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	<title>Placida Signora &#187; ricette di casa placida</title>
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		<title>Le Ricette di Casa Placida: Bollito Riciclato al Patè d&#8217;Olive Verdi</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 09:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver fatto un quantitativo di brodo di carne che bastava per un reggimento (in questi giorni vado a brodo: passatelli, tortellini, minestrina&#8230;)  mi sono ritrovata però con un bel pezzo di manzo bollito che non finiva mai. Ma dato che siamo in periodo di crisi e ho dichiarato una personale lotta agli sprechi anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver fatto un quantitativo di brodo di carne che bastava per un reggimento (in questi giorni vado a brodo: passatelli, tortellini, minestrina&#8230;)  mi sono ritrovata però con un bel pezzo di manzo bollito che non finiva mai.</p>
<p>Ma dato che siamo in periodo di crisi e ho dichiarato una personale lotta agli sprechi anche culinari, mi sono inventata una ricetta che si è rivelata un successone; e stavolta <a href="http://www.placidasignora.com/2008/05/30/misteri-culinari/" target="_blank">nel libro</a> c&#8217;è un foglietto mio.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<p><em>Carne lessa avanzata<br />
Due sacchetti di olive verdi snocciolate<br />
Olio di oliva<br />
Un&#8217;arancia grande o due piccole<br />
Senape<br />
Brodo (anche di dado, se non ne avete più di carne)</em></p>
<p>Togliere il più possibile di grasso dalla carne e tagliarla a fette e tocchetti (facile che si sbricioli, va bene lo stesso).<br />
Frullare le olive ben sgocciolate dalla salamoia insieme all&#8217;olio d&#8217;oliva; deve risultare una cremina densa.<br />
In una padella larga, sistemare le fette di carne, coprirle col patè d&#8217;olive.<br />
Appena inizia a sfrigolare, aggiungere una o due mestolate di brodo (a seconda del quantitativo di carne) e un cucchiaino di senape. Mescolare bene.<br />
Quando il brodo sta per consumarsi, aggiungere il succo dell&#8217;arancia.<br />
Far cuocere ancora cinque minuti a fuoco alto, assaggiare, aggiustare di sale e servire a tavola ben caldo.</p>
<p><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">© Mitì Vigliero</a></p>
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		<title>Il Pesto Secco</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 16:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
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		<description><![CDATA[È un metodo molto antico di fare il pesto, che si usava nella stagione piena del basilico in anni in cui freezer e frigoriferi latitavano. Nei paesi dell’Appennino ligure, lo si preparava subito prima dell’inverno e poi si conservava sotto la neve o fuori casa, al freddo. In quelli della costa, le mogli dei marinai lo davano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un metodo molto antico di fare il pesto, che si usava nella stagione piena del basilico in anni in cui freezer e frigoriferi latitavano.</p>
<p>Nei paesi dell’<strong>Appennino</strong> ligure, lo si preparava subito prima dell’inverno e poi si conservava sotto la neve o fuori casa, al freddo.<br />
In quelli della <strong>costa</strong>, le mogli dei marinai lo davano ai mariti da portare in barca per uscite di pesca che potevano durare più giorni.</p>
<div id="_mcePaste">Ovviamente non sarà visivamente il classico pesto, coi pezzettini visibili di foglioline di basilico, ma il sapore è identico e  va benissimo per quegli infelici <em><strong>foresti </strong></em>che non possono avere a disposizione a casa loro il basilico genovese. In tal modo, dopo esser passati dalla Liguria, ne possono fare scorta (vale anche per i numerosissimi genovesi emigrati in giro per lo Stivale…).</div>
<div id="_mcePaste">Non ci vuole il frullatore, ma il <strong>mixer</strong> (quella ciotola col coltello doppio); stavolta niente mortaio, perché sarebbe davvero una fatica bestiale…</div>
<div>Io lo faccio così:<br />
*</div>
<div id="_mcePaste"><em>4 mazzi di basilico (o molti di più, dipende dalla scorta che si vuole fare e quindi varieranno in proporzione di quantità gli altri ingredienti);</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>1 o 2 spicchi d’aglio;</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>1 cucchiaio di pinoli (non molti, perché sono i primi a inacidire);</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>formaggio grana (o grana e pecorino, a democratica scelta), 1 etto e mezzo circa;</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>sale da cucina.</em></div>
<div><em>*</em></div>
<div id="_mcePaste">Lavo le foglie di basilico perfettamente e le faccio perfettamente asciugare – non devono essere umide per niente -</div>
<div id="_mcePaste">Le metto nel mixer insieme ai pinoli, all’aglio e a un paio di buone prese di sale (abbondante, perché è quello che fa da conservante); mixo.</div>
<div id="_mcePaste">Poi aggiungo il formaggio (già grattugiato) con dosi abbondanti: quantità “a occhio”, perché deve formarsi una pasta molto densa e compatta, per niente umida, verde brillante.</div>
<div id="_mcePaste">Infine la si toglie dal mixer e la si fascia in salamini stretti dentro la<strong> carta d’argento</strong>.<br />
Altrimenti si può mettere in un contenitore  di plastica o di vetro con tappo a ottima chiusura, pigiando bene per togliere ogni bolla d’aria.</div>
<div id="_mcePaste">Nel frigo normale il pesto secco dura sempre verde brillante (perché è l’olio che lo fa annerire) anche più di 10 giorni. Nel freezer ovviamente dura anche più di sei mesi.</div>
<div id="_mcePaste">Quando lo si vuole usare, si prende la quantità desiderata, la si mette in una ciotola e – mescolando bene nella zuppiera dove si metterà la pastasciutta – la si <strong>diluisce </strong>con olio e magari un goccino di latte (se non si ha a disposizione la <a href="http://www.formaggio.it/prescinseua.htm" target="_blank">prescinseua</a>), oltre il solito goccino d’acqua calda della pasta, nella quale bisognerà ricordarsi di mettere non molto sale, visto che il pesto secco è già salato di suo.</div>
<div>Se si vuole aggiungere al<strong> minestrone</strong>, basta prenderne uno o due cucchiai, e sciogliercelo direttamente dentro subito prima di servirlo.</div>
<div><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">© Mitì Vigliero</a></div>
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		<title>Le Ricette di Casa Placida: Sugo Bianco di Carciofi per Tagliatelle</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 12:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
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		<category><![CDATA[Mitì Vigliero]]></category>
		<category><![CDATA[Placida Signora Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ricette veloci]]></category>
		<category><![CDATA[Sugo bianco ai carciofi]]></category>
		<category><![CDATA[tagliatelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricetta facile e rapida, perfetta se siete &#8211; come me &#8211; specialisti a comprare carciofi e dimenticarli nel frigo. &#160; 4 carciofi con gambo 1 spicchio d&#8217;aglio olio brodo vegetale latte foglioline di menta (facoltative) sale pepe Pulire i carciofi tagliando via di netto i gambi, la parte alta delle foglie e mantenendo solo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2011/11/carciofi.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-10221" title="200266925-001 / Artichoke" src="http://www.placidasignora.com/wp-content/uploads/2011/11/carciofi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ricetta facile e rapida, perfetta se siete &#8211; come me &#8211; <a href="http://www.placidasignora.com/2009/03/24/lasagne-ai-carciofi-dimenticati/" target="_blank">specialisti a comprare carciofi e dimenticarli nel frigo</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>4 carciofi con gambo</em><br />
<em>1 spicchio d&#8217;aglio</em><br />
<em>olio</em><br />
<em>brodo vegetale</em><br />
<em>latte</em><br />
<em>foglioline di menta (facoltative)</em><br />
<em>sale</em><br />
<em>pepe</em></p>
<p>Pulire i carciofi tagliando via di netto i gambi, la parte alta delle foglie e mantenendo solo il cuore a cui andran tolte le barbette interne.<br />
Pulire i gambi togliendo la scorza esterna e mantenendo solo il centro verde chiaro.<br />
Tagliare cuori e gambi a fettine sottilissime.<br />
In una pentola mettere due cucchiai d&#8217;olio e lo spicchio d&#8217;aglio; quando sfrigola, unire le fettine di carciofo e farle rosolare allegramente. Coprire di brodo vegetale (acqua e dado vegetale in polvere va benissimo), unire poco sale e una buona spruzzata di pepe, mettere il coperchio alla pentola e far cuocere dolcemente per 15 minuti circa.<br />
Assorbito il brodo, assaggiare e eventualmente aggiustare di sale, unire una spruzzata di latte; mescolare bene.<br />
Unire le foglioline di menta spezzettate, mescolare e condire le tagliatelle perfettamente al dente.</p>
<p><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">© Mitì Vigliero </a></p>
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		<title>Le Ricette di Casa Placida: &#8216;A Fugassa co-e Purpe</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 09:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vittorio G. Rossi]]></category>

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		<description><![CDATA[La Focaccia con la Polpa d’Olive Chiamata Fugassa co-e purpe nel Levante ligure mentre nel Ponente è la Fugassa co-a murcia, nacque per utilizzare sino all’ultima briciola le olive appena spremute nei frantoi e, per tradizione e periodo, un tempo si trovava dai fornai solo a novembre, essendo un cibo tipico del periodo &#8220;dei Morti&#8220;. Il grande scrittore Vittorio G. Rossi (1889-1978) così raccontava i suoi ricordi d’infanzia a Santa Margherita Ligure: “Quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Focaccia con la Polpa d’Olive</em></p>
<p>Chiamata <span style="color: #0000ff;"><strong><em>Fugassa co-e purpe</em></strong></span> nel Levante ligure mentre nel Ponente è la <span style="color: #0000ff;"><em><strong>Fugassa co-a murcia</strong></em></span>, nacque per utilizzare<strong> sino all’ultima briciola</strong> le <strong>olive appena spremute nei frantoi</strong> e, per tradizione e periodo, un tempo si trovava dai fornai <strong>solo a novembre</strong>, essendo <a href="http://www.placidasignora.com/2010/11/01/le-el-di-di-mort-alegher-usanze-e-cibi-tipici-del-2-novembre/" target="_blank"><strong>un cibo tipico del periodo &#8220;dei Morti</strong>&#8220;</a>.</p>
<p>Il grande scrittore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Giovanni_Rossi" target="_blank"><strong>Vittorio G. Rossi</strong> </a>(1889-1978) così raccontava i suoi ricordi d’infanzia <strong>a Santa Margherita Ligure</strong>:</p>
<p>“Quando c’era la Novena dei Morti, mia madre ci portava alla novena; era ancora notte, non c’erano neanche i primi segni dell’alba; si usciva nell’aria fredda di novembre, gli occhi pieni di piombo, alzarsi dormendo, fare i primi passi dormendo, imbattersi in quell’aria, sentire come una ferita e poi entrare nella chiesa coi lumi e le preghiere.<br />
E poi lei ci portava nel forno appena aperto, c’era la “focaccia con le polpe”.<br />
Era calda, nerastra, piena d’olio; c’erano dentro i piccoli pezzi di polpa di olive spremute nel frantoio e adesso ogni tanto mi tornano quelle mattine buie di novembre, quella luce tremolante che faceva chiaro ai morti e il sapore oliato e caldo della focaccia, e mia madre che amministrava quelle nove mattinate di cerimonia funebre, e riuniva i vivi e i morti, e le preghiere e la focaccia, come se tra il mondo di là e quello di qua lei sapesse senza dubbio alcuno quello che c’era, e come bisognava comportarsi” (da <em><strong>Maestrale</strong></em>, <strong>Mondadori, 1976</strong> )</p>
<p>Se volete provare a farla in casa, la ricetta è questa:</p>
<p><em>1 kg di farina<br />
lievito di birra<br />
150 gr di olive nere taggiasche in salamoia o un barattolo del cosiddetto “patè d’olive”<br />
olio<br />
</em><em>sale fine.</em></p>
<p>Se non usate il paté (di cui ne bastano 2, 3 cucchiai) , snocciolate le olive e pestatene nel mortaio (o col mixer) la polpa; mettetela in una ciotola unendo 2 cucchiai scarsi d’olio.</p>
<p>Impastate la farina unendo alla pasta la polpa d’olive e un po’ di sale. Lasciate lievitare a lungo, anche tutta una notte.</p>
<p>Disponete uniformemente la pasta – che risulterà quasi nera - sulla teglia unta (se la preferite più alta, usate pure una tortiera rotonda) , versate ancora un filo d’olio e con la punta delle dita schiacciate la pasta producendo anche qui le caratteristiche fossette della <a href="http://www.placidasignora.com/2011/08/05/signori-vi-presento-la-focaccia-storia-curiosita-e-poesia/" target="_blank">focaccia</a> ligure.</p>
<p>Infornare a forno molto caldo, 240°, per 25 minuti circa, e servire calda</p>
<p><a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">©Mitì Vigliero</a></p>
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		<title>Ricette di Casa Placida: Risotto alle Noci e Gorgonzola</title>
		<link>http://www.placidasignora.com/2011/10/18/ricette-di-casa-placida-risotto-alle-noci-e-gorgonzola/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 09:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[ricette di casa placida]]></category>
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		<category><![CDATA[menù d'autunno]]></category>
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		<category><![CDATA[Risotto noci e gorgonzola]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un piatto che cucino spesso in questo periodo dell&#8217;anno; lo trovo perfetto per i primi freddi, accompagnato dal profumo d&#8217;autunno. &#160; Per 4 persone: 400 gr. di riso 100 gr di gorgonzola morbido e dolce 100 gr di gherigli di noce 4 cucchiai di parmigiano grattugiato 1 cipolla piccola vino bianco brodo burro sale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un piatto che cucino spesso in questo periodo dell&#8217;anno; lo trovo perfetto per i primi freddi, accompagnato dal profumo d&#8217;autunno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per 4 persone:</strong></p>
<p><em>400 gr. di riso</em><br />
<em>100 gr di gorgonzola morbido e dolce</em><br />
<em>100 gr di gherigli di noce</em><br />
<em>4 cucchiai di parmigiano grattugiato</em><br />
<em>1 cipolla piccola</em><br />
<em>vino bianco</em><br />
<em>brodo </em><br />
<em>burro</em><br />
<em>sale</em><br />
<em>pepe nero </em></p>
<p>Soffriggere dolcemente nel burro la cipolla tritata. Aggiungere il riso, mescolare bene.<br />
Spruzzare con un po&#8217; di vino bianco, lasciare evaporare; procedere con il brodo (insomma: fare il risotto nel solito modo).<br />
Qualche minuto prima della fine cottura, aggiungere le noci rotte a pezzettini (una passata veloce di mixer, non polverizzate completamente), il gorgonzola tagliato a dadini, un tocchetto di burro e il parmigiano grattugiato.<br />
Mescolare molto bene, facendo sciogliere completamente il gorgonzola.<br />
Assaggiare e, se il caso, aggiustare di sale.<br />
Una spolverata di pepe nero macinato grosso.<br />
Portare a tavola e buon appetito.<br />
<a href="http://www.vigliero.com/" target="_blank">© Mitì Vigliero</a></p>
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