©

Natalizi Ricordi Golosi

di Placida Signora - 12 dicembre 2009

Borg nei commenti scrive:

“Uno dei ricordi più golosi che ho dei natali della mia infanzia, è il panettone ripieno di gelato che faceva mia nonna.”

E voi quale ricordo goloso avete dei Natali della vostra infanzia?

Nonna Papera: Mi ricordo il panettone inzuppato nello spumante. Le coppe del servito buono, basse e larghe come si conviene a uno spumante dolce. Orrore, orrore! mi son redenta: non lo faccio più! Ma ricordo anche il torrone Strega, mai più ritrovato in quel tipico incarto giallo zafferano con il disegno della strega di Benevento.

Fatacarabina: il pandoro con la nutella di mia madre, tagliato a stella :)

Gianni: il profumo del brodo.

Caavaggio: io ricordo i toto, profumatissimi biscottini che ormai in sicilia non fa più nessuno,la solita storia le ricette povere che vengono snobbate

Aglaia: Ricordo il sapore dell’attesa, della meraviglia dei doni,ricevuti e fatti, del brodo e gli agnolotti così cari a mio padre, del ripieno del cappone e dei fruttini mostardati,del panettone e Ricciarelli e Panforte a fine pasto e immancabili torroni spaccadenti!

Graziella: Ricordo un mobile basso e lungo della sala da pranzo ricoperto di coppe di cioccolatini,pandolce,marrons glacés,frutta secca e (facevamo sempre il natale con zii e cugine) l’immancabile, deliziosa torta della zia a base di cacao, noci e patate. Era deliziosa! Ogni tanto la faccio ma non ha più quel sapore. E poi ricordo…ricordando mi viene anche il magone e vorrei avere ancora quelle persone vicine.

Borg: Anche i ravioli che facevano insieme mio padre e mia madre. Lavoravano per due giorni, ridendo e litigando. Per lunghi anni siamo stati in 20 attorno alla tavola di Natale. Poi sempre meno. Mai più mangiato dei ravioli così.

Regi: Mia madre appendeva all’albero dei cioccolatini a forma di Babbo Natale, di trombetta, di cavallino e via dicendo, coperti di stagnola colorata e stampata secondo la forma prescelta. Noi bambini desideravamo ardentemente mangiarli, ma dovevamo aspettare il giorno della Befana, quando l’albero veniva smontato. Quel cioccolato al latte, probabilmente dozzinale, era la cosa più buona dei cibi di Natale.

Tittieco: Ricordo le mie “TRE FATINE” mamma, zia, e nonna nella enorme cucina di casa (era grande come una piazza d’armi) indaffarate e intente a preparare il ripieno per i ravioli, il brodo di cappone, insalata russa, costine d’agnello impanate……. profumo di famiglia, profumo d’amore; basta va là che poi mi commuovo e mi si alza la pressione!

Nives: Ricordi diversi in cucine diverse: da Nonna Ida, ancora viva e vegeta a 91 anni a dirigere la Zia che non fa le “cose” a dovere, la sfoglia per i tortellini, ritagliata a ovali con un bellissimo marchingegno che avrei tanto voluto usare, ma che mi tenevano accuratamente lontano, il ripieno speziato che rubato era ancora più buono e nonna, zia e mamma ad arrotolare tortellini attorno al dito. In casa della nonna materna era tutto diverso, i ravioli già pronti sul tavolo della sala e la cima in “carregoia” già dalla vigilia la cui cena prevedeva cavoli neri e patate bollite. Alla mattina di natale, giusto per preparare lo stomaco, mentre gia’ sobbolliva il tocco si faceva colazione con le beelette di agnello! Certo la preparazione del pranzo occupava due giorni, ma si restava a tavola sino alle 16 quando arrivavano gli altri nonni e si riapriva spumante e pandolce ( unica variante concessa il pandoro) per trascinarci tutti alla cena quando si mettevano i ravioli in brodo e si ricominciava con il bollito la salsa verde…!

Anna Righeblu: Ricordi natalizi golosi: i tortellini in brodo, le lasagne preparate da mia madre, e la frutta secca dei panpepati con la cioccolata fondente… ma il “sapore” che ricordo di più era quello dei preparativi nel periodo precedente il Natale, l’idea del calore della famiglia…
Ricordi piacevoli Mitì, con un fondo di tristezza.

Renata: Che bei ricordi Mitì! Si arrivava da nonna in campagna la mattina della Vigilia e si iniziava a preparare gli ingredienti per le “fritole”. Chi preparava la frutta secca aprendola con lo schiaccianoci, chi aiutava mamma a pelare le mandorle e le noci della pellicina, mentre nonna tostava le nocciole, io dovevo grattuggiare la cioccolata e mi leccavo con gusto le mani che calde facevano squagliare il blocco durante l’operazione, mamma pesava gli ingredienti, nonna toglieva dalla madia gli aromi, mio fratello grattuggiava gli agrumi.
Tutti collaboravano a sbucciare le mele perché bisognava preparare velocemente la base dell’impasto: venivano messe a disfarsi in poca acqua nel paiolo della polenta: poi pian piano venivano aggiunti i vari ingredienti, per ultima la farina, che deve amalgamare il tutto in una “polenta” morbida ma consistente. Questa veniva fatta raffreddare sulla “tavola dei gnocchi” e la si lasciava riposare fino a che fredda diventava consistente. Con un cucchiaio si prendeva un po’ di pasta e si formavano le palline, passate prima in farina e poi fritte in abbondante olio caldissimo sempre nel paiolo della polenta.
La sera nonna e mamma friggevano alla luce del cucinino, scambiandosi le ultime notizie di avvenimenti, parenti, mentre noi impazienti, allestendo il presepe e l’albero di Natale, attendevamo di mangiare le prime fritole.
Quando vengono a galla e sono cotte, bisogna sgrondarle dall’olio e riporle su di un vassoio con carta da fritto e subito spolverarle di zucchero semolato (se trovate quello bello grosso è meglio). Solo quando saranno fredde potrete riporle in ciotole profonde (altrimenti se sono calde si schiacciano). Conservatele in luogo fresco e asciutto durano fino alla Befana.
Le dosi per le Fritole istriane : 4 kg. mele, 300 gr. di mandorle, 300 gr. di noci, 300 gr. di nocciole, 200 gr. di pinoli, 2 quadrati di cioccolato fondente, 300 gr. uva passa, 100 gr. di cacao, (cedrini 150 gr. solo se piacciono), 1 uovo 400 gr. zucchero (ma aggiustatelo a vostro gusto ed a seconda della dolcezza delle mele). un bicchierino di rum Bacardi, i semi di un baccello di vaniglia, 500 gr. di farina, sale.
La nonna la settimana prima del nostro arrivo faceva le pinze (pan dolce) di farina di frumento: la pasta subiva a casa una prima lavorazione, ma veniva portata al fornaio del paese per la cottura nel grande forno dopo una o due giornate di lievitazione nella camera della panetteria. Durante le feste erano riposte sul pianerottolo in scatoloni foderati di vecchie tovaglie e profumavano tutte le scale!

Simple: Il panettone che il nonno faceva apposta per noi nipoti, sudando come un matto accanto al forno a legna nonostante i più di 35° che c’erano a Buenos Aires in dicembre.

Marina: Mannaggia non ho nessun ricordo nostalgico come i vostri. Quando si andava dai nonni a Perugia era un freddo boia e la casa piuttosto gelida. Mia nonna preparava un pranzone e poi alle donne di casa toccava lavare i piatti (una montagna), mentre i maschi parlavano in un’altra stanza.Qui ad Ancona situazione più soft, ma zero tradizioni anche perché mia mamma ha sempre odiato cucinare però siccome ha lo spirito della martire e la tendenza poi al rinfaccio, preferiva fare tutto lei piuttosto che andare a pranzo fuori o comperare tutto pronto.

Chamfort: I sottaceti che, su un piatto di cristallo diviso a spicchi, venivano posati sulla tavola dall’antipasto e ci restavano sino al dolce. Non li mangiava praticamente nessuno tranne me. Impazzivo soprattutto per i carciofini sott’olio preparati da un anno all’altro e in quantità industriale da zia Tica, la sorella più grande di nonno e che si chiamava Scolastica, poverina ;o). Mai più trovati dei carciofini così, mai. (questo post è una meraviglia)

40 Commenti




  1. Mi ricordo il panettone inzuppato nello spumante. Le coppe del servito buono, basse e larghe come si conviene a uno spumante dolce
    Orrore, orrore! mi son redenta: non lo faccio più!
    Ma ricordo anche il torrone Strega, mai più ritrovato in quel tipico incarto giallo zafferano con il disegno della strega di Benevento.

    Commento di NonnaPapera - 13 dicembre 2009 00:43

  2. il pandoro con la nutella di mia madre, tagliato a stella :)

    Commento di fatacarabina - 13 dicembre 2009 01:18

  3. il profumo del brodo

    Commento di gianni - 13 dicembre 2009 07:05

  4. che buono d’essere questo panettone io ricordo i toto profumatissimi biscottini che ormai in sicilia non fà più nessuno,la solita storia le ricette povere che vengono snobbate baxin

    Commento di caravaggio - 13 dicembre 2009 08:33

  5. Ricordo il sapore dell’attesa, della meraviglia dei doni,ricevuti e fatti,
    del brodo e gli agnolotti così cari a mio padre, del ripieno del cappone e dei fruttini mostardati,del panettone e Ricciarelli e Panforte a fine pasto e immancabili torroni spaccadenti!

    Commento di Aglaia - 13 dicembre 2009 09:00

  6. Ricordo un mobile basso e lungo della sala da pranzo ricoperto di coppe di cioccolatini,pandolce,marrons glacés,frutta secca e (facevamo sempre il natale con zii e cugine) l’immancabile, deliziosa torta della zia a base di cacao, noci e patate. Era deliziosa! Ogni tanto la faccio ma non ha + quel sapore. E poi ricordo…ricordando mi viene anche il magone e vorrei avere ancora quelle persone vicine.

    Commento di graziella - 13 dicembre 2009 09:19

  7. Nonna Papera, quelle coppe erano bellissime, e il panettone pucciato nello spumante era una delle cose più buone del mondo!

    Commento di Placida Signora - 13 dicembre 2009 11:10

  8. Fatacarabina, da noi nonna Teresita metteva una crema pasticcera che sapeva tantissimo di limone, fra quelle stelle :-)

    Commento di Placida Signora - 13 dicembre 2009 11:11

  9. Gianni, e nel brodo? tortellini? :-*

    Commento di Placida Signora - 13 dicembre 2009 11:12

  10. Caravaggio, com’erano fatti quei biscottini? :-**

    Commento di Placida Signora - 13 dicembre 2009 11:12

  11. Aglaia, io da sempre torrone morbido (sono pigra anche lì, eh?) ;-*

    Commento di Placida Signora - 13 dicembre 2009 11:13

  12. Graziella, e come la fai quella torta cacao noci patate? mi incuriosisce molto! (e sì, quei sapori non sono più gli stessi…ma non credo dipenda dagli ingredienti. Solo da noi. :-***)

    Commento di Placida Signora - 13 dicembre 2009 11:15

  13. I ravioli che facevano insieme mio padre e mia madre. Lavoravano per due giorni, ridendo e litigando. Per lunghi anni siamo stati in 20 attorno alla tavola di Natale. Poi sempre meno. Mai più mangiato dei ravioli così.

    Commento di Borg - 13 dicembre 2009 11:36

  14. Mia madre appendeva all’albero dei cioccolatini a forma di Babbo Natale, di trombetta, di cavallino e via dicendo, coperti di stagnola colorata e stampata secondo la forma prescelta. Noi bambini desideravamo ardentemente mangiarli, ma dovevamo aspettare il giorno della Befana, quando l’albero veniva smontato. Quel cioccolato al latte, probabilmente dozzinale, era la cosa più buona dei cibi di Natale.

    Commento di regi - 13 dicembre 2009 11:43

  15. Ricordo le mie “TRE FATINE” mamma, zia, e nonna nella enorme cucina di casa (era grande come una piazza d’armi) indaffarate e intente a preparare il ripieno per i ravioli, il brodo di cappone, insalata russa, costine d’agnello impanate……. profumo di famiglia, profumo d’amore; basta va là che poi mi commuovo e mi si alza la pressione!

    Commento di Tittieco - 13 dicembre 2009 11:48

  16. Puoi aggiungere per favore un “anche” davanti a ravioli? :*

    Commento di Borg - 13 dicembre 2009 12:12

  17. Borg, anche noi eravamo tanti attorno a quella tavola…Aggiunto.:-*

    Commento di Placida Signora - 13 dicembre 2009 12:17

  18. Regi, lo immagino. Da bimbi il “buono” ha un sigificato particolare :-)*

    Commento di Placida Signora - 13 dicembre 2009 12:17

  19. Tittieco, no no, tienla ferma la pressione! ;-**

    Commento di Placida Signora - 13 dicembre 2009 12:18

  20. Ricordi diversi in cucine diverse: da Nonna Ida, ancora viva e vegeta a 91 anni a dirigere la Zia che non fa le “cose” a dovere, la sfoglia per i tortellini, ritagliata a ovali con un bellissimo marchingegno che avrei tanto voluto usare, ma che mi tenevano accuratamente lontano, il ripieno speziato che rubato era ancora più buono e nonna, zia e mamma ad arrotolare tortellini attorno al dito. In casa della nonna materna era tutto diverso, i ravioli già pronti sul tavolo della sala e la cima in “carregoia” già dalla vigilia la cui cena prevedeva cavoli neri e patate bollite. Alla mattina di natale, giusto per preparare lo stomaco, mentre gia’ sobolliva il tocco si faceva colazione con le beelette di agnello! Certo la preparazione del pranzo occupava due giorni, ma si restava a tavola sino alle 16 quando arrivavano gli altri nonni e si riapriva spumante e pandolce ( unica variante concessa il pandoro) per trascinarci tutti alla cena quando si mettevano i ravioli in brodo e si ricominciava con il bollito la salsa verde…….!

    Commento di nives - 13 dicembre 2009 13:45

  21. Eccola. Si chiama “Torta meravigliosa di noci”. 60gr di noci tritate, 60gr di burro, 225 di zucchero, 70gr cioccolato amaro (o cacao),1 bicchiere di latte,140gr di farina,200gr di patate crude bollite e passate al setaccio, 1 cucchiaio di marsala, 2 uova e 1 bustina di lievito vanigliato.
    Sbattere burro + zucchero + cioccolato fuso+ patate e mescolare, poi aggiungere rossi d’uovo + latte + farina + lievito + noci + liquore + i due bianchi montati a neve. Cuocere in tortiera poco profonda 25|35 minuti a calore moderato. Poi si può ricoprire con una glassa bianca. Allora era proprio meravigliosa, oggi così così. Ciao Mitì e Buona Santa Lucia che a Brescia si festeggia.

    Commento di graziella - 13 dicembre 2009 14:44

  22. Nives, grandi nonne! la salsa verde è una delle mie perverse passioni segrete. La mangerei a cucchiaiate! :-)***

    Commento di Placida Signora - 13 dicembre 2009 14:53

  23. Grziella, sembra ottima! la proverò giù a Roma (ché dovrei avere più tempo. dovrei). A proposito di Santa Lucia, avevi letto questo?
    http://www.placidasignora.com/2007/12/12/domani-arriva-santa-lucia/

    Commento di Placida Signora - 13 dicembre 2009 14:57

  24. Grazie, voglio anch’io annotarmi il tempo che farà da oggi a Natale come facevano gli antichi contadini. Qui freddo, parzialmente e anche totalmente nuvoloso. Aria di neve!

    Commento di graziella - 13 dicembre 2009 15:58

  25. Ricordi natalizi golosi: i tortellini in brodo, le lasagne preparate da mia madre, e la frutta secca dei panpepati con la cioccolata fondente… ma il “sapore” che ricordo di più era quello dei preparativi nel periodo precedente il Natale, l’idea del calore della famiglia…
    Ricordi piacevoli Mitì, con un fondo di tristezza.
    Baci

    Commento di Anna Righeblu - 13 dicembre 2009 17:15

  26. che bello questo post, a leggere tutti i commenti mi son tornat1 alla memoria tanti ricordi. E’ il bello (e il brutto) di avere più anni dietro alle spalle di quelli che -ragionevolmente- ci si aspetta di avere davanti.

    Commento di NonnaPapera - 13 dicembre 2009 17:37

  27. Che bei ricordi Mitì!
    Si arrivava da nonna in campagna la mattina della Vigilia e si iniziava a preparare gli ingredienti per le “fritole”. Chi preparava la frutta secca aprendola con lo schiaccianoci, chi aiutava mamma a pelare le mandorle e le noci della pellicina, mentre nonna tostava le nocciole, io dovevo grattuggiare la cioccolata e mi leccavo con gusto le mani che calde facevano squagliare il blocco durante l’operazione, mamma pesava gli ingredienti, nonna toglieva dalla madia gli aromi, mio fratello grattuggiava gli agrumi.
    Tutti collaboravano a sbucciare le mele perché bisognava preparare velocemente la base dell’impasto: venivano messe a disfarsi in poca acqua nel paiolo della polenta: poi pian piano venivano aggiunti i vari ingredienti, per ultima la farina, che deve amalgamare il tutto in una “polenta” morbida ma consistente. Questa veniva fatta raffreddare sulla “tavola dei gnocchi” e la si lasciava riposare fino a che fredda diventava consistente. Con un cucchiaio si prendeva un po’ di pasta e si formavano le palline, passate prima in farina e poi fritte in abbondante olio caldissimo sempre nel paiolo della polenta.
    La sera nonna e mamma friggevano alla luce del cucinino, scambiandosi le ultime notizie di avvenimenti, parenti, mentre noi impazienti, allestendo il presepe e l’albero di Natale, attendevamo di mangiare le prime fritole.

    Quando vengono a galla e sono cotte, bisogna sgrondarle dall’olio e riporle su di un vassoio con carta da fritto e subito spolverarle di zucchero semolato (se trovate quello bello grosso è meglio). Solo quando saranno fredde potrete riporle in ciotole profonde (altrimenti se sono calde si schiacciano). Conservatele in luogo fresco e asciutto durano fino alla Befana.

    Le dosi per le Fritole istriane : 4 kg. mele, 300 gr. di mandorle, 300 gr. di noci, 300 gr. di nocciole, 200 gr. di pinoli, 2 quadrati di cioccolato fondente, 300 gr. uva passa, 100 gr. di cacao, (cedrini 150 gr. solo se piacciono), 1 uovo 400 gr. zucchero (ma aggiustatelo a vostro gusto ed a seconda della dolcezza delle mele). un bicchierino di rum Bacardi, i semi di un baccello di vaniglia, 500 gr. di farina, sale.

    La nonna la settimana prima del nostro arrivo faceva le pinze (pan dolce) di farina di frumento: la pasta subiva a casa una prima lavorazione, ma veniva portata al fornaio del paese per la cottura nel grande forno dopo una o due giornate di lievitazione nella camera della panetteria. Durante le feste erano riposte sul pianerottolo in scatoloni foderati di vecchie tovaglie e profumavano tutte le scale!
    Buon Natale! Un bacio ed una lacrima Renata

    Commento di Renata - 13 dicembre 2009 19:16

  28. Il panettone che il nonno faceva apposta per noi nipoti, sudando come un matto accanto al forno a legna nonostante i più di 35° che c’erano a Buenos Aires in dicembre.

    Commento di simple - 13 dicembre 2009 20:06

  29. Mannaggia non ho nessun ricordo nostalgico come i vostri. Quando si andava dai nonni a Perugia era un freddo boia e la casa piuttosto gelida. Mia nonna preparava un pranzone e poi alle donne di casa toccava lavare i piatti (una montagna), mentre i maschi parlavano in un’altra stanza.
    Qui ad Ancona situazione più soft, ma zero tradizioni anche perché mia mamma ha sempre odiato cucinare però siccome ha lo spirito della martire e la tendenza poi al rinfaccio, preferiva fare tutto lei piuttosto che andare a pranzo fuori o comperare tutto pronto.

    Commento di Marina - 13 dicembre 2009 20:26

  30. I sottaceti che, su un piatto di cristallo diviso a spicchi, venivano posati sulla tavola dall’antipasto e ci restavano sino al dolce. Non li mangiava praticamente nessuno tranne me. Impazzivo soprattutto per i carciofini sott’olio preparati da un anno all’altro e in quantità industriale da zia Tica, la sorella più grande di nonno e che si chiamava Scolastica, poverina ;o). Mai più trovati dei carciofini così, mai.

    (questo post è una meraviglia)

    Commento di Chamfort - 14 dicembre 2009 00:44

  31. se trovo ti mando ricetta via e- mail,piacciono anche ad una mia amica blog brasiliana buon inizio di settimana baxin

    Commento di caravaggio - 14 dicembre 2009 07:35

  32. Graziella, l’anno scorso ci avevo provato a segnare il meteo
    http://www.placidasignora.com/2008/12/01/prevedere-il-meteo-2009-con-il-dicembre-2008/
    Poi però mi sono sempre dimenticata di controllarlo :-D*

    Commento di Placida Signora - 14 dicembre 2009 09:51

  33. Anna, que “fondo” è uno degli ingredienti principali de Natale…:-*

    Commento di Placida Signora - 14 dicembre 2009 09:52

  34. Nonna Papera, verissimo. E il giorno di Natale è proprio uno scrigno, ogni anno più grande, di ricordi :-*

    Commento di Placida Signora - 14 dicembre 2009 09:55

  35. Renata, che meraviglia, grazie! :-*

    Commento di Placida Signora - 14 dicembre 2009 09:56

  36. Simple, magnifico Nonno! Com’è vivere il Natale con 35°? :-*

    Commento di Placida Signora - 14 dicembre 2009 09:58

  37. Marina, hai letto questo? ;-***
    http://www.placidasignora.com/2007/12/18/galateo-per-un-natale-quasi-sopportabile/

    Commento di Placida Signora - 14 dicembre 2009 10:00

  38. Chamfort, sì, è una meraviglia. Ma io non ho fatto nulla: l’avete scritto tutto voi, e siete voi meravigliosi! :-****

    Commento di Placida Signora - 14 dicembre 2009 10:02

  39. Caravaggio, perfetto :-)*

    Commento di Placida Signora - 14 dicembre 2009 10:02

  40. Il Natale era da Nonna Carolina.
    C’erano i tortellini in brodo (rigorosamente fatti in casa: sfoglia, ripieno, tutto quanto) e c’era il latte alla portoghese più buono del mondo, uno dei cavalli di battaglia della mia nonna, motivo di immenso orgoglio, che non ho mai voluto imparare a fare, perchè era il “suo” dessert.

    Commento di Silvia - 14 dicembre 2009 21:32


RSS dei commenti

Al momento l'inserimento di commenti non è consentito.

Blog Home




PlacidaSignora.com
PageRank


   Placida Klip

              Per aggiungere la Placida Klip al vostro KlipFolio


   Placide visite

   Placidi visitatori nel mondo


   Placido Eclectic

          [Eclectic Site Award]