Ditemi che non la ricordo solo io…
Riordinando i vecchi dischi…
Tous les garçons et les filles de mon âge (<-click!)
paroles: Françoise Hardy; musique: Françoise Hardy, Roger Samyn

Riordinando i vecchi dischi…
Tous les garçons et les filles de mon âge (<-click!)
paroles: Françoise Hardy; musique: Françoise Hardy, Roger Samyn
Ricorderete tutti il film Tutti insieme appassionatamente; una delle canzoni più carine è My Favorite Things, “Le cose che piacciono a me“. Purtroppo su youtube c’è solo una versione originale dal sonoro fallato, quindi non la linko; ma il testo in italiano inizia così:
Cieli pieni di stelle
gocce di pioggia sul verde dei prati
…sciarpe di lana, guantoni felpati,
più che il sapore, il colore del the:
ecco le cose che piacciono a me!
Torte di mele, biscotti croccanti,
bianchi vapori dai treni sbuffanti,
quando ti portano a letto il caffè.
ecco le cose che piacciono a me!
E prosegue con un elenco di tutte quelle piccole grandi cose che possono rendere felici, senza un motivo particolare: semplicemente perché ci piacciono.
Se dovessi farlo io, quell’elenco, direi: il profumo del pane e del pitosforo, il sapore della focaccia, il pesto, gli odori di fieno, cuoio, tartufo e camino, le giornate lunghe dell’estate, i gatti e i gufi, i limoni e le castagne, il cielo intorno alla luna piena, menta e cioccolato, il letto con lenzuola appena stirate, il colori rosso, glicine e turchese…
E quale sarebbe il vostro elenco?
***
Oggi sarà per me una giornata un po’ difficile.
Ma passerà anche questa.
Intanto vi lascio in compagnia di una canzone che amo tanto e che mi rasserena sempre, perché sembra capace di effondere luce e quiete dentro, rassicurando e alleggerendo i pensieri.
Una specie di “coperta di Linus” fatta di note: voi ne avete una?
Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l’inverno ormai vicino.
Il bosco scherza con le foglie gialle
benché l’inverno senta ormai alle spalle.
Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
benché senta nell’onda il primo gelo.
è sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano, un fiore a ombrello, un fungo.
(Marino Moretti)

(© Photaume)
***
(Beppe nei commenti scrive:
“C’è la poesia, l’immagine…
Manca la musica sull’autunno“.
Ok. Quale colonna sonora mettiamo? )
Chissà se quest’anno riusciremo a vedere le stelle cadenti striare l’italico cielo la notte del 10 d’agosto.
Di solito, quando arriva San Lorenzo puoi star sicuro che sarà nuvolo, pioverà, le città accenderanno le luci come a Natale solo per farti un dispetto, ti addormenterai alle otto di sera, avrai un raffreddore che ti obbligherà a letto o che ci sarà una luccicantissima Luna a rovinarti lo spettacolo.
Ma cerchiamo di essere logici e raziocinanti umani del Duemila: in fondo, che c’importa delle stelle cadenti?
Innanzitutto gli astrofisici dicono che non sono stelle ma sciami di Perseidi, meteoritine, banalissimi detriti di roccia, polvere e ghiaccio, celeste rumenta insomma staccata dalla cometa periodica Swift Tuttle e portata in giro per l’Infinito dal vento solare.
Le stelle cadenti poi sono minuscole; sempre gli scienziati affermano con certezza che la maggioranza di loro non raggiunge il centimetro di diametro; certo la velocità con la quale viaggiano è notevole, si muovono dai 10 ai 60 chilometri al secondo e quando entrano nell’atmosfera, a circa un centinaio di chilometri di altezza, la loro velocità diminuisce e l’attrito fa completamente consumare – bruciandola - la materia di cui sono composte. Continua »
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