Placidi Auguri di Primavera e Pasqua
E ricordate che stasera, 21 marzo, dalle 20.39 ci sarà la Luna dei Regalini.
Che siano Desideri esauditi e splendide Sorprese per tutti voi!

E ricordate che stasera, 21 marzo, dalle 20.39 ci sarà la Luna dei Regalini.
Che siano Desideri esauditi e splendide Sorprese per tutti voi!
… inizia il 23, oggi, alle ore 08:17 e finirà il 24 alle ore 20:17.
Avete quindi tutto il tempo per i 3 desideri ;-)
Indovinate un po’?
Sì, sono di nuovo al galòp per lo stivale.
No, non è vacanza.
Sì, torno presto, domani (spero).
Arriverò con la Luna dei Regalini, che sarà appunto martedì 28.
Intanto pensate ai 3 desideri da chiederle.
Stasera dalle 20.57 ci sarà la Luna dei Regalini ; iniziate a pensare ai 3 desideri…
E lo sapete quante cose gli uomini vedono sulla faccia della Luna piena?
Per alcuni (Giapponesi e Cinesi) c’è un Coniglio, per altri Caino che fa le frittelle; da qui la filastrocca:
Vedo la luna, vedo le stelle
Vedo Caino che fa le frittelle
Vedo il lupo incatenato
Che ha rubato il mio castrato
Il castrato non era mio
Era dei padri di San Matteo
San Matteo gli corre dietro
Fino alle porte di San Pietro.
Cappa, cappa perché ti bagni?
Devo andare a San Giovanni
A san Giovanni c’è un altare
Con tre angeli a cantare
Uno per i vivi, uno per i morti
Uno per i santi padri nostri.
Per altri ancora lassù c’è il volto d’un uomo, per altri una coppia che si bacia…
E voi cosa ci vedete, sulla Luna?

(foto Astroimmagini, qui in grande)
*** Continua »
Colonna sonora: Debussy

Dopo una giornata trascorsa con gli occhi rivolti all’ingiù per leggere quotidiani, prendere appunti, scrivere al pc, seguire notizie, affrontare terrene, banali e solite grane sempre a testa bassa, per disintossicarsi è bello la sera affacciarsi alla finestra e rivolgerla un poco all’insù a guardare la Luna.
Pallida e luminosa, più dolce del Sole perché se lui è simbolo di forza, concretezza, razionalità, lei è introspezione, senso del sovrannaturale, della poesia, riflessione, ingredienti di cui l’umanità pare sempre più carente.
La Luna rimarrà sempre un mistero, nonostante l’uomo sia riuscito a passeggiarci sopra seminando sui crateri sismografi, microfilm, palline da golf, bottigliette di Coca Cola, bandierine di plastica, dimostrando una volta di più che ovunque il bipede raziocinante passi debba lasciare segni tangibili della sua presenza con scie di spazzatura.
Ma per me resta sempre l’intatta Luna, quella che dialogava col Pastore Errante e sorniona non rispondeva alla domanda
che fai tu Luna in ciel,
dimmi che fai, silenziosa Luna.
Anche ora continua a guardarci dall’alto, e credo che sia un po’ malinconica perché le mancano le poetiche dediche passate, sensuali come la dannunziana
o falce di luna calante
che brilli sull’acque deserte
alla stranamente dolce definizione di Luciano Folgore
morbida
come un cuscino di piume
fino alla gozzaniana
romantica luna fra un nimbo leggero, che baci le chiome
dei pioppi, arcata siccome un sopracciglio di bimbo…
Signora solo apparentemente incurante dei nostri dubbi e delle nostre cure, rimane serena lassù, la bella faccia tonda e un po’ attonita china ad osservare noi, sempre più simili a formichine omologate costrette a camminare in fila seguendo non più istinti, ma comandi.
Talvolta si commuove, e per risvegliare la nostra fantasia tenta di stupirci vestendosi di rosso fuoco, come farà stasera con l’eclissi, o sembrando appesa apposta nel cielo da qualche Cupido che voglia ammaliarci: chi è che in una placida notte di chiaro di luna non ha almeno sognato di poter dare e ricevere un bacio, e poi due e poi mille ancora?
La guardo e mi chiedo quanti sospiri d’amore corrisposto o di lancinante solitudine abbia ascoltato in questi millenni; quante lacrime e quanti sorrisi abbia tinto d’argento; quanta gioia e quanto dolore abbia carezzato e assorbito coi suoi raggi.
Perché la Luna, come l’amore e tutti gli altri sentimenti, è volubile, e della volubilità è il perfetto simbolo; varia il suo aspetto da pieno a tre quarti, da mezzo a unghia sottile; lunatico è detto chi cambia spesso umore e non per nulla dominato dalla Luna è l’ipersensibile e dolce segno del Cancro, capace di passare dal riso al pianto nel giro di un battito di ciglia…
Per tutto questo mi affascina la Luna, un po’ fata e un po’ strega: proprio come le umani passioni può dare emozioni, ma fare anche paura.
Regola maree, flussi, parti, semine e raccolti; però alla sua luce si svegliano pure i lupi mannari, si acuiscono i mali della mente.
Otello, subito prima di tirare il collo a Desdemona, diceva “è colpa della luna; quando si avvicina di più alla terra rende gli uomini folli”: in questi ultimi tempi deve essersi avvicinata un po’ troppo, vista l’imperante e collettiva pazzia che ci circonda.
Continuo a guardarla, e ricordo l’Ariosto quando raccontava che sulla Luna finiscono tutte le cose perdute e dimenticate dagli uomini: ideali, lumi della ragione, giuramenti, progetti, reputazioni, onestà, giustizie, obiettività, amori, senno, promesse, amicizie…
E riabbassando gli occhi a terra realizzo di colpo che se Astolfo ci tornasse ora, sulla Luna, troverebbe il materiale aumentato a dismisura.
Nei commenti Mary segnala un sito dove, nuvole permettendo, si potrà vedere l’eclissi in diretta.
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