Cielo, che Gaffe!
C’è chi colleziona francobolli, chi tazzine, chi orologi; io da anni mi dedico a una collezione particolare: quella delle gaffe, parola francese che in italiano può essere tradotta in “frase infelice, azione goffa”.
Il Gabrielli invece, nel Dizionario dello stile corretto scrive:
“La gaffe è propriamente il raffio, il ronciglio; e in senso traslato vale sbaglio, abbaglio, balordaggine”.
Sorvolando sul raffio e sul ronciglio, termini che siete pregati di andarvi a cercare da soli sul vocabolario, è certo che le gaffe conducano sempre ed inevitabilmente a una brutta figura.
Esse sono paragonabili a piccoli virus di demenza improvvisa e passeggera che possono attaccarci in qualunque momento; e nessuno, ma proprio nessuno, ne è immune…
Dove mi rifornisco di materiale per la mia collezione di gaffe?
Ovunque, anche se le riunioni pubbliche, mondane e sociali ne sono una miniera inesauribile.
Ricordo per esempio un pranzo di nozze molto chic, in cui un’invitata chiese al padre dello sposo:
“Scusa, ma chi è quella bruttissima signora vestita di rosso?” e il padre dello sposo rispose con voce gelida: “La sorella di mia moglie”.
Al che l’invitata impallidendo rispose: “Oddio, perdonami…sono stata proprio scema a non notare subito la somiglianza…”.
Sempre a proposito di nozze giudico sublime l’avventura capitata a un avaro signore il quale, dovendo fare un regalo importante al nipote che si sposava, si recò da un amico antiquario.
Ogni oggetto gli sembrava troppo costoso sino a quando notò posato in un angolo uno splendido vaso di Rosenthal rotto in sette grandi pezzi.
“Quanto costa quel vaso?”, chiese all’antiquario che rispose “Niente, è rotto in maniera irreparabile…”
“E allora fammene un bel pacchetto” disse con un ghigno satanico il signore “Ho avuto un’idea geniale: stasera andrò da mio nipote per portargli il regalo. Appena entrato in casa farò finta d’inciampare e lancerò il pacco a terra; poi urlerò “Accidenti vuoi vedere che l’ho rotto? Un oggetto unico, preziosissimo, che non potrò mai più permettermi d’acquistare, ed io l’ho rotto!”.
Mio nipote aprirà il pacco, troverà i cocci: magari penserà che sono un vecchio rimbambito, ma io avrò fatto ugualmente una bella figura senza spendere una lira”.
E così accadde che il signore andò a casa del nipote, inciampò, fece cadere il pacco, si lamentò come Geremia e poi desiderò di morire quando il nipote, dopo aver aperto il pacchetto, vi trovò dentro sì sette cocci di vaso, ma accuratamente imballati e fasciati uno per uno, separatamente.
Anche i funerali sono un’occasione splendida per i gaffeur.
Una volta, durante il rosario celebrato per la moglie appena defunta, il marito inconsolabile picchiò una terribile gomitata contro la maniglia di una porta.
Mentre si massaggiava disperatamente la parte lesa, si sentì dire da un’amica: “Non preoccuparti; il dolore che si prova picchiando un gomito èviolentissimo, ma dura poco: infatti lo chiamano il dolore del vedovo…”.
E si sa che di solito i funerali sono l’unica occasione che spesso si ha per incontrare membri di famiglia che normalmente non si frequentano mai, e le cose da raccontare sono molte; gaffe fantastica fu quella fatta da un tale il quale, dopo aver assistito a un funerale di uno zio, si recò a casa della zia vedova assieme a tutti gli altri parenti.
Dopo ore di chiacchiere, guardò l’orologio ed esclamò: “Ehilà! Ridendo e scherzando abbiamo fatto le sei!”.
E voi, avete mai fato una gaffe?

Io ho bisogno di aiuto per gestire la percezione altrui di gaffe, o anche "come comunicare al resto del mondo che a) non sono la mamma b) no, neanche del piccolo c) si figuri, nessun problema? d) repeat? (adesso ci scrivo un post)
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Commento di mafe - 12 agosto 2010 09:14
Io ho bisogno di aiuto per gestire la percezione altrui di gaffe, o anche "come comunicare al resto del mondo che a) non sono la mamma b) no, neanche del piccolo c) si figuri, nessun problema? d) repeat" (adesso ci scrivo un post)
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Commento di mafe - 12 agosto 2010 09:14
un grosso cartello da posizionarti vicino? "Non sono la loro mamma" ;-) Aspetto il post!
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 09:20
A questo punto faccio direttamente
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Commento di mafe - 12 agosto 2010 09:21
A questo punto faccio direttamente il cartello "non parlatemi"
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Commento di mafe - 12 agosto 2010 09:21
ehm ne cito solo una. Una domenica, al lavoro, chiamò un signore famoso, un celebre illusionista. Io gli risposi nel più classico dei modi: "Certo, io sono Napoleone".
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Commento di Fatacarabina - 12 agosto 2010 09:23
Fata, e lui? :-D
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 09:27
richiamò ridendo, e mi spiegò che era davvero lui, pronunciando la celeberrima parola magica. poi mi lasciò augurandomi anni pieni di magia :)
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Commento di Fatacarabina - 12 agosto 2010 09:28
richiamò ridendo, e mi spiegò che era davvero lui, pronunciando la celeberrima parola magica. poi mi lasciò augurandomi anni pieni di magia :) non ti dico l’imbarazzo, poi per un anno i colleghi mi han chiamato Napoleone
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Commento di Fatacarabina - 12 agosto 2010 09:28
Si l’ho fatta, ed è fresca di giornata preferragostana, ho detto ad una collega che aveva messo su qualche chilo, ma che essendo lei magrissima stava una meraviglia e il vestitino che indossava le risaltava molto, volevo farle un complimento perchè è davvero carina, ma forse dovevo omettere di dire dei chili in piu’.
Commento di mimosafiorita - 12 agosto 2010 10:29
:D
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Commento di PaperDoll - 12 agosto 2010 09:29
Ne ho fatto una dialettale da manuale…Mi ero appena trasferita da Torino a Genova; il giorno stesso del trasloco, dopo aver trascorso la mattinata a svuotare scatoloni trasportati dai camalli della Gondrand, andai in centro a fare delle commissioni nella stessa strada (via Cesarea) dove si trovava l’elegantissia pellicceria di una mia amica, Miranda, che andai a trovare. Il negozio era pieno di eleganti madame molto raffinate e dai 7 cognomi, alle quali Miranda mi presentò.Poi, di fronte a loro mi disse “maa hai l’aria stanchissima!”“Non mi dire niente!” risposi in tono mondano per adeguarmi all’ambiente “sono distrutta, ho RUSCATO tutto il giorno coi facchini del trasloco!”Tutte le distinte signore mi fissarono allibite, e così quel giorno scoprii che se in torinese ruscare significa “sgobbare, lavorare in modo faticoso”, in genovese vuol dire “amoreggiare, pomiciare”…
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 09:29
Ne ho fatto una dialettale da manuale…Mi ero appena trasferita da Torino a Genova; il giorno stesso del trasloco, dopo aver trascorso la mattinata a svuotare scatoloni trasportati dai camalli della Gondrand, andai in centro a fare delle commissioni nella stessa strada (via Cesarea) dove si trovava l’elegantissima pellicceria di una mia amica, Miranda, che andai a trovare. Il negozio era pieno di altrettanto eleganti madame molto raffinate e dai 7 cognomi, alle quali Miranda mi presentò.Poi, di fronte a loro mi disse “ma hai l’aria stanchissima!”“Non mi dire niente!” risposi in tono mondano per adeguarmi all’ambiente “sono distrutta, ho RUSCATO tutto il giorno coi facchini del trasloco!”Tutte le distinte signore mi fissarono allibite, e così quel giorno scoprii che se in torinese ruscare significa “sgobbare, lavorare in modo faticoso”, in genovese vuol dire “amoreggiare, pomiciare”…
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 09:29
Non so perche’, ma le mie tendo a NON volerle ricordare:-D
Pero’ sono degna figlia di mio padre, e lui, modestamente, e’ un gaffeur di professione! brilla fra tutte quando saluto’ il padre di un nostro vicino di casa con un entusiasta: “In gamba eh!!!”. trattavasi di un ometto vecchierello. Seduto sulla sedia a rotelle e con una gamba amputata.
:-D
(ARGH!)
E giuto che e’ vera…
Commento di Morghy - 12 agosto 2010 10:30
Embè ma se una rusca tutto il giorno con dei rudi facchini, È OVVIO che poi sia stanca. Soddisfatta, magari, ma comunque stanca! ;-)
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Commento di Alessandro Arcuri - 12 agosto 2010 09:32
E mica è tuo il problema, se le signore non sono abituate a ruscare…
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Commento di giuliana dea - 12 agosto 2010 09:33
(ma il doppiosensista di professione, questa cosa la conosce?)
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Commento di giuliana dea - 12 agosto 2010 09:33
l’ultima in ordine di tempo è qui http://friendfeed.com/tigella/c9be2cca/si-aggiudica-il-trofeo-figura-di-merda-2010
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Commento di claudia - 12 agosto 2010 09:36
ci sarebbe però da analizzare il fatto che la stessa parola per i piemontesi indichi faticare e per i liguri tutt’altro ;-))
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 09:38
claudia, e bé, avranno pensato che sei meravigliosamente espansiva! ;-*
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 09:40
alessandro, dipende dalla regione ;-D
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 09:40
giuliana, forse non l’avrebbe capita ;-)
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 09:41
Mia amica spagnola alla Rinascente chiede alla commessa "un cazo electrico" da regalare a sua mamma. Commessa sconvolta. ("cazo" in spagnolo significa "pentola". :D
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Commento di z... zzz... Zoe - 12 agosto 2010 09:43
Zoe, :-D
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 09:44
@ Mitì. Beh oddio, non dipende poi tanto dalla regione. In ogni caso se AMOREGGI con dei rudi facchini per tutto il giorno, sarai stanca, dopo. Più soddisfatta che non se avessi semplicemente sgobbato, ma sicuramente stanca. ;-)
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Commento di Alessandro Arcuri - 12 agosto 2010 09:44
Anni fa, in seguito ad un incidente stradale, sono stata operata ad una gamba. Per svariate ragioni il chirurgo e l’anestesista decisero di non farmi l’anestesia totale ma di operarmi con l’epidurale, quindi da sveglia. Mi attaccarono a svariati monitor che controllavano un po’ di tutto, tra cui ovviamente le pulsazioni cardiache. Ad un certo punto entrò in sala un infermiere… occhioni azzurri, bello come un Dio, anche con la mascherina. Il monitor che prendeva le pulsazioni del mio cuore cominciò a suonare all’impazzata. L’equipe scoppiò a ridere e il chirurgo mi "rimproverò" che nella sua sala operatoria i pazienti non potevano "tacchinare" gli infermieri! Non so se sia da considerarsi una gaffe, ma una clamorosa figura di m***, di sicuro!
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Commento di Valentina - 12 agosto 2010 09:50
io ne faccio parecchie, per questo negli anni ho imparato a tacere:) il più bello in viaggio di nozze 1988, indonesia una coppia di friulani misti romani e noi due abbiamo un’escursione insieme per un problema della guida e si passa la mattinata insieme a pranzo si parla si parla si parla, e si finisce sul servizio obbligatorio militare, io lo avevo finito meno di 6 mesi prima ed avevo ancora una certa carogna che mi saliva ogni tanto, di li e i marescialli qui i tenenti li i capitani qua e non parliamo dei collonelli…dopo un pò lui ma tu cosa fai adesso e io pasticceria bar catering ect e..e tu ? ehhhh io sono capitano dell’esercito curo i cavalli del carosello dei carabinieri :(
Commento di Luca - 12 agosto 2010 10:52
@Valentina :D !
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Commento di z... zzz... Zoe - 12 agosto 2010 09:54
a levante ruscaa (che non si legge rusca ma rou alla francese) vuol dire raccogliere l’erba secca nei boschi u ruscu ovvero tutto quel materiale che si mette per fare il pagliericcio agli animali
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Commento di luc@ntonini - 12 agosto 2010 09:58
Arriva una dei nostri, che sembra la Strafiga che tu hai descritto tempo fa. Abbondantemente cinquantenne, so che è sposata e ha un paio di figli. Con lei una bella ragazza bruna, in jeans e maglietta, abbronzata, non un filo di trucco. Sorrido e dico "Sei scortata dalla figlia, oggi". Lei, la Strafiga, mi fulmina e dice "Ma no. Questa è mia sorella!". Io, imbarazzato ma perseverante "Uh, non sapevo avessi una sorellina più piccola" E lei, acidissima "Ci sono solo 3 anni da me e lei".
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Commento di Librando - 12 agosto 2010 10:05
@Mitì infatti ora ogni volta che li incontro (il paesello è piccolo, impossibile non icrociarsi almeno due volte al giorno) saluto con enfasi, per confermare il mio essere una persona espansiva :D
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Commento di claudia - 12 agosto 2010 10:07
Mimosa, mai, mai parlare di kg in più. sempre in meno. sempre. ;-**
Commento di Placida Signora - 12 agosto 2010 11:15
Morghy, eh. Io per anni ho detto “ci vediamo” a mio vicino di pianerottolo, che era cieco. ;-*
Commento di Placida Signora - 12 agosto 2010 11:17
Luca, un classico :-D
Commento di Placida Signora - 12 agosto 2010 11:18
Valentina, magnifica! :-D
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 10:26
luc@, vedi? se mi trasferivo a chiavari evitavo la gaffe. avrei lasciato solo dubbi sull’arredamento di casa mia…:-)
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 10:26
Lib, secondo me chiederà di cambiare collana ;-DD
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 10:27
con la mia prima ragazza. Io sognante le dico "pensa che bello: ci siamo conosciuti ieri e oggi già stiamo assieme"; e lei: "ma no, guarda che ci siamo conosciuti giovedì scorso" poi comincia l’elenco delle volte che ci siamo visti, quello che ci siamo detti e conlude con: "e poi quella sera siamo rimasti pure a parlare tre ore al bar…", e io: "…ah eri tu?!?!??!"
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Commento di nessuno - 12 agosto 2010 10:30
"no, neanche del piccolo", mafe mi ha fatto ribaltare, vedo la scena con la signora/signore che insiste…
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Commento di blimunda - 12 agosto 2010 10:33
a me di solito capita di essere salutato da persone di cui non mi ricordo minimamente (sono un pessimo fisionomista, oltre che pessimo in generale). una volta, invece, mi è sembrato di riconoscere un collega di università sul treno (tra una carrozza e l’altra, per fortuna) e l’ho salutato molto calorosamente urlando il soprannome che gli davamo all’epoca: Bidè. Ovviamente non era lui.
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Commento di degra - 12 agosto 2010 10:34
Ah, le gaffe: 1), fisica: in quarta superiore avevo una maxigonna molto ampia, sono andata in bagno e l’orlo mi è rimasto nei collant, ho fatto tutto il corridorio con il culo di fuori prima che un’anima pia me lo dicesse (da allora, solo gonne al ginocchio o sopra). 2) professionale: chattando con un collega ho dato dell’idiota al mio allora capo, ma siccome evidentemente sono troppo sincera e il mio inconscio è bastardo, non mi sono accorta che anziché il profilo del collega avevo aperto quello del capo, e gli stavo dando dell’idiota direttamente.
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Commento di blimunda - 12 agosto 2010 10:36
Da ragazzo, pensando che tal parola significasse ‘Adattabile, accomodante, che non si impunta’, dissi a uno dei miei primi colloqui di lavoro : "No, non so preoccupi, sul lavoro sono una persona molto lasciva".
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Commento di Joshua Held - 12 agosto 2010 10:40
Da ragazzo, pensando che una certa parola significasse ‘Adattabile, accomodante, che non si impunta’, dissi a uno dei miei primi colloqui di lavoro : "Non si preoccupi, sul lavoro sono una persona molto lasciva".
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Commento di Joshua Held - 12 agosto 2010 10:40
rimanere in collant al supermercato perché mentre osservi attentamente le scatolette dei pelati ha ceduto l’elastico della gonna ed è finita a terra e tu te ne accorgi solo per via della grassa zdaura che ti indica e ride può essere considerata una gaffe?
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Commento di Francesca Sanzo - 12 agosto 2010 10:49
In effetti forse anche la mia non è classificabile come gaffe ma come semplice strafalcione.
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Commento di Joshua Held - 12 agosto 2010 10:52
In effetti forse anche la mia non era una gaffe ma uno strafalcione.
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Commento di Joshua Held - 12 agosto 2010 10:52
Joshua, però mi ha fatto ridere come una pazza.
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Commento di blimunda - 12 agosto 2010 10:54
Ah, il lavoro poi lo ottenni. Mi son sempre domandato se quella mia strana dichiarazione influì in qualche modo sull’esito.
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Commento di Joshua Held - 12 agosto 2010 10:56
Ah, il lavoro poi lo ottenni. Mi son sempre domandato se quella mia strana dichiarazione influì in qualche modo sull’esito del colloquio.
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Commento di Joshua Held - 12 agosto 2010 10:56
Tipo avvicinarsi ad una stesa al sole per guardare l’ora sul quadrante del suo orologio senza chiederle niente e quando si è vicini lei apre gli occhi ed inizia ad urlare scambiandoti per un maniaco?
Commento di Baol - 12 agosto 2010 12:03
Ma queste gaffe sono stupende, Mitì!!! XD
Commento di Encrenoire - 12 agosto 2010 12:11
nessuno, e lei cosa ti ha detto?
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 11:28
blimunda, quella del capo è da sudare freddo…;-*
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 11:29
Francesca, può esserlo…anche se si tratta più di un incidente ;-D
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 11:29
Joshua, dipende molto da chi ti ha assunto ;-**
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 11:30
@Mitì: il dubbio mi rimarrà sempre. Comunque sia, se ci ripenso mi vengono i brividi :)
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Commento di Joshua Held - 12 agosto 2010 11:39
Forse la gaffe più grande la facemmo noi di una classe di ginnasio: regalammo il cuscino per la bara a una prof che però stava malissimo, ma non era morta! Glielo facemmo recapitare a casa…;)
Commento di Boh/Orientalia4All - 12 agosto 2010 16:09
e le gaffes sulle persone decedute? alle ultime elezioni di questa primavera telefona in negozio un noto politico ligure "pronto mi passi subito il mio grande amico Luigi" (mio padre che è stato sindaco per vent’anni di un piccolo paese e conosciuto nell’ambiente politico , è mancato l’anno scorso a settembre) la situazione che si è creata è stata quasi divertente, o almeno mio padre l’avrebbe sicuramente trovata tale.
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Commento di luc@ntonini - 12 agosto 2010 15:43
e cos’ha detto quando glielo hai detto?
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 15:46
una cara amica ha divorziato in modo terribile da suo marito, ma poi ha avuto la fortuna di incontrare un partner fantastico del quale non riesco a memorizzare il nome. Ogni volta che la vedo o la sento al telefono, continuo a dire " e salutami tanto X (nome del marito abominevole)" Lei ormai interrompe prima la mia frase, dicendomi il nome giusto.
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Commento di simple - 12 agosto 2010 15:53
una cara amica ha divorziato in modo terribile da suo marito, ma poi ha avuto la fortuna di incontrare un partner fantastico del quale non riesco a memorizzare il nome. Ogni volta che la vedo o la sento al telefono, continuo a dire " e salutami tanto X (nome del marito abominevole)" Lei ormai interrompe prima che io finisca la mia frase, dicendomi il nome giusto.
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Commento di simple - 12 agosto 2010 15:53
io gli ho detto guardi tecnicamente è impossibile essendo mancato a settembre ci sono stati quei 10/12 secondi di silenzio … lui si è pure innervosito e si è lamentato del fatto che nessuno lo avesse avvertito che poi alla fine se lo avessimo chiamato sarebbe venuto anche al funerale, siccome a me giravano anche un pò i "cosi" per il tono che stava tenendo gli ho proposto di andare a trovarlo dov’è adesso , gli ho detto quando vuole mi chiama e io l’accompagno…ma non mi ha più chiamato sai non c’era il pubblico
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Commento di luc@ntonini - 12 agosto 2010 15:53
inviato sms a persona sbagliata, ovvero: una sera esco con X (amico, nulla di chè) che si dimostra pesnatissimo. Il mattino dopo convinta di inviare messaggio a Y, scrivo: "ieri uscita con X: più pesante del piombo fuso". Peccato che invio il messaggio a X che pochi minuti dopo mi risponde: "il soldatino di piombo ti slauta". Fine di un’amicizia.
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Commento di La Rejna - 12 agosto 2010 15:54
già detta in HoS, cmq: anni fa, allenamento di pallavolo in palestra di scuola media, mi lagno perché a causa "delle vecchie rompipalle del corso di yoga che c’è prima di noi" bisogna entrare in silenzio e stare attente a non fare confusione mentre ci si cambia. mentre lo dico mi ricordo che 3 mamme di mie compagne di squadra frequentano il suddetto corso.
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Commento di marta - 12 agosto 2010 15:58
dopo una vacanza di gruppo, negli anni ottanta, un’amica mi fece uno scherzo dicendomi che al tal amico comune (che era stato in vacanza con noi) era morto il padre dopo lunga malattia. gli mandai un telegramma di condoglianze. rispose con un biglietto a mano spedito per posta in modo molto seccato, freddo e distaccato, dicendo che suo padre stava benissimo. comprensibile la sua reazione. la mia fu di scuse a lui, senza altre spiegazioni. la sedicente amica l’ho cancellata all’istante. se la mia fu una terribile gaffe, il suo fu uno scherzo di pessimo gusto
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Commento di Indomabile [In-Transito] - 12 agosto 2010 16:06
al bar del paese con amici mi è scivolata la spallina del reggiseno e avevo una camicia bianca un po’ trasparente. il mio amico mi guarda strano e mi fa: "astrid, ehm, sistemati". io ancora non avevo capito e me lo ha dovuto spiegare un’altra amica. in più ero rivolta verso la parete proprio dove c’era un grande specchio quindi penso che mi abbiano vista tutti… la camicia l’ho bruciata.
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Commento di astrid/astridula - 12 agosto 2010 16:10
ero al bar del paese con amici: mi è scivolata la spallina del reggiseno e avevo una camicia bianca un po’ trasparente. il mio amico mi guarda strano e mi fa: "astrid, ehm, sistemati". io ancora non avevo capito e me lo ha dovuto spiegare un’altra amica. in più ero rivolta verso la parete proprio dove c’era un grande specchio quindi penso che mi abbiano vista tutti… la camicia l’ho bruciata.
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Commento di astrid/astridula - 12 agosto 2010 16:10
ero al bar del paese con amici: mi è scivolata la spallina del reggiseno e avevo una camicia bianca un po’ trasparente. un mio amico mi guarda strano e mi fa: "astrid, ehm, sistemati". io ancora non avevo capito e me lo ha dovuto spiegare un’altra amica. in più ero rivolta verso la parete proprio dove c’era un grande specchio quindi penso che mi abbiano vista tutti… la camicia l’ho bruciata.
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Commento di astrid/astridula - 12 agosto 2010 16:10
Uhm, una gaffe, dici? A parte l’aver fatto le congratulazioni ad un’amica, anzichè le condoglianze, al funerale di suo padre? A parte l’aver preso la parola ad una riunione di lavoro piuttosto importante, nell’immediato dopopranzo, ed aver ruttato appena aperta la bocca? No, a parte questo, niente.
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Commento di Leonardo - 12 agosto 2010 16:19
luc@, che tristezza…:-/
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 16:21
la Rejna, anche questa è da brivido freddo.
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 16:22
marta, cosa è hos?
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 16:22
Indomabile, quell’amica era da fustigare prima di cancellarla!
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 16:23
astrid, dovevi bruciare il reggiseno che non ha fatto il suo dovere, mica la camicia, poverina ;-*
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 16:23
Leonardo, mia madre era specialista a dire "condogl…ehm" o a mandar telegrammi con su scritto "sentite congratulazioni" quando qualcuno si sposava ;-D
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Commento di Mitì Vigliero - 12 agosto 2010 16:24
il mio datore di lavoro, a seguito di un lutto nella famiglia di un collega, mi chiese di spedire un telegramma con la parole "vivissime condoglianze"
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Commento di simple - 12 agosto 2010 16:26
Eoni fa, lavoravo in una libreria. Arriva una tizia sulla quarantina con una panza enorme che vuole libri-gioco per bambini. Io "signora, ma non è un po’ presto per comprare libri al suo bambino? e’ Ancora incinta, no lli userà prima dei due anni"! Lei: "Non sono incinta, è per il mio nipotino".
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Commento di Apostocosì (Vulvia) - 12 agosto 2010 16:33
Eoni fa, lavoravo in una libreria. Arriva una tizia sulla quarantina con una panza enorme che vuole libri-gioco per bambini. Io "signora, ma non è un po’ presto per comprare libri al suo bambino? e’ ancora incinta, non li userà prima dei due anni"! Lei: "Non sono incinta, è per il mio nipotino".
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Commento di Apostocosì (Vulvia) - 12 agosto 2010 16:33
potevi concludere con un "ah, non è incinta? allora si faccia vedere" :P
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Commento di degra - 12 agosto 2010 16:36
tanti anni fa, quando i prefissi dei cellulari iniziavano ancora con lo zero, avevo ricevuto un sms da uno sconosciuto (che poi ho scoperto aveva sbagliato numero) che tentava un abbordaggio con una tecnica assai discutibile: "Tu non mi conosci, ma io ti vedo tutti i giorni". Il prefisso del suo cellulare era 0347. Spaventatissima, decido di richiamarlo, risponde una voce d’uomo e io inizio a riversare la mia furia su di lui, pretendendo di sapere da chi ha avuto il mio numero, come si permette di contattarmi così ecc. Il tizio continua a negare. Io infierisco: "è inutile che neghi, sei pure un vigliacco, sei stato tu a scrivermi." Va avanti così per un po’. Alla fine scopro che, nella frenesia, avevo composto il prefisso 0374 e stavo tormentando sul telefono di casa un tranquillo signore in provincia di Cremona, che anziché mandarmi a quel paese continuava a sopportare le mie ire tentando di spiegare.
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Commento di Raffa - 12 agosto 2010 16:41
tanti anni fa, quando i prefissi dei cellulari iniziavano ancora con lo zero, avevo ricevuto un sms da uno sconosciuto (che poi ho scoperto aveva sbagliato numero) che tentava un abbordaggio con una tecnica assai discutibile: "Tu non mi conosci, ma io ti vedo tutti i giorni". Il prefisso del suo cellulare era 0347. Spaventatissima, decido di richiamarlo, risponde una voce d’uomo e io inizio a riversare la mia furia su di lui, pretendendo di sapere da chi ha avuto il mio numero, come si permette di contattarmi così ecc. Il tizio continua a negare. Io infierisco: "è inutile che neghi, sei pure un vigliacco, sei stato tu a scrivermi." Va avanti così per un po’. Alla fine ho scoperto che, nella frenesia, avevo composto il prefisso 0374 e stavo tormentando sul telefono di casa un tranquillo signore in provincia di Cremona, che anziché mandarmi a quel paese continuava a sopportare le mie ire tentando di spiegare.
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Commento di Raffa - 12 agosto 2010 16:41
tanti anni fa, un pomeriggio telefono al mio ragazzo di allora. lui risponde, conversiamo amabilmente del più e del meno per un bel pezzo finché lui, palesemente imbarazzato, mi chiede: "scusa, è mezz’ora che cerco di capire chi sei ma proprio non ne ho idea, dammi almeno un indizio". avevo sbagliato numero. peraltro, era molto più simpatico lui del mio ragazzo, peccato non aver mai saputo che numero avevo fatto.
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Commento di eli - 12 agosto 2010 16:52
Sono senza occhiali e aspetto un mio amico in strada col quale avevo un appuntamento. Esattamente all’ora convenuta arriva una macchina uguale a quella del mio amico che si ferma esattamente lì dove avrei dovuto attenderlo. Con assoluta sicurezza mi avvicino, apro la portiera, mi accomodo, richiudo la portiera, saluto scherzosamente, mi giro e vedo uno sconosciuto grande e grosso che mi guarda con fare minaccioso.
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Commento di arsub - 12 agosto 2010 21:55
Sono senza occhiali e aspetto un mio amico in strada col quale ho un appuntamento. Esattamente all’ora convenuta arriva una macchina uguale a quella del mio amico che si ferma esattamente lì dove avrei dovuto attenderlo. Con assoluta sicurezza mi avvicino, apro la portiera, mi accomodo, richiudo la portiera, saluto scherzosamente, mi giro e vedo uno sconosciuto grande e grosso che mi guarda con fare minaccioso.
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Commento di arsub - 12 agosto 2010 21:55
Sono senza occhiali e aspetto un mio amico in strada col quale ho un appuntamento. Esattamente all’ora convenuta arriva una macchina uguale a quella del mio amico che si ferma esattamente lì dove avrei dovuto attenderlo. Con assoluta sicurezza mi avvicino, apro la portiera, mi accomodo, richiudo la portiera, saluto scherzosamente, mi giro verso il guidatore e vedo uno sconosciuto grande e grosso che mi guarda con fare minaccioso.
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Commento di arsub - 12 agosto 2010 21:55
Mitì, hos è la hall of shame di ff: http://friendfeed.com/hall-of-shame
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Commento di Andrea Grassi - 12 agosto 2010 22:42
Io una notte sono andato a mangiare alle Volte di piazza Manin, incontro amici e stringo la mano a una tizia che è con loro e (credo io) non conosco, vado a ordinare. Torno nella prima saletta e guardo la tipa sotto un’altra luce, era una mia amica che aveva un nuovo taglio di capelli, me idiota industriale. Lei non mi ha mai detto niente, penserà che sto veramente diventando cieco, il che è quasi vero.
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Commento di StefanoR - 13 agosto 2010 08:37
Una volta all’università c’era una tipa che mi stava raccontando di avere un fastidioso pretendente che le ronzava attorno impedendole di studiare… e insomma è lì che mi racconta di questo tipo e dei suoi goffi tentativi di approccio, dicendomi: "ma che palle, è sempre lì a di… a di.. a dirmi, e vuoi uscì, uscì, uscire… e ci prendiamo un ca, un caa.. un caffè…". E io "si ok ho capito, il tipo balbetta, ma raccontamela normalmente!" Ovviamente lei non stava riproducendo la balbuzie di quell’altro. Era sua ORIGINALE. Quando ho visto i miei amici allontanarsi con la faccia fra le mani ho avuto un LEGGERISSSSIMO sospetto… ^___^
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Commento di Alessandro Arcuri - 13 agosto 2010 08:50
@arsub, mi è successa la stessa cosa! prima di capire che il guidatore non era il mio fidanzato ho fatto in tempo anche a dire"ma che schifo che hai in macchina" e "dai, andiam
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Commento di Rox - 13 agosto 2010 09:11
@arsub, mi è successa la stessa cosa! prima di capire che il guidatore non era il mio fidanzato ho fatto in tempo anche a dire"ma che schifo che hai in macchina,l’avevi pulita solo 2 giorni fa, ma come l’hai combinata?" e "dai, andiamo, è tardissimo".
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Commento di Rox - 13 agosto 2010 09:11
una volta una ragazzina che era con me, stendendo l’asciugamano sulla spiaggia di Recco, disse ad alta voce: è meglio che oggi lo prendo un po’ davanti perché ieri l’ho preso dietro tutto il giorno e mi brucia da morire. c’è chi equivocò. visto che era molto giovane, alcuni mi guardarono con biasimo.
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Commento di storvandre - 13 agosto 2010 09:31
Come hai fatto a non scoppiarle a ridere in faccia? Hai ingoiato una sbocconata di sabbia? ^___^
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Commento di Alessandro Arcuri - 13 agosto 2010 09:33
eh diciamo che mi son venute anche un paio di idee…
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Commento di storvandre - 13 agosto 2010 09:35
@Rox, anche per te l’attenuante della mancanza di occhiali? :)
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Commento di arsub - 13 agosto 2010 09:38
Comunque l’altro giorno gallizio ha detto "smettetela di fare le galline" a due bambine padovane
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Commento di mafe - 13 agosto 2010 09:57
Roma, Dicembre 2003, pranzo all’aperto (era il 4 Dicembre e c’erano 20 °C, un bijoux) con alcuni colleghi della casa editrice con cui collaboravo da qualche mese… quindi, li non conoscevo ancora bene. Si discute di cinema e fumetti con alcuni di loro e con il capo-redattore. A un suo commento su un noto fumetto gli rispondo "Non capisci un cazzo di fumetti". Peccato che la persona in questione sia riconosciuta universalmente come uno dei maggiori esperti in Italia di fumetti, americani e non. Io però non lo sapevo. :D
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Commento di Fabio Cristi - 13 agosto 2010 10:05
Aggiungo che nel pomeriggio, mi ritoccarono al rialzo il contratto di collaborazione e io e questa persona restiamo tutt’ora in ottimi rapporti.
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Commento di Fabio Cristi - 13 agosto 2010 10:05
Aggiungo che nel pomeriggio, mi ritoccarono al rialzo il contratto di collaborazione e io e questa persona siamo tutt’ora in ottimi rapporti.
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Commento di Fabio Cristi - 13 agosto 2010 10:05
@arsub, ho 20/20…ma la macchina era uguale e aspettava nel posto giusto. Io ero distratta, perchè stavo telefonando. (arrampicata sugli specchi:-)
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Commento di Rox - 13 agosto 2010 11:16
una volta in autobus scambiai un commissario dei Carabinieri per un controllore. E gli chiesi di timbrami il biglietto. Il punto è che riconosco solo le diviise degli Alpini…
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Commento di Mara - 13 agosto 2010 11:29
Lui fu molto ironico. Mi disse: se vuole signorina,( perchè ero molto giovane), lo andiamo a timbrare in caserma…
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Commento di Mara - 13 agosto 2010 11:32
I carabinieri no hanno commissari, hanno i gradi dell’esercito italiano. Con appuntati e brigadieri.
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Commento di StefanoR - 13 agosto 2010 12:28