In Liguria il pranzo di Natale (e del 26, giorno di Santo Stefano, in cui si mangiano ravioli) è sempre stato più importante del cenone della Vigilia, solitamente magro e assai frugale.
Piatti tipici e tradizionali del 25 dicembre sono:
Natalin in to broddo- Bibinna a rosto co e patatte- Cappon buggie – Friti in ta negia – Scrozonaea e Radicce boggie o frite – Berodo- Stracchin – Panduçe – Candii – Confittue de Natale – Ciccolatin – Torron
ossia
Maccheroni in brodo di “3 canti” (pollo, cappone, manzo) – Tacchina arrosto- Cappone lesso – Fritti nell’ostia -Scorzonera e radici fritte o in insalata – Sanguinaccio – Latte dolce fritto- Stracchino. Pandolce – Canditi – Frutta secca e fresca e candita – Fondant e gocce colorate – Cioccolatini – Torrone.
Oggi, ovviamente, ciascuno cucina quel che vuole, badando meno all’usanza storica.
E voi mi dite nei commenti (specificando il luogo geografico), qual è il cibo regionale tradizionale e antico che non deve mai mancare sulla vostra tavola di Natale e qual è il suo nome in dialetto?

cappelletti in brodo
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@mitì (sulla bagna cauda) sì, sì, rispondevo a dario che la mangia a natale (se ho capito bene :D)
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Mitì, per la vigilia sempre spaghetti col tonno e fritto di verdure in pastella, in particolare cavolfiore e carciofi, volendo anche con i filetti di baccalà. Cucina povera romana.
P.s. anch’io amo la pearà, ma sono secoli che non la mangio.
@lastrega: la vigilia (proprio per fare "vigilia") magiamo bagna cauda praticamente solo con cardi, patate e bierava (quella cosa viola di cui non ricordo il nome italiano). Quella che avanza la si mette il giorno dopo sui peperoni che vanno a comporre (come antipasto) il pranzo di natale assieme a vitello tonnato (vitel tunee) e lingua in salsa (verde e rossa) + altro. Nota, non son di Torino, ma della provincia e non so quanto mia nonna sia fedele alle tradizioni (tipo la bagna cauda la prepara con l’aggiunta della panna).
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i turtei cun la suca (tortelli di zucca) la vigilia e i caplèt ( cappelletti in brodo meglio se di cappone) il giorno di natale
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@dario: prima e dopo? ma siete inverecondi :D :D :D cmq con la bagna cauda consiglio anche la mela renetta… una vera RAFFINERIA
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e dei topinambur (tapinabò) vogliamo parlare?
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ah beh, quelli con la bagna caoda sono un must :)
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aaahhhh, mi hanno detto (ma non ho ancora provato, però) alla fine, per far su l’ultimo po’ di bagna cauda che rimane nel ciotolino – il fuoco deve rimanere acceso – romperci dentro un uovo e mescolare. pare che venga una pappottiglia che è la fine del mondo :)
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da me non si usa, ma a me piace finire quel poco (nota che la preferisco "densa") utilizzare una fetta di albese.
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la tua è una bella idea proverollo pure quella, la variante uovo è un’invenzione di un mio amico :D
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ecco possiam dire che la bagna cauda nella sua semplicità lascia spazio alla fantasia
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per chi ha chiesto, per la famiglia di mio padre (vercelli) e mia madre (ligure) non sono mai esistite vigilie nei loro paesi. infatti si stupiscono tutti gli anni, quando i tg parlano di cene della vigilia. i regali si aprivano dopo la mezzanotte quando ero bambino, ma quelli dei parenti si aprivano i 25 a pranzo con tutta la famiglia.
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Lu rintrocilo (piatto abruzzese)
A Siviglia, dove andrò fra poco: Besugo al horno con patatas, bacalao con coliflores, sopa de picadillo, pavo relleno, polvorones, mantecados, alfajores, turròn de Jijona, turròn de almendras.AUGURI CARA MITI’!!!
il ripieno è fatto con gli amaretti scuri, il cedro candito, spezie, mentine; si lessano in acqua -i tortelli- e si condiscono con abbondante burro e salvia e parmigiano grattugiato.
e se volessi venire ad assaggiarli considerati pure invitata
A Sorrento ( Na) il cenone della vigilia è a base di pesce.
A Natale in casa mia si usa cucinare i cappelletti in brodo oppure pasta al forno, e carciofi fritti. Un piatto napoletano, tipico del pranzo di Natale e di Santo Stefano, ma anche di Capodanno o Pasqua, è la minestra maritata (“menesta maretata” ) che si prepara con 6-7 tipi di verdure (bietole, cicoria,verza, borragine, scarola, a volte catalogna) cotte separatamente in un brodo di carni suine, sgrassato e schiumato. Si servono tutte insieme, condite con formaggio e un po’ di peperoncino piccante. Ormai la prepara solo una zia, che resiste per più di due ore al rituale gastronomico.
A conclusione di cena e pranzo sfilano le le “sciosciole” (frutta secca) cioè noci, nocelle (arachidi e nocciole infornate), fichi secchi, ripieni di mandorle o coperti di cioccolato, castagne del prete, e i tipici “ folarielli o follovielli”(involtini di uva passa o fichi secchi aromatizzaticon frutta candita).
Tra i dolci di Natale oltre agli struffoli, roccocò, mustaccioli e susamielli ci sono le sapienze (variante dei susamielli) e le zeppole di Natale(scauratielli), diverse da quelle di San Giuseppe. Sono ciambelline fritte, condite con miele sciolto con un po’di anice e scorzette di arance e limoni, ed infine cosparse di confettini colorati, detti diavulilli.
Le cartellate (cartt’d't) principalmente con il cotto di fichi, ma anche con il miele…