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	<title>Placida Signora &#187; Riflessioni</title>
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		<title>I Testi Afrodigastrici nell&#8217;Arte: Quali Sono i Vostri?</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 10:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ragù della Signora Piscopo di Eduardo De Filippo tratto da “Sabato, domenica e lunedì”, atto I Ampia e linda cucina. L’arredamento è costituito da cose anche modernissime. Sulla parete di fondo, accanto al finestrone, sono state disposte in ordine simmetrico una diecina di antiche forme in legno di cappellì e numerosi attrezzi del mestiere. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Il ragù della Signora Piscopo</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Eduardo De Filippo</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>tratto da “Sabato, domenica e lunedì”, atto I</em></strong></p>
<p><em>Ampia e linda cucina. L’arredamento è costituito da cose anche modernissime.<br />
Sulla parete di fondo, accanto al finestrone, sono state disposte in ordine simmetrico una diecina di antiche forme in legno di cappellì e numerosi attrezzi del mestiere.<br />
Sul medesimo punto ci sta un fornello di ferro a quattro zampe, malfermo e arrugginito, e un piccolo tavolo dal ripiano massiccio unto e bruciacchiato dall’uso.<br />
Siamo alla conclusione di una magnifica giornata di marzo. L’ultimo sole che entra dall’ampia finestra indora le pareti e fa brillare la nutrita batteria di pentole in rame, fuori d’uso, che è lì, tutta intorno, al solo fine di testimoniare l’antica tradizione e la solidità finanziaria della famiglia Priore.<br />
Presso il tavolo centrale c’è <strong>donna Rosa</strong> <strong>che sta preparando il rituale ragù</strong>.<br />
Sta legando il girello, «il pezzo d’annecchia» (cinque chilogrammi) che dovrà allietare la mensa domenicale dell’indomani.<br />
<strong>Virginia la cameriera</strong> gomito a gomito con la padrona affetta cipolle; ne ha già fatto un bel mucchio: ma ne deve affettare ancora.<br />
La poverina ogni tanto si asciuga le lacrime o con il dorso della mano o con l’avambraccio: ma continua stoicamente il suo lavoro</em>.</p>
<p><strong>Rosa</strong>: Hai fatto?</p>
<p><strong>Virginia</strong>: (<em>piagnucolando</em>) Devo affettare queste altre due.</p>
<p><strong>Rosa</strong>: E taglia, taglia… fai presto.</p>
<p><strong>Virginia</strong>: Signo’, ma io credo che tutta questa cipolla abbasta.</p>
<p><strong>Rosa</strong>: Adesso mi vuoi insegnare come si fa il ragù. Più ce ne metti di cipolla più aromatico e sostanzioso viene il sugo. Tutto il segreto sta nel farla soffriggere a fuoco lento. Quando soffrigge lentamente, la cipolla si consuma fino a creare intorno al pezzo di carne una specie di crosta nera; via via che ci si versa sopra il quantitativo necessario di vino bianco, la crosta si scioglie e si ottiene così quella sostanza dorata e caramellosa che si amalgama con la conserva di pomodoro e si ottiene quella salsa densa e compatta che diventa di un colore palissandro scuro quando il vero ragù è riuscito alla perfezione.</p>
<p><strong>Virginia</strong>: ma ci vuole troppo tempo. A casa mia facciamo soffriggere un poco di cipolla, poi ci mettiamo dentro pomodoro e carne e cuoce tutto assieme.</p>
<p><strong>Rosa</strong>: E viene carne bollita col pomodoro e la cipolla. La buonanima di mia madre diceva che per fare il ragù ci voleva la Pazienza di Giobbe. Il sabato sera si metteva in cucina con la cucchiaia in mano, e non si muoveva da vicino alla casseruola nemmeno se I’uccidevano. Lei usava o il «tiano» di terracotta o la casseruola di rame. L’alluminio non esisteva proprio. Quando il sugo si era ristretto come diceva lei, toglieva dalla casseruola il pezzo di carne di «annecchia» e lo metteva in una sperlunga; come si mette un neonato nella «connola», poi situava la cucchiaia di legno sulla casseruola, in modo che il coperchio rimaneva un poco sollevato, e allora se ne andava a letto, quando il sugo aveva peppiato per quattro o cinque ore. Ma il ragù della signora Piscopo andava per nominata.</p>
<p><strong>Virginia</strong>: (<em>compiacente</em>) Certo, quando uno ci tiene passione.</p>
<p><strong>Rosa</strong>: E quello papà, se non trovava il ragù confessato e comunicato faceva rivoltare la casa.</p>
<p><strong>Virginia</strong>: Povera mamma vosta!</p>
<p><strong>Rosa</strong>: Ma era pure il tipo che ti dava soddisfazione. Venivano amici e dicevano: «Signo’ ma come lo fate questo ragù che fa uscire pazzo a vostro marito! L’altra sera ci ha fatto una testa tanta «E, il ragù di mia moglie; di sotto, e il ragù di mia moglie sopra…» e mamma’ tutta contenta l’invitava; e quando se ne andavano dicevano: «Aveva ragione vostro marito». E si facevano le croci.</p>
<p><strong>Virginia</strong>: Vostro marito invece non ci va tanto appresso.</p>
<p><strong>Rosa</strong>: (<em>con ironica amarezza</em>) Don Peppino non parla; don Peppino è superiore a queste cose. Però si combina un piatto accoputo di Ziti così… e qualche volta pure due.</p>
<p><strong>Virginia</strong>: Pe’ mangia’, mangia.</p>
<p><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2012/01/sabato-domenica-e-lunedi.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-10668" title="sabato-domenica-e-lunedi" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2012/01/sabato-domenica-e-lunedi-300x212.gif" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p>Esistono dei<strong> brani letterari</strong> o<strong> sequenze cinematografiche</strong> in grado di <strong>stimolare immediatamente l’appetito</strong>.</p>
<p>Quello che ho riportato qui sopra, tratto da<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabato,_domenica_e_luned%C3%AC" target="_blank"> <strong>una delle commedie che più amo di De Filippo</strong></a>, su di me ha un vero <strong>effetto<em> afrodigastrico </em></strong>(afrodisiaco per lo stomaco ;-); ogni volta che lo leggo vengo colta dal languore e addirittura mi pare di sentire il profumo, di quel ragù.</p>
<p>E mi viene immediatamente, oltre che fame, anche voglia di cucinarlo.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Avete mai provato una sensazione simile? E se la risposta è sì, con quale testo o scena?</em></strong></span></p>
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		<title>I Dietofobi e le Diete 2.0</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 14:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dedicato al mio amico Insopportabile Le Diete sono una delle cose più strazianti che la società civilizzata abbia inventato; sorvolando su quelle a causa patologica, quelle che se non le fai muori, le diete peggiori sono quelle atte a perdere solo “un po’ di chili” per essere più belli, più scattanti, più trendy. (Ingres, Bagno Turco) In certi momenti vorrei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;"><em>Dedicato al mio amico <a href="https://twitter.com/#!/insopportabile" target="_blank"><span style="color: #000080;">Insopportabile</span></a></em></span></p>
<p style="text-align: left;">Le <strong>Diete</strong> sono una delle cose più strazianti che la società civilizzata abbia inventato; sorvolando su quelle a causa patologica, quelle che se non le fai muori, le diete peggiori sono quelle atte a <strong>perdere solo “un po’ di chili”</strong> per essere più belli, più scattanti, più trendy.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2012/01/Bagno-turco1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-10659" title="Bagno turco" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2012/01/Bagno-turco1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;">(<a href="http://sauvage27.blogspot.com/2008/05/bagno-turco-jean-auguste-ingres.html" target="_blank">Ingres, <em>Bagno Turco</em></a>)</p>
<p>In certi momenti vorrei vivere in un <strong>Emirato Arabo</strong>; lì sanno apprezzare veramente le <strong>donne</strong> un po’ <strong>floride</strong>: donne tettute e naticute, donne <strong> pannose, burrose </strong>e <strong>morbide</strong>.</p>
<p>E poi le donne così sono notoriamente dolci, materne, coccolone, sensuali, simpatiche, allegre e spiritose.<br />
O no?</p>
<p>Esistono anche gli <strong>uomini floridi</strong>: ma chissà perché il più delle volte l’uomo florido viene generalmente definito ”<em>un pezzo d’uomo un po’ in carne</em>“, mentre la donna  è “<em>una balena piena di cellulite&#8221;</em>.</p>
<p>In ogni caso, per gli Adiposi d’ambo i sessi, oggi la vita non è facile; loro vivrebbero benissimo se non esistessero gli inventori delle<strong> diete</strong>, di quei<strong> </strong>periodi cioè che di solito constano di 30 giorni di fame nera che precede un aumento di 4 chili.</p>
<p>Dieta Zona, dieta Scarsdale, dieta Weight Watchers, dieta del fantino, dieta punti, dieta dissociata, dieta mediterranea, dieta no-carbs, dieta a base di minestrone, yogurt, limoni ecc, altro non sono che il risultato della<strong> Moderna Alchimia</strong> che non cerca più la <strong>Pietra Filosofale</strong> bensì il il modo più rapido e comodo per<strong> disintegrare ciccia</strong>.</p>
<p>Da sempre i<strong> personaggi dello spettacolo</strong> sono specialisti in diete e quindi dispensatori di saggi e intelligenti consigli.</p>
<p>Il regista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_Miller_(regista)" target="_blank"><strong>George Miller</strong></a>, per esempio, una volta confessò:</p>
<p>- “<em>Sono otto anni e mezzo che faccio la dieta Valium. Se prendi abbastanza Valium, ti aiuta a perdere peso. Non ti calma veramente l’appetito, ma la gran parte del cibo ti cade sul pavimento</em>.”</p>
<p>Il  tenore <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Harry_Secombe" target="_blank"><strong>Harry Secombe</strong> </a>  suggeriva lapalissiano:</p>
<p>“<em>Questo è il mio consiglio, se insisti a voler dimagrire: mangia quanto ti pare, soltanto non inghiottire</em>.”</p>
<p>Purtroppo anch’io sono tendente ad ingrassare, e quindi dovrei vivere perennemente a dieta.</p>
<p>Per fortuna i dolci non mi piacciono particolarmente, la visione di una brioche non mi fa venir l’acquolina né m’induce in tentazione.</p>
<p>Io ho “fame” soprattutto di pastasciutta, pizza, bruschetta, focaccia, pane e olio, pane e maionese, pane e salame, pane e burro, pane e formaggio.<br />
Diciamo che il mio sogno sarebbe la dieta<strong> PP&amp;B</strong>: Pane, Pasta e Basta.</p>
<p>Anche la mia figlioccia Anna è sempre a dieta.</p>
<p>L’estate scorsa, durante un pantagruelico pranzo in campagna, mentre io fissavo sconsolata il mio piatto contenente due fette di pomodoro e una foglia di lattuga dall’espressione molto arcigna, Anna mi disse:<br />
-“Dovresti fare come me, che invece di mangiare l’antipasto, il primo e il secondo, ho preso solo i tortellini così mi han fatto da piatto unico.”</p>
<p>Io risposi in un tono che intendeva essere spiritoso, ma che risultò solo isterico:<br />
-“Sì, ho visto: però di piatti di tortellini ne hai presi tre.”</p>
<p>E la fanciulla ribattè soave:<br />
-“Appunto: l’antipasto, il primo e il secondo.”</p>
<p>Pure la mia amica Carlotta segue una dieta tutta sua; una sera a cena al ristorante ordinò contemporaneamente due dessert diversi.<br />
Mentre li divorava con espressione goduta, così rispose agli sguardi di scandalizzato rimprovero di tutti i convitati: -“Però li sto mangiando senza pane!”</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2012/01/homer-dieta.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-10661" title="homer dieta" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2012/01/homer-dieta-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>   È indubbio che le persone paffute vivrebbero molto meglio se non esistessero le persone magre: avere un magro nei dintorni, uomo o donna che sia, vuol dire sentirsi ripetere in continuazione: -“Quando cominci a fare una dieta seria?”</p>
<p>Ad un certo punto bisogna abbozzare e dire umilmente:<br />
- “Va bene: <strong>da lunedì mi metto a dieta</strong>.”</p>
<p>E poi<strong> non farlo,</strong> servendosi però, da perfetti <strong>Dietofobi,</strong> di ottime <strong>giustificazioni</strong>.</p>
<p>Ad esempio, si può puntare sulla<span style="color: #ff0000;"><strong> psicologia</strong></span>, tema sempre di grande effetto.</p>
<p>Per alcuni “dietopsicologi” di scuola americana, la la golosità non è altro che <strong>un rifugio emotivo:</strong> il segno che qualcosa<strong> ci sta divorando dall’interno</strong>.</p>
<p>Quindi:</p>
<p>- <em>”Mangio tanto perché sono nervoso”</em><br />
<em> &#8211; ”Mangio perché sono in tensione per gli esami (il lavoro, la carriera ecc.)”</em><br />
<em> &#8211; ”Mangio molto zucchero perché sono carente d’affetto”, frase questa da dirsi lanciando un’occhiata d’accusa a chi dovrebbe darci affetto al posto di calorie.</em><br />
<em> &#8211; ”Mangio perché sono allegro: a me il buon umore fa venir fame.”</em><br />
<em> &#8211; ”Mangio perché sono arrabbiata: a me il cattivo umore mette appetito.”</em></p>
<p>Se la psicoanalisi non funzionasse, tentare le <span style="color: #ff0000;"><strong>scusanti patetico-aggressive</strong></span>:</p>
<p>- <em>”È inverno, fa freddo: come posso non mangiare qualcosa di caldo come una pastasciutta?”</em><br />
<em> &#8211; ”È estate, fa caldo: se non mangio un po’ di pasta mi viene il calo di zuccheri e svengo.”</em><br />
<em> &#8211; ”A causa del mio lavoro sono sempre invitato a pranzo e cena fuori: vuoi che faccia la figura del maleducato e digiuni?”</em><br />
<em> &#8211; ”Come puoi pretendere che IO stia a dieta quando devo cucinare ogni santo giorno manicaretti per TE?”</em><br />
<em> &#8211; ”Non sono grasso: sono i vestiti che ti ostini a comprarmi che sono stretti.”</em><br />
<em> &#8211; ”Il grasso è stato nella mia famiglia per generazioni: vuoi che proprio IO sia il primo a interrompere la tradizione?”</em></p>
<p>Consigliabile è anche lo sfoggio di <span style="color: #ff0000;"><strong>giustificazioni acculturate</strong></span>:</p>
<p>- ”<em>Mangiamo e beviamo, tanto domani verrà la morte</em>” (<strong>San Paolo</strong>)<br />
- ”<em>Più uno ingrassa, più diventa saggio: pancia e saggezza crescono sempre insieme</em>” ( <strong>Dickens</strong>)<br />
- ”<em>È difficile discutere col ventre, che non ha orecchie</em>” (<strong>Catone il Censore</strong>)<br />
- ”<em>Lo stomaco è il suolo su cui germoglia il pensiero</em>” (<strong>Rivarol</strong>)<br />
- ”<em>Le afflizioni si sopportano meglio a stomaco pieno</em>” (<strong>Mateo Alemàn y de Enero</strong>)</p>
<p>Oppure, alla fine, si può <strong> spiazzare tutti </strong>esclamando ad alta voce le trionfanti parole dell’attore <strong>Jack Klugman</strong>:</p>
<p>- <em>“Mi piace essere grasso, mi piace il mio grasso! Mi tiene caldo, mi tiene compagnia, mi tiene su i pantaloni!</em>”</p>
<p>Ma se proprio non trovate scuse, provate a seguire quelle che ho battezzato <strong>Diete 2.0</strong>.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Usate l’A.O.A. (Astuto Ottico Autoinganno)</span></strong></p>
<p>Non è detto che dimagrire significhi non ingerire cibi ipercalorici: l’importante è la<strong>quantità</strong>.<br />
Quindi, come astutamente suggeriscono i <strong>dietopsicologi</strong> americani, se volete diminuire di peso fate uso di <strong>piatti piccoli:</strong> una porzione di lasagne al forno adagiata su un piattino da caffè o un risotto ai quattro formaggi servito in una tazzina da pinzimonio non vi faranno ingrassare.<br />
Potrete perfino bere del vino e mangiare una torta, se scipperete a vostra figlia o alla vostra sorellina un bicchierino e una teglia della cucina di Barbie.<br />
Ma il massimo appagamento ottico lo otterrete osservando da circa 20 cm. di distanza e attraverso un binocolo il desco così apparecchiato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2012/01/barbie.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-10656" title="barbie" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2012/01/barbie-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Giocate coi cibi</span></strong></p>
<p>L’idea di nutrirsi solo di <strong>verdure crude</strong> e scondite può essere deprimente; quindi utilizzate la vostra fantasia ludica tramutando per mezzo di un coltellino affilatissimo (i bisturi sono creati all’uopo) banali carote in obelischi accuratamente istoriati da bassorilievi riproducenti scene mitologiche; ravanelli in fiorellini; pomodori in cestini filigranati; cetrioli in divertenti, lunghe spirali.<br />
Oppure prendete dei chicchi di mais bollito e dei piselli e fatene dei <strong>mosaici </strong>variopinti di dimensione cm. 5 x 5; poi <strong>bendatevi gli occhi</strong> e, con uno stuzzicadenti, cercate in tre minuti esatti di infilzare un chicco o un pisello alla volta (alternati, sennò non vale!) Più riuscirete a infilzarne, più ne mangerete.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Autosuggestionatevi</span></strong></p>
<p>Quando vi sedete a tavola di fronte al vostro pasto dietetico, imparate a ripetere ad <strong>alta, altissima voce</strong>:<br />
“Questo non è uno stupido vasetto di yogurt magro, ma un cremosissimo gelato crema e cioccolato!”.<br />
“Questa non è una triste foglia di lattuga, ma un mega piatto di trenette al pesto!”.<br />
“Questo non è un misero gambo di sedano, ma un cosciotto d’agnello gocciolante olio!”.<br />
“Io sono una capretta, bèèèèè, e adoro brucare l’erbetta scondita, bèèèèè!”.<br />
Smettete solo quando vedrete i vostri congiunti digitare furtivamente il numero del più vicino Centro di Salute Mentale.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Mangiate almeno 6 volte al giorno</strong></span></p>
<p>Chi dice che perdere peso sia obbligatoriamente legato al saltare i pasti?<br />
Spesse volte invece, più spesso si mangia, più in fretta si dimagrisce, come assicura l’inglese dott.<strong> Philip Gorden</strong>. Innanzitutto, afferma, bisogna far precedere alla dieta 48 ore di digiuno quasi assoluto, concedendosi solo acqua non gasata. Poi iniziare:<br />
<em>H.8: tè o caffè senza zucchero. H.11: mezzo grissino. H.13: mezzo pugno di riso bollito e un’arancia. H.17: tè o tisana senza zucchero. H.20: insalata verde completamente scondita. H.23: una tazzina di consommé</em>.<br />
“Ad un certo punto – dice Gorden – non avrete<strong> più coscienza</strong> di essere a dieta”.<br />
Infatti – dico io-  la coscienza l’avrete persa del tutto e vi risveglierete tranquilli in un lettuccio d’ospedale con una flebo di glucosio attaccata al braccio.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La dieta di patate</strong></span></p>
<p>Inventata una quarantina d’anni fa dal <strong>prof. Rosenfeld</strong>, tedesco (nel caso ci fossero dubbi…).<br />
<em>H.8: caffè amaro. H.10: piccola patata lessa. H.13: 100 gr. di purè fatta con metà acqua e metà latte magro. H.17: grande patata lessa. H.20: 100 gr. d’insalata di patate.<br />
</em>Vi consiglio di interrompere la dieta appena la pelle del viso diventerà grigia e spessa, cominceranno ad apparire i primi germogli sulle gote e sul naso e verrete assaliti da un grande desiderio di essere sepolti vivi in piena terra.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2012/01/ginou.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-10660" title="ginou" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2012/01/ginou-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;">(<a href="http://ginou.mosaicglobe.com/gallery/19958" target="_blank">Ginou Choueiri</a>)</p>
<p><strong style="color: #ff0000;">Ginnastica per chi non ha tempo</strong></p>
<p>Se non avete tempo per la palestra e causa lavoro trascorrete mezze giornate <strong>seduti in macchina</strong>, ecco cosa mi ha consigliato un istruttore di strekking: aspettate il verde del semaforo, tirate lentamente e completamente (vabbé…) in dentro l’addome spingendo in alto il diaframma, poi rilasciatelo poco a poco: dopo una centocinquantina di semafori il vostro ventre, assicurano, diventerà piatto e duro come il marmo.<br />
E sapete perché che i cavallerizzi hanno sempre sederi magri e sodi? Perché rimbalzano in continuazione sulle selle.<br />
Potrete ottenere gli stessi risultati anche se non avete sottomano un equino, ma siete<strong> costretti a stare per ore ad una scrivania in ufficio</strong>; seduti, rimbalzate una ventina di volte all’ora sulla sedia usando una certa violenza.<br />
Poi scrivetemi e raccontatemi dettagliatamente le espressioni dei vostri colleghi mentre compivate la manovra.</p>
<p><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">© Mitì Vigliero</a></p>
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		<title>PlacidiCompleanni &#8211; 5 Luglio: 25&#215;2+4</title>
		<link>http://www.placidasignora.com/2011/07/05/placidicompleanni-5-luglio-25x24/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 22:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mia madre ricordava quella del 1957 come l&#8217;estate più calda della sua vita. Certo, luglio a Torino non è mai particolarmente temperato, ma immagino che fosse un clima davvero insopportabile per una ragazza genovese di vent&#8217;anni abituata alla brezza marina. E poi in clinica, ai miei tempi, mica c&#8217;era l&#8217;aria condizionata. E questo forse spiega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2011/07/miti-primo-brindisi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9422" title="miti primo brindisi" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2011/07/miti-primo-brindisi-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Mia madre ricordava quella del 1957 come l&#8217;estate più calda della sua vita. Certo, luglio a Torino non è mai particolarmente temperato, ma immagino che fosse un clima davvero insopportabile per una ragazza genovese di vent&#8217;anni abituata alla brezza marina. E poi in <a href="http://www.clinicafornaca.it/" target="_blank">clinica</a>, ai miei tempi, mica c&#8217;era l&#8217;aria condizionata.</p>
<p>E questo forse spiega perché io detesti il caldo.</p>
<p style="text-align: left;">Mia madre ricordava anche che non nascevo mai. Non ne avevo nessuna intenzione; probabilmente perché lei continuava a dire che faceva caldo, un caldo terribile, un caldo tremendo. Io là dentro stavo benissimo, fosse stato per me avrei potuto nascere in settembre, quando il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_del_Valentino" target="_blank">Valentino</a> diventa tutto rosso e oro.<br />
Allora, visto che non nascevo mai,  mia madre ricordava che papà (25enne) la caricava <a href="http://friendfeed.com/placidasignora/7db08be8/memelamiaprimaauto-non-ho-mai-avuto-la-patente" target="_blank">in macchina</a> e percorrevano strade sconnesse, rotaie del tram comprese, sperando che gli scrolloni servissero a darmi una mossa.</p>
<p>E questo forse spiega sia la mia pigrizia cronica, sia il fatto che non abbia mai voluto prendere la patente in vita mia.</p>
<p style="text-align: left;">Mia madre ricordava pure che ronfavo tutto il giorno, mentre di notte ero sveglia come un grillo e protestavo assai se loro dormivano tanto che &#8211; una volta appurato che stavo bene, non avevo fame, non dovevo essere cambiata &#8211; arrivavano a barricarsi in camera lasciandomi strillare da sola a 7 porte chiuse di distanza. Poi, appena sentivano il silenzio, pensando &#8220;Sarà viva?&#8221; correvano a vedermi. E mi svegliavano. E io mi seccavo. Molto.</p>
<p style="text-align: left;">E questo forse spiega sia perché io detesti alzarmi presto la mattina, cominci a ragionare solo da mezzogiorno in poi e vada a dormire sempre a ore da nottabuli sia che, se vengo svegliata di soprassalto, possa avere reazioni considerate dallo svegliatore <a href="http://labellezzaeunaferita.files.wordpress.com/2011/02/hannibal-lecter-1.jpg" target="_blank">un cicinìn poco amichevoli</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Riguardo all&#8217;alimentazione, mia madre ricordava che erano ammattiti a tentare di svezzarmi. Latte materno ok, ma dopo 5 mesi ne avevo avuto a sufficienza e avrei gradito &#8211; senz&#8217;offesa alla produttrice &#8211; qualcos&#8217;altro di un po&#8217; più sfizioso. Il semolino veniva sputato a metri di distanza, così come la farina lattea. La crema di riso mi provocava crisi di panico solo a vederla nella scatola, i plasmon nel latte mi offendevano profondamente. Una sera i miei, presi dalla disperazione, pescarono una spessa mestolata del loro minestrone, lo schiacciarono ben bene e me ne diedero una cucchiata.  Da lì, fu tutta discesa.</p>
<p style="text-align: left;">E questo forse spiega la mia passione per la gastronomia.</p>
<p style="text-align: left;">Mia madre ricordava ovviamente un sacco di altre cose dalla mia nascita in poi; cose che vi risparmio, ma che possono forse spiegare il perché io sia diventata così come sono oggi.</p>
<p style="text-align: left;">Una placida signora tutto sommato soddisfatta di se stessa, ricca di ricordi ed esperienze tutte importanti, abbastanza saggia, moderatamente malinconica ma innatamente umorista che, ogni <strong>5 luglio</strong>, da <strong>54 anni</strong>, ringrazia il Cielo per tutti <strong>i meravigliosi doni che la Vita le ha dato</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Fra questi, voi, Amici Tesorimiei.</p>
<p style="text-align: left;">E a voi brindo, augurandovi un mare di Serenità e ringraziandovi per tutto il tempo passato insieme.</p>
<p style="text-align: left;">Vi abbraccia uno a una la vostra</p>
<p style="text-align: left;"><em>Mitì</em></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong><a href="https://friendfeed.com/placidasignora/a7070f08/placidicompleanni-5-luglio-252-4" target="_blank">QUI</a></strong> i commenti su FriendFeed</p>
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		<title>Tra alba e tramonto, io scelgo il tramonto.</title>
		<link>http://www.placidasignora.com/2011/05/25/tra-alba-e-tramonto-io-scelgo-il-tramonto/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 13:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[alba]]></category>
		<category><![CDATA[crepuscolare]]></category>
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		<category><![CDATA[Georgia Spaccapietra]]></category>
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		<category><![CDATA[serenità]]></category>
		<category><![CDATA[tramonto]]></category>

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		<description><![CDATA[(Foto©Buba) Preferisco il Tramonto all&#8217;Alba. Amo la quiete serena che  riesco a provare soltanto alla fine di una giornata, quando la luce del sole regala ombre e colori morbidi e caldi. Sono una crepuscolare che avverte di più in quell’ora l’accogliente importanza del nido, la casa dove mi sento sicura e protetta; dove tutto mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2011/05/ancona-georgia-buba.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9125" title="ancona georgia buba" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2011/05/ancona-georgia-buba.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><br />
(Foto<a href="http://www.buba.it/">©Buba</a>)</p>
<p>Preferisco il Tramonto all&#8217;Alba.</p>
<p>Amo la quiete serena che  riesco a provare soltanto alla fine di una giornata, quando la luce del sole regala ombre e colori morbidi e caldi.</p>
<p>Sono una crepuscolare che avverte di più in quell’ora l’accogliente importanza del <em>nido</em>, la casa<em> </em>dove mi sento sicura e protetta; dove tutto mi è familiare, amico.</p>
<p>Placida di nome e di fatto, al tramonto sento calare tensioni e preoccupazioni.</p>
<p>Subentra sì, a volte, una lieve malinconia: ma in quell’ora bella anche la malinconia è per me dolce, sottile come un filo iridescente in cui infilare  parole,  immagini,  suoni,  sentimenti vissuti e ascoltati e osservati durante il giorno.</p>
<p>L’Alba è splendida, certo; ma è come un parto in diretta di un qualcosa che non so come sarà.</p>
<p>Il Tramonto invece è una “vita” già formata, priva d’incognite.</p>
<p>E la sua luce gentile, che posso fissare a lungo senza provare dolore o fastidio, mi culla l’anima come una carezza.</p>
<p><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">© Mitì Vigliero</a></p>
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		<title>Amo i sassi verdi che trovo sulle spiagge</title>
		<link>http://www.placidasignora.com/2011/03/29/amo-i-sassi-verdi-che-trovo-sulle-spiagge/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 07:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immagini]]></category>
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		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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		<category><![CDATA[poesie di Mitì Vigliero]]></category>
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		<category><![CDATA[spiagge di Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatrino]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi piacciono i sassi della spiaggia; mi piace toccarli, stringerli fra le mani, sentirne la superficie sotto i polpastrelli. Mi piace osservarne i colori, le striature; cerco di immaginare come e cosa fossero prima dell’azione del tempo e dell&#8217;acqua che li ha resi piccoli, tondi, lisci. Montagne, rocce, scogli di chissà quale paesaggio. E poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2011/03/sassi-sulla-spiaggia.jpg"><br />
</a><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2011/03/sassi-sulla-spiaggia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8736" title="sassi sulla spiaggia" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2011/03/sassi-sulla-spiaggia.jpg" alt="" width="500" height="210" /></a></div>
<div>Mi piacciono i sassi della spiaggia; mi piace toccarli, stringerli fra le mani, sentirne la superficie sotto i polpastrelli.</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Mi piace osservarne i colori, le striature; cerco di immaginare come e cosa fossero prima dell’azione del tempo e dell&#8217;acqua che li ha resi piccoli, tondi, lisci.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Montagne, rocce, scogli di chissà quale paesaggio. E poi muri, lastricati, soffitti e pareti di chissà quali abitazioni.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Ogni sasso racchiude una memoria speciale: potrebbe narrare storie infinite.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Mi piacciono soprattutto quei <strong>sassi verdi </strong>di cui le spiagge di Liguria sono piene.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Hanno lo stesso colore degli vecchi pavimenti delle case di qui, agglomerati di graniglie che formano disegni simili a tappeti orientali , ma anche quando non hanno decori <a href="http://www.chooseby.info/zoom_materiale/VERDE_ALPI_0/25_2016.html" target="_blank">ricordano il fondo del mare visto attraverso acque limpide</a>.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>E mi chiedo chi ci abbia camminato, sui quei pavimenti; a quali stanze appartenessero, di quali vite siano stati spettatori e perché siano un giorno finiti in mare.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Non so perché, ma da sempre quei sassi per me sono simbolo di case e famiglie; di genitori e figli, di risate e pianti, di progetti e di speranze e di ore, giorni, mesi, anni trascorsi in un rincorrersi di generazioni e accadimenti.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Per questo amo i sassi verdi che trovo sulle spiagge.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">Sono piccoli sogni concreti, ricordi solidificati, istanti pietrificati di un passato che non tornerà più, ma che è dolce rammentare.</div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2011/03/sassi-verdi-di-Kika23.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-8735" title="sassi verdi di Kika23" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2011/03/sassi-verdi-di-Kika23-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: x-small;">(<a href="http://snuggleandsmiles.wordpress.com/" target="_blank">foto ©Kika23</a>)</span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: center;"><em>Se può servire un tuffo in mare</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>per salvarti la vita da quelle che sono</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>le intemperie della banale esistenza</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>forse basta lasciarsi consolare (o illudere)</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>dai minimi pensieri che il giorno offre,</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>come perdersi nel colore cielo di due occhi</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>o annegare una mano in ricci biondi</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>proprietà del figlio dei vicini d’ombrellone.</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>Le voci della spiaggia sono senza tempo;</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>sotto le palpebre chiuse rivivi la tua infanzia,</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>quando chiamavi gridando la madre</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>per mostrarle orgogliosa un sasso verde:</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>guarda mamma, com’è verde.</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>Tra gli odori degli olii e delle creme,</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>col salato del mare sulle labbra</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>nulla ha più significato; tentare</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>il ritorno nel grembo è solo un sogno,</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>come riprovare le emozioni vissute.</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>Rimane un po’ di noia e rabbia.</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em>Di sassi verdi ce ne sono mille,<br />
</em><em>ma nessuno è uguale a  quello.</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em></p>
</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;">(<em><strong>San Fruttuoso</strong></em>, <em>da</em> <a href="http://www.vigliero.com/MitiVigliero_Teatrino.pdf" target="_blank"><em><strong>Teatrino</strong></em></a>)</div>
<div style="text-align: left;"><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank"><strong>© Mitì Vigliero</strong></a></div>
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