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Perché si Dice: Agosto moglie mia non ti conosco.

di Placida Signora - 30 luglio 2010

E’ forse uno dei proverbi italiani più strani e buffi che esistano.

Deriva dall’antica credenza che per gli uomini fosse estremamente dannoso per la salute avere rapporti sessuali con temperature elevate.

Ma era cosa difficilina evitarli perché, come scriveva Esiodo, l’astro diSirio proprio in questo mese accentuava il languore passionale delle donne: per colpa della “Canicula” (altro nome di Sirio, stella più grande della costellazione del Cane) in agosto “le donne son tutte calore e gli uomini tutti fiacchezza”.

Altra spiegazione indubbiamente più logica era quella che, rimanendo gravide in questo mese, le donne avrebbero partorito a maggio, mese inderogabilmente dedicato alla semina e ai lavori nei campi; faticose manovre nelle quali le “braccia” di tutti, anche quelle femminili, erano estremamente necessarie e una partoriente al nono mese o una novella puerpera non avrebbero di sicuro avuto la forza di svolgerli.

Nel corso dei secoli, e col variare delle abitudini e dei costumi, il proverbio ha preso un altro significato ancora; poiché le mogli andavano spesso in vacanza da sole coi figli, i mariti -rimasti da soli in città a lavorare- avevano più occasioni d’intrecciare extraconiugali avventure galanti.

Ma in nome della parità dei sessi la cosa era spesso ricambiata, visto che i treni carichi di mariti che arrivavano il venerdì sera dalle città nelle località delle Riviere dove le mogli erano in vacanza, dagli anni ‘20 sino ai ‘70 del secolo scorso venivano affettuosamente chiamati “i treni dei cornuti”:  e perché si dice “essere un cornuto” l’ho spiegato qui

©Mitì Vigliero


Come Rendere Meno Noioso un Petto di Pollo, e Vivere Felici: Ricette

di Placida Signora - 29 luglio 2010

Sappiamo tutti che il Petto di Pollo fa bene alla salute.

E’ magro, rispettoso di fegato e stomaco, ciccina bianca educata e tanto perbene.

Però, santiddìo…

Quant’è noioso di sapore?

Eccovi dunque un paio di ricette di Casa Placida atte ad affrontarlo con gusto e soddisfazione.


Miniscaloppine di Petto di Pollo all’Arancia (o al limone, o al lime)


Battete furiosamente le fettine di petto di pollo sino a renderle piatte e sottili.

Tagliatele a scaloppine quadrate di circa 5/6 cm. l’una, e infarinatele leggermente, impilandole in un piatto.

In una larga padella antiaderente, fate sciogliere una noce di burro.

Quando è sciolto, mettete a rosolare le miniscaloppile a fuoco alto, facendole ben dorare.

Bagnatele poi col succo di 1 grossa arancia (o di 1 limone, o di 2 lime, fate un po’ come vi pare), in cui sia stato mescolato un pizzico di origano, sale e pepe e la puntina di un cucchiaino di senape.

Fate ridurre il sughino (non tanto), assaggiatelo, aggiustate di sale se è il caso, spegnete il fuoco, servite a tavola e pappate.


Insalata di Petto di Pollo


Battete sempre con furiosa violenza le fette di petto di pollo, appiattendole il più possibile.

Mettetele a marinare in un piatto fondo con due cucchiai d’olio, succo di mezza arancia (o lime, o limone, o pompelmo, o mandarino, fate vobis), pepe, origano, timo fresco, erba cipollina fresca, prezzemolo tritato, erbette varie (van bene tutte, pur che legali ;-)

Nel frattempo, in un piatto largo con bordi alti (io uso una pirofila) mettete uno strato piatto di sarsèt (soncino, valeriana, gallinella, o come chiamate questa insalatina qui)

Sopra il sarset, distribuite anelli di cipollotti di Tropea o piccini da insalata.

Sopra i cipollotti, fettine di pomodori ciliegino.

Versateci su olio evo emulsionato con succo dell’altra mezza arancia usata per la marinata (o lime, o limone, o pompelmo, o mandarino, fate sempre vobis), pepe, sale, origano, e tutte le erbette di prima.

Non mescolate.

Scaldate la piastra da bistecche (o una padella antiaderente)

Sgocciolate bene le fettine di petto di pollo marinate,  mettetele sulla piastra calda e fatele cuocere  ben dorate.

Tagliatele a striscioline e posatele a griglia sui tre strati di verdurine intrisi di condimento.

Servite a tavola con una paletta da lasagne, con la quale servirete ogni commensale prendendo lo strato di verdurine coperto dalle strisce di pollo.

Poi deciderà lui se mescolare tutto insieme o no (ché siamo in un paese democratico e ciascuno può fare un po’ come gli garba) ;-)

©Mitì Vigliero

Libri in Vacanza

di Placida Signora - 28 luglio 2010


(©Bruno Benfenati)

 

Mi raccontate quali sono le vostre letture di questa estate?
E se cambiate “genere” quando siete in vacanza?

 

Perché si Dice: Avere il Magone

di Placida Signora - 27 luglio 2010

Il magone è quella sensazione di stretta alla gola data da un dolore, dalla malinconia o da qualunque cosa provochi tristezza.

Qualcuno, anzi, diciamo pure quasi tutti i vocabolari d’italiano, senza dare spiegazioni, lo fan derivare dal tedesco magen, stomaco, ventriglio.
E il Cortellazzo-Zolli indica, come periodo di diffusione della parola, il XV secolo.

Ma  le origini pare siano molto, molto più antiche e prettamente genovesi.

Era il 205 a.C., e imperversava la Seconda Guerra Punica, romani contro cartaginesi.

Genova era una fedele alleata di Roma; invece quasi tutti gli altri popoli liguri tifavano Cartagine.

Federico Mario Boero, signore delle vernici e scrittore appassionato di storia, nel suo Genova, genovesi e foresti – da Giano a Colombo (ed. Stringa, 1983), così descrive brevemente quel periodo

Da tre lustri c’è in Italia Annibale: è arrivato quasi in inverno, valicando le Alpi con gli elefanti. Ha incontrato i romani alla Trebbia e li ha riempiti di botte; ha proseguito e li ha riempiti ancora di botte al Trasimeno; è sceso e li ha nuovamente riempiti di botte a Canne. Per anni ha vissuto con il suo esercito nel meridione, ed è il terrore di Roma. Quando le cose cominciano ad andare un po’ meglio per i romani, chiama in aiuto il fratello Asdrubale il quale si precipita in Italia: ma i romani distruggono il suo esercito al Metauro e mandano la sua testa ad Annibale perché sappia

E qui salta fuori Magone, il fratello più piccolo di Asdrubale e Annibale.

Per aiutare quest’ultimo, partendo dalle Baleari - come narra Tito Livio - piomba all‘improvviso con più di 30 navi rostrate e un numero imprecisato di navi da carico su Genova, sbarcandole addosso 12.000 fanti e 2.000 cavalieri.

Fu una rovina; la città venne messa a ferro e fuoco, praticamente distrutta.

Rase completamente al suolo le mura, incendiate le case, le navi, gli orti.

Saccheggiata ogni ricchezza, che Magone portò trionfante nell’oppidum di Savona, sua alleata.

L’inaudita violenza dell’attacco e le spaventose perdite di vite, case e beni, segnarono talmente in profondo l’animo e la memoria dei genovesi che da allora ogni sensazione d’ansia, paura, travaglio, patema e sofferenza venne espressa col modo di dire avéi o magon (pron: u magùn), in perenne ricordo dell’artefice del primo dei tanti momenti brutti  che Genova, nella sua lunga storia, purtroppo sarà destinata a vivere.

©Mitì Vigliero

E voi, in dialetto o no, avete altri modi di dire che esprimano il magone?

(QUI i commenti su FriendFeed)

Onomastici: 26 luglio, Anna.

di Placida Signora - 26 luglio 2010


E’ un nome che amo moltissimo, perché era quello di mia madre; così come amo questo meraviglioso dipinto di Leonardo da Vinci (insieme a questo disegno): Anna che tiene seduta in braccio la figlia Maria che a sua volta stringe suo figlio.

Un’immagine speciale del rapporto che unisce le madri alle figlie; figlie che, per le mamme, il più delle volte  restano le loro “bambine” per sempre, qualunque sia il loro destino da adulte e anche se diventeranno madri a loro volta.

Anna deriva dall’ebraico Hanna, “la benefica“: antichissimo, è usato da millenni.

Per i Romani Anna Perenna era la divinità che regolava lo scorrere del tempo, e proteggeva i parti e le partorienti.

Per i Cristiani Sant’Anna è la mamma della Madonna, anche lei santa protettice di parti e partorienti.

E’ uno dei nomi più diffusi al mondo; anche se oggi qui pare un poco passato d moda, solo in Italia sono quasi un milione le Anne, oltre le varie Annamaria, Annalisa, Annarita, Annarosa ecc.

In Francia troviamo Anne, Annie, Annette,  Anaïs, Nanette, Ninon.
In Inghilterra Anne, Ann, Nan, Nancy, Nace, Nanny.
In Spagna e Portogallo Aña, Anina e Anita.
In Russia Hanna e Annick.

Portafortuna per le Anne:
Il colore : il blu.
La pietra: lo zaffiro.
Il metallo: l’oro.

E auguri alle Tesoremie Anna Righeblu, LaFlauta , AnnaLisa, Annarella!
(Se dimentico qualche Anna ditemelo, eh? ;-*)

 

©Mitì Vigliero

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