©

Toccaferro in Pillole: La Luna (E stasera ci sarà quella dei Regalini)

di Placida Signora - 13 agosto 2011

Oggi Sabato 13 agosto, dalle ore 20:57:30, ci sarà il plenilunio: la Luna dei Regalini

Le voci antiche, le esperienze dei Vecchi, parlando di Luna dicono che

Si fa a Luna Crescente tutto ciò
che deve crescere prosperare
come seminare e piantare.

Luna Calante invece, tutto ciò
che deve morire o finire
come raccolti, potature, diserbanti.

Però non si debbono seminare lattughe cavoli
Luna Crescente;
non nasceranno.

Così come non bisogna fare il bucato,
se non si vuole rovinare la biancheria.

E manco uccidere il maiale,
ché la salsiccia non dura.

Mai addormentarsi all’aperto sotto la Luna Piena;
c’è pericolo di diventar sonnambuli,
lupi mannari.

I mobili fatti con legna tagliata a Luna Calante,
si tarleranno subito,
così come gli abiti confezionati
con la lana rasata nello stesso periodo.

Dicono che se si taglia il fieno a Luna Piena,
le mucche non lo mangino:
come ne avessero paura.

Ferita fatta a Luna Nuova
è di lenta guarigione.

E non  toccare i bachi da seta
in una notte di Plenilunio:
potrebbero morire tutti.

La Luna nata di mercoledì,
provoca piogge e bufere.

Luna Calante nascono figli maschi,
Luna Nuova le femmine.

La Luna Pallida porta pioggia,
quella Rossa vento,
quella Bianca il sereno.

E che fine fanno le Lune Vecchie?

Gli Angeli le spezzano in mille frammenti
e li usano
per rattoppar le Vecchie Stelle.


© Mitì Vigliero

Stanotte una Luna doppiamente magica: Eclissi, Desideri, Credenze, Curiosità. E visione in diretta.

di Placida Signora - 15 giugno 2011

(©Focus)

Stanotte la Luna sarà doppiamente magica.

Sarà piena, quindi è una Luna dei Regalinileggete le istruzioni, e preparate i 3 desideri.

E poi sarà una Luna Rossa, resa così da un’eclissi totale.

Come tutti gli avvenimenti inspiegabili, strani o semplicemente rari, l’eclissi lunare (così come quella solare) ha sempre colpito molto la fantasia popolare, che dava loro connotazioni di negativi presagi o manifestazioni diaboliche.

Nel 1504 Cristoforo Colombo, il quale sapeva da testi scientifici che ci sarebbe stata un’eclissi, la sfruttò in modo bieco per ottenere l’aiuto degli indios della Giamaica: fece finta di pregare Dio dicendo più o meno “Fai vedere a questi oscuri selvaggi quanto sei potente: oscura la Luna!”.
Cosa che regolarmente avvenne e convinse i giamaicani.

Effettivamente vedere il disco luminoso e candido della Luna venire lentamente coperto da un altro disco estraneo, nero e buio come gli Inferi, sottolinea il presunto carattere magico del fenomeno: come se le tenebre volessero letteralmente “mangiare” la luce, come se la morte prendesse il sopravvento sulla vita.

Per questo gli antichi e pagani guerrieri degli eserciti, se vedevano la notte prima della battaglia un’eclissse, di comune accordo con l’avversario rinviavano la tenzone ad un altro momento; non solo, ma si mettevano tutti insieme a ululare in direzione della Luna, per spaventare il nero Essere mostruoso che la stava “divorando”.

Se il popolo Maya non aveva affatto paura dell’eclissi lunari, anzi sapeva predirle con estrema esattezza, i Persiani credevano che l’eclissi fosse una punizione divina nei confronti degli uomini.
Pensavano che tutte le volte che qualcuno stava per compiere o aveva compiuto gesta malvage (tradimenti, infanticidi ecc), gli dei chiudessero in una specie di tubo l’astro celeste (luna o sole che fosse), lasciando gli umani nel buio più completo, con la sola compagnia di Incubi e Rimorsi.

E nel Medioevo i contadini erano convinti che le eclissi fossero causate da certe parole magiche pronunciate da streghe cattive; queste parole avevano il potere di “ipnotizzare” la Luna, obbligandola ad avvicinarsi alla terra per deporre una sorta di rugiada schiumosa sulla erbe che poi sarebbero servite alle fattucchiere per compiere ogni sorta di nefandi sortilegi.

Quindi, per impedire che la Luna udisse le stregonesche parole, all’inizio dell’eclissi tutti gli abitanti dei villaggi si mettevano a correre sui campi facendo un fracasso infernale, agitando campanacci da mucca, martellando lastre di rame e di bronzo, percuotendo incudini e urlando come pazzi.

Infine, per i napoletani, le eclissi di Luna devono essere guardate non da dietro i vetri della finestra, bensì all’aperto, a viso nudo: e il giorno dopo bisognerà correre alla prima ricevitoria del Lotto a giocare il numero 70.

Quindi stasera non dimenticate l’appuntamento con la Luna; qui trovate tutti gli orari delle fasi dell’eclissi che, se vorrete, potrete seguire in diretta dalle 21,30 su Focus collegato direttamente alle telecamere poste sul telescopio dell’Osservatorio di Ca’ del Monte oppure su youtube google o qui.

Come colonna sonora, ovviamente, questa.

© Mitì Vigliero

 

La Luna: un po’ Fata, un po’ Strega. Ma sempre Magica.

di Placida Signora - 19 gennaio 2011

Dopo una giornata trascorsa con gli occhi rivolti all’ingiù per leggere pratiche e documenti,  scrivere al pc, seguire brutte notizie su monitor e schermi, affrontare  terrene, banali e solite grane, per disintossicarsi è bello la sera affacciarsi alla finestra e alzarli finalmente, quegli occhi, a guardare la Luna.

Pallida e luminosa, più dolce del Sole perché se lui è simbolo di forza, concretezza, razionalità, lei è introspezionesenso del sovrannaturale, della poesiariflessione, ingredienti di cui l’umanità pare sempre più carente.

La Luna rimarrà sempre un mistero, nonostante l’uomo sia riuscito a passeggiarci sopra seminando sui crateri sismografi, microfilm, palline da golf, bottigliette di Coca Cola, bandierine di plastica, dimostrando una volta di più che ovunque il Bipede Raziocinante passi debba lasciare segni tangibili della sua superba presenza con cumuli di spazzatura.

Ma per me resta sempre l’intatta Luna, quella che dialogava col Pastore Errante e sorniona non rispondeva alla domanda

Che fai tu Luna in ciel,
dimmi che fai, silenziosa Luna.

Anche ora continua a guardarci dall’alto, e credo che sia un po’ malinconica perché le mancano le poetiche dediche passate, sensuali come la dannunziana

O falce di luna calante 
che brilli sull’acque deserte

o la stranamente dolce definizione di un futurista come Luciano Folgore

…morbida
come un cuscino di piume

fino alla gozzaniana

…romantica Luna fra un nimbo leggero, che baci le chiome
dei pioppi, arcata siccome un sopracciglio di bimbo…

Signora solo apparentemente incurante dei nostri dubbi e delle nostre cure, rimane serena lassù, la bella faccia tonda e un po’ attonita china ad osservare noi, sempre più simili a formichine omologate costrette a camminare in fila seguendo non più istinti, ma comandi.

Talvolta si commuove, e per risvegliare la nostra fantasia tenta di stupirci vestendosi di rosso fuoco, o sembrando appesa apposta nel cielo da qualche Cupido che voglia ammaliarci: chi è che in una placida notte di chiaro di luna non ha almeno sognato di poter dare e ricevere un bacio, e poi due e poi mille ancora?

La guardo e mi chiedo quanti sospiri d’amore corrisposto o di lancinante solitudine abbia ascoltato in questi millenni; quante lacrime e quanti sorrisi abbia tinto d’argento; quanta gioia e quanto dolore abbia carezzato e assorbito coi suoi raggi.


(foto©Tiziano)

Perché la Luna, come l’amore e tutti gli altri sentimenti, è volubile. E della volubilità è il perfetto simbolo.

Varia il suo aspetto da pieno a tre quarti, da mezzo a unghia sottile; lunatico è detto chi cambia spesso umore e non per nulla dominato dalla Luna è l’ipersensibile e dolce segno del Cancro, capace di passare dal riso al pianto nel giro di un battito di ciglia…

Per tutto questo mi affascina la Luna, un po’ fata e un po’ strega: proprio come le umani passioni può dare emozioni, ma fare anche paura.


(foto©Flowery Luza)

Regola maree, flussi, parti, semine e raccolti; però alla sua luce si svegliano pure i lupi mannari, si acuiscono i mali della mente.

Otello, subito prima di tirare il collo a Desdemona, diceva “è colpa della Luna; quando si avvicina di più alla terra rende gli uomini folli”.

In questi ultimi tempi deve essersi avvicinata un po’ troppo, vista l’imperante e collettiva pazzia che ci circonda.

Continuo a guardarla, e ricordo l’Ariosto quando raccontava che sulla Luna finiscono tutte le cose perdute e dimenticate dagli uomini: ideali, lumi della ragione, giuramenti, progetti, reputazioni, onestà, giustizie, obiettività, amori, senno, promesse, amicizie…

E riabbassando gli occhi a terra realizzo di colpo che se Astolfo ci tornasse ora, sulla Luna, troverebbe il materiale aumentato a dismisura.

©Mitì Vigliero

Stasera alle 22:22.56 ci sarà la Luna dei Regalini: avete pronti i 3 desideri?

Cosa c’è sulla Luna dei Regalini?

di Placida Signora - 25 luglio 2010

Stanotte ci sarà la Luna Magica.

Ogni notte di luna piena, quella in cui il plenilunio è al culmine, è magica e speciale. Infatti, secondo un’antichissima credenza anglosassone, la Luna Piena viene detta la Luna dei Regalini. 

Bisogna guardarla fissa, in silenzio per qualche secondo, concentrarsi e poi sussurrare senza farsi sentire da nessuno: “Luna Luna dei Regalini, fammi questo regalino…”.
Poi bisogna esprimere mentalmente un desiderio e subito dopo fare alla Luna un piccolo inchino, anche solo con il capo.
Questo piccolo rito va ripetuto per tre volte, perché la Luna è generosa e i regalini-desideri concessi sono ben tre; almeno uno dovrebbe avverarsi.

Potrete esprimere i vostri 3 desideri sino alle 5,15, quando tramonterà.

Ma lo sapete quante cose gli uomini vedono sulla faccia della Luna piena?

Per alcuni (Giapponesi e Cinesi) c’è un Coniglio intento a cucinare mochi, tortine di riso.

Dante (Inferno, XX, 126) diceva che sulla Luna venne spedito Caino, dopo il fratricidio; vaga in eterno, costretto a portare sulla shiena un fasco di rovi spinosi.

Per alcuni Caino non trasporta rovi ma, come il Coniglio cinogiapponese, è intento a cucinare.
Da qui l’antica filastrocca infantile:

Vedo la luna, vedo le stelle
Vedo Caino che fa le frittelle
Vedo la tavola apparecchiata,
Ved Caino che fa la frittata.
Vedo il lupo incatenato
Che ha rubato il mio castrato
Il castrato non era mio
Era dei padri di San Matteo
San Matteo gli corre dietro
Fino alle porte di San Pietro.
Cappa, cappa perché ti bagni?
Devo andare a San Giovanni
A san Giovanni c’è un altare
Con tre angeli a cantare
Uno per i vivi, uno per i morti
Uno per i santi padri nostri.

Per altri ancora lassù c’è il volto d’un uomo.

Per altri  una coppia che si bacia

E voi cosa ci vedete, sulla Luna?

©Mitì Vigliero


Placidi Auguri di Primavera e Pasqua

di Placida Signora - 21 marzo 2008

Qui

 

E ricordate che stasera, 21 marzo, dalle 20.39  ci sarà la Luna dei Regalini.

Che siano Desideri esauditi e splendide Sorprese per tutti voi!

« Post precedenti   Post successivi »






PlacidaSignora.com
PageRank


   Placida Klip

              Per aggiungere la Placida Klip al vostro KlipFolio


   Placide visite

   Placidi visitatori nel mondo


   Placido Eclectic

          [Eclectic Site Award]