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Cosa sta pensando?

di Placida Signora - 9 marzo 2010



(Foto dal tumblr di Dadevoti)

 

Krishel: Yum, Mitì sta facendo un favoloso piatto a base di salmone! Solo l’odore mi fa venire l’acquolina in bocca…

Borg: Ora conto sino a 10, apro gli occhi e il campanellone è scomparso…

Renata: Baccalà alla vicentina ???? lo adooooro…

Mimosafiorita: Mmmmmm, oooooh… che grattini miciolosi sa fare quella gatta…mmmmmm…

Tittieco: Mmmmmmmmmiaooooooooo…il gusto pieno della vita !

Giarina: Se mi concentro non nevica…se mi concentro non nevica…se mi concentro non nevica…
funziona?

Mitia: Senti che profumo di primavera che c’è nell’aria

LaMucci: Sembra che stia per starnutire

Alice Twain: “Minchia” Che palle!”

Suzupearl: Ho un collare talmente pesante che sembro Grace di Dogville

Stelleporcelle:“ok, ho chiuso gli occhi! Adesso me lo dai sto bacio??”

Skip: Come mi rilasso con lo yogatto! ( yoga per gatti)

Rosy:La voce di Mitì, ora mi accarezza…

Silvia:Quanto è buona la cioccolata!

Baol: Dio ti prego, fa che mi svegli e scopra che è tutto un incubo

Leonardo:”La forza in te potente scorre, Luke” (non so, a me sembra Yoda).

Xarabas:”Baciamibaciamibaciamibaciamibaciamibaciami…”

Cosa si stanno dicendo?

di Placida Signora - 23 febbraio 2010



(Grazie a lui per la foto)

Qui e qui altre risposte

Arcureo: Qualunque cosa si stiano dicendo, il gatto ne ha le palle piene!

Beppe: Il Gatto: “Ma quanto è noioso ’sto tizio?”

ZiaPaperina
Corvo: “E allora io le ho detto…e lei mi ha risposto…così ho fatto…non credi abbia ragione? eh?”
Gatto: (fra sé e sé) “Qualcuno mi salvi…”

{°)): 
“Crraaa?”
“Meow.”

Mimosafiorita
Corvo: Ciao, io sono il corvo dallo sguardo torvo, e tu chi sei?
Micio:  So Romeo er gatto der Colosseo, e lassame perde!

Roberto Felter:
corvo: sai che vino preferisco? il Merlot
gatto: sgrunt

Roger:
corvo: ti assicuro…loro sono famosi…gli hanno fatto pure dei filmati…daiiiii…diventeremo famosi anche noi.!!!!!…..che ne pensi….?????gatto:..MMMMPFHHH….!!!! (la storia segnalata da Roger è tutta da leggere! NdPS)

Gianni:
corvo: anche tu non mi parli? perché tutti mi evitano? che ho che non va?
gatto: …

Andrea: 
C – “Lo stai puntando? Allora tu zompi e lo terrorizzi, poi passo io e gli dico: Sono Il Corvo Del Demonio. AhAhAhAh”
G – “Mah? a me me pare ‘na str*nzata”

Renata: gatto – non rompere : non ti presento quella cornacchia della vicina di casa che mi regala sempre i pesciolini!

Tittieco: Il gatto: A “the crow” guarda che io non cerco giustizia e non sono manco Eric Draven sa, quindi lassame perde e levati dalle scatole!

Iaia Nie
Corvo: ti giuro! sono io il vero cavaliere oscuro!
Gatto: questa l’ho già sentita…

Skip: Gatto:sarai imperiale quando ti libri,alto nel cielo, ma per terra si’ proprio arriffabile (goffamente ridicolo)

Questione di feelin(in)g: 17 febbraio, Festa Nazionale del Gatto

di Placida Signora - 17 febbraio 2010

(Le immagini sono tutte di GattiBlogger. Se volete mandarmi i vostri mici, l’email è lì a fianco)

Il Gatto divide l’umanità nettamente in due: da una parte c’è chi lo ama incondizionatamente, dall’altra chi lo detesta visceralmente.

Sono convinta che chi detesta i gatti abbia avuto la sfortuna di capitare nel Gatto sbagliato; capita anche con le persone: ci sono quelle epidermicamente simpatiche e quelle no. 
E’ una questione di feelin(in)g.

È vero anche che gli amanti dei gatti, tra loro, stabiliscano alla prima occhiata una corrispondenza di felini sensi, alias una simpatia immediata.

Così com’è vero che tanti che affermano di amare i gatti solo perché posseggono -pardòn- sono posseduti da un Gatto in realtà sprecano le loro energie nei confronti in un individuo peloso che li ignorerà totalmente per tutta la vita.


(Loki, di Federico Kurai)

Per questo si dice che il Gatto sia traditore, infedele, poco affettuoso; ma vorrei vedere voi al suo posto, obbligati magari a convivere con chi non vi piace affatto.
Perché non siete voi a scegliere un Gatto: è il Gatto a scegliere voi.

E poi, ammettiamolo: i gatti sono gli animali più bersagliati da luoghi comuni che, una volta per tutte, occorre sfatare.


(Sofia, di HoldMe)

I gatti sono ladri.
Lo nego. Nessun Gatto nutrito regolarmente – colazione, pranzo, merenda, cena – ruberà il cibo degli umani; col pancino pieno di merluzzo bollito, sarà anche capace di ignorare totalmente il minestrone dimenticato sul tavolo.
Dovrete però dimostrare riguardo variando spesso la dieta ed evitando di ammannire cose non gradite quali scatolette e avanzi, ma prediligendo carne, pesce, panna e paté; il Gatto non è incontentabile, non farà capricci se vi ricorderete che gli piace avere il latte fresco solo nella scodella coi ghirigori rossi e la pappa solo nel piattino di ceramica blu, da dove la solleverà delicatamente coi denti per posarla sul pavimento e mangiarla direttamente da lì.


(Milù, di Roberto Felter)

 

I gatti cadono sempre in piedi.
Frottole. Un vero Gatto cade anche come una pera matura sulla schiena, sulla testa, sul sedere, quando non si spiaccicano per terra sulla pancia a zampe larghe. Solo che non va in giro a vantarsene.

 

(Gelsomina, di Miro)

I gatti sono silenziosi e agilissimi.
Bubbole. La mia Lady Pelosa, quando correva in corridoio, pur pesando 3 Kg scarsi ed avendo il pelo sotto le zampe era in grado di produrre ugualmente il rumore d’una mandria di bufali, ma in compenso non riiusciva mai a frenare, stampandosi regolarmente contro la porta della camera da letto. 
I primi tempi, dopo il boato, correvo a vedere se fosse ancora viva: in seguito mi limitavo a stuccare la porta incrinata.


(Mina, di Dania)

I gatti non sono affettuosi.
Lo dice chi non ha mai provato quanto sia dolce trovarsi, appena seduto, con un Gatto in braccio, incastrato sotto il mento, insinuato sotto il golf, arrotolato attorno al collo o col naso incollato al suo in stato di annusamento continuo. Lo dice chi ignora quanto sia bello dormire con un gatto il quale non ama tanto dormire con te quanto su di te, possibilmente sparapanzato sul coccige o sullo sterno…


(Dodo, di Wolly)

I gatti non sono socievoli.
Ma scherziamo? Provate a mettere in una stanza sette persone, di cui una sola detesti e/o sia allergica ai gatti.
Il Gatto, appena entrato, si avvicinerà immediatamente a quella, saltandole in braccio con rombanti fusa e non schiodandosi di lì manco a fucilate.


(GattaTopo di Ladradicaramelle

I gatti sono vagabondi.
Può darsi, ma è però curioso sperimentare quanto un Gatto possa rimanere immobile a dormire nella stessa posizione sulle vostre ginocchia sino a quando sarete quasi in piedi; fino all’ultimo spera che la vostra gentilezza prevarrà e che vi risiederete…Chi vi credete di essere, poi? Anche Maometto, per non svegliare il suo Gatto addormentato sulla manica del suo vestito, tagliò la manica.


(Popo, di AleNastrorosa)

I gatti non sono umili.
Vogliono solo rispetto. Non dovrete mai prenderli in giro, perché si offendono a morte, e un Gatto offeso è uno spettacolo tremendo.
Quindi, se lo vedrete dare selvaggiamente la caccia a una mosca e finire a sbattere col muso contro il vetro della finestra non scoppiategli a ridere in faccia, ma limitatevi a chiedere con noncuranza “È successo qualcosa?” e lui vi risponderà che aveva solo voglia di controllare se i vetri erano puliti.


(Miciarossa, di Mery)

I gatti hanno un udito finissimo.
Sì, riescono a captare a km la silente apertura d’un frigo o il sussurrìo d’un coltello che affetta la carne.
Ma se li chiamate e loro vogliono starsene in pace, potrete urlare, battere tamburi, affittare il coro della Scala che non vi sentiranno affatto, anche se si troveranno esattamente a 50 cm. da voi.


(Mela C, di Bak - ma Mela è nato per fare il fotomodello)

I gatti non hanno fantasia.
Ma se riescono a giocare per ore col pulviscolo o dare la caccia per un giorno intero ad una foglia secca fingendola un topo!
Però la fantasia più fervida la scatenano nel giocare a nascondino con voi.
E dove si nasconde un vero Gatto?
Dentro qualsiasi mobile con uno sportello troppo piccolo perché un gatto possa entrarci; in cima a qualsiasi cosa troppo alta perché un gatto possa salirci; sotto qualsiasi cosa troppo bassa perché un gatto vi si possa infilare appiattendosi; nella cesta della biancheria pulita e appena stirata, nel cassetto dei golf di cachemire e angora, sotto il piumone del letto, sopra la pelliccia di visone, dentro la lavatrice o il pianoforte, oppure esattamente sotto la sedia sulla quale voi, lì seduti da mezz’ora, state gridando come forsennati il suo nome facendolo divertire come un matto.


(Maddi, di Stefania)

I gatti non parlano.
Sicuri? 
Ecco alcuni esempi con relative traduzioni:
Miàào? Miàào? Miàào? (e via di seguito per 150 volte)”: “Dove diavolo sei?”
Mrerèo-rèo-rèo… (ripetuto all’infinito)”: “Avrei un po’ di appetito…”.
Mìomìomìomìomìo?”: “E’ cotto il pesce? Quanto ci mette a cuocere il mio pesce? Fra quanto sarà pronto il mio pesce?”;
MARRAO-MAO-MAAOOO!!!?”: “Accidenti, mi dai ’sto pesce o no!!!?”
Mrrèo slap slap”: “Grazie, ben gentile”.
Inoltre sappiate che la grande Colette, trovandosi in Germania inseme al marito Henry de Jouvenel e alcuni importanti e noiosissimi uomini politici locali, mentre camminava con loro per strada vide un gatto seduto sul marciapiede. Allora gli si avvicinò miagolando; i due conversarono amichevolmente per cinque minuti, poi la scrittrice tornò dai suoi accompagnatori ed esclamò soddisfatta:
Enfin! Quelqu’un qui parle français!”

© Mitì Vigliero


(Zampe, di Mario Profili)


(SuaMaestà, di Giuseppe C)


(I Mici di Ipathia)


(Camillo di Apostocosi)


(Merlotta, di J.Held)


(Gattoperfetto, di Raffa)


(Jasmine, di Irrisolta)


(Giuditta, di Bacomarta)


(Iside, di Elena)


(Beta e Corrado, di Daniele)


(I Mici di 56k)


(Algernon di Livia)


(Sfigghi di Apelle)


(Cookie, di Nhaima)


(Pippo, di Maurizio Dal Bosco)


(Cagliostro, d 1la)


(Cleopatra, di Elena T.)


(Alice, di mmml)


(Apollo, di StellaViola)


(la Capacchiona di Isla)


(Micetto di MisterQ)

 
(Theo e Luce, di Rael)


(Carotta, di Daniela_elle)


(?, di Alex)


(Puma, di Risposte senza domanda)


(Bon, di Simple. E in questo video Dai, gatto da riporto)


(Suad, di Pepper Mind)


(Teppista Tigrato, di Alliandre)


(Tigro, di Corobi)


(Otto di Chiara)


(Tigro e GriGri, di Skip)


(Cherie, di Marco Doria)


(Achille, di Gian Luca Visconti)


(Violetta e Rosina, di Marina)


(Nemorino, di Beatrice Bruni)


(Ron, di Leonardo)


(Gennarino, di Rox)


(Momo, di Zisho)


(Cleo, di Devitalizart)

(Popov e Rublov, di Paolo)


(Lady, di Micky)


(Grisù, di Tatyana)

 

(Wilson, di Silvia)


(Lalè, di Enrica)

Per la Serie “Tipi e Tipetti”: La Strafiga

di Placida Signora - 10 febbraio 2010

Alla mattina, appena sveglia, si guarda allo specchio del bagno atteggiando le labbra a cuore: si sorride e si manda baci.

Poi si fa l’impacco di midollo ai capelli; mezz’ora di idromassaggio circondata da candele profumate; un’ora di maschera facciale.

Una volta vestita si siede davanti allo specchio e prova il modo migliore di accavallare le gambe, di gettare indietro la testa quando ride, di far cadere maliziosa la maglia per mostrare la spalla nuda, di sollevare i piedini numero 42 nudi e stretti in sandaletti sexy, di muovere le mani in modo da far scintillare gli anelli e ondeggiare sensuali le collane.

Prove estenuanti, ma che un giorno -la Strafiga ne è sicura- daranno i loro frutti.

Non per nulla per truccarsi, vestirsi, pettinarsi, impiega circa tre ore; per questo si sveglia intorno alle 4,30 e si presenta in ufficio (o scuola, negozio, redazione ecc) leggermente ansante, dicendo in tono languido e badando a sottolineare bene le pause allusive: “Scusate, ieri sera ho fatto tardi. Ma è stata una notte…speciale…”.

Quando guarda le altre donne la Strafiga socchiude gli occhi a fessura, butta fuori il petto, artiglia leggermente le mani, non gonfia la coda solo perché non la possiede, ma in compenso soffia nervosa: “Ma chi si crede di essere quella lì?”. 
Poi si specchia in una vetrina -o in qualunque altra superficie riflettente- e si sussurra guardandosi con sguardo amoroso: “Mica nessuna è bella come te…”

La Strafiga quando cammina ondeggia come un tubo di gomma in bilico su tacchi alti 14 cm; in realtà il suo vorrebbe essere “il passo della pantera”, ma si fa quel che si può.

Solitamente è abbigliata con maglie iperscollate e microminigonne elasticizzate indossate per far risaltare meglio la liscia rotondità del sedere: è per questo motivo che la Strafiga è molto spesso piegata a mo’ di compasso o sulla spalla di qualche maschietto per dirgli, anzi, sussurrargli qualcosa di importantissimo, o  a raccogliere qualcosa sul pavimento.

Ogni suo minimo gesto è calcolato al millesimo e frutto di lunghi, approfoditi studi: persino la forma delle labbra è appositamente creata sussurrando in continuazione la parola “broncio“, cosa che permette di trovarsi una boccuccia alla Bardot senza dover ricorrere al collagene.

Qualunque mestiere faccia, la Strafiga lo fa con l’aria di dire: “Guardami bene perché sono qui solo di passaggio”.

Ma in ogni caso la Strafiga deve inventasi almeno un hobby serio come un secondo lavoro che la metta a contatto con la Gente, possibilmente con persone di una certa influenza, capaci -chissà- di introdurla un giorno nel mondo dorato dello spettacolo, perché le Strafighe di solito son piene di virtù artistiche, glielo diceva sempre la nonna: “Tu con tutte le scene che fai finirai su un palcoscenico…”

In fondo, che vale essere Strafighe se poi non ti guarda nessuno?

Come disinnescarla
Mentre esibisce cosce e tette, dire a voce altissima:
“Cielo, ho dimenticato di comprare la trippa per il gatto!”

©Mitì Vigliero

Altre caratteristiche? O altri suggerimenti per disinnescarla?

Equipaje: E a volte gira pure con il “chihuahua da borsetta” (borsetta estiva e borsetta invernale)

Borg: Aggiungerei: Non parla, ma miagola.

Mimosafiorita: Oppure disinnescarla dicendo: Ma che profumo hai messo, puzza di crisantemo.

Raffa: Fa la lampada, estate e inverno. Ma ti dice che lo fa perché le dà un aspetto più sano, “sai, di mio ho una carnagione così pallida che allo specchio non mi sopporto!”

Cosa si stanno dicendo?

di Placida Signora - 26 gennaio 2010




xlthlx: “Mi dica, ma non si sente ridicolo ad andare in giro con quella faccia?” “No” (il candidato decida chi ha detto cosa)

ZiaPaperina: Ma il colore di quei ciuffi è naturale, o fa le méche?

Borg: “Sior commissario, gliel’ho detto, non ho assistito al delitto. Stavo covando!”

Rosy: Esame pratico di volo superato. Adesso facciamo l’esame teorico…

Raffa: Buongiorno, devo consegnarle un paio di colli dall’Antartide, mi mette una firma per favore?

Roger: Intervistatore: ”Cosa ne pensa di quello che dicono su di lei?”
Pinguino(gelido): “Solo facili FREDDURE…”

Rino: “Giovanotto, ma mi faccia il piacere, lei non sa scrivere”.

Paz83: “Salve, sono del corriere espresso, devo consegnarle un “Pack”..firmi prima che si sciolga”

Roger: Intervistatore: ” Mi dica…come mai si trova qui a queste latitudini?”
Pinguino : ” Non so…stavo inseguendo una ANGUILLA ALLUPATA e mi sono trovato qui. Probabilmente ho sbagliato POSTo…”

Simple: Dunque, due alici fresche e senza lische con contorno di alghe. Per il dessert possiamo vedere dopo?

Skip: Ma come fa a nuotare sempre in smoking?

Mimosafiorita:
-Dunque, il nostro pacchetto vacanze prevede:crociera di 7 giorni nei mari del sud, tanto sole, cibo a volontà e spaghetti a mezzanotte.
-Ma io sono un pinguino amo il freddo!
-Fa niente, il petto di pinguino piace ben caldo alla piastra.

Diego:

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