Un tuffo nell’Ottocento fra i liguri castagni
Se come me siete razza di quelli che non buttano via mai nulla e conservano con cura ogni tipo di oggetto vecchio, umile e magari inutilizzabile solo perché era appartenuto alla nonna, sappiate che state facendo un’azione utile per i posteri, e andate a fare una gita in Valfontanabuona.
Per arrivarci s’imbocca l’autostrada A12, si esce a Chiavari e poi si prosegue sulla statale 225; troverete due piccole frazioni, Monteghirfo e Favale di Malvaro, immerse fra i liguri castagni.
A Montegrifo c’è l’antica casa della famiglia Ferretti; muri in pietra a secco, tetto d’ardesia, pergolato. Continua »
Storia del Rossetto
Risale all’epoca dei Sumeri, 2800 aC; a Ur, nella tomba della principessa Shub-ad, è stata rinvenuta una scatolina d’oro contenente una pasta fatta di polvere rossa, olio di sesamo ed essenza di rosa, con tanto di pennellino applicatore.
Gli Egiziani, uomini e donne, si tingevano regolarmente le labbra mescolando ossido salino di piombo o ocra arancione con del grasso animale; le signore greche invece preferivano le tonalità marroni, ottenute da polveri argillose.
Una Storia Morbida e Bianca
Dal greco “butyron”, composto da “bùs”, bue e “tyron”, formaggio.
Lo cita Salomone nella Bibbia; ne parlano Erodoto e Plinio.
Giulio Cesare racconta di avere mangiato a Milano verdure cotte nel burro: non piacquero a nessun romano, tranne che a lui. Continua »
Salasso, cataplasmi, lumache, letame…
…tutte le follie della medicina antica
Per gli antichi la base della medicina erano le erbe; l’edera ad esempio combatteva le sbronze e il laucoceraso provocava visioni mistiche: infatti la Pizia di Delfo ne faceva grandi scorpacciate prima di esibirsi nelle sue profezie.
E l’omeopatia era già in voga ai tempi d’Omero; Ulisse infatti guarì Telefo ferito da una freccia strofinandogli sulla piaga un impiastro fatto con la limatura di ferro ottenuta della stessa freccia: sarebbe come ora guarire una ferita di pistola strofinandoci sopra la pallottola.
Plinio, fantasioso, affermava che per curarsi la vista occorreva :
«spogliarsi nudi, cogliere un fiore di melograno con il pollice e il quarto dito della mano sinistra* , stropicciarsi col fiore gli occhi e inghiottirlo intero facendo in modo che non tocchi i denti».(* Vi vedo che state mimando il gesto eh?) Continua »


