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I Proverbi di Natale

di Placida Signora - 3 Dicembre 2008

 I francesi dicono “tant crie l’on Noel, qu’il vient”; a furia di dire Natale, questo arriva; e infatti fra poco sarà qua.

E dato che per i Lombardi (e gli italici tutti)  “l’è minga Nadal sénza règall”, le case (dei previdenti) iniziano già a pullulare di pacchettini multicolori contenenti la futura nostra tredicesima: ciò dimostra la verità del proverbio - mai così vero come in  questo periodo di “crisi”-  “a Natale senza soldi si sta male”.

Un tempo,per molti il Natale era l’unico periodo dell’anno in cui si mangiava (“A Natale, grosso o piccino, su ogni tavola c’è un tacchino”); questa era condizione comune ovunque, dalla Germania - “Fino a Natale lardo e pane, dopo Natale freddo e fame”- alla SiciliaAvanti Natali, né friddu né fami; doppu Natali lu friddu e la fami”. 

In ogni modo, secondo l’antica saggezza popolare, la vera importanza del Natale pare sempre essere quella delle condizioni atmosferiche; innanzitutto, il tempo del 25 dicembre , secondo l’ormai nostra amica meteorognostica, sarà uguale a quello del 1° novembre: “Il tempo dei Santi è quello di Natale”, ergo fate uno sforzo di memoria per ricordarvi il tempo del Primo Novembre, e il 25 siate pronti ad abbigliarvi di conseguenza.

Poi è indubbio che se a Natale splenderà il sole, a Pasqua il tempo sarà orribile, con tanto di neve e gelate: “Verde Natale bianca Pasqua”; “Natale al balcone e Pasqua al tizzone”; “Natal sul poggiolino e Pasqua davanti al camino“; “A Natale il solicello, a Pasqua il focherello”; “Se Natale ha mosche, Pasqua ha ghiaccioli” e così via, di brivido in brivido.

E se questo in fondo potrà creare problemi solo per la scelta del luogo dove trascorrere le future vacanze pasquali, pare che i problemi veri siano quelli delle campagne con previsione di pessimi raccolti: “Se luccicano le stelle la notte di Natale, semina ai monti e lascia star la valle”; “Quando Natale mette erba, se tu hai grano tu lo serba”; “Chiaro Natale, rari covoni”; “Natale sereno covoni di meno” eccetera.

Però un Natale bello - e possibilmente con Luna piena in cielo limpido -fa felici i vignaioli perché “Natale bagnato, botti vuote” mentre “Luna chiara a Natale riempie cantina”.
In compenso, sole o neve che sia , da quel dì vi sarà di certo un crescendo di freddo becco -“Da Nadal un fredo coral (che stringe il cuore), da la vecia (Epifania) un fredo che se crepa”-  e inizieranno ad allungarsi le giornate: “A Natale il giorno cresce un passo di mosca, all’anno nuovo un passo di gallo, all’Epifania un salto di cervo”. 

Se gli inglesi osservano acutamente che ““Natale viene una sola volta all’anno” e  Ambrose Bierce lo definiva poeticamente  “Giorno speciale, consacrato allo scambio di doni, all’ingordigia, all’ubbriachezza, al sentimentalismo più melenso, a domestiche virtù e alla noia generale”,
Agatha Christie
invece giurava che il 25 dicembre  fosse “Il giorno perfetto per gli omicidi”: forse si riferiva al famigerato detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, tradizione considerata da molti meravigliosa, da altri solo un pesante obbligo: comunque lo passiate, si spera di trascorrerlo senza litigi (“A Nadal la mare cria al par”, la madre litiga col padre; in famiglia si litiga sempre, insomma) e armandosi di santa pazienza, ricordando che in fondo ed inevitalbilmente tutta “La vita è come un albero di Natale: c’è sempre qualcuno che rompe le palle”.

©Mitì Vigliero

Il Freddo

di Placida Signora - 25 Novembre 2008

Proverbi e modi di dire 

Potrà fare un freddo “cane”, “boia”, “becco“, “barbino“; persino  un “ freddo ladro” e un “freddo assassino“, ma forse in qualche modo potremmo sempre difenderci più facilmente da lui piuttosto che da chi, con tono “freddo come il ghiaccio” ci “spara a freddo” una brutta notizia, un insulto, una minaccia,  sciogliendo magari “come neve al sole” la nostra felicità e le nostre speranze.
 
 Sono momenti in cui “cala il gelo” tutt’attorno, e persino la nostra anima s’impietrisce divenendo “fredda come il marmo”.

Dicono che “Dio manda il freddo secondo i panni”, cioè sottopone ogni uomo a prove e dolori adeguati alla sua capacità di sopportazione; ma talvolta il sospetto di venire un tantinello sopravvalutati può davvero far “sudare freddo”…

Sarà anche vero che, come dicono i pisani’ver che para ‘r freddo para anco ‘r cardo”, ciò che ripara dal freddo ripara anche dal caldo (chissà se girare ad agosto in città con berretto e  pelliccia funziona?), ma di sicuro hanno ragione i varesotti quando assicurano con un certo umorismo surrealista che “ul frecc’ al séntan anca i sturni”, il freddo lo sentono anche i sordi.

 Proverbi dell’Europa del Nord recitano lugubri “contro il freddo poco giova tremare ma solo pregare”; “nel freddo s’impara a tremare, e nella sventura a piangere”; “il freddo fa la prova generale della morte”; ma è logico che il freddo ispiri sovente tristi pensieri, è una cosa collegata alla vita stessa: “tutti nascon caldi e muoion freddi”.

L’odio è gelido e l’affetto è caldo, così, per definizione naturale; un “amore freddo” è orribile, così come un “caloroso nemico” è inquietante, mentre dei “piedi freddi” danno di certo più noia che delle “mani calde”.   E a proposito di temperature di mani, Pitigrilli scriveva: “Mano fredda, cuore caldo. Anche in francese si dice così; anche in russo, anche in arabo. Ciò dimostra che l’imbecillità è universale”.   

Infine poi non è mica detto che il freddo sia sempre sgradevole.

 Nel campidanese infatti esiste il detto sorridente “acqua e frius, annada de pipius”, pioggia e freddo annata di bambini, perché quando fa brutto tempo e freddo si sta tanto volentieri in due dentro un lettone caldo…

 In Friuli invece consigliano un altro metodo per scaldarsi, leggermente meno romantico: “quattro bicchieri fanno una bottiglia e tre litri fanno un tabarro” e magari fanno anche un fegato così, ma è difficile sottilizzare quando  il termometro segna meno venti gradi, e bisogna per forza affrontare quello che a Milano definiscono “on frecc de biss”, un freddo da biscia.

 Vabbé che i friulani dicono anche “cui ch’el à cjalt al è malàt, cui ch’el à frèt ‘l è inamoràt”, chi ha caldo è ammalato, chi ha freddo è innamorato; mentre barbelliamo alla fermata di un tram che non arriva mai, battendo i denti e col naso congelato che pare proprio sul punto di staccarsi, potremmo sempre consolarci pensando che quei brividi probabilmente son tutta colpa di Cupido, e riscaldarci almeno il cuore.

© Mitì Vigliero
 

 

Giochiamo a trovare Tutto sul Freddo?

Nelle varie Lingue?

Frig(i)dus - Latino
ψῦχος - Greco antico
Cold - Inglese
Froid - Francese
Frio - Spagnolo
Kalt - Tedesco
Kylmä - Finlandese
Freido (pron freidu) - Genovese
Fradd - Bolognese
Frèid - Piemontese
Frègg-Frecc - Lombardo
Friddo - Napoletano
Frêt - Friulano
Friddu - Calabrese


Canzoni e/o Poesie che parlino di freddo?
Ma che freddo fa 

Titoli di Libri e/o Film in cui sia citato il freddo?
Il grande freddo

E poi?

Al mio paese c’è un detto, con riferimento al 17 gennaio, giorno di Sant’ Antonio Abate: “Se vuoi sentire il freddo di gennaio vieni a Sant’Antonio di Ceprano”. Sì, lo so che non fa rima… ;-).
Film: La spia che venne dal freddo. Nick Manofredda.
Canzoni: Freddo cane in questa palude (Ligabue); Calma e sangue freddo (Dirisio); Anna e il freddo che ha (Ruggeri). Brrrr! (Alianorah)

In napoletanish si dice “friddo”. Mi sovvengono gli animali a sangue freddo e con calma e sangue freddo (Skip)

Sant’Antonio fa il ponte e san Paolo lo rompe…Il significato di questo proverbio va ricercato nella constatazione che il freddo di gennaio, soprattutto nel periodo vicino alla festa di sant’Antonio (17 gennaio), in alcune zone, è talmente rigido da ghiacciare il corso dei fiumi, consentendo così agli esseri viventi di sfruttare un ulteriore, temporaneo, mezzo di collegamento. Alle volte, però verso la fine del mese, in coincidenza con la ricorrenza di san Paolo, le gelate possono iniziare a sciogliersi. da cui i più laici: Gennaio fa il ponte e febbraio lo rompe; Gennaio mette il ghiaccio e febbraio lo distrugge. tratto da Wikipedia…(Roger)

è ‘nu friddu di cani = è un freddo cane .siciliano, a ne ricordo un altro siculo, u friddu fa cascari macari l’aceddi= il freddo fa cadere anche gli uccelli . PS:vorrei posizionar mi come il gatto del tuo post (Caravaggio)

DIETRO I VETRI
Che freddo questa mattina,
i prati son tutti gelati
ma, diero i vetri appannati
non temon del freddo i rigori
e stanno con occhi incantati
estatici tre spettatori.
Tre bimbi che stanno a guardare
il vecchio inverno arrivare.
poesia di V. Seganti Pagani (Mimosafiorita)

Sempre per Sant’Antonio Abate in Friuli si dice: “A sant’Antoni, il frêt al va in demoni” (il freddo diventa cattivo come il demonio) (Sancla)

L’è un frèd c’u’s bòbla…” “Si bubbola”…Al momento non ho a disposizione il mio Dizionario Romagnolo (ti dirò), ma questo “u’s bòbla” è nella mia memoria. (Cristella)

in calabrese: friddu.
canzoni:
- Freddo cane in questa palude (Ligabue)
- Silvia che freddo (Silvia Mezzanotte)
poesie:
- L’uccellino del freddo (Pascoli)

Vaghi ricordi liceali mi dicono che in greco antico si dice ψῦχος , ma non ci giurerei…(Beppe)

Cor venticello che scartoccia l’arberi
entra una foja in camera da letto.
E’ l’inverno che arriva e come ar solito,
quanno passa de qua, lasca un bijetto.
(riduzione della Poesia: Lo scialletto
di Trilussa ) (Tittieco)

Scambio di battute classico, da queste parte e di questi tempi: “ciao, atu calt?” “si, calt todesc!”
Ovvero: “ciao, hai caldo?” “si, caldo tedesco!” giocando sul fatto che in tedesco Kalt significa freddo e che lo stesso suono (calt) dialettale sta, viceversa, per freddo. (Patt)

Se vuoi vivere all’inferno, Trento d’istà (estate) e Feltre d’inverno! O forse è il contrario? Boh!
Comunque sempre freddo è…(Rosy)

In finlandese si dice “kylmä”. (Suomitaly)

La Paura

di Placida Signora - 31 Ottobre 2008

Proverbi e Modi di Dire

La paura fa novanta” se si gioca al lotto, ma in modo figurato vuol dire che quando siamo spaventati facciamo o diciamo cose che ci sembrerebbero impensabili in situazioni normali; esistono persone che hanno “paura della propria ombra”, cosa che, più che a noi bipedi raziocinanti, dovrebbe essere più adatta ai cavalli ombrosi come Bucefalo, che fu domato da Alessandro il Macedone solo perché fu l’unico a capirne la paura.

Spesso “la paura non vien da fuori ma da dentro di noi”, come dicono i danesi; è innata come in Don Abbondio di manzoniana memoria: “il coraggio uno non se lo può dare”.

Spesso invece  è un’esperienza passata a scatenare il timore: “gatto scottato con l’acqua calda teme pure quella fredda” e ciò può esser umano e comprensibile; però bisogna sempre ricordare che “la paura è un cattivo interprete” (Francia),  può condurre anche a visioni errate dei fatti -“chi è inciampato nelle serpi ha paura delle lucertole” (Germania)- o a travisare la realtà “chi ha paura piglia la gatta per un lupo” (Polonia).

E dato che “cane pauroso abbaia più degli altri” (GB) può accadere che l’eccessivo timore spinga a “saltar nel fuoco per paura del fumo” (Austria), a “gettar le coperte per paura delle pulci” (Russia),  si tramuti insomma in stupido allarmismo collettivo. 

Ma è anche fuor di ogni dubbio che oggi viviamo in un periodo decisamente “da far paura”; si ha un bel dire “male non fare, paura non avere”: accadono cose paurose ogni giorno, anche a chi proprio non fa male a nessuno.

Perciò si ha “paura persino dell’aria respirata”, perché si capta ovunque un’atmosfera di ansia e insicurezza.

Un eccesso di prudenza in certi casi male non fa, “meglio aver paura che il danno” (Spagna), poiché  “nulla è più da temere che il timore”, perché  a lungo andare “la paura toglie il sonno e la pace” (Germania).

La paura “ode con mille occhi e vede con mille orecchie” (Sudan): le immagini e le parole terrorizzanti che quotidianamente i media ci porgono, spesso fanno venir voglia di barricarsi in casa.

Però è anche certo – e ne abbiamo purtroppo fior di esempi- che “nessun muro protegge dalla paura” (Portogallo); essa s’insinua sottile nei nostri gesti più normali,  crea ansia, perché “la paura è fatta di niente” (Arabia) ma c’è, è lì.

Infine è da millenni noto in ogni saggezza popolare che “la paura non ha legge, “ la paura non ha vergogna”, “non ha onore”, “non ha virtù alcuna”,  se non quella sciacallesca di chi approfitta delle paure altrui, magari fomentandole: ed è per questo che, da sempre, “la paura genera l’odio”. 

©Mitì Vigliero

E quali sono le vostre paure, grandi o piccole?

Paola: Dopo tanti anni posso affermare con certezza che l’unica mia grande paura è la mancanza di salute, mia o dei miei cari. E sì poi ho paura dei serpenti, ma quella è una piccola paura anche perché di serpenti in giro non ne ho molti (esclusi i metaforici ;D

MimosaFiorita: Forse con un pizzico di presunzione dico spesso di non temere niente e nessuno, ma di avere una sola grande paura, la malattia, però le paurette quelle ce l’ho eccome,i ragni, i topi,i vermi,i serpenti, gli infidi e gli ipocriti, e cerco anche di aver paura della CIOCCOLATA “viaggio per la taglia 46″ ma fino ad ora non ci sono riuscita.

Tittieco: Le gambe mi fan “giacomo-giacomo” quando vedo un topo anche di minuscole dimensioni!
La mia seconda paura è quella di non essere autosufficiente e di conseguenza di pesare sugli altri!

Anna righeblu: Ho paura della malattia invalidante…e poi dei serpenti e delle alluvioni…

Krishel: Si parte dalla mia paura più grande: quella di morire come sono morti i miei genitori e da sola.
Sembrerà strano ma ho anche paura della vita. Di questo mondo che non si sa bene dove vada, ho paura che alla fine “trovare la mia strada” sia solo una chimera e che non esista una strada. Poi ci sono le paure minime: di annegare, visto che non so nuotare, degli insetti, dei serpenti.

Roger: da piccolo avevo paura del buio, perciò a letto mi coprivo anche la testa finchè un giorno in soffitta trovai un vecchio portalampada con lampadina più cavo con spina…lo nascosi sotto il mio letto, deciso che quella sera sarebbe stata l’ultima al buio.quando mia madre mi portò a letto,mi augurò la buonanotte, e se ne fu andata,spegnendomi la luce presi il vecchio portalampade lo ficcai nel letto,sotto le coperte e cercando a tentoni nel buio infilai la spina nella presa di corrente e….fiat lux…meraviglia…tutto sotto le coperte si illuminò il buio era vinto…ma durò poco perché con il calore qualche filo elettrico fuse e io beccai una bella scossa, saltarono le luci di casa ed io scoprii da allora che anche della luce e dei suoi “inconvenienti” c’è da aver paura. da allora mi sono abituato e il buio non mi ha fatto più paura.

Skip: Anch’io l’altro giorno riflettevo sulla paura. Come tutti i bambini, a 6 anni circa, avevo paura del buio. Le venature scure del legno sulle cinque ante del grande armadio, posto di fronte al mio lettino, mi facevano immaginare inquietanti e strane sagome, che sparivano all’improvviso quando chiudevo gli occhi e mi rannicchiavo sotto il lenzuolo. Finchè un giorno pensai alle rassicuranti parole di mia madre che, alla luce del sole, mi fece notare che sulla superficie dell’armadio non c’era nulla. Qualche anno fa ho avuto paura di perdere mio padre.Confesso che oggi mi riconosco un po’ ansiosa pensando al futuro dei miei figli, ma tendo ad attivare apparenti meccanismi di contenimento per non condizionarli.

Jessica Moh: La mia paura sono le certezze sul futuro dell’Italia!

Boh: paura? sempre meno, o diciamo meglio: ci convivo!;)

Alianorah: In alcuni periodi della mia vita riesco a convivere con le mie tante paure (in primis quella di perdere le persone che amo); in altri ne sono sopraffatta ed è difficile contrastarle. A volte, essendo separata e figlia unica, sono presa dalla paura di restare sola in futuro. Ma, come si suol dire, cerco di evitare di fasciarmi la testa prima di averla rotta.

Luca: io avevo paura du Ninnu, che era quel simpatico gentleman che, se per disgrazia il nostro pallone finiva sulla sua scala usciva con un coltellaccio da cucina e “celo” squartava.. quanti supertele hanno fatto una brutta fine… mia zia “emporio” del paesello ha fatto una fortuna con quei palloni

Papi: Volando con il parapendio può accadere di avere paura e scariche di adrenalina mica da ridere. In una turbolenza, per esempio. Ma il gioco consiste nel non farsi paralizzare. Mantenere il controllo e reagire correttamente anche quando si è centrifugati in una negativa. Poi si respira profondamente ma rimane l’odore nei vestiti. (Ho detto vestiti, non mutande)

Cristella: Ho paura del dolore, delle persone bugiarde, di veder soffrire le mie figlie. Ho paura quando di notte sono sola in casa. Da piccola avevo paura del buio. Prima di cena, in autunno-inverno, i miei mi chiedevano di andare a prendere qualcosa nel capanno, fuori di casa ma sempre nel cortile. Per la paura, cantavo, cantavo a squarciagola…

Aglaia: le paure maggiori sono la malattia con sofferenza e la solitudine.

Sancla: il sapere di non essere importante per le persone che contano davvero per me.

Come dite Stanco e Stanchezza, voi?

di Placida Signora - 16 Ottobre 2008

 

Modi di dire:

Esser stanco morto
Esser distrutto
Affaticato
Fatica d’Ercole
Lavorare come una bestia
Altri?
Esausto (Restodelmondo)
Basta, non ce la faccio più! (Odiamore)
A sùn spapplè (sono spappolato) - Reggio Emilia (Larvotto)
Stong’ stang’ (sono stanco) - Ciociaro (Alianorah)
Sugnu stancu mottu (sono stanco morto) - Sicilia (Caravaggio)
Acciso (stanco morto) - Napoletano (Skip)
pe’ la stanchezza sto’ a dormì in piedi come un cavallo - Lazio (Mimosafiorita)
gnaaaaa faccio - (NicolaMattina)
Cusi strac ch’al nol sint i pulz (Così stanco che non sente le pulci) - Proverbio Friulano (Sancla)
Ogg so stracch mort (oggi sono stanco morto) - Abruzzo (Maxime)
Come sono stracco! - Toscana (Noeyalin)
So’ straccu - Maceratese (Zawa)
Sun straccu, sun stancu, sun bouggìu (bollito) - Riviera Ligure di Levante (Luca)
Strac mort - Parma (FrancescaFerrari)
Uogg’ stieng’ stracch - Molisano (Clò)
Sono molla come una panissa!- Genovesissimamente (Morganalarossa)
So istraccu e mortu! - Bolotana (Franca)
strac s-cent” (letteralmente: “stanco rotto”); “a sò còta” (sono cotta) - Rimini (Cristella)
Stogg accis! (Baol)

Nei dialetti, Stanco e Stanchezza :

Stòff e Stufîsia - Bolognese
Strac, Madûr e Strache, Strachece, Stracherie - Friulano
Agro, Stufo, Straco, Sidià e Stanchessa, Gnoca, Straca - Veneto
Stràcch - Milanese
Strach, Fatigà e Strachità, Strachëssa - Piemontese
Stracquo, Strùtto - Napoletano
Altri?

Stancu e Stanchesa - Campidanese (AndreA)
Stracco - Umbria (Caravaggio)
Stracch, Stracche - Abruzzo (Maxime)
Sciaburdio (sbattuto qua e là dalle onde, quindi, stanco e pure rintronato) - Entroterra ligure (Princy)
Istracchidudine - Bolotana (Franca)
stràch, fadìga (Elena)
Lorgna - Pistoiese (Roger)

Buon Settembre!

di Placida Signora - 1 Settembre 2008

Inglese September
Francese Septembre
Tedesco 
September
Spagnolo
Septiembre
Gaelico
Meán Fómhair (grazie a MademoiselleAnne)
Russo Сентябрь (grazie a Radiowaves)
Maori Hepetemamahuru (grazie a Roger)

Veneto Setenbre
Piemontese
Stèmber
Milanese 
Settémber
Friulano 
Setembar
Bolognese
Setamber
Sardo  Cabidanni o Cabudanni
(vedete che ho ragione? ;-)
Siciliano  Sittembri. (grazie a Caravaggio)
Molisano Sttiembr (grazie a Clò)
Riminese Setembre o Setembar (grazie a Cristella)

E negli altri dialetti o lingue?
E poi ricordate canzoni, poesie, proverbi che contengano la parola Settembre?

 

MaxG: Settembre di Venditti.

Shaindel: Sì, questa

Zazie: “settembre è il mese dei ripensamenti, sugli anni e sull’età. dopo l’estate porti il dono usato della perplessità” cantava Guccini. E io ho sempre sentito questa frase molto mia, perche’ a inizio settembre (il 9 del nove) ci sono nata.
Nel dialetto del paesino montano lombardo in cui sono cresciuta si dice Setember, con la S aspirata.

Maurizio: “Luglio, agosto, settembre (nero)” è il titolo della prima traccia del primo album degli Area, “Arbeit Macht Frei”, del 1973.

Adriano: Due canzoni: “Impressioni di settembre° della PFM:“Quante gocce di rugiada in torno a me..
Cerco il sole ma non c’è”. “29 settembre” di Battisti-Mogol

Mimosafiorita: SETTEMBRE cantata da Peppino Gagliardi

Clando: A proposito di rivoluzionare il calendario, mi viene in mente quello fatto dai francesi nel 1793. Noi oggi saremmo ancora in Fruttidoro (Fructidor) e dal 16 entreremmo in Vendemmiaio (Vendémiaire). In più avremmo le settimane di 10 giorni e non so se ce la potremmo fare. Mi dirai, già ora spesso si lavora il sabato e la domenica. Ma se oggi è il capodanno, allora tra 5 giorni “calza” a pennello un’altra festa.
Finisco con Settembre: una canzone molto Fortis.

Rosy: Agost brusabosc, setembar colapiomb (agosto bruciabosco, settembre colapiombo) qui in Ticino, per dire che l’estate non è affatto finita.

Luca: a me sinceramente non dispiace finisca l’estate ora che non vado più a scuola… però per consolarvi vi passo il mio amico Neil

ZiaPaperina: Il film “Torna a settembre”, con Rock Hudson e Gina Lollobrigida

Pietro Izzo: nessuno ricorda september di david sylvian!

Gemisto: Ricordo di Mary A. (di Bertolt Brecht)
Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l’amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d’estate
c’era una nube ch’io mirai a lungo:
bianchissima nell’alto si perdeva
e quando riguardai era sparita. (continua)

Tittieco: SEPTEMBER MORN cantata da Sinatra

Annarigheblu: “Settembre” , brano musicale di Sergio Cammariere

Gianluca: “September” dei grandi Earth Wind & Fire!! e poi la reminiscenza scolastica dell’incipit dannunziano dei “Pastori”: Settembre, andiamo, è tempo di migrare…

Roger: curiosità settembrine:
-Il 1° settembre dell’anno 5509 avanti Cristo inizia l’anno 1 del calendario bizantino. Secondo la tradizione bizantina questa è la data della creazione del mondo.
-È il 1° settembre 1981 quando l’IBM lancia sul mercato il primo Personal Computer. È il 5150, basato su processore Intel 8088.

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