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Mangiadischi virtuale

di Placida Signora - 7 Maggio 2008

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Un tuffo nell’Ottocento fra i liguri castagni

di Placida Signora - 14 Marzo 2008

Se come me siete  razza di quelli che non buttano via mai nulla e conservano con cura ogni tipo di oggetto vecchio, umile e magari inutilizzabile solo perché era appartenuto alla nonna, sappiate che state facendo un’azione utile per i posteri, e andate a fare una gita in Valfontanabuona.

Per arrivarci s’imbocca l’autostrada A12, si esce a Chiavari e poi si prosegue sulla statale 225; troverete due piccole frazioni, Monteghirfo e Favale di Malvaro, immerse fra i liguri castagni.

A Montegrifo c’è l’antica casa della famiglia Ferretti; muri in pietra a secco, tetto d’ardesia, pergolato. Continua »

Storia del Rossetto

di Placida Signora - 12 Marzo 2008

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(placidobacio) 

Risale all’epoca dei Sumeri, 2800 aC; a Ur, nella tomba della principessa Shub-ad, è stata rinvenuta una scatolina d’oro contenente una pasta fatta di polvere rossa, olio di sesamo ed essenza di rosa, con tanto di pennellino applicatore.

Gli Egiziani, uomini e donne, si tingevano regolarmente le labbra mescolando ossido salino di piombo o ocra arancione con del grasso animale; le signore greche invece preferivano le tonalità marroni, ottenute da polveri argillose.

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Una Storia Morbida e Bianca

di Placida Signora - 11 Marzo 2008

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Quella del Burro

Dal greco “butyron”, composto da “bùs”, bue e “tyron”, formaggio.
Lo cita Salomone nella Bibbia; ne parlano Erodoto e Plinio.

Giulio Cesare racconta di avere mangiato a Milano verdure cotte nel burro: non piacquero a nessun romano, tranne che a lui. Continua »

Salasso, cataplasmi, lumache, letame…

di Placida Signora - 28 Febbraio 2008

…tutte le follie della medicina antica 

Per gli antichi la base della medicina erano le erbe; l’edera ad esempio combatteva le sbronze e il laucoceraso provocava visioni mistiche: infatti la Pizia di Delfo ne faceva grandi scorpacciate prima di esibirsi nelle sue profezie.

E l’omeopatia era già in voga ai tempi d’Omero; Ulisse infatti guarì Telefo ferito da una freccia strofinandogli sulla piaga un impiastro fatto con la limatura di ferro ottenuta della stessa freccia: sarebbe come ora guarire una ferita di pistola strofinandoci sopra la pallottola.
 
Plinio, fantasioso, affermava che per curarsi la vista occorreva :
«spogliarsi nudi, cogliere un fiore di melograno con il pollice e il quarto dito della mano sinistra* , stropicciarsi col fiore gli occhi e inghiottirlo intero facendo in modo che non tocchi i denti».(* Vi vedo che state mimando il gesto eh?) Continua »

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