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Perché si dice: Essere un Crumiro

di Placida Signora - 20 Agosto 2008

Nel 1881 in Tunisia scoppiò la “questione Khumir” (in francese Kroumirs), una tribù araba composta di predoni che vivevano ai confini della Tunisia.

I Krumiri erano specializzati in contrabbando e, con scorribande decisamente piratesche, rifiutavano di sottomettersi al governo del Bey, principalmente nelle questioni di regolamentazione lavorativa, commerciale e fiscale.

I Francesi colsero l’occasione delle “guerriglie” crumire contro il governo, e col pretesto di riordinare le cose invasero la Tunisia (per la serie: fra i due litiganti il terzo gode). 

Pochi anni dopo l’aggettivo “crumiro”  entrò a far parte del linguaggio sindacale per definire un lavoratore o uno studente che si rifiuta di fare sciopero, sabotando in tal modo la causa del movimento a cui appartiene, o comportandosi in modo da danneggiare la nazione o l’associazione di cui fa parte.

©Mitì Vigliero

Perché si dice: Hotel Excelsior

di Placida Signora - 13 Agosto 2008

Nel 1881, alla Scala di Milano, in piena Belle Epoque, venne messo in scena uno spettacolare balletto intitolato “Ballo Excelsior”, la cui musica divenne famosissima; rappresentava allegoricamente la vittoria della civiltà meccanica sull’oscurantisimo, con entusiasmo per le nuove scoperte e i progressi fatti: dal battello a vapore alla pila, dal canale di Suez al traforo del Fréjus.

In latino “excelsus” significa “più alto; di classe superiore”, e grazie proprio al successo enorme del balletto, che richiamò in città moltissime persone venute da ogni dove per vederlo, in suo omaggio furono molti gli alberghi  che sino ai primi del Novecento decisero di chiamarsi così, intendendo offrire ai clienti un servizio “più di classe, più distinto, più alto”, a partire ovviamente dai prezzi.

Celeberrimi sopravvissuti di quest’epoca sono il Grand Hotel Excelsior  del Lido di Venezia e l’Excelsior Palace Hotel di Rapallo.

©Mitì Vigliero

E a proposito di cose “più alte” e sublimi, qui c’è l’Ode alla Focaccia

Come nascono i nomi dei paesi

di Placida Signora - 8 Agosto 2008

I toponimi un po’ strani che caratterizzano i paesi italiani, hanno quasi tutti origini precise.

Alcuni nascono semplicemente da caratteristiche faunistiche; ad esempio le due Anguillara (una in provincia di Roma, l’altra di Padova), significano come si sa “luoghi ricchi d’anguille”, così come l’isola Asinara già nel XII sec. era chiamata dagli arabi “gazirat ‘umm ‘alhimār isola madre degli asini che lì vivevano selvatici. 

Bovolone (VR) deriva dal latino “bovolonis”, terra delle rane; infatti era una malsana palude prima di venir bonificata dai romani mentre Torre le Nocelle (AV) è ricca di nocciole: non per nulla c’è una sede della Ferrero nutellesca.

Ma spesso i nomi vengono originati da errori dati da storpiature lessicali: Golfo Aranci (SS) in realtà sarebbe Golfo Li Ranci (Golfo dei granchi) ma i piemontesi, al tempo del Regno sabaudo, non masticavano né comprendevano bene la “limba” sarda…

E sulle pendici dell’Etna c’e’ Trecastagni, ma i castagni non c’entrano niente: il nome significa “tre casti agni“, cioe’ agnelli, e si riferisce ai tre santi fratelli Alfio, Cirino e Filadelfo, tuttora venerati nel santuario a loro dedicato.

Infatti molti paesi prendono il nome da personaggi famosi lì nati o residenti; in provincia di Avellino troviamo sia Gesualdo, perché venne a viverci il principe Carlo Gesualdo in ritiro, dopo aver ammazzato la moglie Maria D’Avalos e lì, ispirato, inventò i madrigali, sia Morra De Sanctis che prima era Morra Irpina, ma in seguito prese il “cognome” di Francesco De Sanctis.

In zona Arcole, vicino a Verona, luoghi di battaglie bonapartiste, c’è Desmontà che dicono ricordi appunto Napoleone sceso (desmontà in dialetto piemontese) da cavallo in quel luogo.

Ultimo in ordine di tempo, in tema di omaggi a personaggi celebri, è stato Porto Empedocle che nel 2003, in onore del “figlio” Camilleri, affiancò al nome originale quello di Vigata, inesistente luogo d’azione del commissario Montalbano

A volte invece è il fato a battezzare i paesi.

Alluvioni Cambiò (AL) un tempo si chiamava Sparvara ed era un fiorente borgo medioevale posto sulla sponda sinistra del Po; ma una notte buia e tempestosa il fiume ruppe gli argini, facendo strage di case e persone. Non solo, ma quando il giorno dopo i superstiti si guardarono attorno, si accorsero con stupore di essere finiti sulla sponda destra; il Po aveva cambiato corso. Così gli alluvionati decisero, in perenne ricordo del fatto, di ribattezzare il loro paese.

Altre volte il cambio avviene per scaramanzia degli abitanti, come quelli di Malpasso (CT) che dopo un’eruzione etnea (1669) e un terremoto (1693) che distrussero completamente il paese, durante la ricostruzione decisero di mutare il nome il un più beneaugurante Belpasso.

Infine, sempre a proposito di nomi variati, interessante è l’esempio di Poggiridenti (Sondrio) che ha questo nome dal 1929. Prima si chiamava Pendolasco, cambiato in periodo fascista con la motivazione “che il nome di Pendolasco si presta a interpretazioni sconvenienti in contrasto con la sana giovinezza del paese…”

©Mitì Vigliero

Altri nomi curiosi li trovate nell’altra mia casa :-)

E ora aggiungo i vostri:

Nessuno: Ti segnalo che tra gli errori dei Sabaudi in Sardegna vi è anche l’isola di Mal di Ventre poco distante da Oristano. In principio era Maluentu ovvero Vento cattivo per via del fatto che i Saraceni si nascondevano dietro l’isola in attesa del vento favorevole a portare attacchi veloci e quindi il vento che soffiava da lì non portava mai nulla di buono.

Luca: noi qui (Liguria) abbiamo Lavagna che è tutto un dire (per via delle cave di ardesia, NdPS’)

Alianorah: Dalle mie parti c’è Strangolagalli. Si dice che il suo nome derivi da una storpiatura dei termini “strongylos” e “wall”, cioè “palizzata circolare”, in quanto un tempo il paese era fortificata in questo modo (fonte Wikipedia).

Marea di luce: Il mio paese natio (oggi Cleto) nel Trecento prese il nome di Pietramala, perché sorge attaccato ad una roccia, “pietra dura”, inaccessibile per pirati e predatori.
Ma una leggenda narra che il nome Pietramala fu voluto da un vescovo che per salire in paese si ruppe una gamba ;) La cosa curiosa è che a pochi kilometri sorge un altro di paesino, Belmonte, che prendeva il nome dal monticello verde su cui sorgeva l’antico castello.
Proseguendo lungo la costa, arriva poi Fiumefreddo, anche qui l’origine del nome è palese.

Perché si dice: Calma e gesso

di Placida Signora - 4 Agosto 2008

Modo di dire usato - di solito in situazioni d’emergenza - come esortazione a non perdere la calma,  a non agitarsi dando fuori di matto ma valutando con raziocinio ed equilibrio gli accadimenti onde potere agire nel miglior modo possibile.

Calma e gesso” ha origine dal gioco del biliardo.

I giocatori, infatti, prima di compiere un tiro particolarmente complesso, sono capaci a restare fermi, in silenzio e ritti in piedi per lungo tempo fissando le biglie e, contemporaneamente, strofinando in continuazione la punta della stecca con un cubetto di gesso.

Il gesso serve a uniformare la punta della stecca e rendere quindi più preciso il colpo; la manovra d’ingessamento serve soprattutto a concentrarsi e a studiare bene sia la posizione delle biglie sia il conseguente tipo del futuro colpo.

Conoscete altri modi di dire o proverbi dal significato simile?

Alianorah e Skip: La calma è la virtù dei forti

Roger: Calma proverbiale e qui

Graziella: E cose fète de spréscia i vègnan ma’ (le cose fatte di fretta vengono male).

MaxG: La gatta frettolosa fece i gattini ciechi. Macabro, ma rende l’idea di quanto la mancanza di calma possa essere deleteria.

John: A bocce ferma se fa i conti.

Perché si dice: Contare le Pecore

di Placida Signora - 14 Luglio 2008

Nella raccolta di novelle del XIII sec. chiamata, appunto, Novellino, si racconta che Ezzelino III da Romano detto Il Terribile, soffrendo gravemente di insonnia, avesse assunto un Novellatore personale per intrattenerlo durante le notti in bianco, narrandogli storie.

Il Novellatore però, al contrario del padrone, aveva sempre un sonno tremendo; così una sera gli raccontò di un pastore che, col suo grande gregge, si trovava sulla riva di un fiume.

Dovendo portare il gregge sulla sponda opposta, si servì di un traghettatore e di una piccolissima barchetta che poteva contenere solo una pecora alla volta.

Il traghettatore caricò la prima pecora e a portò sull’altra sponda.
Tornò indietro, caricò la seconda pecora e la scaricò.
Ritornò indietro, caricò la terza pecora

All’improvviso il novellatore, tacque.

Ezzelino spazientito lo sollecitò a continuare la storia; ma lui serissimo rispose: “Signore, dobbiamo prima farle passare tutte!”. 

Il Terribile si mise miracolosamente a ridere, e per quella notte il Novellatore poté finalmente addormentarsi ad un’ora decente. 

© Mitì Vigliero

E voi conoscete altri metodi naturali per favorire il sonno?

Regi: Veramente io faccio una cosa stupida ma che spesso funziona, perchè svuota la mente: rincorro i numeri del sudoku. Se ho fortuna, dopo un quarto d’ora cala la palpebra. Sennò se ne ricomincia un altro, tanto sono tutti uguali.

Viadellaviola: io provo a studiare a letto…e funziona! nel senso che il sonno arriva subito!

Mimosafiorita: Ho sempre un libro sul comodino, in questo periodo sto rileggendo Henning Mankell, e generalmente alla sesta pagina mi cade il libro in faccia, lo butto a terra e continuo il mio sonno.

ZiaPaperina: Io ho un metodo infallibile per addormentarmi; trascorrere la serata con mia cognata e sentirla parlare ininterrottamente di gossip, Vip, cosmetici e moda. ….oppure leggere qualche blog scritto da donne-clone di mia cognata.

Cristina: Un poco di latte tiepido/caldo, poi inizio a parlare con Gesù e mentre gli racconto le ultimissime, mi addormento come un ghiro!

Alianorah: Io invento storie fantastiche, in cui loro si amano ma al momento di dirselo non sanno come fare. E stanno lì a costruire dialoghi e mentre parlano mi addormento. P.S. Non posso contare le pecore: quando ci provo, inciampano sempre nella staccionata, cadono e mi tengono sveglia.

Roger: la tv è per me un potente sonnifero, specie quella estiva…

Tittieco: Due cose fondamentali per me: Camera nella semioscurità e Finestra un poco aperta (uno spiraglio in inverno, ovviamente). Mi addormento come una “pupetta”

 

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