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Prevedere il Meteo 2009 con il Dicembre 2008

di Placida Signora - 1 Dicembre 2008

Un’antica credenza meteorognostica

Sino a non molti anni fa i contadini usavano il mese di Dicembre , e per la precisione il Calendario dell’Avvento, per prevedere la situazione meteorologica dell’anno che stava per arrivare.

Segnavano scrupolosamente le condizioni atmosferiche dei giorni; ad esempio 1- pioggia, 2- neve, 3-sereno con vento gelido4- sole e via di seguito sino al 12, simbolo del nuovo dicembre; perché in questa previsione il I° dicembre corrispondeva al prossimo gennaio, il 2 al febbraio, il 3 a marzo ecc.

Il 13 facevano una pausa, e ricominciavano a segnare il tempo dal 14, ma contando i mesi al contrario ossia il 14 era dicembre, il 15 novembre, il 16 ottobre, il 17 settembre e così via, sino al 25 che simboleggiava gennaio.

Una volta finito, “incrociavano i dati“; se per esempio il 1° era piovuto e il 14 c’era stato il sole, prevedevano che il Gennaio del nuovo anno sarebbe stato meteorologicamente instabile; se il 2 nevicava e il 24 pure, febbraio sarebbe stato decisamente pessimo; se il 3 c’era stato un vento gelido e il 23 un sole splendente, il tempo a marzo si sarebbe presentato certamente bello, ma freddo.

E poiché dichiaravano infallibile questo loro metodo, voglio provarci anch’io; ecco il placidometeocalendario:

Dicembre 2008

1
 (Gennaio 09) PIOGGIA - NUVOLO
2 (Febbraio) POCO NUVOLOSO - FREDDO BECCO
3 (Marzo) SOLE E CIELO LIMPIDISSIMO - 8° - NIENTE VENTO
4 (Aprile)
5 (Maggio)
6 (Giugno)
7 (Luglio)
8 (Agosto)
9 (Settembre)
10 (Ottobre)
11 (Novembre)
12 (Dicembre)
13 -
14 (Dicembre)
15 (Novembre)
16 (Ottobre)
17 (Settembre)
18 (Agosto)
19 (Luglio)
20 (Giugno)
21 (Maggio)
22 (Aprile)
23 (Marzo)
24 (Febbraio)
25 (Gennaio)

Che dite, funzionerà? ;-)

Prega che ti passa

di Placida Signora - 8 Ottobre 2008

Credenze popolari : I Santi Guaritori

In tempi storici lontani, ma neanche troppo, in cui la fede nella religione superava quella nella medicina si sviluppò il culto dei Santi Taumaturghi, dotati ciascuno di precise specializzazioni, ai quali rivolgersi chiedendo aiuto in caso di malattia.

Di solito la loro competenza in una determinata patologia nasceva, secondo il ragionamento popolare, dal tipo di martirio al quale erano stati sottoposti.

Così San Bartolomeo, scorticato vivo, venne e viene invocato per ogni problema dermatologico; Sant’Agata, alla quale vennero strappate le mammelle, in caso di mastiti e tumori; Sant’Erasmo, al quale vennero asportati gli intestini, aiuta nei dolori addominali e San Sebastiano, ucciso a colpi di freccia, nelle ferite.

Problemi oculistici? Ci pensa Santa Lucia, che la leggenda vuole martirizzata con l’enucleazione dei bulbi oculari. San Lorenzo invece si occupa di ustioni e dolori lombari, visto che venne graticolato sdraiato sulla schiena.
San’Antonio Abate libera dall’Herpes Zoster (Fuoco di Sant’Antonio) perché in vita ne soffrì ed imparò a curarlo fondando dei veri ospedali, mentre San Rocco, morto nel 1327 assistendo gli appestati, guarisce non solo le pestilenze ma ogni malattia che produca piaghe.

Nella chiesa a lui dedicata che si trova a Villa Santo Stefano in Ciociaria, una sua reliquia è racchiusa in una piccola statuina che lo raffigura, detta “San Rucchittu”.
Quando un malato grave non può recarsi in chiesa a chieder direttamente la grazia, la statuina viene portata a casa sua, come ultimo disperato tentativo di guarigione. Da qui il detto popolare “Ci hau purtatu Sa’ Roccu”, usato per definire lugubremente un malato allo stadio terminale.

Vi sono poi quelli eletti specialisti di determinati morbi grazie alla prima grazia che concessero quand’eran già Santi, o a episodi miracolosi che valsero loro il titolo.
Sant’Angelo ad esempio cura il latte materno; a Morolo (Frosinone) esiste una grotta a lui dedicata, un tempo meta di puerpere con poco latte; per farlo aumentare grattavano dalle pareti un po’ di calcinacci e li inghiottivano dentro un’ostia.

San Pietro Eremita invece è specializzato in ortodonzia; sino alla metà del ‘900, quando un abitante di Trevi (di cui il Santo è patrono) aveva mal di denti, si recava sulla sua tomba, intingeva un dito nell’olio della lampada votiva lì sempre accesa e con quello si toccava il dente dolorante.

Per il mal di gola rivolgersi invece a San Biagio, mentre per la raucedine si raccomanda San Bernardino da Siena, gran predicatore in tempi in cui non esistevano i microfoni.
Per l’otite c’è San Calimero; per polmoniti e bronchiti San Mauro, mentre per le numerose malattie infantili gli specialisti son ben tre: San Romano Abate, San Filippo e Santa Felicita.

Contro la pazzia c’è San Francesco di Sales, contro gli avvelenamenti San Benedetto, contro gli annegamenti San Placido.
Sant’Acario di Noyon protegge dalla follia, dall’isteria, dai mariti violentemente gelosi e dai padri maneschi (in generale è il patrono dei “caratteri difficili”, sic) e infine San Pasquale Baylon viene mobilitato per risolvere la sterilità maschile; non per nulla a Napoli, su un muro della chiesa a lui dedicata a Chiaia, c’è una lapide che recita: “Edificata da Carlo Re III in rendimento di grazie per aver ottenuto prole maschile“.

@Mitì Vigliero

Toccaferro in Pillole: il Granchio

di Placida Signora - 24 Agosto 2008


(Paul Brent)

Secondo la tradizione antica, il granchio modula i suoi comportamenti e la sua vita biologica in connessione con la Luna e le sue fasi; infatti anche il segno zodiacale del Cancro è dominato dalla Luna.

Quando i granchi escono dal mare e si arrampicano sugli scogli o iniziano a camminare sulla spiaggia verso terra, significa che verrà una mareggiata con tanto di burrasca.

Nella Batracomiomachia si narra che nell’epica lotta tra le rane e i topi, i granchi si schierarono con le prime (di cui si consideravano cugini), mettendo in fuga i roditori.

Simboleggia riflessione e sicurezza, soprattutto quando bisogna prendere una decisione importante.

Sognarlo però indica “regresso“, o “attenti a un nemico“.

Lo scrittore umorista Enrico Bevilacqua (1869-1933), del granchio scrisse:
“Da loro impariamo la morale: beati coloro che camminano all’indietro, imperciocché il didietro non si turba agli ostacoli che attraversano il cammino”.

©Mitì Vigliero

In genovese si dice gritta
In piemontese granfi o granchi
In milanese, gàmber

e negli altri dialetti, come si dice “granchio”?

Skip: in napoletano si dice
rancefellone” per indicare il granchio di scoglio con chele grandi. Dal latino cancer(granchio)e da felon cioè fellone (traditore)
rancetiello” è il granchietto
rancio cacataro” è il granchio di scoglio nero
pumacchia” è il granchio di sabbia di colore chiaro (dialetto torrese)

AndreA: Sardo Campidanese (Cagliari) …CAVURU…la picola isoletta ISOLA DEI CAVOLI, in realtà si sarebbe dovuta chiamare ISOLA DEI GRANCHI, tutto è dovuto ad una ERRATA TRADUZIONE ed alla somiglianza della parola CAVURU a CAVOLO… ;-)

Dania: In napoletano è il rancio (fellone, quand’è grosso come diceva Skip) In Veneto è il granZo.

Cristella: Riminese: grènz, oppure granzèla o granzèvula. In tempi di miseria, erano ottimi i “brodetti di granchi”…Anch’io sono nata sotto il segno del Cancro, così come la città di Rimini. Infatti, nella Cappella dei Pianeti, all’interno del Tempio Malatestiano, c’è la veduta più antica della città giunta a noi, raffigurata sotto il segno del cancro (segno zodiacale di Sigismondo Pandolfo Malatesta). Ai curiosi, ecco il link

MaxG: Io in Veneto so granSo. Altrimenti maseneta. Invece la moéca (o mojeca o moleta) è il granchio dal guscio molle.

16 agosto: stanotte un Plenilunio Speciale

di Placida Signora - 16 Agosto 2008

Luna dei Regalini ed Eclissi


(foto MeteoBelgique)

Sospendo un attimo il galòp ferragostano per ricordarvi che la Luna di stasera sarà decisamente speciale.

Innanzitutto sarà piena, quindi è una Luna dei Regalini: leggete le istruzioni, e preparate i 3 desideri!

Poi, nuvole permettendo, potremo vedere un’eclissi parziale che durerà circa 5 ore e che potrete seguire anche qui; alle 20,23 entrerà nella penombra, alle 21,35 l’ombra. Il massimo di copertura (l’80%) sarà visibile alle 23,10. Dalle 00.44 l’ombra della Terra inizierà a ritirarsi e lo spettacolo finirà all’1,57, con la Luna tornata candida e pura .

Come tutti gli avvenimenti inspiegabili, strani o semplicemente rari, l’eclissi lunare (così come quella solare) ha sempre colpito molto la fantasia popolare, dando loro connotazioni di negativi presagi o manifestazioni diaboliche.

Nel 1504 Cristoforo Colombo, il quale sapeva da testi scientifici che ci sarebbe stata un’eclissi, la sfruttò in modo bieco per ottenere l’aiuto degli indios della Giamaica: fece finta di pregare Dio dicendo più o meno “Fai vedere a questi oscuri selvaggi quanto sei potente: oscura la Luna!”.
Cosa che regolarmente avvenne e convinse i giamaicani.

Effettivamente vedere il disco luminoso e candido della Luna venire lentamente coperto da un altro disco estraneo, nero e buio come gli Inferi, sottolinea il presunto carattere magico del fenomeno: come se le tenebre volessero letteralmente “mangiare” la luce, come se la morte prendesse il sopravvento sulla vita.

Per questo gli antichi e pagani guerrieri degli eserciti, se vedevano la notte prima della battaglia un’eclissse, di comune accordo con l’avversario rinviavano la tenzone ad un altro momento; non solo, ma si mettevano tutti insieme a ululare in direzione della Luna, per spaventare il nero Essere mostruoso che la stava “divorando”.

Se il popolo Maya non aveva affatto paura dell’eclissi lunari, anzi sapeva predirle con estrema esattezza, i Persiani credevano che l’eclissi fosse una punizione divina nei confronti degli uomini. Pensavano che tutte le volte che qualcuno stava per compiere o aveva compiuto gesta malvage (tradimenti, infanticidi ecc), gli dei chiudevano in una specie di tubo l’astro celeste (luna o sole che fosse) e lasciavano gli umani nel buio più completo, con la sola compagnia di Incubi e Rimorsi.

E nel Medioevo i contadini erano convinti che le eclissi fossero causate da certe parole magiche pronunciate da streghe cattive; queste parole avevano il potere di “ipnotizzare” la Luna, obbligandola ad avvicinarsi alla terra per deporre una sorta di rugiada schiumosa sulla erbe che poi sarebbero servite alle fattucchiere per compiere ogni sorta di nefandi sortilegi.
Quindi, per impedire che la Luna udisse le stregonesche parole, all’inizio dell’eclissi tutti gli abitanti dei villaggi si mettevano a correre sui campi facendo un fracasso infernale, agitando campanacci da mucca, martellando lastre di rame e di bronzo, percuotendo incudini e urlando come pazzi.

Infine, per i napoletani, le eclissi di Luna devono essere guardate non da dietro i vetri della finestra, bensì all’aperto, a viso nudo: e il giorno dopo bisognerà correre alla prima ricevitoria del Lotto a giocare il numero 70.

© Mitì Vigliero

Toccaferro in pillole: Agosto

di Placida Signora - 14 Agosto 2008

Credenze, usanze, e un pensierino per voi

Si diceva che fosse presieduto dalla dea Cerere, e deve il suo nome all’imperatore Cesare Augusto, l’inventore delle “ferie d’agosto”, ossia del Ferragosto.

In agosto si colgono le nocciole; si crede, per non so quale strana affinità, che più il raccolto sarà abbondante, più le coppie sposate in estate saranno prolifiche.

E un rametto di nocciolo tagliato, dal basso verso l’alto, fra le ventitrè e la mezzanotte con un coltello nuovo di zecca il primo mercoledì della luna agostana, diventerà una prodigiosa bacchetta magica.

Un proverbio dice “quando piove d’agosto, piove miele e piove mostro mosto”; se piove è un bene per i campi e per i fiori, che non seccheranno e le api potranno continuare a produrre miele; è un bene anche per le viti, alle quali la siccità rende il vino aspro.

E intorno al 15 (Festa dell’Assunzione) di solito arrivano i primi temporali: “la Madonna d’Agosto rinfresca il bosco”.

Il 31 invece bisogna tener d’occhio “l’ultimo tramonto d’agosto perchè “l’inverno mette a posto”: se il sole si abbasserà in un cielo limpido, l’inverno sarà mite e dolce.
Ma se “s’insaccherà” tra le nubi, dovremo prepararci al freddo più nero. 


Quest’anno, poiché Ferragosto arriva di venerdì, le grandi città si fermano completamente; chiudono per tre giorni filati i negozi, oggi bisognerà fare provviste come se si dovesse subire un assedio…

In questi tre giorni mi dedicherò completamente a una giovane, carinissima ed amata coppia di fidanzati che ci viene a trovare da Roma; perciò, nell’attesa di rileggerci con calma, vi lascio un piccolo pensiero. QUI.

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