più belli del mondo e a me sono molto simpatici.
Anch’io credo di essere simpatica a loro, forse non tanto per il fatto che scrivo libri, ma soprattutto perché compro i libri altrui.
A vagonate.
C’è chi deposita i soldi in banca e chi in libreria; io preferisco le librerie alle banche, ed è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>Librai</strong> fanno uno dei mestieri più belli del mondo e a me sono molto simpatici.</p>
<p>Anch’io credo di essere simpatica a loro, forse non tanto per il fatto che scrivo libri, ma soprattutto perché compro i libri altrui.<br />
A vagonate.<br />
C’è chi deposita i soldi in banca e chi in libreria; io preferisco le librerie alle banche, ed è per questo che i librai mi vogliono bene.</p>
<p>Le<strong> librerie</strong> dei Librai sono frequentate sia dai<strong> Lettori</strong> che dagli <strong>Scrittori</strong>: i primi amano trascorrere il tempo libero perlustrando librerie alla ricerca di novità da leggere. I secondi amano trascorrere il tempo libero scrivendo e poi perlustrando le librerie alla ricerca dei loro libri.</p>
<p>Quando uno Scrittore (di solito alle prime armi, poi smette perché si rassegna) passa davanti a una libreria, la prima cosa che fa è ispezionarne con occhio di falco le vetrine onde controllare se il suo ultimo <strong>parto cartaceo</strong>, mettiamo dal titolo <em><strong>La danza del lombrico</strong> , </em>sia esposto.</p>
<p>Se non lo vede, prova un grande dolore; però stoicamente fa finta di nulla e prosegue nell’ispezione, <strong>entrando</strong> con aria noncurante nel negozio.</p>
<p>I casi sono <strong>tre</strong>:</p>
<p>1) Trova immediatamente il suo libro in<strong> bella mostra</strong>.</p>
<p>Allora, petto in fuori e pancia in dentro, si avvicina al Libraio con espressione cordialissima, gli tende la mano, si presenta come l’autore de <em>La danza del lombrico</em> e gli fa tanti complimenti per la sua splendida libreria.</p>
<p>2) Dopo un’ora di spasmodica ricerca, lo Scrittore finalmente scopre il suo libro <strong>seppellito</strong> da altri.</p>
<p>Perciò lo diseppellisce e lo mette in cima a tutti, possibilmente in piedi.</p>
<p>Successivamente va dal Libraio e, senza presentarsi, indicando <em>La danza del lombrico</em>  chiede con estrema noncuranza:<br />
-“Si vende quel libro lì?”</p>
<p>Domanda cretina che lo smaschera immediatamente perché nessun Lettore si sognerebbe di entrare in una libreria per informarsi sulle vendite dei libri.</p>
<p>Il Lettore al massimo può chiedere: “Di cosa parla quel libro lì?” e casca male perché i Librai migliori sono quelli che non leggono affatto i libri che vendono. Potrebbero rimanerne contaminati e perdere la loro obiettività.</p>
<p>In ogni caso il Libraio d.o.c. è quello che a una domanda del genere non risponde “Boh?”, bensì:<br />
-“Guardi, è stupendo. Va via come il pane”.</p>
<p>E questa risposta convince sia il Lettore che lo Scrittore.</p>
<p>3) Lo Scrittore<strong> non trova</strong> il suo libro. </p>
<p>E s’inquieta.</p>
<p>Molto.</p>
<p>Così, con sguardo incupito dal rancore, ma tentando di mantenersi calmo, incede lentamente verso il Libraio e con voce gelida gli sibila: <br />
-“Mi scusi, avete <em>La danza del lombrico</em>?” <br />
 <br />
Il Libraio d.o.c. risponde:<br />
-“Mi spiace, ma ho venduto dieci minuti fa l’ultima copia”<br />
oppure<br />
-“Si è esaurito subito e ho dovuto riordinarlo”</p>
<p>Ciò soddisfa molto lo Scrittore e un po’ meno il Lettore, che aveva davvero tutte le intenzioni di acquistarlo.</p>
<p>Qualcuno può anche sentirsi rispondere:</p>
<p>-“<em>Danza del lombrico</em>? Mai sentito.”</p>
<p>In questo caso lo Scrittore tenta discretamente il suicidio, mentre il Lettore si limita ad andare in un’altra libreria. O a comprare un altro libro.</p>
<p><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">©Mitì Vigliero</a></p>
<p><em><strong>E voi come vi comportate in libreria?</strong></em></p>
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		<item>
		<title>Per la Serie &#8220;Tipi e Tipetti&#8221;: La Strafiga</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 10:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sorrisi]]></category>
		<category><![CDATA[Tipi&Tipetti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[insopportabili]]></category>
		<category><![CDATA[ridere]]></category>
		<category><![CDATA[strafighe]]></category>
		<category><![CDATA[tipe e tipetti]]></category>
		<category><![CDATA[umorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla mattina, appena sveglia, si guarda allo specchio del bagno atteggiando le labbra a cuore: si sorride e si manda baci.
Poi si fa l&#8217;impacco di midollo ai capelli; mezz&#8217;ora di idromassaggio circondata da candele profumate; un&#8217;ora di maschera facciale.
Una volta vestita si siede davanti allo specchio e prova il modo migliore di accavallare le gambe, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Alla mattina, appena sveglia, si guarda allo specchio del bagno atteggiando le labbra a cuore: si sorride e si manda baci.</p>
<p>Poi si fa l&#8217;impacco di midollo ai capelli; mezz&#8217;ora di idromassaggio circondata da candele profumate; un&#8217;ora di maschera facciale.</p>
<p>Una volta vestita si siede davanti allo specchio e prova il modo migliore di accavallare le gambe, di gettare indietro la testa quando ride, di far cadere maliziosa la maglia per mostrare la spalla nuda, di sollevare i piedini numero 42 nudi e stretti in sandaletti sexy, di muovere le mani in modo da far scintillare gli anelli e ondeggiare sensuali le collane.</p>
<p>Prove estenuanti, ma che un giorno -la Strafiga ne è sicura- daranno i loro frutti.</p>
<p>Non per nulla per truccarsi, vestirsi, pettinarsi, impiega circa tre ore; per questo si sveglia intorno alle 4,30 e si presenta in ufficio (o scuola, negozio, redazione ecc) leggermente ansante, dicendo in tono languido e badando a sottolineare bene le pause allusive: &#8220;Scusate, ieri sera ho fatto tardi. Ma è stata una notte&#8230;speciale&#8230;&#8221;.</p>
<p>Quando guarda le altre donne la Strafiga socchiude gli occhi a fessura, butta fuori il petto, artiglia leggermente le mani, non gonfia la coda solo perché non la possiede, ma in compenso soffia nervosa: &#8220;Ma chi si crede di essere quella lì?&#8221;. <br />
 Poi si specchia in una vetrina -o in qualunque altra superficie riflettente- e si sussurra guardandosi con sguardo amoroso: &#8220;Mica nessuna è bella come te&#8230;&#8221;</p>
<p>La Strafiga quando cammina ondeggia come un tubo di gomma in bilico su tacchi alti 14 cm; in realtà il suo vorrebbe essere &#8220;il passo della pantera&#8221;, ma si fa quel che si può.</p>
<p>Solitamente è abbigliata con maglie iperscollate e microminigonne elasticizzate indossate per far risaltare meglio la liscia rotondità del sedere: è per questo motivo che la Strafiga è molto spesso piegata a mo&#8217; di compasso o sulla spalla di qualche maschietto per dirgli, anzi, sussurrargli qualcosa di importantissimo, o  a raccogliere qualcosa sul pavimento.</p>
<p>Ogni suo minimo gesto è calcolato al millesimo e frutto di lunghi, approfoditi studi: persino la forma delle labbra è appositamente creata sussurrando in continuazione la parola &#8220;<em>broncio</em>&#8220;, cosa che permette di trovarsi una boccuccia alla Bardot senza dover ricorrere al collagene.</p>
<p>Qualunque mestiere faccia, la Strafiga lo fa con l&#8217;aria di dire: &#8220;Guardami bene perché sono qui solo di passaggio&#8221;.</p>
<p>Ma in ogni caso la Strafiga deve inventasi almeno un hobby serio come un secondo lavoro che la metta a contatto con la Gente, possibilmente con persone di una certa influenza, capaci -chissà- di introdurla un giorno nel mondo dorato dello spettacolo, perché le Strafighe di solito son piene di virtù artistiche, glielo diceva sempre la nonna: &#8220;Tu con tutte le scene che fai finirai su un palcoscenico&#8230;&#8221;</p>
<p>In fondo, che vale essere Strafighe se poi non ti guarda nessuno?</p>
<p><em>Come disinnescarla<br />
 </em>Mentre esibisce cosce e tette, dire a voce altissima:<br />
 &#8220;Cielo, ho dimenticato di comprare la trippa per il gatto!&#8221;</p>
<p><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">©Mitì Vigliero</a> <em>da &#8220;Il Sale di Adamo&#8221;, Rizzoli</em></p>
<p><strong><em>Altre caratteristiche? O altri suggerimenti per disinnescarla?</em></strong></p>
<p><a href="http://filidipaglia.blogspot.com/" target="_blank">Equipaje</a>: E a volte gira pure con il “chihuahua da borsetta” (borsetta estiva e borsetta invernale)</p>
<p><span style="color: #008000;">Borg</span>: Aggiungerei: Non parla, ma miagola.</p>
<p><span style="color: #008000;">Mimosafiorita</span>: Oppure disinnescarla dicendo: Ma che profumo hai messo, puzza di crisantemo.</p>
<p><span style="color: #008000;">Raffa</span>: Fa la lampada, estate e inverno. Ma ti dice che lo fa perché le dà un aspetto più sano, “sai, di mio ho una carnagione così pallida che allo specchio non mi sopporto!”</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dei Veri Fumatori</title>
		<link>http://www.placidasignora.com/2010/01/19/i-veri-fumatori/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 23:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sorrisi]]></category>
		<category><![CDATA[Tipi&Tipetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dedicato a Stefigno (e a tutti quelli che forse ci si riconosceranno)
Si tratta di una razza ormai in via di estinzione a causa delle imperanti regole salutistiche: il CTF (Comitato Tutela Fumatori) ha già presentato una proposta di legge nella quale viene richiesto l’allestimento di riserve speciali ove poter accogliere i superstiti VF (Veri Fumatori).
Il Vero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #0000ff;">Dedicato a </span></em><a href="http://twitter.com/Stefigno/statuses/7911237622" target="_blank"><em><span style="color: #0000ff;">Stefigno</span></em></a><em><span style="color: #0000ff;"> (e a tutti quelli che forse ci si riconosceranno)</span></em></p>
<p>Si tratta di una razza ormai in via di estinzione a causa delle imperanti regole salutistiche: il CTF (Comitato Tutela Fumatori) ha già presentato una proposta di legge nella quale viene richiesto <strong>l’allestimento di riserve speciali</strong> ove poter accogliere i superstiti VF (Veri Fumatori).</p>
<p>Il Vero Fumatore è quello che alla mattina, <strong>appena sveglio</strong>, si accende una sigaretta (“Mi fa da purghino”) e dopo aver bevuto il caffè se ne accende un’altra (“Il caffè senza sigaretta non mi sveglia”).</p>
<p>Il Vero Fumatore è colui che, <strong>appena suona il telefono</strong>, si mette a girare di corsa tutta la casa alla disperata ricerca di una sigaretta da accendere prima di rispondere.</p>
<p>Anche <strong>se deve fare lui una telefonata</strong> è costretto ad accendersi una sigaretta prima di comporre il numero. Ma spesso <strong>dimentica</strong> di portarsi dietro un posacenere: in tal caso utilizza vasetti, piattini, pezzetti di carta, fioriere e i palmi delle mani.</p>
<p>Il Vero Fumatore è quello che<strong> condisce l’insalata</strong> con olio, aceto, sale e cenere e che quando<strong> passa la scopa per terra</strong> porta sì via la sporcizia, ma in compenso lascia dietro di sé una lunga scia grigia di brace fredda.</p>
<p>Il Vero Fumatore, <strong>se deve scrivere</strong> una lettera, un biglietto o la semplice nota della spesa, prende carta, penna, accende una sigaretta per trovare l’ispirazione e poi scrive.</p>
<p>Pensate ai Veri Fumatori che <strong>scrivono di professione</strong>: ogni pagina, due sigarette.</p>
<p>C’è di buono che essi sono spesso talmente presi da quello che stanno componendo che solitamente accendono la sigaretta e la poggiano nel portacenere, poi ne riaccendono un’altra e la ripoggiano a fianco della prima ancora fumante e così via.</p>
<p><strong>È logico</strong> poi che, quando si sentono rimproverare:</p>
<p>“Hai fumato più d’un pacchetto!”</p>
<p>essi rispondano:</p>
<p>“Non è vero: io ne ho ACCESO più d’un pacchetto, lasciandolo consumare lentamente nel portacicche come un bastoncino d’incenso.”</p>
<p>I Veri Fumatori affermano che la sigaretta sia, oltre che un piacere, pure un qualcosa di <strong>estremamente utile</strong> dato che serve a fare arrivare puntuali i mezzi pubblici.</p>
<p>Infatti, quando si è fermi alla fermata del tram, <strong>e il tram non arriva mai</strong>, basta accendersi una sigaretta per farlo giungere subito.</p>
<p>Il francese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sacha_Guitry" target="_blank"><strong>Sacha Guitry</strong></a>, ai primi del Novecento, aveva composto un sintetico</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Codice del fumatore</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Art. I – Il tabacco è un veleno. – Art. II – Tanto piacere – Art. III – Fra le altre virtù, il tabacco dà a colui che fuma una grandissima indulgenza non posseduta da colui che non fuma. Infatti il fumatore lascia ai propri contemporanei tutta la libertà e non si lamenterà mai che la gente non fumi davanti a lui. – Art. IV – Avete tutto il diritto di dire a un fumatore che fuma troppo, se fuma le vostre sigarette – Art. V – Non fumate il tabacco degli altri, col pretesto che non fumate.</em></p>
<p>Ma<strong> fumare fa male</strong>.</p>
<p>Soprattutto quando, dopo aver tirato una boccata, tentate di<strong> staccare la sigaretta dalle labbra</strong> ma questa vi resta appiccicata facendo in modo che le dita scivolino fermandosi sulla brace accesa.</p>
<p>Fumare fa malissimo: una volta mi è caduta <strong>una sigaretta nella scollatura</strong>. Un male d’inferno.</p>
<p>E poi<strong> è</strong> <strong>dannoso</strong>: una volta ho bruciato un’antica tovaglia di pizzo al tombolo, e con quello che costava è stato un vero danno.</p>
<p>Infine <strong>è pericoloso</strong>: basta accendere una sigaretta (<strong>sia chiaro: intendo <em>solo nei luoghi consentiti</em></strong>) per essere subito assaliti da igienisti assatanati, i più temibili dei quali sono i cosiddetti<strong> Fumatori Pentiti</strong>, creature tavolta eccessivamente astiose, nervose, aggressive e invidiose perché loro non fumano più e gli altri sì.</p>
<p>Però consoliamo, noi Veri Fumatori:<strong> </strong><a href="http://www.placidasignora.com/2008/02/05/antiche-guerre-al-fumo/" target="_blank"><strong>un tempo, ci succedeva di peggio</strong></a>. ;-)</p>
<p><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">© Mitì Vigliero</a></p>
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		<title>L&#8217;Eroico Ricostituente Fiorentino</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 08:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un lato positivo dell&#8217;immobilità forzata, è il poter leggere quel milioncino circa di cose che avrei dovuto leggere, ma causa galòp non ce l&#8217;ho mai fatta.
Ad esempio, quattro scaffali zeppi di riviste antiche che dovrebbero essere tutte catalogate e riordinate da circa quattro anni.
Tra queste, alcuni numeri de La Lettura, rivista mensile del Corriere della Sera diretta da Giuseppe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un lato positivo <a href="http://www.placidasignora.com/2009/08/09/idea-alternativa-per-trascorrere-un-sabato-di-agosto-in-citta/" target="_blank">dell&#8217;immobilità forzata</a>, è il poter leggere quel milioncino circa di cose che avrei dovuto leggere, ma causa galòp non ce l&#8217;ho mai fatta.</p>
<p>Ad esempio, quattro scaffali zeppi di<strong> riviste antiche</strong> che dovrebbero essere tutte catalogate e riordinate da circa quattro anni.</p>
<p>Tra queste, alcuni numeri de <em><strong><a href="http://emeroteca.braidense.it/eva/scheda_testata.php?IDTestata=47&amp;CodScheda=134" target="_blank">La Lettura</a></strong></em>, rivista mensile del<strong> Corriere della Sera</strong> diretta da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Giacosa" target="_blank"><strong>Giuseppe Giacosa</strong></a>.</p>
<p>Nel numero di <strong>febbraio 1904</strong> vi è un  lungo articolo firmato <strong>A.G. Bianchi</strong> e intitolato<em><strong> Inventori e scopritori da manicomio</strong></em>, che tratta di una<strong> collezione</strong> di fascicoli, libri, immagini e materiale vario dedicato alle<strong> invenzioni più bislacche e strane </strong>partorite alla <strong>fine dell&#8217;Ottocento</strong> da italiche menti; e il proprietario della collezione era il <strong>Dottor Giuseppe Amadei</strong>, direttore del <strong>Manicomio provinciale di Cremona</strong>, che l&#8217;aveva raccolta con l&#8217;aiuto di un altro appassionato di umane bizzarrie: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Lombroso" target="_blank"><strong>Cesare Lombroso</strong></a>.</p>
<p>Tra le decine di invenzioni più o meno folli descritte nell&#8217;articolo, ce n&#8217;è una che mi ha particolarmente affascinato (nonché fatto ribaltar dal ridere) e che devo <em>per forza</em> farvi conoscere.</p>
<p>L&#8217;inventore era il signor <strong>Francesco Becherucci</strong> &#8220;<em>scienziato naturalista di Firenze</em>&#8221; il quale, in una &#8220;<em><strong>Memoria</strong></em>&#8221; inviata al Ministero del&#8217;Istruzione Pubblica e alle Accademie di Scienze d&#8217;Europa, descriveva il suo specialissimo <strong><em>Ricostituente</em></strong>:<strong> <em>quello di sorbire le uova delle galline, ancor prima che queste le facciano</em></strong>.</p>
<p>&#8220;<em>A tutti è facile conoscere quando nel seno di una gallina avvi l&#8217;uovo col guscio.<br />
In tal caso si prenda la gallina e si avvolga in una salvietta, in guisa che non si possa muovere.<br />
Quindi con una cannetta vuota e di piccolo diametro, lunga 20 o 39 cm di argento o altro metallo, di avorio o di altra sostanza, la si introduca sino a rompere il guscio: sarà facile all&#8217;individuo dal lato del bocchino, di aspirare a sorso a sorso l&#8217;uovo che è nel seno della gallina e protrarre la operazione sorbendo lentamente l&#8217;uovo per cinque e più minuti.<br />
Egualmente potrà ripetersi a volontà la stessa operazione sopra una seconda e più galline per nutrirsi di più uova di seguito</em>&#8220;.</p>
<p>Il Signor Becherucci concludeva dicendo che &#8220;<em>qualora si volesse aprire a Firenze o altrove uno Stabilimento Igienico Curativo per diffondere il benefizio di detto<strong> Eroico Ricostituente</strong>, ne prenderà la direzione onde con fondamento di scienza contribuire efficacemente al bene dell&#8217;Umanità</em>&#8221;</p>
<p>Non so voi, ma io credo che non riuscirò mai più a guardare una gallina con gli stessi occhi ;-D</p>
<p><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">©Mitì Vigliero</a></p>
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