di Placida Signora - 27 Marzo 2008
Le Signore dell’Eutanasia
In Gallura, nel Museo Etnografico di Luras (SS) - dal cui sito ho tratto l’immagine lì sopra- sono ricostruiti perfettamente ambienti domestici che vanno dal ‘600 alla prima metà del ‘900; strumenti di lavorazione del sughero, telai, cucine piene di paioli e rami, sala da pranzo, camera da letto …
Qui, sullle bianche lenzuola ricamate del talamo matrimoniale, fra scaldini e camicie da notte, vi è un oggetto che apparentemente pare non aver nulla a che fare col resto.
Una sorta di martello di legno scuro, lucidato dall’uso, lungo circa 40 cm, che pare dimenticato da qualcuno vicino ai cuscini. Continua »
Tag: Placida CuriosItalia, Placide Storie, Placide donne - 41 Commenti »
di Placida Signora - 8 Marzo 2008
Nel 1804 nacque a Genova Caterina Campodonico; popolana semplice, semianalfabeta, come mestiere faceva la “merciaia ambulante”, ossia girava instancabile sagre e mercati di Liguria e basso Piemonte, vendendo dolcissime merci: collane di nocciole (dette “reste”), biscotti canestrelli e amaretti , tutti confezionati da lei.
Nonostante le reste fossero un noto portafortuna per i fidanzati – era uso comprarle nei mercati, per avere la garanzia di un matrimonio felice – Caterina nei sentimenti non fu affatto fortunata.
Sposata giovanissima con un tal Giovanni Carpi, fannullone alcolizzato e violento, ben presto si separò; ma visto che ad abbandonare il “tetto coniugale” era lei, fu costretta a dargli ben 3000 franchi (somma notevole allora) come “buonuscita e mantenimento”.
Anche gli affetti familiari erano carenti; le sorelle di Caterina, regolarmente maritate e con truppe di figli, mal giudicavano questa donnina troppo “indipendente” per l’epoca. Continua »
Tag: Placida Genova, Placide donne - 51 Commenti »
di Placida Signora - 4 Febbraio 2008

(foto ©AlessioPatti)
I greci adoravano Agathé Thea (l’antica Iside e la Bona Dea latina) nume della fertilità il cui culto era sentito soprattutto in Trinacria; e a Catania proprio in questi giorni si festeggia la loro cristiana sostituta, alias Sant’ Agata.
Giovanissima indossò il flammeum, velo rosso delle vergini consacrate a Cristo; ma
Quinziano, proconsole locale, s’invaghì di lei e per “svezzarla” la rinchiuse in un lupanare, dove riuscì a rimanere ”pura”.
Allora la torturò slogandole membra, lacerandola con pettini di ferro roventi, facendola camminare a piedi nudi su vetri taglienti e carboni ardenti, strappandole i seni con grandi tenaglie (nell’iconografia mostra le tettine mozzate in un piattino, come sua cugina Lucia vi tiene gli occhi): infine la schiaffò in una fornace.
L’Etna però decise d’eruttare proprio in quel momento; mentre il terremoto scuoteva la città, Agata agonizzante venne riportata nella sua cella, dove morì il 5 febbraio del 250 dC.
Continua »
Tag: Placida CuriosItalia, Placide Segnalazio', Placide donne - 34 Commenti »
di Placida Signora - 11 Gennaio 2008

(foto Umby)
Storia della Contessa di Challan
Il Castello di Verrès è un immenso monoblocco che domina la Valle d’Ayas; ogni lato è lungo 30 metri e le pareti sono spesse due metri e mezzo.
Massiccio, fortissimo, pare simboleggiare il carattere della sua antica proprietaria, la contessa Caterina di Challan, coeva di Giovanna d’Arco e come lei combattiva in modo irriducibile, anche se non nel nome di Dio ma dei propri interessi.
In Val d’Aosta allora vigeva la legge salica, ossia le figlie femmine erano escluse dai diritti feudali paterni; ma il padre di Caterina (che aveva solo due femmine), nel 1442, lasciò ugualmente scritto nel testamento che Caterina insieme alla sorella Margherita erano le uniche sue eredi. Continua »
Tag: Placida CuriosItalia, Placide Storie, Placide donne - 42 Commenti »
di Placida Signora - 12 Dicembre 2007
Diretta discendente di Demetra - Cerere, dea dei campi e della luce della bella stagione , alla quale in questo periodo gli antichi offrivano in voto frumento bollito e fiaccole luminose, Santa Lucia viene festeggiata a Circello (BN), Atena Lucana (SA) e Lenna (BG) con un grande falò che ricorda quello in cui venne gettata durante il martirio e dal quale uscì indenne.
Sì perché i modi che la tradizione religiosa-popolare vuole usati per ucciderla son parecchi.
Poiché si era convertita e fatto voto di castità, ruppe il fidanzamento con un giovane patrizio.
Questo prima fece il romanticone dicendole “Senza i tuoi occhi non posso vivere”, e lei se li strappò servendoglieli su un vassoio; allora lui la denunciò come cristiana al proconsole Pascazio, che la condannò prima ad essere rinchiusa in un lupanare, dove però né uomini né buoi riuscirono a trascinarla; poi ad essere arsa viva, indarno: infine decapitata, stavolta con successo. Continua »
Tag: Placide Credenze, Placide Storie, Placide donne - 52 Commenti »