I toponimi un po’ strani che caratterizzano i paesi italiani, hanno quasi tutti origini precise.
Alcuni nascono semplicemente da caratteristiche faunistiche; ad esempio le due Anguillara (una in provincia di Roma, l’altra di Padova), significano come si sa “luoghi ricchi d’anguille”, così come l’isola Asinara già nel XII sec. era chiamata dagli arabi “gazirat ‘umm ‘alhimār” isola madre degli asini che lì vivevano selvatici.
Bovolone (VR) deriva dal latino “bovolonis”, terra delle rane; infatti era una malsana palude prima di venir bonificata dai romani mentre Torre le Nocelle (AV) è ricca di nocciole: non per nulla c’è una sede della Ferrero nutellesca.
Ma spesso i nomi vengono originati da errori dati da storpiature lessicali: Golfo Aranci (SS) in realtà sarebbe Golfo Li Ranci (Golfo dei granchi) ma i piemontesi, al tempo del Regno sabaudo, non masticavano né comprendevano bene la “limba” sarda…
E sulle pendici dell’Etna c’e’ Trecastagni, ma i castagni non c’entrano niente: il nome significa “tre casti agni“, cioe’ agnelli, e si riferisce ai tre santi fratelli Alfio, Cirino e Filadelfo, tuttora venerati nel santuario a loro dedicato.
Infatti molti paesi prendono il nome da personaggi famosi lì nati o residenti; in provincia di Avellino troviamo sia Gesualdo, perché venne a viverci il principe Carlo Gesualdo in ritiro, dopo aver ammazzato la moglie Maria D’Avalos e lì, ispirato, inventò i madrigali, sia Morra De Sanctis che prima era Morra Irpina, ma in seguito prese il “cognome” di Francesco De Sanctis.
In zona Arcole, vicino a Verona, luoghi di battaglie bonapartiste, c’è Desmontà che dicono ricordi appunto Napoleone sceso (desmontà in dialetto piemontese) da cavallo in quel luogo.
Ultimo in ordine di tempo, in tema di omaggi a personaggi celebri, è stato Porto Empedocle che nel 2003, in onore del “figlio” Camilleri, affiancò al nome originale quello di Vigata, inesistente luogo d’azione del commissario Montalbano.
A volte invece è il fato a battezzare i paesi.
Alluvioni Cambiò (AL) un tempo si chiamava Sparvara ed era un fiorente borgo medioevale posto sulla sponda sinistra del Po; ma una notte buia e tempestosa il fiume ruppe gli argini, facendo strage di case e persone. Non solo, ma quando il giorno dopo i superstiti si guardarono attorno, si accorsero con stupore di essere finiti sulla sponda destra; il Po aveva cambiato corso. Così gli alluvionati decisero, in perenne ricordo del fatto, di ribattezzare il loro paese.
Altre volte il cambio avviene per scaramanzia degli abitanti, come quelli di Malpasso (CT) che dopo un’eruzione etnea (1669) e un terremoto (1693) che distrussero completamente il paese, durante la ricostruzione decisero di mutare il nome il un più beneaugurante Belpasso.
Infine, sempre a proposito di nomi variati, interessante è l’esempio di Poggiridenti (Sondrio) che ha questo nome dal 1929. Prima si chiamava Pendolasco, cambiato in periodo fascista con la motivazione “che il nome di Pendolasco si presta a interpretazioni sconvenienti in contrasto con la sana giovinezza del paese…”
©Mitì Vigliero
Altri nomi curiosi li trovate nell’altra mia casa :-)
E ora aggiungo i vostri:
Nessuno: Ti segnalo che tra gli errori dei Sabaudi in Sardegna vi è anche l’isola di Mal di Ventre poco distante da Oristano. In principio era Maluentu ovvero Vento cattivo per via del fatto che i Saraceni si nascondevano dietro l’isola in attesa del vento favorevole a portare attacchi veloci e quindi il vento che soffiava da lì non portava mai nulla di buono.
Luca: noi qui (Liguria) abbiamo Lavagna che è tutto un dire (per via delle cave di ardesia, NdPS’)
Alianorah: Dalle mie parti c’è Strangolagalli. Si dice che il suo nome derivi da una storpiatura dei termini “strongylos” e “wall”, cioè “palizzata circolare”, in quanto un tempo il paese era fortificata in questo modo (fonte Wikipedia).
Marea di luce: Il mio paese natio (oggi Cleto) nel Trecento prese il nome di Pietramala, perché sorge attaccato ad una roccia, “pietra dura”, inaccessibile per pirati e predatori.
Ma una leggenda narra che il nome Pietramala fu voluto da un vescovo che per salire in paese si ruppe una gamba ;) La cosa curiosa è che a pochi kilometri sorge un altro di paesino, Belmonte, che prendeva il nome dal monticello verde su cui sorgeva l’antico castello.
Proseguendo lungo la costa, arriva poi Fiumefreddo, anche qui l’origine del nome è palese.