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Il Ciuppìn

di Placida Signora - 29 Aprile 2008

Mi ha scritto Simona, amica blogger  umbra che da 14 anni vive in California, chiedendomi notizie su un piatto della cucina ligure nomato Ciuppin.

Le rispondo direttamente qui, pensando che forse l’argomento potrà interessare anche voi.

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Pillole di Sicilia: le Scacce

di Placida Signora - 17 Aprile 2008

Poiché il galòp mi terrà occupata tutta la mattinata impedendomi di scrivere a lungo, inizio velocissima a raccontarvi la mia Sicilia rispondendo alla domanda che alcuni di voi mi han posto nel post qui sotto, e che si può riassumere così: “Cosa hai mangiato di buono?”.

Tante cose, tra queste le meravigliose Scacce.
Sono una specie di focaccine ripiene di mille cose diverse, solitamente a forma di mezzaluna (ne esistono anche rettangolari); qui fornisco la ricetta che mi hanno dato a Ragusa.

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Pani, Frittelle e Falò

di Placida Signora - 18 Marzo 2008

Per il 19 marzo, San Giuseppe

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(Nella foto, una Cena di San Giuseppe in Sicilia)


Secondo l’antico simbolismo agricolo, marzo rappresenta il risveglio della natura: nei campi inizia a germogliare sempre più rapidamente il grano, simbolo di vita e fecondità.
In epoca romana, il 17 marzo si svolgevano le Liberalia,  feste dedicate a Liber Pater, Padre Libero, dio e simbolo della fecondità della Terra e dell’Uomo.Il suo tempio nel 495 aC era sull’Aventino; lì i ragazzi che avevano compiuto i 16 anni, con una solenne cerimonia indossavano la toga virile e venivano considerati adulti a tutti gli effetti, liberi quindi anche di riprodursi e “metter su famiglia”. Continua »

Una Storia Morbida e Bianca

di Placida Signora - 11 Marzo 2008

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Quella del Burro

Dal greco “butyron”, composto da “bùs”, bue e “tyron”, formaggio.
Lo cita Salomone nella Bibbia; ne parlano Erodoto e Plinio.

Giulio Cesare racconta di avere mangiato a Milano verdure cotte nel burro: non piacquero a nessun romano, tranne che a lui. Continua »

Teatro e Gola

di Placida Signora - 7 Marzo 2008

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(©IstitutoCalasanzio) 

Il rapporto Artisti-Appetito ha origini antiche: nel XVI secolo, quando i cosiddetti “guitti istrioni” insieme ad altri attori peripatetici della Commedia dell’Arte giravano sui Carri di Tespi facendo le piazze” di città e villaggi, era in voga il detto “Essere affamato come un commediante“.

La Fame era infatti la vera Prima Attrice di queste compagnie teatrali e non per nulla il personaggio dello zanni (il servitore, come Arlecchino o Pulcinella), ha come prima caratteristica quella di possedere un appetito formidabile e mai saziato.

Durante le recite, sulle tavole imbandite dei palcoscenici deambulanti facevano bella mostra i polli cartaginesi - bipedi di gesso o cartapesta verniciati di color noce scuro - insieme a biscotti e torte di legno, spaghetti letteralmente fatti di spago e frutta di cera.

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