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Versi e Note dell’Appetito

di Placida Signora - 22 gennaio 2010

Spaghetti, pollo, insalatina
e una tazzina di caffè
a malapena riesco a mandar giù
Invece ti ricordi
che appetito insieme a te
a Detroit.
(Fred Bongusto, Spaghetti a Detroit)

Scoprimmo che al porcospino
piaceva la pasta al ragù.
Veniva a notte alta, lasciavamo
il piatto a terra in cucina.
(Eugenio Montale, A pianterreno)

Quali Canzoni e Poesie conoscete in cui sia citato il Cibo?

Qui le risposte date su FriendFeed

ZiaPaperina: Barbera e champagne di Giorgio Gaber

Carolina: “Dopo le sei” di Paolo Conte:
“Mangiano più gelati e panna
da settant’anni in su
che in tutta la loro vita di ragazze,
adesso o mai più…
senza chimere o tabù
la vita vale un Perù…”

Boh: ma la meravigliosa Mother Popcorn di James Brown, un sempreverde che mi mette allegria.

Andrea:Et la radio! Des cornichons
De la moutarde
Du pain, du beurre
Des p’tits oignons
Des confitures
Et des œufs durs
Des cornichons
(N.Ferrer)

Roger: Viva la pappa col pomodoro

MaxG: Viva il vino spumeggiante
nel bicchiere scintillante

(Cavallerie Rusticana)

Mimosafiorita: Rosalina – Fabio Concato
Rosalina, Rosalina
a me piaci grassottina
ma quando è sera, sera
ti sento masticare
quando è sera, sera
t’ammazzi con i bignè.
Amore mio ti volgio bene come sei
sei eccitante al punto che ti sposerei
novanta chili di libidine e bontà
e poi vedrai, un pò di moto ti aiuterà!!

Beppe: Una granita di limone/darsi un bacio in un portone

Roger: ‘A pizza e Cacao Meravigliao

Pigrizia e Memoria

di Placida Signora - 18 agosto 2009

 

snoopy

In questi giorni mi è tornata all’improvviso in mente la primissima poesia studiata alle elementari:

La Pigrizia andò al mercato
ed un cavolo comprò,
mezzogiorno era suonato
quando a casa ritornò.
Prese l’acqua,
accese il fuoco,
si sedette e riposò
ed intanto a poco a poco
anche il sole tramontò.
Così persa ormai la lena,
sola al buio ella restò
ed a letto senza cena
la comare se ne andò
.

E’ La Pigrizia, di Francesco Pastonchi.

Perché sia resuscitata così di colpo dai meandri della mia memoria, lo ignoro.
O forse posso supporlo: in questo periodo non ho né la forza né la voglia di fare assolutamente niente.
Ergo, sono pigrissima. E mi identifico perfettamente con l’ultima battuta di Snoopy, lassù.

Però è sorprendente rammentare  una cosa di 46 anni fa e mai più ripetuta o ascoltata, e poi magari non riuscire a ricordarsi il menù della cena fatta 12 ore prima…

Voi ricordate ancora le poesie studiate a memoria da bambini? E se sì, quali?  

Onomastica Felina

di Placida Signora - 27 maggio 2008

 

IL NOME DEI GATTI

 

E’ un’impresa difficile, ve lo posso giurare,
Mettere un nome ai gatti…
A prima vista potreste anche pensare
Che sia più matto di un mulo, o che abbia un giudizio
Tutt’altro che sereno,
Se vi dico che un gatto deve avere almeno
TRE NOMI DIFFERENTI. Innanzitutto,
Un nome di famiglia, quello che tutti i giorni può venire usato
Un nome come Pietro o come Augusto, Alonzo o Diodato,
Come Vittorio o Gionata, come Guglielmo o Giuseppe Pascutto,
Tutti nomi sensati, utili in ogni circostanza ai gatti.
Ma se pensate che abbiano un suono più ameno
Nomi più fantasiosi vi posso consigliare,
Alcuni per signori, altri per belle dame su misura fatti:
Nomi come Platone e Admeto, Elettra o Filodemo,
E anche questi sensati, utili in ogni circostanza ai gatti.
Ma ve lo dico io, tutti i gatti han bisogno di un nome
Che sia particolare e peculiare, molto più dignitoso,
Che permetta ad ognuno di tenere la coda perpendicolare
E di mettere in mostra i lunghi baffi, e sentirsi orgoglioso.
Nomi di questa specie posso inventarne mille,
Nomi come Scapicchio, Burbax e Sfrondapille.
Come Bombalurina, Tisquàss e Ciprincolta,
Nomi che vanno bene soltanto ad un gatto per volta.
Tuttavia, in mezzo a tanti, ancora un nome manca,
Nome che non potrete certo indovinare:
Nome che la ricerca umana non potrà mai scovare
E che il GATTO CONOSCE, anche se mai lo vorrà confidare.
Quando vedete un gatto immerso in fonda meditazione,
Sempre la stessa, vi giuro, è la ragione:
La sua mente è perduta in rapimento ed in contemplazione
Del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
Del suo ineffabile effabile
Effineffabile
Profondo inscrutabile ed unico Nome.

(Thomas Stearns Eliot)

***

E il vostro gatto come si chiama?

E se ne aveste uno, come lo chiamereste?

***

La cuoca itagnola: Essendo io una gattara convinta, ecco i nomi dei miei attuali 4 gatti.
1)i più geloso dei gatti, giallino quasi albino, 10 anni, si chiama F.G.Lorca: Lorca per gli amici.
2)il più peloso, un bastardo siberiano, coccolone e buono come il pescivendolo che me lo ha affidato 10 anni fa, si chiama S.Dalì perché sono convinta che ami Lorca: solo Dalì, per brevità.
3)il più neurotico dei simil certosini del mondo, ha due anni, si chiama Carlito e si crede un uccello, ma in fondo è un buono.
4)il più tenero dei rosci del mondo, ha un anno e si chiama Picasso.
Ma ne ho avuto tanti altri: il tanto amato certosino Mao, morto di vecchiaia a 18 anni; Luna, scontrosa nera anche lei andata dalla dea Bastet a 18 anni; Balla padre e Balla junior, altri due simil certosini scomparsi dietro le femmine prima della castrazione e mai più ritornati; Dado, tenerone bianco e rosso morto a soli 10 mesi per un calcio di qualcuno che vorrei vedere sventrato come lui ha fatto con il mio caro micio…

Skip: La mia gatta striata di grigio chiaro e bianco si chiama Gri Gri: ha occhi grandi e dolci che a volte sembran verdi. Il mio fiero gattone simil soriano con la pettorina , “i guanti e i calzini” bianchi si chiama Tigro. In passato ho avuto altri gatti: Celestina, Biribissi, Rougiò, Lonza, Biòs, Romeo. Quest’ ultimo scelse la libertà diventando un vero “boss felino da quartiere”.

xlthlx  : I miei tre bellissimi gatti, figli della Micia, si chiamavano Prudenzio [detto Prudy, perche' quando gli altri due si lanciavano giu' dal divano lui tornava indietro], Celeste [per via degli occhi] e Virgola [non stava mai ferma, ma mai mai eh]. poi arrivo’ un loro fratellino che si chiamava Ron [lo sentivi fare le fusa a miglia di distanza]. mi mancano tanto, accidenti.

MimosaFiorita: Se avessi una gatta la chiameri Messalina. Comunque gioco volentieri con la gatta della mia vicina di pianerottolo, si chiama Rosita, e quando mi entra in casa, va diretta ad accucciarsi nell’angolino tra il divano e la lampada, e non schioda, in genere la devo portare via di peso, se devo uscire.

Clando: Guarda, il mio gatto si chiama Magoo, almeno da 14 anni, anche se Lucrezia a volte lo chiama Jess (cfr. Pat il postino, Rai sat Yoyo…). Già per la dieta imposta, la vecchiaia e per l’arrivo della piccola, da 10 kg netti è passato a 6, chissà come prenderà questa crisi di identità. Secondo me farà come sempre: ci dormirà su.

Adamo: Io e il mio ex avevamo 2 gatte, la prima era una gatta acida di nome Elsa, ma in realtà per noi era Gattaccia; la seconda invece era una amorevole gattina nera che il veterinario battezzò Beatrice, ma io la chiamavo PoveraGattaMicia (tutto attaccato ovviamente!)

Caravaggio: Il mio gatto 18enne ,ahimè morto , quello ufficiale era Tito Flavio Vespasiano, ma comunemente era chiamato Giò lo frangiato, avendo riportato in una lite felina un’orecchia sfrangiata permanente ,oppure Principe .

Noeyalin: Io e Atà abbiamo deciso che quando mai avremo un bel micio nero lo chiameremo Robert Smith, come il leader dei Cure :-) Al momento ho solo un branco di gatti del quartiere “adottati”, nel senso che la sera dopo cena, di tanto in tanto, vado a fargli le coccole in una delle strade più lussuose del circondario: il mio eletto è Ciucco, toscanamente scemo, cioè, perchè si fa fare qualunque cosa. Poi c’è Nerino, per il pelo color notte, “ino” perchè mi fa tanta tenerezza, mi si stringe il cuore ogni volta che lo vedo sgattaiolare, zoppo e timoroso com’è. C’è il Capo, un tigrato dagli occhi ferocissimi, bello e altero e boss di tutti gli altri.E ultimamente è comparso anche Schiacciatino, per il muso che pare abbia incontrato improvvisamente un muro :-) Basta, stasera li vado a trovare!

Pietro: La mia si chiama Maya. Sarebbe Ramaya come la canzone di Afric Simone, ma la Stefi lo odia e ha preferito diminuirlo in Maya. Comunque è un tantino pericolosa, come vedi da qua

Boh: La mia, quando ero bambina (4-5 anni), di chiamava Brigitte perché mi piaceva moltissimo Brigitte Bardot.:)

Graziano: Non ho gatti, ma se lo avessi lo chiamerei Lia se è femmina o Lio se è maschio!

Tittieco: La mia gattina deceduta l’8 marzo di quest’anno si chiamava Argentina, per gli amici Tina.
Poi ci sono i gattini un po’ di casa e un po’ randagi che sono: Rufus, Leon, Toby,Nando(er mejo der quartiere) e tutte le micette Rosy, Polly, Minnie, Nuvola, Skuiky, Missis Grey,Buffy ed infine un simpatico e intelligente gatto a pelo grigio di 4 anni di nome Ioda detto anche Babanetto (in genovese significa “piccoletto”)

Brigida: Cesare, cherie, ginger, vaniglia, strepito, zoppa, ortica, fifì, solero, p.j., ombra, pois, malvagio.

Krishel: Il mio gatto si chiama Birillo per via del suo modo di camminare da piccolo: prima arrivava il sedere e poi tutto il resto. Ma se fosse stato per me l’avrei chiamato o Tigro oppure Garfield.

Regi: Ricapitolando:
di famiglia
Mirtillo I
Mirtillo II
Mosè
Giuda
di amici
Mignomagno
Caramia
Cannella
Trampolino
Avvocato
Bobalino

Nikink: la gatta, che prendemmo nostra sponte, si chiama Cleo (per Cleopatra) quando poi il magnifico norvegese grigio, per amor di Cleo, abbandonò la vita di strada per stabilirsi da noi, mi venne naturale chiamarlo Cesare (infatti, è troppo un capo :)

Anna: La mia gatta si chiamava Bizet. Il nome l’avevano scelto i miei due figli, allora piccolini e freschi di “Aristogatti”, anche se si trattava di un nome maschile. Era deliziosa e quel nome le si addiceva, la zeta veniva fuori sempre con un tono dolce…

Marzo Show

di Placida Signora - 1 marzo 2008

violette-pensiero.jpg 

Vogliamo festeggiare con uno spettacolo fatto a modo nostro questo mese che profuma di Primavera, dedicandogli canzoni, poesie, proverbi che parlino di lui?

Come sigla d’apertura proporrei 
Águas de Março , interpretata da Tom Jobim ed Elis Regina. Se volete cantarla con loro, il testo è qui

E poi?

John: Primavera vicina, di Johann Wolfgang Goethe

Boh: Posso mettere una poesia di Emily Dickinson? E’ intitolata proprio Marzo e mi sa di fresco e di rinascita, di parole che sono state chiuse tutto l’inverno e a marzo, con la primavera, escono fuori…March.

Beppe: Folgore di San Gimignano, Di Marzo

Chamfort: I Giardini di Marzo, canta Lucio Battisti!

ZiaPaperina: Marzo di Giorgia!

Tittieco: Vento di marzo

Roger: 4 marzo 1943 di Dalla, proverbi vari e tante altre cose qui

Luca: opere personali? M’illumino di marzo

Elle: Ho giusto un proverbio in dialetto genovese: 1) “de marzo, chi n’ha de scarpe vadde descaso, ma chi l’ha, no e lasce a cà”…cioè: di marzo, chi non ha scarpe vada scalzo, ma chi l’ha non le lasci a casa.
Di marzo infido non ti fidare.Il cielo è azzurro ma l’inverno, sotto sotto si sente ancora. Allora è bene seguire il consiglio.

Elisa: un piccolo detto popolare della provincia di Venezia sui mesi primaverili:
Marzo va scalzo, aprile non ti scoprire, maggio vai adagio”.
(diciamo che è un invito a non “strafare”, perchè anche se sono mesi tiepidi ci si può beccare lo stesso un malanno!)

Placiditramonti

di Placida Signora - 26 giugno 2007

Lo sapevate voi che, di notte, il mare sospira?
Sciacquio monotono all’apparenza tranquillo,
in ogni bolla della salata spuma che s’infrange a riva
sono raccolte le storie che ognuno di noi ha vissuto
in ogni ora della giornata appena passata. Continua »

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