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M’ama non m’ama: Superstizioni d’amore

di Placida Signora - 12 febbraio 2010

Nessuno è più superstizioso di un innamorato, poiché tutto in amore è mistero e irrazionalità e quindi qualsiasi avvenimento, anche minimo, può assumere un particolare significato fausto o infausto.

Ecco una serie di quelle credenze che anticamente venivano chiamate  “Prove d’amore“.

***
CIGLIA
Trovate un vostro ciglio caduto sul viso o sul collo? Stringetelo fra il pollice e l’indice della mano destra e poi aprite le due dita di colpo: se rimane sul polpastrello del pollice, significa che il vostro amore vi pensa. Sull’indice, non vi sta pensando in quel momento. Se cade, pensate ad altro voi.

CINTURA o STRINGHE
Se si slacciano, vuol dire che siete desiderati ardentemente.

FIAMMIFERO
Accendete un fiammifero e guardate la direzione della fiamma: verso destra vuol dire che il vostro amore vi sta pensando intensamente, verso sinistra, che è in tutt’altre faccende affaccendato.

FIORI
Oltre la margherita conosciutissima da sfogliare lentamente e senza barare ripetendo “m’ama non m’ama”, i fiori sono utilissimi per inviare amorosi messaggi segreti.
Camelia: “ti amerò per sempre“. Edera: “dove m’attacco muoio“. Garofano rosa: “ti sarò fedele sino alla morte“. Giunchiglia: “languisco d’amore“. Gardenia: “ti amo segretamente“. Girasole: “non vedo che te“. Rosa rossa: “ti amo alla follia“.
Tulipano: “sei adorabile“. Viola: “ti penso“.
In caso di litigio e rottura invece, inviare un mazzo composto da gladioli (indifferenza), ranuncoli (perfidia), ortiche (crudeltà) e gerani scarlatti (sarai bella/o, ma sei citrulla/o).

MOSCONE
Svolazzante nella camera dove siete, segnala notizie dell’amato/a in arrivo.

NASO
Se prude segnala l’arrivo di “pugni o baci”, ossia litigi o piacevoli coccole.

OCCHIO
Se vi “balla” l’amatobene sta parlando di voi; bene se è il sinistro, male se è il destro. 

AGHI
Prendere due aghi, in uno infilare del filo rosso, nell’altro del filo bianco. Farli infilzare da qualcuno in un cuscino (voi non guardate!): chiudere gli occhi e prenderne uno. Se avrete scelto quello col filo rosso, entro tre settimane il vostro amore si dichiarerà: se il filo sarà quello bianco, in bianco rimarrete.

BARBE E PANCIONI
Contare 9 donne incinta e 9 uomini con la barba incontrati per strada (non importa quanto tempo ci metti). La notte in cui avrai incontrato l’ultimo dei 18, sognerai l’uomo (o la donna) della tua vita e lo-la incontrerai nel giro di una settimana.

FRUTTI BACATI
Trovare un vermettino in un frutto apparente intatto e offerto dalla persona amata non è un buon segno.

LEGNA
Quando la legna nel camino soffia, litigio in arrivo

VINO
In una tavolata, se si finisce una bottiglia di vino nel bicchiere di una nubile o di uno scapolo, questo si sposerà entro l’anno

MARGHERITE 2.0
Da sfogliare sul monitor, per sapere se v’ama o non v’ama.

©Mitì Vigliero

Ne conoscete altre?

ZiaPeperina: Contare i bottoni di un golf o di una camicia ripetendo sempre m’ama non m’ama

Beppe: Quand’ero alle medie furoreggiava quel giochino di contare tutte le lettere e le vocali uguali nel nome-cognome di lei e di lui. Se veniva numero dispari era VERO AMORE!

Galòp e Domande

di Placida Signora - 12 febbraio 2010

Oggi sarà una giornata di galòp direi…stressante.
Ma mi tocca.
Vabbé.

Vi lascio con un paio di cosette da leggere:

- La mia risposta alla domanda “E se ti dico rosso?, su InPausa

- Le altrui risposte a questa mia domanda su FF. Mi piacerebbe molto anche sapere le vostre, di risposte: me le lasciate nei commenti?

Un bacio a tutti!


Cosa sta dicendo?

di Placida Signora - 11 febbraio 2010

(*)

 

ZiaPaperina: Hai visto come sono dimagrita?

Borg: Che bello vederti, fatti abbracciare!

Rino: Como es fria esta agua gelida

Roger: ma come devo dirtelo? …alla casella 31 (“pozzo”) si va subito alla casella 42 – prigione -; alla casella 42 (“prigione”) si rimane fermi fino a quando non arriva nella casella un altro segnalino, che viene a sua volta “imprigionato” o fino a quando non si tira 5 o 7 con i dadi…Immunità…processo breve…??…che cosa sono…????….O RISPETTI LE REGOLE oppure….ME NE TORNO SUL CAMPIDOGLIO!!!

Mimosafiorita: Amore vieni tra le mie ali, perdonami! Tra me e quel paperotto c’è stato solo mmm…un bacio a fior di becco.

Tittieco: Son l’OCA GIULIVA che starnazza in comitiva!

Beppe: sta ballando

John: Io sì che so prendere di petto le cose!

Aglaia: fate largoooooo vado di corsaaaaaa!!!

Meristemi: Ho un freddo ai piedi… Son tutti rossi e se continua questa buriana mi verranno dei geloni “grandi così”!

Skip: Della serie oche alla riscossa: Le mie penne per scrivere? Giammai!

Sabina: Mitì, ma ti ricordi di me!? Sono una di quelle oche dell’Olanda! (sì che mi ricordo, emigrate in via Bertani ;-)

Cristella: “Modello Giuditta…”

 

Per la Serie “Tipi e Tipetti”: La Strafiga

di Placida Signora - 10 febbraio 2010

Alla mattina, appena sveglia, si guarda allo specchio del bagno atteggiando le labbra a cuore: si sorride e si manda baci.

Poi si fa l’impacco di midollo ai capelli; mezz’ora di idromassaggio circondata da candele profumate; un’ora di maschera facciale.

Una volta vestita si siede davanti allo specchio e prova il modo migliore di accavallare le gambe, di gettare indietro la testa quando ride, di far cadere maliziosa la maglia per mostrare la spalla nuda, di sollevare i piedini numero 42 nudi e stretti in sandaletti sexy, di muovere le mani in modo da far scintillare gli anelli e ondeggiare sensuali le collane.

Prove estenuanti, ma che un giorno -la Strafiga ne è sicura- daranno i loro frutti.

Non per nulla per truccarsi, vestirsi, pettinarsi, impiega circa tre ore; per questo si sveglia intorno alle 4,30 e si presenta in ufficio (o scuola, negozio, redazione ecc) leggermente ansante, dicendo in tono languido e badando a sottolineare bene le pause allusive: “Scusate, ieri sera ho fatto tardi. Ma è stata una notte…speciale…”.

Quando guarda le altre donne la Strafiga socchiude gli occhi a fessura, butta fuori il petto, artiglia leggermente le mani, non gonfia la coda solo perché non la possiede, ma in compenso soffia nervosa: “Ma chi si crede di essere quella lì?”. 
Poi si specchia in una vetrina -o in qualunque altra superficie riflettente- e si sussurra guardandosi con sguardo amoroso: “Mica nessuna è bella come te…”

La Strafiga quando cammina ondeggia come un tubo di gomma in bilico su tacchi alti 14 cm; in realtà il suo vorrebbe essere “il passo della pantera”, ma si fa quel che si può.

Solitamente è abbigliata con maglie iperscollate e microminigonne elasticizzate indossate per far risaltare meglio la liscia rotondità del sedere: è per questo motivo che la Strafiga è molto spesso piegata a mo’ di compasso o sulla spalla di qualche maschietto per dirgli, anzi, sussurrargli qualcosa di importantissimo, o  a raccogliere qualcosa sul pavimento.

Ogni suo minimo gesto è calcolato al millesimo e frutto di lunghi, approfoditi studi: persino la forma delle labbra è appositamente creata sussurrando in continuazione la parola “broncio“, cosa che permette di trovarsi una boccuccia alla Bardot senza dover ricorrere al collagene.

Qualunque mestiere faccia, la Strafiga lo fa con l’aria di dire: “Guardami bene perché sono qui solo di passaggio”.

Ma in ogni caso la Strafiga deve inventasi almeno un hobby serio come un secondo lavoro che la metta a contatto con la Gente, possibilmente con persone di una certa influenza, capaci -chissà- di introdurla un giorno nel mondo dorato dello spettacolo, perché le Strafighe di solito son piene di virtù artistiche, glielo diceva sempre la nonna: “Tu con tutte le scene che fai finirai su un palcoscenico…”

In fondo, che vale essere Strafighe se poi non ti guarda nessuno?

Come disinnescarla
Mentre esibisce cosce e tette, dire a voce altissima:
“Cielo, ho dimenticato di comprare la trippa per il gatto!”

©Mitì Vigliero da “Il Sale di Adamo”, Rizzoli

Altre caratteristiche? O altri suggerimenti per disinnescarla?

Equipaje: E a volte gira pure con il “chihuahua da borsetta” (borsetta estiva e borsetta invernale)

Borg: Aggiungerei: Non parla, ma miagola.

Mimosafiorita: Oppure disinnescarla dicendo: Ma che profumo hai messo, puzza di crisantemo.

Raffa: Fa la lampada, estate e inverno. Ma ti dice che lo fa perché le dà un aspetto più sano, “sai, di mio ho una carnagione così pallida che allo specchio non mi sopporto!”

Internet e il Senso del Tempo

di Placida Signora - 8 febbraio 2010

Cercando del materiale sulla variazione delle sensazioni umane nell’ultimo decennio (cosa complicata a cui sto lavorando da un po’), mi sono imbattuta in questa domanda:

Com’è possibile che, rileggendo un vecchio post, ci si senta come se si stesse sfogliando un album di vecchie foto impolverate e ingiallite, quando non sono ancora passati due anni?

E ora vi chiedo: secondo voi i blog, i social network, l’uso di Internet in generale, possono modificare il nostro “senso del tempo”?

(In ogni caso, per rimaner ancorati a terra, segnalata dal Tesoromio Phonkmeister qui c’è l’ora: precisissima)

Qui le risposte su FriendFeed

Borg: Sì lo cambiano. Un esempio fra tutti, almeno per quanto riguarda me. Il telegiornale che guardo alla sera a casa, a me sembra *vecchio* perché per tutto il giorno non ho fatto che seguire le notizie in tempo reale in rete. Sì certo, anche prima arrivava l’Ansa. Ma non è la stessa cosa. Ora ogni notizia è immediatamente commentata da chi la riceve, rimbalza ovunque, viene ripresa, smembrata, approfondita, discussa, testimoniata subito. E le sue, che so, 4 ore trascorse dall’arrivo possono sembrare 12. Immagazziniamo in fretta. Forse troppo.

Equipaje: Anche se pare non rispondere precisamente alla tua domanda, mi viene in mente un articolo di Franco Carlini letto mille anni fa su “il Manifesto” e mai più ritrovato che, all’incirca, diceva: chi sale la montagna dal sentiero conserva un ricordo diverso da chi la sale in funivia; anni dopo, riguardando le foto scattate in vetta, il primo sentirà riaffiorare sensazioni, sentimenti e finanche le imprecazioni dovute agli scarponi stretti, i secondi si domanderanno perplessi “e qui, dove diavolo eravamo?”.
Carlini insinuava insomma che un fatto un evento una lettura una montagna un amore, per essere metabolizzati, hanno bisogno di un tempo sensato di assimilazione. Ecco, tutto qui.

Maurizio:  Siamo alle solite: il tempo è un parametro o una variabile dinamica? Quid est ergo tempus?

Luca: …. non credo che internet abbia modificato la percezione del tempo, ma sia la percezione del tempo figlia di internet, mi spiego meglio..lavoriamo su dei tempi assolutamente differenti le mail gli sms prima non c’erano, se mia nonna voleva sapere dov’ero chiedeva in giro, oggi mi manderebbe un sms, è tutto più stretto più veloce anche la richiesta di informazioni è così vogliamo sapere tutto subito guardare il video in streaming, anzi se fosse possibile guardare il video in diretta di quello che succede. Per me è possibile guardare un post così un po’ perchè, almeno nel mio caso, anche da piccolo non ho mai avuto un diario non ho mai tenuto traccia di fatti sensazioni emozioni, e tornare anche dopo 6 mesi a rileggere cosa facevo mi fa sempre un po’ strano… un po’ cronista di me stesso

Dania: La mia percezione del tempo è cambiata. È come se fosse raddoppiato il tempo che vivo, diviso tra on e off line. Le due realtà non vivono più diacronicamente, ma sincronicamente. È una specie di metatempo in cui vivo, racconto come vivo e rivivo nel confronto sul racconto. Rileggere un post di 5 anni fa mi fa sentire invecchiata di 10 anni. Sarà per questo motivo che ultimamente ho sempre sonno.

Icy Stark: Domanda interessante, ma credo parta dall’altro capo della questione. Non è il senso del tempo che è cambiato, ma tutto quanto gli è attorno. Il tempo per definizione è un cambiamento, un ritmo anche periodico tra mutamenti che si susseguono nelle informazioni. Ed è proprio per via di queste ultime che è cambiato e sta cambiando il mondo. Informazioni, molte informazioni, troppe informazioni. La rete ci ha aperto le porte dell’accessibilità a qualsiasi conoscenza, che siano notizie, post o articoli tecnici. Il senso del tempo delle persone è qualcosa di molto interiore…(continua qui)

Fatacarabina: Ci sto pensando, sai, a questa cosa del tempo. L’altro giorno scorrevo i vari post del mio blog, l’hotel è aperto da tre anni oramai, e davvero dentro ci si trova dentro una vita, che si è modificata, che mi ha cambiato, persone che oggi non penso più e persone che oggi sono più importanti di ieri. Secondo me non è che la percezione del tempo si modifica, è che il tempo se lo fermi si espande a seconda delle tue sensazioni e quindi come in un album di foto, anche nel blog spesso racconti una cosa e fermi un attimo, una sensazione, una situazione. E capita, perché siamo in costante mutazione, che quel che hai scritto ieri, oggi ti sembri vecchissimo.

Baol: Non so se cambi la percezione del tempo, sicuramente ne cambia l’utilizzo, ne sconvolge la scaletta, la riadatta a collegamenti/lettura/post ecc ecc…

ArMyz: Non cambia solo la percezione del tempo ma anche come impieghiamo il tempo e quanto siamo disposti ad impiegarne. Spesso è una continua rincorsa a ciò che è aggiornato. A volte anche a discapito della sostanza. Chiaramente la tipologia dei contenuti esalta o meno la percezione ed il ruolo del tempo trascorso. Attenzione però perchè secondo me c’è anche l’altra chiave di lettura: la rete in molti casi blocca il tempo, lo fotografa, lo archivia e, di fatto, decontestualizza. Un bell’argomento direi.

Gianni: Si! il tempo e la sua percezione sono la chiave di lettura migliore per conoscere questo periodo. il tempo passa in fretta quando si svolge qualsiasi attività su internet perché la riteniamo costruttiva, interessante e divertente.
la quantità di informazioni disponibili ha un prezzo che è la connessione, l’enegia, il pc, l’abbonamento etc. Invece ciò che assimiliamo, che ci migliora, lo ripaghiamo col tempo speso nella ricerca e fruizione delle informazioni. Quindi se la moneta con cui paghiamo la conoscenza è il nostro tempo, qual è il loro rapporto? Fino a che punto ci conviene?
Su internet è tutto più veloce: scrittura, lettura e calcolo. A questa velocità un post scritto un mese fa ci appare vecchio di un anno. Ma mi chiedo: a questa velocità è possibile assimilare? ci miglioriamo? c’è un “moto a luogo” o siamo veloci senza spostamento come una trottola?

Skip: Mi ritrovo un po’ nei precedenti ed interessanti commenti e spero di riuscirmi a spiegare. Essendo anch’io dell’età di mezzo, noto che Internet consente di consultare in modo immediato e diretto un mare di risorse ed informazioni e pertanto, secondo me, velocizza il pensiero , la capacità di sintesi, fa acquisire prassi operative più rapide.Il tempo è lo stesso ma viene percepito quindi in modo diverso rispetto ad anni fa . A riguardo dei post che sembrano risalire a molto tempo prima, ho l’impressione che i ricordi o le tracce di sè che prendono forma nella scrittura, siano metabolizzati in modo più profondo, rivissuti di più a livello emotivo, articolati, strutturati, sviscerati, a seconda del tipo di testo. E’ come se la scrittura facesse maturare i pensieri o la memoria dando l’impressione che appartengano ad un tempo più remoto ( tanto più se si scrive con assiduità) .

NonnaPapera: Siamo più frenetici di prima. Siamo diventati “consumatori”, non più fruitori.
Ma non è colpa di internet&c.
Siamo più superficiali, non abbiamo più la costanza e la pazienza di attendere.
Una volta il conte di Montecristo era uno sceneggiato di molte puntate ad appuntamento settimanale, oggi viene concentrato in 2 o 4 puntate trasmesse in giorni più o meno consecutivi per non perdere l’attenzione del pubblico.
E se la storia si snoda per periodi più lunghi, allora ogni puntata deve essere autonoma, indipendente, deve avere un senso compiuto e non lasciare sospesi, altrimenti non funziona.
Mi viene il dubbio che tutta la fretta, la superficialità con cui vengono trattati tutti gli argomenti, rapidamente e senza approfondimenti, sia solo la conseguenza di un tragico deficit d’attenzione di massa.
Per tornare alla tua domanda, a mio parere on sono Internet i blog, i social network, in generale, a modificare il nostro “senso del tempo”, semplicemente si adeguano al senso del tempo comune.

Renata: Non sono il blog ed i social network a cambiare il ritmo della vita. Il ritmo ce lo cambia il consumismo in genere.
Al 15 agosto vedere nelle vetrine i cappotti, che svieni in un bagno di sudore solo a guardarli! Alla fine di ottobre vedere che appendono le luminarie per Natale, avere il panettone disponibile dagli ultimi di ottobre / primi di novembre fino a Pasqua…
Quando arrivi al Natale sei esausta di tutto quanto hai visto per vagliare l’acquisto dei regali ai tuoi, che il senso di nausea è continuo.
Il blog come tutto internet invece secondo me non ha tempo ed è questo forse che ci attira, per la varietà e la complessità di persone e nozioni che ci troviamo, per le notizie che arrivano e quindi diventano immediatamente obsolete, anche se concordo che alle volte tutto viene trattato in superficie. Ma quando si corre come corriamo noi, poco tempo lo si può lasciare all’approfondimento, che invece richiede concentrazione e lunga dedizione!

Diego: l’inconsistenza materiale ci fa apparire le parole scritte su un monitor meno preziose; un foglio di carta, un appunto scritto sul retro d’un biglietto appuntamento del callista, quando li ritrovi, hanno un che di cimelio, quindi “rivivono”, un pò come la minestra liofilizzata cui rimetti l’acqua; è strano, abbiamo ancora bisogno di “cose”, il nostro cervello non è abituato a queste realtà immateriali; la vecchia pergamena del diploma di maturità, ti ricorda la scuola, potresti avere 100 gioga di pdf, non te ne frega niente; la memoria, quelle proteine acquattate all’incrocio dei dendriti dei neuroni, ha bisogno d’uno stimolo fisico, per farci vivere un ricordo (un ricordo non è un pezzo di passato, è un pezzo di presente che si nutre del passato); lo stimolo visivo del monitor è freddo, è scarso, nell’internet nessuna petit madeleinette ci darà emozione; e allora, che si scrive a fare? scusa la prolissità p.s., ma l’argomento è molto complesso

Icy Stark segnala questo articolo, decisamente in tema.

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