©

Il Monumento di Caterina

di Placida Signora - 8 Marzo 2008

Nel 1804 nacque a Genova Caterina Campodonico; popolana semplice, semianalfabeta, come mestiere faceva la “merciaia ambulante”, ossia girava instancabile sagre e mercati di Liguria e basso Piemonte, vendendo dolcissime merci: collane di nocciole (dette “reste”), biscotti canestrelli e amaretti , tutti confezionati da lei.
  
Nonostante le reste fossero un noto portafortuna per i fidanzati – era uso comprarle nei mercati, per avere la garanzia di un matrimonio felice – Caterina nei sentimenti non fu affatto fortunata.

Sposata giovanissima con un tal Giovanni Carpi, fannullone alcolizzato e violento, ben presto si separò; ma visto che ad abbandonare il “tetto coniugale” era lei,  fu costretta a dargli ben 3000 franchi (somma notevole allora) come “buonuscita e mantenimento”. 

Anche gli affetti familiari erano carenti; le sorelle di Caterina, regolarmente maritate e con truppe di figli, mal giudicavano questa donnina troppo “indipendente” per l’epoca. Continua »

Uno strano acuto e il Mascagni palpeggiato

di Placida Signora - 25 Febbraio 2008

Storie del Carlo Felice 

 Il Carlo Felice è il teatro dell’Opera di Genova; inaugurato nel 1828, bombardato due volte durante la seconda guerra mondiale, rimase a stato di rudere sino al restauro avvenuto nel 1991.

Molti sono gli aneddoti legati alla grande Storia della Musica che lì si svolsero.

Ma due, misconosciuti, ne esulano e valgono la pena di esser raccontati.

Nella stagione estiva il Teatro era chiuso alle rappresentazioni liriche, ma qualche volta il ridotto veniva aperto per ospitare speciali conferenze o spettacoli particolari, degni si essere seguiti dalla popolazione tutta.

Nel 1830 giunse a Genova da Parigi il medico italo francese Tadini; allora i dottori solevano fare pubblica propaganda alla loro professione, mostrando non solo ai colleghi le loro tecniche rivoluzionarie. Continua »

Sacri Maiali Invadenti

di Placida Signora - 18 Febbraio 2008

Una storia genovese

 Sant’Antonio Abate, protettore di norcini e animali domestici, invocato come guaritore di terribili malattie - quale appunto il Fuoco di Sant’Antonio (herpes zoster), che veniva curato con segnature di sugna - è quasi sempre raffigurato con un maialino vicino.

I suoi seguaci, frati Antoniani e Lerinesi, avevano in Europa il privilegio di possedere suini che venivano nutriti a spese delle comunità e potevano circolare liberi per le strade di paesi e città; appeso a un orecchio appositamente forato, portavano un campanellino che li distingueva come animali sacri - al pari delle mucche indiane - da trattarsi con estremo rispetto.

Continua »

Antichi Carnevali a Genova

di Placida Signora - 22 Gennaio 2008

carnevale.jpg
(un’antica foto di un Carrossezzo, col carro del Paisan. Click per ingrandire) 

Sembra incredibile oggi, ma vi furono tempi in cui il Carnevale di Genova superava di gran lunga in fasti, fracasso, follie e baccanali quello di Venezia.

La musica e la danza ne erano il filo conduttore; narrano già le cronache del XIII secolo che il Carnevale iniziava di notte al suono dei pifferi che ritmavano la “rionda”, una danza antichissima d’origine pagana che si svolgeva girando attorno a falò accesi per le strade della città.

E ogni sera vi erano i balli popolari delle “lanternette”, piroettati alla luce di piccole lanterne appese a rischiarare i vicoli.

Continua »

Le Erinni di Prè

di Placida Signora - 19 Novembre 2007

Quando le Genovesi si arrabbiano 

A Genova si trova la splendida Commenda di San Giovanni, uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia della città.

L’edificio religioso nacque nell’XI secolo per volere dei cavalieri gerosolimitani (futuro Ordine di Malta) che lo vollero per un duplice scopo; quello di fungere da “stazione marittima” che radunasse i pellegrini e i crociati in partenza per la Terrasanta, e quello di Ospedale per i forestieri che lì trovavano accoglienza sia per essere guariti, sia per trascorrere la quarantena se sospettati di malattie epidemiche.

Certamente non era un luogo tranquillo; infatti il quartiere dove si trova è quello di Prè, che già da allora non godeva buona fama; immerso nel centro storico, vicinissimo al porto, quella città vecchia da sempre cantata e conosciuta come residenza fissa di figuri più o meno raccomandabili. Continua »

« Post precedenti  








  Placida Klip

Per aggiungere la Placida Klip al vostro KlipFolio


  Placide visite

Placidi visitatori nel mondo