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Le Ricette di Casa Placida: le genovesi Capponada e Carne all’Uccelletto

di Placida Signora - 13 agosto 2010

Oggi rispondo a due Tesoremie.

Enrica (a proposito, buon compleanno!) mi ha chiesto la ricetta della Capponata.  
Confesso di non avere una ricetta precisa del celebre antipasto siciliano (di cui esistono centinaia di versioni tutte diverse), anche perché è a base di melanzane e a me le melanzane piacciono proprio pochino e nella mia cucina entrano assai raramente ;-).

Posso però darle la mia ricetta della Capponada Genovese ,  freschissima e particolarmente adatta ai pranzi estivi.

Per 4 persone
100 gr. di
gallette marinare
100 gr. di olivette nere in salamoia
4 pomodori maturi
1 scatoletta di tonno
20 gr. di capperi sotto sale
4 acciughe salate
4 uova sode
2 spicchi d’aglio
foglie di basilico
1 cucchiaino di origano
olio

Strofinare l’aglio sulle gallette, passarle velocemente in una conchetta d’acqua e aceto, romperle a pezzetti non minuscoli e metterle in un’insalatiera aggiungendo le uova sode tagliate a fette, i pomodori tagliati a tocchetti, le acchiughe spezzettate, il tonno, l’origano, il basilico e condendo con olio, sale e un cucchiaino di aceto. Mescolare bene e lasciar riposare un quarto d’ora prima di servire.


Skiribilla invece mi ha chiesto la ricetta e notizie di un altro piatto ligure: la Carne all’Uccelletto (all’Oxeletto).

Ha origini relativamente antiche, quando la carne costava molto e le mamme, che non volevano farla mancare ai figli, riuscivano a cucinarne ugualmente una modica quantità in modo appetitosissimo.
Si tratta di un piatto estremamente profumato, facilmente digeribile e tenerissimo.

Per 4 persone
500 gr. di fesa di vitello tagliata a fettine sottilissime.
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 cucchiaio d’olio
1 tocchetto di burro
2 o 3 foglie di alloro
sale
pepe

Col batticarne battere le fettine di fesa e strapparle con le mani a piccoli pezzi. Sciogliere il burro e l’olio in una larga casseruola antiaderente e, quando spuma, aggiungere l’alloro e la carne. Mescolare velocemente a fuoco vivo facendola ben colorire, salare, bagnare col vino, lasciare evaporare e servire immediatamente.


©Mitì Vigliero

Come Rendere Meno Noioso un Petto di Pollo, e Vivere Felici: Ricette

di Placida Signora - 29 luglio 2010

Sappiamo tutti che il Petto di Pollo fa bene alla salute.

E’ magro, rispettoso di fegato e stomaco, ciccina bianca educata e tanto perbene.

Però, santiddìo…

Quant’è noioso di sapore?

Eccovi dunque un paio di ricette di Casa Placida atte ad affrontarlo con gusto e soddisfazione.


Miniscaloppine di Petto di Pollo all’Arancia (o al limone, o al lime)


Battete furiosamente le fettine di petto di pollo sino a renderle piatte e sottili.

Tagliatele a scaloppine quadrate di circa 5/6 cm. l’una, e infarinatele leggermente, impilandole in un piatto.

In una larga padella antiaderente, fate sciogliere una noce di burro.

Quando è sciolto, mettete a rosolare le miniscaloppile a fuoco alto, facendole ben dorare.

Bagnatele poi col succo di 1 grossa arancia (o di 1 limone, o di 2 lime, fate un po’ come vi pare), in cui sia stato mescolato un pizzico di origano, sale e pepe e la puntina di un cucchiaino di senape.

Fate ridurre il sughino (non tanto), assaggiatelo, aggiustate di sale se è il caso, spegnete il fuoco, servite a tavola e pappate.


Insalata di Petto di Pollo


Battete sempre con furiosa violenza le fette di petto di pollo, appiattendole il più possibile.

Mettetele a marinare in un piatto fondo con due cucchiai d’olio, succo di mezza arancia (o lime, o limone, o pompelmo, o mandarino, fate vobis), pepe, origano, timo fresco, erba cipollina fresca, prezzemolo tritato, erbette varie (van bene tutte, pur che legali ;-)

Nel frattempo, in un piatto largo con bordi alti (io uso una pirofila) mettete uno strato piatto di sarsèt (soncino, valeriana, gallinella, o come chiamate questa insalatina qui)

Sopra il sarset, distribuite anelli di cipollotti di Tropea o piccini da insalata.

Sopra i cipollotti, fettine di pomodori ciliegino.

Versateci su olio evo emulsionato con succo dell’altra mezza arancia usata per la marinata (o lime, o limone, o pompelmo, o mandarino, fate sempre vobis), pepe, sale, origano, e tutte le erbette di prima.

Non mescolate.

Scaldate la piastra da bistecche (o una padella antiaderente)

Sgocciolate bene le fettine di petto di pollo marinate,  mettetele sulla piastra calda e fatele cuocere  ben dorate.

Tagliatele a striscioline e posatele a griglia sui tre strati di verdurine intrisi di condimento.

Servite a tavola con una paletta da lasagne, con la quale servirete ogni commensale prendendo lo strato di verdurine coperto dalle strisce di pollo.

Poi deciderà lui se mescolare tutto insieme o no (ché siamo in un paese democratico e ciascuno può fare un po’ come gli garba) ;-)

©Mitì Vigliero

Il Pesto Secco

di Placida Signora - 4 luglio 2010

Su invito di Elena Chesta riposto la ricetta.

È un metodo molto antico di fare il pesto, che si usava nella stagione piena del basilico in anni in cui freezer e frigoriferi latitavano.
Nei paesi dell’Appennino ligure, lo si preparava subito prima dell’inverno e poi si conservava sotto la neve o fuori casa, al freddo.
In quelli della costa invece, le mogli dei marinai lo davano ai mariti da portare in barca per uscite di pesca che potevano durare più giorni.
Ovviamente non sarà visivamente il classico pesto, coi pezzettini visibili di foglioline di basilico, ma il sapore è identico e  va benissimo per quegli infelici foresti che non possono avere a disposizione a casa loro il basilico genovese. In tal modo, dopo esser passati dalla Liguria, ne possono fare scorta (vale anche per i numerosissimi genovesi emigrati in giro per lo Stivale…).
Non ci vuole il frullatore, ma il mixer (quella ciotola col coltello doppio); stavolta niente mortaio, perché sarebbe davvero una fatica bestiale…
Io lo faccio così:
*
4 mazzi di basilico (o molti di più, dipende dalla scorta che si vuole fare e quindi varieranno in proporzione di quantità gli altri ingredienti);
1 o 2 spicchi d’aglio;
1 cucchiaio di pinoli (non molti, perché sono i primi a inacidire);
formaggio grana (o grana e pecorino, a democratica scelta), 1 etto e mezzo circa;
sale da cucina.
*
Lavo le foglie di basilico perfettamente e le faccio perfettamente asciugare – non devono essere umide per niente -
Le metto nel mixer insieme ai pinoli, all’aglio e a un paio di buone prese di sale (abbondante, perché è quello che fa da conservante); mixo.
Poi aggiungo il formaggio (già grattugiato) con dosi abbondanti: quantità “a occhio”, perché deve formarsi una pasta molto densa e compatta, per niente umida, verde brillante.
Infine la si toglie dal mixer, e la si fascia in salamini stretti dentro la carta d’argento.
Altrimenti si può mettere in un contenitore  di plastica o di vetro con tappo a ottima chiusura, pigiando bene per togliere ogni bolla d’aria.
Nel frigo normale il pesto secco dura sempre verde brillante (perché è l’olio che lo fa annerire) anche più di 10 giorni. Nel freezer ovviamente dura anche più di sei mesi.
Quando lo si vuole usare, si prende la quantità desiderata, la si mette in una ciotola e – mescolando bene nella zuppiera dove si metterà la pastasciutta – la si diluisce con olio e magari un goccino di latte (se non si ha a disposizione la prescinseua), oltre il solito goccino d’acqua calda della pasta, nella quale bisognerà ricordarsi di mettere non molto sale, visto che il pesto secco è già salato di suo.
Se si vuole aggiungere al minestrone, basta prenderne uno o due cucchiai, e sciogliercelo direttamente dentro subito prima di servirlo.
©Mitì Vigliero


Le Patate Soffiate di Nonsochi: le Ricette di Casa Placida

di Placida Signora - 9 giugno 2010

Ecco un altro foglietto pescato dal solito libro ; ignoro da chi sia stato scritto, però la grafìa è abbastanza chiara.
Fortunatamente per i miei occhi e la mia pazienza ;-)

Allora:

1/2 kg di patate
1 tazza di farina
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
olio da frittura
sale

Metti le patate lavate e non sbucciate in una pentola piena di acqua fredda, fai bollire per 20 minuti.
Una volta cotte, sbucciale, passale al passaverdura e raccogline la polpa in una scodella.
Sala e fai raffreddare.
Una volta ben fredda, unisci prezzemolo e farina. Mescola e lavora poi con le mani sino a quando la purea non si attacca più alle dita.
Formane una palla: col mattarello stendila sul tavolo in una sfoglia di mezzo centimetro.
Con un bicchiere piccolo  ritagliane tanti tondini, gettali nell’olio bollente e vedrai che si gonfieranno. Appena gonfi e dorati, toglili dall’olio e asciugali bene, esattamente come fai con le patate fritte.

©Mitì Vigliero

Tortino Patate Mozzarella e Pomodorini

di Placida Signora - 26 maggio 2010

E’ una ricetta veloce e facilissima (e che piacerà sicuramente a chi, come lei, predilige il vegetariano), reperita nei foglietti volanti del Libro di Mamma.

Per 2 persone:

2 belle e grandi patate
1 mozzarella
8 pomodorini ciliegini
1 spicchio piccolo d’aglio
origano
foglie di basilico
olio
sale
pepe

Lessare le patate, spelarle e sminuzzarle grossolanamente.
Metterle in una ciotola con due o tre cucchiai d’olio, una bella presa di origano, pepe e sale, mescolando con delicatezza.
Coprire con le patate il fondo di una piccola teglia.
Sopra le patate, disporre le fette di mozzarella, posando su ogni fetta una foglia di basilico.
Distribuire poi sulla mozzarella i ciliegini tagliati a metà, coperti ciascuno con un trito d’aglio e origano.
Filo d’olio.
Forno a 200°, sino a quando i ciliegini non sono appassiti e la mozzarella completamente fusa e un po’ dorata.

©Mitì Vigliero



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