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Gradassi, Perpetue, Sirene & C.

di Placida Signora - 6 Marzo 2008

Spesso utilizziamo normalmente come aggettivi nomi di personaggi coniati dalla penna di grandi scrittori.

Ad esempio definiamo gradassi quei tizi litigiosi e attaccabrighe che si comportano da veri spacconi, facendo grandi sceneggiate per minimi motivi,  sbraitando di solito coi più deboli, minacciando spesso a vuoto perché sanno di avere le spalle coperte da qualche potente o da una loro particolare forza, fisica, “monetaria” o ‘ndranghetoria.

Il nome deriva da Gradasso, di cui sia l’Orlando innamorato del Boiardo che l‘Orlando furioso dell‘Ariosto raccontano le avventure.

Era un re “dal cor di drago e membra di gigante“, cavaliere pagano leggermente affetto da manìe di grandezza che - gradasso - decise di piombare in Francia dall’Oriente con un esercito di centomila uomini armati sino ai denti non per combattere i Cristiani, ma solo per impadronirsi del cavallo di Rinaldo (Baiardo) e della spada di Orlando (Durlindana).

Altro personaggio letterario entrato a far parte del linguaggio comune è la Perpetua dei manzoniani Promessi Sposi, celeberrima governante di Don Abbondio.
Grazie a lei vennero da allora chiamate familiarmente così tutte quelle donne che, per una professione ormai in via di estinzione, facevano da “colf” ai parroci che arrivavano privi di familiari nelle parrocchie di paesi lontani.
Oggi perpetua viene usato soprattutto per definire una donna  particolarmente intrigante, pettegola e curiosa e irrimediabilmente zitella.

Definiamo Circe - come la maga dell’omerica Odissea, una donna che d’abitudine ammalia i maschietti per poterli usare a proprio esclusivo vantaggio per poi - dopo averli usati e rovinati nella reputazione e nello spirito (rovina simboleggiata dai porci in cui la Circe tramutava gli uomini) - farli soffrire abbandonandoli o trattandoli malissimo.

Figura assai simile alle sempre omeriche sirene , malefiche figure (oggi d’ambo i sessi, o sottoforma di miraggi di successo) che con canti, complimenti, coccole, promesse sottintese, lusinghe e gnegnè riescono ad illudere e far perdere la testa persino agli individui più posati e raziocinanti. 

Invece il ricordo di una cattiva azione o di una colpa diventa la nostra privata ombra di Banco, spettro ossessionante descritto da Shakespeare nel Macbeth.
Questo modo di dire è un po’ passato di moda, forse perché le cattive azioni oggi spesso sono motivo di premio e vanto, o forse perché Shakespeare in Italia lo conoscono sempre più in pochi…

Al contrario, chi ha un vocabolario superiore alle 100 parole,  continua a definire pantagruelico un pranzo estremamente succulento e abbondante; degno di Pantagruel, il golosissimo e famelico personaggio inventato nel ‘500 da Rabelais

Infine, anche il mondo delle fiabe ha contribuito a “eternare” dei tipi precisi: chi corre dietro le donne è un dongiovanni, come il Don Giovanni protagonista della celeberrima leggenda spagnola del XIV sec. che ispirò molti autori; una fanciulla trattata male in famiglia è una cenerentola, come l’eroina di Charles Perrault e il gatto e la volpe collodiani rappresentano - nel mondo degli affari - una coppia di individui mica tanto perbene.

©Mitì Vigliero

Ve ne vengono in mente altri?

MimosaFiorita: Per esempio,essere come L’Araba Fenice, risorgere dalle proprie ceneri o disgrazie. Di solito,quando si cerca una persona, e non si trova mai, si dice: e’ come la Primula Rossa. E quanti di noi hanno per amico un Grillo Parlante che ci da’ consigli, quasi sempre inascoltati?

Luca: Forse il più citato in questi tempi “sei un pinocchio

Antar: Lavorando in uno studio legale non posso esimermi dal nomiare il manzoniano azzeccagarbugli.

Beppe: Nabocov si troverebbe a suo agio qui dove lavoro: è pieno di lolite (alcune hanno 35 anni, lolite passite…;)

Skip: Bertoldo ( uomo grossolano ma furbo, da un racconto di Giulio Cesare Croce) e Cacasenno (sputasentenze , da un’altra novella)

ZiaPaperina: Un bacio veloce, Pla’, prima che arrivi quel cerbero del mio socio….;oD

Brian: Direi:  Giuda e Paparazzo (il fotografo della Dolce Vita)

MaxG: In amore sono un otello (geloso). Che poi non è vero, ma non mi suonava bene scrivere “in amore mia moglie è un otello”

Anna: “Casanova” per indicare un seduttore, “Narciso” (anche se mitologico) per indicare chi, anche in forma patologica, ha troppa cura della propria immagine…

Marzo Show

di Placida Signora - 1 Marzo 2008

violette-pensiero.jpg 

Vogliamo festeggiare con uno spettacolo fatto a modo nostro questo mese che profuma di Primavera, dedicandogli canzoni, poesie, proverbi che parlino di lui?

Come sigla d’apertura proporrei 
Águas de Março , interpretata da Tom Jobim ed Elis Regina. Se volete cantarla con loro, il testo è qui

E poi?

John: Primavera vicina, di Johann Wolfgang Goethe

Boh: Posso mettere una poesia di Emily Dickinson? E’ intitolata proprio Marzo e mi sa di fresco e di rinascita, di parole che sono state chiuse tutto l’inverno e a marzo, con la primavera, escono fuori…March.

Beppe: Folgore di San Gimignano, Di Marzo

Chamfort: I Giardini di Marzo, canta Lucio Battisti!

ZiaPaperina: Marzo di Giorgia!

Tittieco: Vento di marzo

Roger: 4 marzo 1943 di Dalla, proverbi vari e tante altre cose qui

Luca: opere personali? M’illumino di marzo

Elle: Ho giusto un proverbio in dialetto genovese: 1) “de marzo, chi n’ha de scarpe vadde descaso, ma chi l’ha, no e lasce a cà”…cioè: di marzo, chi non ha scarpe vada scalzo, ma chi l’ha non le lasci a casa.
Di marzo infido non ti fidare.Il cielo è azzurro ma l’inverno, sotto sotto si sente ancora. Allora è bene seguire il consiglio.

Elisa: un piccolo detto popolare della provincia di Venezia sui mesi primaverili:
Marzo va scalzo, aprile non ti scoprire, maggio vai adagio”.
(diciamo che è un invito a non “strafare”, perchè anche se sono mesi tiepidi ci si può beccare lo stesso un malanno!)

Brutto a chi?

di Placida Signora - 20 Febbraio 2008

Se al contrario  l’aspetto non è esteticamente dei migliori, niente paura: su questo argomento esistono moltissimi e antichi proverbi e modi di dire giustificativi e a volte consolatori.

Ad esempio, parlando di un nasuto, si potranno citare i versi di Antonio Guadagnoli:

Indizio è un naso maestoso e bello
di gran…e di gran che? Di gran cervello!

Così come tutti sanno che le orecchie a sventola non fanno assomigliare a Dumbo, ma sono simbolo d’intelligenza, mentre avere pochi capelli per un uomo è indubbio segno di virilità.

Di una donna pelosa come una scimmia si dice:

Donna pelosa, donna virtuosa

Di una donna coi mustacchi:

Donna baffuta sempre piaciuta

Di una persona di bassa statura:

Nella botte piccola ci sta il vino buono

Di una fanciulla irrimediabilmente brutta:

Ha dei begli occhi e vuol bene alla mamma

Se gli occhi sono storti:

Ha lo strabismo di Venere

Di quelli che hanno le mani gelate come sogliole Findus:

Mani fredde, cuore caldo

A questo proposito Pitigrilli commentava: “Mano fredda cuore caldo. Anche in francese si dice così; anche in russo, anche in arabo. Questo dimostra che l’imbecillità è universale.

 In Italia si investono annualmente non so quanti milioni in prodotti di bellezza, inseguendo il celebre motto di Helena Rubinstein: “Non esistono donne brutte, ma solo donne pigre“, concetto poi rielaborato da Marcello Marchesi nella frase:

Non ti buttare giù se non sei una bellezza. Aiutati che Dior ti aiuta.

E gran parte dei milioni spesi in cosmetici vanno in tinture per capelli, soprattutto in quelle schiarenti.

Retaggio questo antico, quando il fatto di non esser bionda e di carnagione lattea doveva essere motivo di consolazione e giustificazione.
Infatti, nel Cantico dei cantici (1,4) la protagonista afferma testualmente:

Sono bruna, MA bella.

Mentre nella Gerusalemme Liberata (XII,21) l’eunuco Arsete dice a Clorinda:

Fui (…) ministro fatto de la regia moglie
che bruna è sì, MA il bruno il bel non toglie
.

Sino ad arrivare ai tempi nostri, con il famoso:

Gli uomini preferiscono le bionde, MA sposano le brune.

Per forza, dato che quasi tutte le bionde sono ex brune.

©Mitì Vigliero

Corollario

Catepol: vado col sarcasmo vibonese: “si cchiu brutta da malanova
(sei più brutta di una malanova, di una cattiva notizia insomma)
Oppure il corrispondente di “grazia, graziella e grazie al …ecc.ecc…” per indicare un gruppetto di donne non proprio belle che camminano insieme è
Pigulu, malanova e scuntentizza

Mimosafiorita: La bruttezza ha un vantaggio sulla bellezza:Dura.
I soldi nascondono deformita’ e bruttezza.
Ma… l’importante e’.. essere belli dentro!

Graziano: Bruttezza: dono che gli dei fanno a certe donne per rendere possibile la loro virtù! (Ambrose Bierce)

Skip: la bellezza è opinabile, sulla bruttezza sono tutti d’accordo.
L’oro, anche alla bruttezza dà un colore di beltà
. (Boileau )
I bei fiori appassiscono subito, le erbacce durano tutta la stagione. (Proverbio svedese )
La bellezza é soltanto epidermica, la bruttezza arriva fino all’osso. (Arthur Bloch )

Roger: La mia ragazza era cosi’ brutta che una volta portata al pronto soccorso per un taglio ad un dito, il medico appena ha aperto la porta e l’ha vista in faccia ha detto : “Chissa’ come e’ ridotta la macchina!”. (Giorgio Faletti)
Un uomo con un grosso conto in banca non puo’ essere brutto. (Zsa Zsa Gabor)Brutto? Avete mai visto una zanzara pungere a occhi chiusi? (Boris Makaresko)Quando le candele sono spente, tutte le donne sono belle. (Plutarco)
Mia sorella era cosi’ brutta che una volta si perse e, quando denunciammo la sua scomparsa e la descrivemmo ai carabinieri, non ci volevano credere. (Mario Zucca)
Le donne brutte sono sempre gelose dei loro mariti. Le donne belle non ne hanno il tempo. Sono sempre troppo impegnate ad essere gelose dei mariti altrui. (Oscar Wilde)
Bruttezza: un dono degli Dei a determinate donne che rende possibile la virtu’ senza l’esercizio dell’umilta’. (Ambrose Bierce)
Come tutte le mattine si alzo’, si guardo’ allo specchio e si vide bruttissima: ci mise un’ora a farsi brutta. (Ennio Flaiano)
Da piccolo ero cosi’ brutto che quando mia sorella mi ha visto per la prima volta ha detto a mia madre: “Perche’ non abbiamo tenuto la cicogna?”. (Diego Parassole)
Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi rispondera’ che e’ la femmina del rospo. (Voltaire)
Non esistono donne brutte. Alcune sono piu` belle di altre. (Robert A. Heinlein)

Pievigina: “bel in fasa, brut in piazha” e, viceversa, “brut in fasa, bel in piazha”. Ossia: “bello in fasce, brutto da grande” e viceversa.

Spora: In Argentina si dice “le fa male il viso da quant’è brutta

Zawa: Si dice di persona non proprio bellissima…“Te non t’ha portato la cicogna…te t’ha portato un pipistrello!!”

Tittieco: Naso grosso non fa difetto.
Chi ha pancia ha presenza.
Belli o brutti prima o poi si sposano
tutti
.

Bello a chi?

di Placida Signora - 19 Febbraio 2008

Conoscete persone che si danno un sacco di arie perché si considerano bellissimi e/o bellissime?

Ecco alcune frasi di celebri intellettuali perfette per ridimensionarle.

Cosa bella e mortal passa e non dura
(Petrarca)

Fresca è la rosa di mattino, e a sera
ell’ha perduto sua bellezza altera
(Poliziano)

Non c’è bellezza perfetta che non abbia qualcosa di sproporzionato
(Francis Bacon)

Nulla di ciò che è bello è indispensabile nella vita: tutto ciò che è utile è brutto.
(Theophile Gautier)

E’ bella, ma è senza cervello
(Fedro)

E’ bene che le donne belle siano spesso stupide. Se fossero anche intelligenti sarebbe un’ingiustizia.
(Vittorio Buttafava)

Anche la saggezza popolare ce la mette tutta per svilire la beltade altrui:

Poca macchia guasta una bellezza

La bellezza ha belle foglie e frutti amari

Bellezza è come un fiore che nasce e presto muore

Beltà e follia vanno spesso in compagnia.

E non dimentichiamo il famoso detto: “E la bellezza dell’asino“, esilarante storpiatura del francese La beauté de l’âge (la bellezza dell’età, solo che l’âge è diventata âne): ossia, quando si è giovani si è sempre belli (e in realtà gli asini, al contrario degli uomini, sono bellissimi sia da giovani che da vecchi).

Resta il fatto che gli uomini e le donne, quando osservano esponenti della loro razza indubbiamente fascinosi, non possono mai esimersi dall’esprimere riserve:

Sì, non è male…Però, più che bello/a direi che è un tipo.

Un po’ bamboleggiante, non trovi?

Sfido, con tutto quel silicone!

Ha il naso a patata.

Il mignolo della mano destra è storto

Ha delle caviglie che sembran colonne.

Un seno così grosso è quasi deforme.

Ha la mascella che sembra un ferro da stiro.

Sì, va bene, è un fascio di muscoli…Ma lo sai come si dice: grand e gross, ciula e baloss.

Mah, sarà…a me non dice niente

In fotografia, forse…ma vorrei vederla da vicino e senza trucco.

Ha le rotule magre

Per essere bella, è bella…ma è una bellezza così finta!

(Domani, i brutti.)

©Mitì Vigliero


Corollario
 

MimosaFiorita: Detti romani: E’ bella ma nun balla.
E’ bella come il culo della padella.
Sara’pure bella, ma davanti je passata la pialla de San Giuseppe falegname.(niente seno)
Sara’ anche bella, pero’ cor fiato c’ammazza le zanzare…
Detto Brianzolo, la belezza di donn l’e’ in oeucc di òmen ( la bellezza delle donne e’ negli occhi degli uomini).
Tom Cruise? sara’ pure bello, ma e’ alto come una lattina de coca cola.
Victoria Silversted? certo e’ bella! ma se je scoppiano le zinne,affonda na corazzata.

Gianluca: “è perfetto/a, ma tra trent’anni ne riparliamo

Skip: Bella e impossibile…frasi acide: E’ tale e quale a sua madreBella sì ,ma ha un carattere!

Catepol:Chi beja…t’ancartu” un modo di dire vibonese: “Che bella, te l’incarto” per dire una persona che si crede bellissima quasi che agli occhi degli altri dovrebbe essere incartata come un pacchettino regalo, quindi bella ma finta in qualche modo.

Dany: Nulla di ciò che è bello è indispensabile nella vita: tutto ciò che è utile è brutto. (Theophile Gautier)

Boh: bello per i micchi! Detto romanesco che significa: bello per i fessi.

Tittieco:Detto genovese : La bella di Torriglia, tutti la vogliono, ma nessuno la piglia.
Cechov: Se ti dicono che ha dei begli occhi o dei bei capelli, non è un granché.
Anonimo: Era cosi’ bella che tutto quello che le altre riuscivano a dire era: Troppo
rossetto
!
Barzelletta: Indulge ad un certo narcisi smo: si fa persino ritoccare le radiografie per fare bella figura!

Paz83: io dico sempre:”potrai esser bella, ma non sei di certo sveglia”.

Skip: La bellezza è una moneta che ha corso solo in un dato tempo e in un dato luogo.(Ibsen)
Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.(Voltaire)
L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi. (Gibran)
Certe donne preferiscono essere belle piuttosto che intelligenti, e non hanno tutti i torti visto che moltissimi uomini hanno la vista più sviluppata del cervello…(Anonimo)

Presveva: si è bella ma sa di esserlo .

Roger: Sapienza di pover uomo, bellezza di p… e forza di facchino non valgono un quattrino.
Quando si è belli si è sempre quelli
Se la donna di gran beltade non ha angelica onestade, non gli far veder le strade
Il fumo va dietro ai belli
Se congiunto non é con la saggezza, un dono assai funesto é la bellezza
Le bellezze duran fino alla porta, le bontà fino alla morte
.

Odiamore: Marcel Proust: “Laissons les jolies femmes aux hommes sans imagination”, ossia “lasciamo le belle donne agli uomini senza fantasia”.

Laflauta: “bella? tanto è frigida. Sicuro.”

Graziano: Onestà e gentilezza sopravanza ogni bellezza.

Anna: La bellezza serve alle donne per essere amate dagli uomini, la stupidità per amare gli uomini. (Coco Chanel)
La bellezza è come una gemma rara, per la quale la montatura migliore e la più semplice (Bacone)
L’altezza è mezza bellezza.

Governo e Governati

di Placida Signora - 13 Febbraio 2008

 Proverbi, Aforismi e Modi di Dire

Sin dai primordi il rapporto Governati-Governanti non è stato dei migliori; gli Angeli contestarono immediatamente il loro Creatore, Adamo ci litigò per colpa d’una stupida mela e così via.

Emile Auguste  Bergerat già nel Seicento diceva che “La politica del governare è l’arte di fare agli altri ciò che non vorreste facessero a voi”; e nonostante il detto “E’ l’arte delle arti governare gli uomini”, farlo non è poi così difficile.

Il cancelliere Axel di Oxenstierna convinse il figlio Giovanni ad accettare l’incarico di primo plenipotenziario svedese al congresso di Munster dicendogli “Vedrai figlio mio con quanta poca sapienza si possa reggere il mondo”: da qui il proverbio ovunque diffuso e messo in pratica con somma convinzione “Con poco cervello si governa il grande mondo”.

In fondo chiunque  può decidere di intraprendere la carriera politica, una delle professioni oggi più ambite, insieme a quella del Tronista, della Velina, dell’Opinionista e del Guru: lo diceva già Dante ai suoi tempi che “Marcel diventa ogni villan che parteggiando viene”.

Ma poiché “Corpo non è che senza testa viva” (e secondo i napoletani sempre “O’ pesce fete da a’ capa”) la saggezza popolare insegna che occorrebbe sempre un po’ di buon senso nella scelta dei Governanti: “Quando il cieco porta la bandiera, guai a chi vien dietro” e “Mal governa chi ha bisogno egli stesso di governo”.

Certo governare non è semplice; bisogna sapersi adattare agli eventi.
La nave si governa secondo il tempo” e saper affrontare difficoltà non solo materiali: “Mal si governa dove l’ira e l’invidia comandano”. 

E  poi tenere a mente che “Un buon governo deve avere cinque P: Prevedere, Provvedere, Pagare, Premiare, Punire”, oltre a ciò che l’imperatore Tiberio rispose a chi gli proponeva di aumentare le tasse in modo spropositato: “Il buon pastore deve tosare le sue pecore, non divorarle”.

La politica dovrebbe avere come motto Fatti, non parole”, anche se purtroppo, come diceva Churchill “Vi sono politici che posseggono i dono di riuscire a comprimere il minimo di idee nel massimo di parole”.

Quando le cose non funzionano è inutile adottare “la politica dello struzzo” nascondendo la testa  sotto lo scranno; meglio forse quella “del carciofo”, che arriva al risultato voluto una foglia per volta e piccole fasi successive.

Ciò però si può ottenere solo con un Governo equilibrato - “Dove ciascuno ha le redini in mano, guai al Paese”-  e, secondo un proverbio olandese, stabile: “Troppi cambiamenti interni in chi comanda fan bruciare una minestra troppe volte riscaldata”.

Infatti si sa che “Mutar Governo è facile, ma è difficile migliorarlo”.

I Governati intanto se ne stanno lì pazienti ad aspettare qualcosa di buono, dimenticando talvolta che “Tale è il gregge, qual è chi lo regge”, affidandosi al Destino ma perfettamente consci che il più delle volte, come recita un proverbio veneto

L’Altissimo di sopra
ci manda la tempesta,
l’Altissimo di sotto
ci mangia quel che resta:
e in mezzo a questi Altissimi
restiamo poverissimi.

Ma consoliamoci,  rasserenati in fondo all’idea di vivere sempre in una Democrazia cioè, come diceva Vittorio G. Rossi, in una forma di Governo “nella quale ci è ancora permesso di chiederci ad alta voce cosa diverrebbe il Paese se fosse ben governato”.

 

©Mitì Vigliero

Corollario

Fabdo: Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto.

Roger: di Antonio Ghislanzoni (Barco di Maggianico, Lecco 25 novembre 1824 - Caprino Bergamasco 16 luglio 1893) poesie tratte dal “Libro proibito”:

PROPOSTA DI UN CANDIDATO
Di tutto parla
E nulla sa…
Al Parlamento
Trionferà.

AGLI ELETTORI
All’urne accorrete,
Nessuno si astenga!
Però, riflettete
Se più vi convenga
Aver deputati
Già sazi e contenti,
O i nuovi affamati
Che affilano i denti.

GUARENTIGIE
Di sedere alla Camera
Ambiscon molti, e anch’io
Al nobil desco assidermi
Non sdegnerei, perdio! -
L’impiego, a ciò che dicesi,
È poco profittevole;
Ma ivi l’onor puoi perdere
Serbandoti onorevole.

Presveva: il pisellino fa la pipì e il culetto ha schiaffi. (ma in dialetto rende di più: u p-sc-lid pe-sc, i u culett abb-sch).

Luca: “Chi travaggie pou comun nu travaggie pe nisciunn” Chi lavora per il comune non lavora per nessuno

Graziano: Nel governo più importa saper comandare che obbedire. Chi è a governo d’altri né avaro né libertino.

Beppe: A proposito di politica…Ci sarebbe qualcosa da mangiare? (Totò)

Odiamore: “Il politico prende le proprie decisioni in funzione delle prossime elezioni; lo statista, in funzione delle prossime generazioni.” L’autore è De Gasperi, la fonte l’attendibilissima Settimana Enigmistica - quando ho risolto il crittogramma non ci potevo credere, a quanto fosse attinente alla contemporaneità!

Tittieco: Chi “minestra” amministra dal dialetto genovese, che vuol dire : Chi
ha il potere di decidere le porzioni a tavola di conseguenza è un ministro che governa la propria famiglia.

Sara: Da Groucho Marx:
«Ho appoggiato la sua nomina perché penso che lei sia ilpiù abile uomo di Stato della grande Freedonia.» «Oh sì, è abbastanza grande. Però debbo dire che anche lei non scherza,e fa bene a non scherzare: sembra infatti che vogliano abbatterla e erigere alposto suo un grattacielo. Le consiglio di fuggire con un mezzo o se non le basta prenda un tassì, in un tassì e mezzo ci dovrebbe stare. Lo sa che lei non ha ancora smesso di parlare? Devono averla vaccinata con una puntina digrammofono».

Skip: I nostri uomini politici non fanno che chiederci a ogni scadenza di legislatura un atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole l’atto di fede. (Indro Montanelli)

Phoebe: Piove, governo ladro!!!!!!

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