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Gli Ospiti

di Placida Signora - 20 Luglio 2008

Nell’altra PlacidaCasa su Donna Moderna

L’Antigalateo: Come liberarsi di Ospiti a stazionamento lungo

E se avete altri suggerimenti, scriveteli!

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La Danza del Lombrico

di Placida Signora - 16 Luglio 2008

Osservando Librai, Lettori e Scrittori in Libreria

I Librai fanno uno dei mestieri più belli del mondo e a me sono molto simpatici.
Anch’io credo di essere simpatica a loro, forse non tanto per il fatto che scrivo libri, ma soprattutto perché compro i libri altrui.
A vagonate.
C’è chi deposita i soldi in banca e chi in libreria; io preferisco le librerie alle banche, ed è per questo che i librai mi vogliono bene.

Le librerie dei Librai sono frequentate sia dai Lettori che dagli Scrittori: i primi amano trascorrere il tempo libero perlustrando librerie alla ricerca di novità da leggere, i secondi amano trascorrere il tempo libero scrivendo e poi perlustrando le librerie alla ricerca dei loro libri.

Quando uno Scrittore (di solito alle prime armi, poi smette perché si rassegna) passa davanti a una libreria, la prima cosa che fa è ispezionarne con occhio di falco le vetrine onde controllare se il suo ultimo parto cartaceo, mettiamo dal titolo La danza del lombrico , sia esposto.

Se non lo vede, prova un grande dolore; però stoicamente fa finta di nulla e prosegue nell’ispezione, entrando con aria noncurante nel negozio.

I casi sono tre:

1) Trova immediatamente il suo libro in bella mostra.
Allora, petto in fuori e pancia in dentro, si avvicina al Libraio con espressione cordialissima, gli tende la mano, si presenta come l’autore de La danza del lombrico e gli fa tanti complimenti per la sua splendida libreria.

2) Dopo un’ora di spasmodica ricerca, lo Scrittore finalmente scopre il suo libro seppellito da altri.
Perciò lo diseppellisce e lo mette in cima a tutti, possibilmente in piedi.
Successivamente va dal Libraio e, senza presentarsi, indicando La danza del lombrico  chiede con estrema noncuranza:
“Si vende quel libro lì?”
Domanda cretina che lo smaschera immediatamente perché nessun Lettore si sognerebbe di entrare in una libreria per informarsi sulle vendite dei libri.
Il Lettore al massimo può chiedere: “Di cosa parla quel libro lì?” e casca male perché i Librai migliori sono quelli che non leggono affatto i libri che vendono. Potrebbero rimanerne contaminati e perdere la loro obiettività.
In ogni caso il Libraio d.o.c. è quello che a una domanda del genere non risponde “Boh?”, bensì:
“Guardi, è stupendo. Va via come il pane”
E questa risposta convince sia il Lettore che lo Scrittore.

3) Lo Scrittore non trova il suo libro. 
E s’inquieta.
Molto.
Così, con sguardo incupito dal rancore, ma tentando di mantenersi calmo, incede lentamente verso il Libraio e con voce gelida gli sibila: 
“Mi scusi, avete La danza del lombrico?”  
Il Libraio d.o.c. risponde:
“Mi spiace, ma ho venduto dieci minuti fa l’ultima copia”
oppure
“Si è esaurito subito e ho dovuto riordinarlo”
Ciò soddisfa molto lo Scrittore e un po’ meno il Lettore, che aveva davvero tutte le intenzioni di acquistarlo.
Qualcuno può anche sentirsi rispondere:
Danza del lombrico? Mai sentito.”
In questo caso lo Scrittore tenta discretamente il suicidio, mentre il Lettore si limita ad andare in un’altra libreria.

©Mitì Vigliero

E voi come vi comportate in libreria?

Graziella: anch’io frequento almeno settimanalmente i librai, ho il mio preferito e poi dovunque mi trovo i primi posti dove entro sono le librerie. Scelgo i libri per autore, titolo, a volte per la copertina, insomma compro tanto tanto.

Tittieco: Librerie e la biblioteca del mio quartiere, sono per me essenziali.
Leggo di tutto tranne che i “Gialli”. Non ho mai capito bene il motivo di questa mia riluttanza verso queste letture? Dovro’ mica andare in analisi?

Franco Zaio: Si vede che hai esperienza, è proprio come hai raccontato tu. Io sono un L che risponde “Si è esaurito subito e ho dovuto riordinarlo” anche quando il libro non era neanche arrivato. Non voglio mica suicidi sulla coscienza :o)

Guido: Io cerco sempre i miei libri, e se li trovo mi meraviglio…non li ho mai scritti!

Ioepapperina: io frequenterei più volentieri i librai che le librerie ma sono tutti sposati e quelli che non lo sono manco mi guardano per cui sconvolta e con lacrime agli occhi continuo solo a leggere e a spendere soldi in libri.. e a vivere di fantasia. Per quanto riguarda il cercare sullo scaffale un mio libro…mah difficile trovarlo… credo di averne vendute due copie che ho comperato io per regalarle a due povere cavie che dopo di ciò sono spirate…per il resto devo anche ammettere la mia cecità per cui io vedo solo libri grandi come case o meglio come un grattacielo di 127 piani che date le dimensioni delle librerie moderne…

Eio: OH, UGUALEEEEE :D

Beppe: Da quando ha chiuso la piccola libreria vicina a casa, dove mi rifornivo sin da bambino, ormai nelle altre vado pochissimo; compro tutto online, IBS in testa. Mi concentro meglio, e trovo anche tanti remainders o testi di piccolissime case editrici che nelle pur enormi librerie di oggi non troverei.

Roger: io in libreria mi libro come un falco tra i libri in attesa di ghermire la preda. Ma,ultimamente devo dire che sto tornando a becco asciutto…mi si deve essere accorciata la vista

In silenzio viaggiando: Una volta sola mi è capitato di andare in una libreria con l’intenzione di comprare un libro ben preciso e ho trovato, per caso, il suo autore all’interno ! Era Pontiggia. Così dissi al libraio che la settimana successiva sarei venuto per comprare i Sonetti di Shakespeare e quindi si doveva attrezzare !!!

Cristella: Anch’io grande lettrice. Ma pure piccola autrice di provincia, con un libro (Trama e ordito) che a livello locale potrei definire di successo (2 ristampe da 2000 copie ciascuna) e uno “così-così” (Cristella, praticamente copie regalate qua e là), ho dovuto occuparmi personalmente della distribuzione. Funziona così (continua)

MademoiselleAnne: In libreria sembro una pazza, cado in trance, vivo come in una situazione di catalessi e apatia totale… comincio a sfogliare tutto, persino i manuali sull’autostima, quelli sul sesso tantrico e quelli con le foto di gianni agnelli! Alla fine esco sempre con tantissimi libri, la maggior parte sconosciuti (le ultime uscite me le regalano, grazie al lavoro che faccio!), la tesserina piena di punti, la busta piena e scomodissima. Adesso sto aspettando che esca il mio primo libro da scrittora… come mi comporterò? Come una pazza, come al solito…

Nikink: io ti dico solo che sono diventato amico del mio libraio, una sorta di necessità esistenziale; però poi di libri (salvo per scorticare la molta spazzatura) non parliamo mai, perché le cose belle nell’amicizia sono implicite

Stark: Presentarmi ai librai, mi vergogno. Ancor più se dovessi chiedere delle vendite. Però quella cosa di metterlo davanti agli altri, sì, la faccio :-)

Alianorah: Al mio paese non ci sono librerie degne di questo nome. Ma appena vado a Roma, ci passo sempre qualche ora, anche se magari non ho soldi per comprare nulla. Mi piace l’odore dei libri nuovi e mi piace anche toccarli.

Giarina: ultimamente compro solo libri di scrittori morti. devono essere morti da almeno dieci anni.

Nerina dal Gambero Rosso: io invece faccio parte della categoria editore…o meglio lavoro per un editore e quindi ho lo sguardo da editore che cerca di capire se i distributori sono stati bravi e se hanno convinto i librai. quindi oltre ai nostri libri cerco di vedere quelli dei competitor, dove sono, quanto costano, come sono esposti…i librai purtroppo sono sempre meno, sostituiti da direttori di negozio dove puoi comrare dall’i-pod al diario con penne abbinata, soprattutto catene di lbrerie/media store…quando incappo in una bella e piccola libreria vecchio stile, provo nostalgia e felicità.

Stupidando ancora un po’

di Placida Signora - 2 Luglio 2008

Pare che il mio Stupidario della Maturità abbia un effetto rilassante; almeno così afferma questo articolo di Simona Santoni su Panorama (con un unico piccolo errore; il libro è del 1991, non del 2001. Magari! Sarei molto più giovane ;-)

Così, come carica finale ai Maturandi annata 2008 e stimolo di ricordi sorridenti per quelli d’antan, ne riporto un ”bignamino” tratto dai vari capitoli.

IL DETESTABILE UGO (PAG.69)
Dai temi:
- “Foscolo descrive le “urne dei forti” perché esse spingono gli uomini forti vivi a fare grandi cose per avere anche loro, un giorno, delle tombe belle e imponenti come quelle di Santa Croce
- “Non vorrei sembrare superstizioso, ma questo parlare sempre di morti e tombe proprio l’anno della Maturità, secondo me porta sfiga
- “Scrive l’Ortis che è un’opera autobiografica, dove racconta come andò in esilio di sua volontà e si uccise preso dalla disperazione

Credo che l’Ugo si suiciderebbe volentieri ascoltando le parafrasi dei suoi versi. Dalle Grazie:

Le amorose Nereidi oceanine
a drappelli agilissime seguendo
la Gioia alata

Le Nereidi oceanine amorevolmente
seguivano velocissime e a brandelli
la Gioia alata
.
(…)

E i travagli passionali del Foscolo? La celeberrima strofa finale del sonetto Alla sera, “e mentre guardo la tua pace dorme / quello spirto guerrier ch’entro mi rugge”, viene così parafrasata: “e mentre guardo la tua pace dorme / quello spirito guerriero che dentro di me russa“.
(…)

Nei Sepolcri infine, raggiungiamo il culmine dell’alienazione mentale; non c’è modo di spiegare altrimenti le visioni del navigante che, veleggiando sotto l’Eubea, “vedea larve guerriere / cercar la pugna”, alias “magrissimi guerrieri / in cerca di pugni“, mentre “all’orror de’ notturni /silenzi si spandea lungo ne’ campi / di falangi un tumulto”, follemente parafrasato “nell’orrore del notturno / silenzio si sentiva nei campi / un rumore tumultuoso di pezzi di dita“.

E dopo ciò è anche possibile la domanda: “Ma Prof, che senso ha? Come facevano a raccogliere tante falangi, falangine e falangette e perché poi le scaricavano nei campi, eh, Pròof?”

L’INFELICE GIACOMO (PAG.100)
Leopardi gode della simpatia maturanda, perché suscita nei ragazzi dal cor gentile sentimenti di dolce compassione, stando almeno a ciò che scrivono nei temi:

- “Leopardi fu un poeta infelice perché brutto, gobbo e sfigatissimo
- “Aveva dei cari amici, come Pietro Giordani e Massimo Ranieri” (Antonio Ranieri)
- “Leopardi era un po’ troppo intelligente perché a sette anni sapeva già il greco e il latino e studiava come un matto senza mai uscire di casa; per questo diventò malaticcio e gobbo
(…)

Dalla malinconia più totale, si passa a toni decisamente goliardici. Parafrasi de La sera del dì di festa:

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia

Questo di sette è il giorno più gradito,
pieno di sperma e di gioia
.
(…)

La follia colpisce anche gli animali leopardiani. Leggete cosa combina la gallina della Quiete dopo la tempesta:

Passata è la tempesta
odo augelli far festa e la gallina
tornata in su la via
che ripete il suo verso

La tempesta è passata
sento gli uccelli festeggiare e la gallina
tornata sulla strada
che imita il verso della tempesta
(…)

e per concludere in bellezza:

Leopardi scrisse un’operetta morale intitolata Il cantico di Gatto Silvestro

IL POVERO GIOVANNINO (PAG. 119)
Pascoli è un poeta che, come Leopardi, ispira tanta tenerezza agli studenti perché orfano, sensibile, solo e, a loro avviso, un po’ gnocco:
Il gelsomino notturno ne è la prova lampante: “Gli amici di Pascoli si sposano e vanno a casa, mentre lui resta solo a guardare le api
(…)

E le galline cantavano, un cocco!!
ecco ecco un cocco un cocco per te!

Siamo tutti perfettamente convinti che le galline possano essere degli animali mattacchioni (ricordate quella de La quiete dopo la tempesta?). Ma secondo voi cosa mai avranno da offrire delle pennute pollastre al Valentino vestito di nuovo? Indovinate un po’…

E le galline cantavano, una noce di cocco!
ecco ecco una noce di cocco una noce di cocco tutta per te!

IL TENERO GUIDO (PAG. 125)
“Guido Gozzano faceva tanto il duro, ma in realtà aveva una paura boia della morte”.

Povero Guido! Sfortunello nella vita, nella salute, nel destino, nell’amore…

Di lui si innamorano sempre donne racchie come Felicita, vecchie come la bionda amica de Le due strade, oche come le cuoche diciottenni, poco serie come Cocotte o sapientone come l’Amalia Guglielminetti

L’unica bella e giovane, Graziella, lo tratta malissimo andandosene senza neanche salutarlo, saltando aggraziata e vezzosa sulla bicicletta:

Non mi parlò. D’un balzo salì, prese l’avvio:
la macchina il fruscìo ebbe d’un piede scalzo

Le diciottenni d’oggi così spiegano la scena:

Non mi parlò. Salì in auto con un balzo, mise in moto facendo rumore passandomi sul piede nudo.

Tenere, delicate fanciulle in fiore, soavi più di mille Carlotte!
Però anche Carlotta e Speranza si dimostrano delle adolescenti un po’ strane, visto che giocano  “a volare” anziché “a volàno”; di un ragazzo “ammirano solo gli occhi, per via dell’educazione restrittiva dell’Ottocento” e “sospirano guardando le stelle del lago riflesse nel cielo“.

Strabiche? Pipistrelle?
Anche l’abbigliamento delle due damigelle lascia un po’ perplessi:

Entrambe hanno uno scialle ad arancie a fiori a uccelli a ghirlande

ovverossia

Tutte e due hanno addosso uno scialle, delle arance, dei fiori, degli uccelli, delle ghirlande.

Una volta azzardai dire che quegli scialli avevano la stessa fantasia dei mèzzari genovesi, ottenendo così il seguente risultato:

Entrambe le fanciulle avevano un mezzadro genovese sulle spalle

L’INFERNALE ALIGHIERI (PAG.146)
(…)
Nel canto XII del Paradiso viene delineata la figura di San Domenico, la cui madre si chiamava Giovanna; Dante, volendo sottolineare il significato etimologico del nome “Giovanna” che è “colei che vive nella grazia del Signore”, nel verso 80 scrive:

O madre sua veramente Giovanna!

e gli studenti parafrasano:

1) Oh che sua madre si chiamava veramente Giovanna!
2) Oh che Giovanna sua madre era sul serio Giovanna!
3) Oh sua madre Giovanna Giovanna davvero!

Se un commissario, a questo punto, osa domandare loro: “Sì, ho capito che si chiamava Giovanna; però voglio sapere COSA vuol dire “veramente Giovanna”!”, si sente rispondere: “Beh, che non aveva un altro nome, che so, Francesca, Teresa…”
(…)

Ma i maturandi fanno di tutto per sottolineare il fatto che il personaggio preferito da Dante sia, senza ombra di dubbio, Beatrice,  fanciulla della quale il poeta s’innamorò sin da bambino, adorandola fino alla di lei morte, e anche dopo. Ora, nel Paradiso, sono di nuovo insieme…

III vv. 1-3
Quel sol che pria d’amor mi scaldò il petto,
di bella verità m’avea scoverto,
provando e riprovando il dolce aspetto

Beatrice, quel sole che per primo mi aveva fatto innamorare,
aveva scoperto per me la bella verità del suo petto,
dopo varie prove io avevo visto quel dolce aspetto

Oh la sublime visione! Però Beatrice, che legge benissimo nell’animo di Dante, si secca un po’:

V vv. 88-89
Lo suo tacer e ‘l tramutar sembiante
puoser silenzio al mio cupido ingegno

Il fatto che Beatrice stette zitta e cambiò espressione
mise a tacere il mio pensiero lussurioso

Ma la dolce figlia del Portinari si riprende subito e, amorevolmente, si rivolge al suo poeta sussurrandogli:

V v.1
“S’io ti fiammeggio nel caldo d’amore”

Se io ti arrostisco nel caldo dell’amore

tenere parole dette forse mentre lo fa ruotare sensualmente su uno spiedo?

Ad un tratto però, probabilmente esasperata dal fatto che Dante non faccia altro che fissarla come un ebete, sempre secondo i maturandi sbotta dicendogli:

XXI v.16
Ficca di retro gli occhi tuoi la mente

Ficcati gli occhi dietro la testa!

ma l’Alighieri, imperterrito, continua ad ammirarla estasiato, definendo in tal modo l’effetto che Beatrice ha sulle sue facoltà intellettive:

XXX vv. 26-27
Lo rimembrar del dolce riso
la mente mia da me medesmo scema

Il ricordo del suo dolce sorriso
fa diventare scema da sola la mia mente

sinché Beatrice, ormai totalmente sconvolta:

XXXI vv. 92-93
Sorrise e riguardommi:
poi si tornò nell’eterna fontana.

Mi sorrise, mi guardò di nuovo:
poi si gettò per sempre nella fontana

e tutte le Anime Beate all’unisono, intonarono il loro inno nazionale: Funiculì Funiculà.

XIV vv. 61-62
Tanto mi parver subiti e accorti
e l’uno e l’altro coro a dicer: “Amme!” (Amen)

Tanto mi sembrarono veloci e attenti
sia un coro che l’altro a dire: “Jamme!”

©Mitì Vigliero

Altre pillole di Stupidario qui, qui, qui e qui

Piccole follie sui Promessi Sposi

di Placida Signora - 19 Giugno 2008

Prima di dedicarmi sino a stasera ai traslochi numero 3 e 4,  a tutti i Maturandi di oggi e di ieri dedico questo piccolo stralcio del mio Stupidario della Maturità: meravigliose follie tratte da temi e interrogazioni riguardanti il capolavoro manzoniano, che spero vi strappino un sorriso (oltre obbligarvi a ricordare ciò che avete studiato, ora o anni fa. Son sadica, eh? ;-)*

VOLGARI MINACCE
Fra Cristoforo alzò il dito e don Rodrigo capì subito.

DESTINO
Se Renzo non fosse stato bravo, sarebbe diventato un Bravo

L’INTRUSO
Don Rodrigo, svegliatosi dopo una notte di incubi, trovò nel suo letto un sozzo bubbone livido e paonazzo.

VU’ CUMPRA’?
Fra Galdino bussava di porta in porta per vendere noci.

IL MANIACO FLUVIALE I
Renzo Tramaglino attraversò l’Adige
Renzo arrivò al Ticino
Finalmente giunse al Po

IL MANIACO FLUVIALE II
Domanda: “Chi fece attraversare l’Adda a Renzo?”
Risposta: “Caronte”

DOPO, NO
Fra Cristoforo, prima di diventare prete, era figlio di un mercante

DEVOTA PREGHIERA
Lucia, la notte dell’Innominato, stette sveglia imprecando la Madonna di salvarla

GEOGRAFICAMENTE PARLANDO
Pescarenico è un paesino vicino a Recco

SOSPETTO
E chi ci dice che Lucia non avesse fatto la scema con don Rodrigo?

SCANDALO
Perpetua era la convivente di don Abbondio

CAVOLI A MERENDA
I commensali stavano parlando della carestia e a questo proposito Attilio disse che lui avrebbe picchiato un ambasciatore che gli avesse portato una cattiva notiza.

LE PORTE DEL ‘600
Renzo entrò a Milano attraverso Porta Garibaldi

PERCORSO ACCIDENTATO
Renzo, prima di ritrovare Lucia, dovrà superare molte traversine

IN CARROZZA!
Lucia raggiunse Monza in treno

L’EVOLUTA
Allora Gertrude telefonò ad Egidio

LATINUS GROSSUS
Fra Cristoforo, rispondendo a fra Fazio che gli contestava le donne in convento, disse “omnia munda mundis”, ossia “ogni mondo è mondo” e così fra Fazio rimase senza parole

VOLEVA FARE GOAL
Però il matrimonio a sorpresa va a monte grazie all’intervento di don Abbondio su Lucia

IPSE DIXIT
Gertrude, in sintesi, è una poco di buono

MUTAZIONI GENETICHE
In origine, fra Cristoforo era un uomo normalissimo

QUESTIONE DI ORMONI
Perpetua era una donna che, a confronto di don Abbondio, era tutto il contrario

LA SERAFICA
La Lucia manzoniana è il simbolo della fede; crede ciecamente nella Provvidenza e non va mai fuori dalla grazia di Dio

OVVIO
L’avvocato Azzeccagarbugli si chiamava così perché faceva solo garbugli, ossia incasinava le cose.

LA PRUDENTE
Perpetua a me non è che mi sia molto simpatica, ma anche perché non la conosco e quindi una persona per giudicarla bisogna conoscerla bene.

(altri brani dello Stupidario, qui)

©Mitì Vigliero

Pesce d’Aprile

di Placida Signora - 1 Aprile 2008

1-aprile.jpg

Per chi se la fosse persa l’anno scorso, qui c’è la storia ,
comprendente un elenco dei più celebri scherzi.

E voi volete raccontarmi lo scherzo più riuscito
che avete fatto, o di cui siete stati vittime
?

***

Graziano: A me hanno fatto credere anni fa che c’era un pericolo nucleare in Italia, non ricordando che fosse il 1° aprile mi sono messo a cercare su televideo la notizia per almeno 2 ore.

Mari: uno scherzo da ridere che all’inizio mi ha fatta piangere :( anni fa mi han letteralmente colorato la macchina da bordò a verde mela. fortuna che erano colori all’acqua, autolavaggio e via…oggi rido ma allora.

Mimosafiorita: E’ uno scherzo fatto trentacinque anni fa, il primo Aprile, quando erano rare le ecografie se eri incinta, e infatti quella bimba compie oggi 35 anni, e’ la figlia di mia cugina, subito dopo aver partorito, con la complicita’ di tutti, compreso il personale medico, abbiamo annunciato con aria gioiosa, al papa’ in trepida attesa, che erano nate tre gemelle femmine, noi eravamo pronti per scoppiare a ridere, ma lui e’ svenuto all’istante, sono accorsi i medici e una volta rinvenuto non voleva credere che fosse uno scherzo nemmeno dopo aver visto la bimba, anzi ha pensato che gli avevamo nascosto le altre due, e noi per il gran ridere non riuscivamo a dirgli che era il 1 Aprile.

LuceNellaRete: Dissi telefonicamente ad un mio vicino di casa di correre in garage perché gli stavano rubando l’auto.

Tittieco: Negli anni ‘70 abitavo ancora a Genova e mio marito aveva il vizio di farmi gli scherzi per telefono e ormai io non ci cascavo piu’. Una mattina del 1° Aprile 1976 squilla il telefono era un impiegato della mia Banca che mi diceva se potevo passare da loro per firmare un documento. Gli risposi (credendo fosse quel simpaticone di mio marito) che non ci cascavo, e quello a insistere:-Signora sono veramente un impiegato della Banca. Ed io:- Dai stupidotto falla finita, lo so che sei tu, non ci casco. Insomma è durata per un po’ questa conversazione, quello insisteva, e io giu’,a dirgli un sacco di improperi.. Finchè ho realizzato che non era uno scherzo, mi sono scusata con l’impiegato di Banca e quando, la sera è tornato a casa il mio maritino puoi capire che gli ho detto…Comunque da allora il vizio di farmi scherzi al telefono l’ha perso, ma continua a farmeli in altre forme e devo dire che ancora qualche volta io abbocco!

Beppe: Quattro anni fa, alla collega spocchiosa, ordinatissima e spiona, incartammo la scrivania col domopak alluminio. Tutto incartato; tavolo, lampada, poltrona, computer, mouse, tastiera, penne, matite, fogli, graffette, bicchiere, persino la confezione di tampax che teneva nel cassetto. Si arrabbiò talmente che sparì per una settimana in malattia. (Il Capo era nostro complice. Fu una settimana bellissima ;D

MarinaCepedaFuentes: Era il 1° aprile di qualche anno fa. Io ero a Roma e mia figlia Clara diciottenne (credulona nata alla quale faccio scherzi da sempre) era a Siviglia dove si era trasferita per studiare all’Università e dove frequentava anche una importante scuola di Flamenco e di Teatro: il sogno della sua vita era fare l’attrice a ballerina di flamenco, la sua professione oggi, anche se, come la magior parte dei giovani artisti, con tante difficoltà.
La sera del 31 marzo la chiamai per dirle che mi aveva telefonato la segretaria di produzione di un noto regista italiano (che in effetti avevo conosciuto qualche tempo prima in qualche manifestazione culturale) perché voleva da me un consiglio: il regista era appena arrivato a Siviglia per girare un film italo-andaluso e aveva bisogno di un chitarrista e due ragazze per ballare flamenco. (continua)

Paz83: io ne ho ricevuto uno bruttissimo alle 8 di stamattina. Un mio amico mi mandato un sms dicendomi che il blog mi era stato oscurato e che se ne era accorto poco prima. Ho avuto sette collassi di seguito. Un paio di anni fa invece sempre il solito recidivo pirla mi avvisò sempre di mattina quando ancora ero in dormiveglia di un colpo di stato ad opera del cavalier berlusconi. Li prima di realizzare passarono i 5 minuti più brutti della mia vita!

Paolo: Nel 1987 prestavo servizio civile presso la Misericordia di Viareggio. Qui aveva sede anche l’A.I.D.O, Associazione Italiana Donatori di Organi, al cui segretario feci pervenire una lettera. Vi si leggeva che, avendo acquistato un synt Yamaha, volevo donare all’associazione il mio vecchio organo Farfisa a 16 registri con amplificatore Davoli…

ZiaPaperina: Quando Chamfort (suo fratello, NdPS)- dopo aver avvisato tutta la famiglia tranne nonno- si mise lenti a contatto azzurrissime, e girava per casa in campagna con quegli strani occhi, e nonno diceva “ma che hanno i tuoi occhi?” e tutti noi nipoti, compresi mamma e papà e la colf a dire “come cosa? ma niente, son sempre i suoi soliti occhi azzurri…”
E nonno dopo due giorni arrivò praticamente a convincersi che suo nipote non aveva MAI avuto gli occhi marroni, ma azzurri azzurri…..;oD

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