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Lunedì dell’Angelo: Antiche Ribotte Genovesi

di Placida Signora - 12 aprile 2009

 

In Liguria si chiama “Pasquetta” l’Epifania; quello dopo Pasqua è invece è il Lunedì dell’Angelo, e sino alla prima metà del Novecento per i Genovesi di ogni età e ceto sociale, era  rigorosamente dedicato al divertimento all’aria aperta.

Infatti, se non diluviava, si andava tutti a far ribotta fuori città.
Far Ribotta” significa in generale gozzovigliare,  far baldoria, mangiando e soprattutto bevendo in buona compagnia.

Così centinaia di comitive di amici e parenti carichi di canestri, fagotti e sacchetti colmi di avanzi del pranzo Pasquale, vestiti gli uomini con le braghe bianche d’ordinanza primaverile, partivano da casa dirette verso i prati più vicini.

E in molti casi erano vicini davvero, visto che quasi tutte le alture attorno a Genova, e che ora fan parte integrante della città, a quei tempi “eran tutta campagna“. (1)

I Sampierdarenesi si recavano al Santuario del Belvedere o verso il Cucco
I Sestresi preferivano l’Acquasanta, le Giutte o San Carlo di Pegli.

I genovesi del centro città andavano a ribottare sui prati che allora circondavano la chiesa di San Bartolomeo degli Armeni o su quelli dello Zerbino dietro Piazza Manin.
Altri su quelli di Granarolo o Quezzi; altri ancora sui prati  dell’Erta di Coronata (vicino ai Pacciughi), Sant’Eusebio, e col trenino a Casella o Sant’Olcese.

Oppure si andava all’Osteria del Sciancabrasse che si trovava nel primo tronco di Via Cabella; da Richetto e alle Baracche sul Righi; da Mattelin a Coronata o nelle tante piccole trattorie sparse fra un verde ormai dimenticato.
Qui, sui tavoli di legno, era possibile consumare il pranzo che si portava da casa, ordinando all’oste solo il vino e le immancabili fave e salame.

Ma i più prediligevano la Madonna del Monte, detta sbrigativamente Il Monte, e a Pianderlino, il celeberrimo Cianderlin cantato da Nicolò Bacigalupo:

L’ea de rito, l’ea de regola,
De tià a mezo e braghe gianche,
D’andà a-o Monte, a fà baldoria,
Co-a frità in to cavagnin,
D’andà in bettòua pe petrolio
E pe scigoue in Cianderlin.

Era di rito, era la regola,
indossare le brache bianche,
andare al Monte a fare baldoria,
con la frittata nel cestino,
andare all’osteria per il petrolio (vino),
e per zufoli in Pianderlino 

Le scigoue (pron scigue) erano sorte di pifferi fabbricati con le canne che si trovavano in quei luoghi: una versione semplificata della siringa di Pan, dio dei boschi e di quei prati che si riempivano di sciami di persone allegre e vocianti, che stendevano sull’erba vecchie coperte e tiravano fuori dai cavagnin fette di Torta Pasqualina, uova sode, costine d’agnello da mangiare con due dita, carciofi fritti, cima, canestrelli…

E poi chitarre e fisarmoniche, per accompagnare cori e balli mentre i bambini correvano e saltavano infaticabili in giochi continui, e le nonne camminavano chinate sull’erba a raccogliere pimpinella, ortica, tarassaco, borragine, tutti i componenti  del prebuggiun, che sarebbe finito in fantastici ripieni o insalate e minestre.

Al tramonto si tornava in città con le sporte vuote di cibo, ma colme di fiori e di erbe selvatiche e qualche bottiglia di quello buono comprato dall’oste.

Genovesi spiegazzati, spettinati, stanchissimi; qualcuno, grazie alle varie ribotte, forse trovava qualche difficoltà nell’imbroccare con la chiave la serratura del portone di casa… (Provateci un po’ voi! ;-)
 
Però  avevan tutti le facce rilassate e allegre di chi – senza aver speso patrimoni o affrontato stressanti code in autostrada - era riuscito a trascorrere “in campagna” la prima vera giornata di primavera.

©Mitì Vigliero

(1) Tanto per darvi un’idea con vecchie immagini trovate in questo splendido sito.

Granarolo era così
granarolo
e ora è così:
granarolo2

Quezzi era così

quezzi31
e ora è così
quezzi
E se Corso Firenze alle falde del Righi era così (io abito alla destra di quella chiesa sulla destra)
corso-firenze

ora è così (la chiesa è quella sull’estrema destra)
corso-firenze-ora

PS
Nel post sottoGiorgio del Porto di Genova mi domanda “Perché si chiama Lunedì dell’Angelo?”
Nel Vangelo di Matteo (28, 5-6) si racconta che Maria Maddalena e l’altra Maria madre di Giacomo e Giuseppe si recarono al Sepolcro di Gesù, che era tra il resto piantonato da guardie (per evitare folla di seguaci).
All’improvviso vi fu un’enorme scossa di terremoto e comparve un Angelo che fece rotolar via la pietra del Sepolcro mostrandolo vuoto. Le guardie morirono di paura, le Marie stavano per fare altrettanto ma l’Angelo disse loro:
Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. 
Egli non è qui, poiché è risuscitato come avea detto; venite a vedere il luogo dove giaceva. 
E andate presto a dire a’ suoi discepoli: Egli è risuscitato da’ morti, ed ecco, vi precede in Galilea; quivi lo vedrete. Ecco, ve l’ho detto
.”
Così le donne corsero dagli apostoli a dar loro la notiza. 
 
E questo brano del Vangelo diede origine a una vecchissima battuta umoristica riguardante la lingua lunga delle donne “Perché l’Angelo comparve per primo alle donne? Perché la notiza della Resurrezione si diffondesse più velocemente” ;-)

Come si trascorre il Lunedì dell’Angelo in altri luoghi?

Cristella: Da noi, in Romagna, la Pasquèlla è il giorno dell’Epifania. A Rimini il Lunedì dell’Angelo si corre il Somar Lungo.

31 Commenti

  1. In casa dei miei ci sono delle foto dei nonni fatte proprio al Monte! Il nonno ha le “braghe gianche” e la paglietta in testa, nonna un vestito credo bianco e sono in mezzo a un gruppo di gente simile a loro nell’abbigliamento. E sono tutti seduti sul prato. Te la scannizzerei, ma temo sia troppo piccola….
    Buon lunedì dell’angelo tesoranostra!

    Commento by ZiaPaperina - 12 aprile 2009 19:32

  2. Ricordo che il Lunedi’ dell’Angelo, assieme alla mia famiglia((Siamo sampierdarenesi) e una comitiva di amici composta da cugini e vicini di casa andavamo al Santuario di Belvedere.
    Un anno ricordo siamo addirittura andati in gita ( una meta per noi allora lontanissima) ai Piani di Praglia!
    Un bacione Miti’ e grazie per queste straordinarie e belle foto di Genova di “adesso e di allora”

    Commento by Tittieco - 12 aprile 2009 19:55

  3. Mi hai immersa in un’atmosfera d’altri tempi, bellissima, ma quanta malinconia se confrontata con la fretta e la mediocrità di oggi

    Commento by Rosy - 12 aprile 2009 20:13

  4. queste foto antiche sono deliziose! c’è qualcosa che mi lega a Genova e che mi mette di buonumore quando sento parlare di lei… come se fosse la mia terra… e fossi costretta a starne lontana..

    Commento by giovanna - 12 aprile 2009 23:53

  5. le foto del passato paragonate all’oggi rendono difficile pensare in questo lunedì dell’Angelo, che certi architetti abbian la coscienza limpida, eh :)

    Commento by fatacarabina - 13 aprile 2009 03:34

  6. E il bello era che la meta di queste scampagnate la si raggiungeva a piedi, vuoi perchè era vicina ma anche perche’ non si aveva l’auto e si era abituati a camminare. Ricordo la partecipazione allegra di mia mamma e delle altre donne; eppure dovevano essere stanche, prima il pranzo di Pasqua, poi i preparativi x la pasquetta. Ci si ritrovava in tanti su quei prati, parenti ed amici. Quando mio padre, un poco più avanti, comprò la macchina tutto cambiò. Gita fuori porta più lontana, pranzo in trattoria e da soli. Era finita un’ epoca e non credo solo per noi. Quanti ricordi mi hai suscitato Mitì!

    Commento by graziella - 13 aprile 2009 07:57

  7. i miei bisnonni andavano in Cianderlin!

    Commento by Princy60 - 13 aprile 2009 09:07

  8. Appunto, la storia fatta da Mitì.:)

    Buon Lunedì dellìAngelo!

    Commento by Boh/Orientalia4All - 13 aprile 2009 09:28

  9. [...] Rai Storia, oltre a me, interesserà lei, lui, lui, appassionati di storia, e gli innovatori, tutti quelli che costruiscono e hanno la [...]

    Pingback by In Abruzzo la storia siamo noi » Orientalia4All - 13 aprile 2009 10:01

  10. Da noi, in Romagna, la Pasquèlla è il giorno dell’Epifania.
    A Rimini il Lunedì dell’Angelo si corre il Somar Lungo.
    http://www.cristella.it/blog/2009/04/13/il-lunedi-di-pasqua-a-rimini-ce-il-somar-lungo/

    ciao, Mitì, dalla Romagna annuvolata…

    Commento by Cristella - 13 aprile 2009 10:15

  11. Magnifico post.
    E poi ha la “sorpresa”, come un uovo di Pasqua (quel giochino è bellissimo!) :D

    Commento by MaxG - 13 aprile 2009 11:13

  12. ZiaPaperina, anche a casa di nonna ci sono foto così (con nonno Guido in braghe gianche). E anche lì sono piccolissime…magari ci saranno i negativi da qualche parte, nonno li teneva tutti. :-)

    Commento by Placida Signora - 13 aprile 2009 11:35

  13. Tittieco, i Piani di Praglia erano per audaci viaggiatori! ;-D
    Certo che era tutto più “sereno”, vero? :-*

    Commento by Placida Signora - 13 aprile 2009 11:37

  14. Rosy, parole sante “fretta e mediocrità”. :-***

    Commento by Placida Signora - 13 aprile 2009 11:37

  15. Giovanna, c’è un legame strettissimo e strano fra la tua terra e questa. E’ un legame “telepatico”, che ho provato direttamente sia a Stromboli che a Ragusa, parlando con gli abitanti. Dopo due minuti ci sentivamo tutti “a casa”. Forse dipenderà dagli antichissimi rapporti commerciali che c’erano fra le due terre, che hanno creato anche rapporti familiari. Chissà. Però è bellissimo :-)*

    Commento by Placida Signora - 13 aprile 2009 11:41

  16. Fatacarabina, eh. Certe coop edilizie qui han l’anima dannata…;-*

    Commento by Placida Signora - 13 aprile 2009 11:44

  17. Graziella, vero, si facevan km a piedi senza banfàre. Le auto hanno davvero cambiato tutto, nel bene e nel male. :-)***

    Commento by Placida Signora - 13 aprile 2009 11:46

  18. Princy, credo ci fosse mezza Genova là! :-D*

    Commento by Placida Signora - 13 aprile 2009 11:47

  19. Boh, potrei scippare la trasmissione a Minoli! :-DD

    Commento by Placida Signora - 13 aprile 2009 11:48

  20. Cristella, bello! Siamo uniti anche dalla Pasquetta natalizia. (Tra il resto mi hai fatto accorgere di un errore, è l’Epifania anche qui, non Santo Stefano…)Ora metto su il tuo link, grazie! :-**

    Qui sole, ma vento che sbatte per terra.

    Commento by Placida Signora - 13 aprile 2009 11:49

  21. Max, buffo vero? Mi piace l’idea dei post con sorpresa…;-D

    Commento by Placida Signora - 13 aprile 2009 11:49

  22. Certo che non ci possiamo lamentare troppo, qui almeno hanno costruito bei palazzi! Oggi tornavamo da Montoggio e, arrivati a Struppa, mi è presa una tristezza guardando sotto! Ci sono punti della città in cui si avverte proprio una sensazione di disagio (o forse sono io che sono troppo bestiola per non inorridire di fronte a un certo “cemento”).
    Spero tu abbia trascorso dei giorni tranquilli :*

    Commento by missk lorina - 13 aprile 2009 20:00

  23. Ricominciare la settimana e trovare un post come questo mi consola, grazie!
    Passata bene la Pasqua?

    Commento by Beppe - 14 aprile 2009 09:58

  24. Ieri l’ho fatta anche io ribotta. Erano almeno 30 anni che non andavo a mangiare sui prati. 3 famiglie, circa 15 persone di ogni età. Ci siamo divertiti. E oggi ho i muscoli a pezzi: erano almeno 40 anni che non giocavo più a rubabandiera!;)

    Commento by Borg - 14 aprile 2009 10:14

  25. Missk, bé, sì è vero. Almeno qui un certo stile estetico è stato mantenuto. E “disagio” è la parola giusta.
    Abbastanza tranquilli, grazie tesora. :-**

    Commento by Placida Signora - 14 aprile 2009 10:19

  26. Beppe, benino grazie! Buona settimana :-***

    Commento by Placida Signora - 14 aprile 2009 10:21

  27. Borg, è una bella ginnastica rubabandiera, altro che palestra! ;-)

    Commento by Placida Signora - 14 aprile 2009 10:22

  28. AHHHHH…… il picnic ….

    il picnic significa l’arrivo della bella stagione, il plaid, la tovaglia a quadretti, il profumo dei fiori, dell’erba, gli amici, l’eccitazione dei preparativi, le formiche, la siesta mentre i bambini urlano ed i cani si rincorrono,l’improvviso scroscio di pioggia,dell’unica vezzosa nuvoletta,che però ha deciso di fermarsi proprio sopra di te,il venticello scherzoso ed improvviso che con le sue folate porta via piatti bicchieri e ti costringe a tenere il bicchiere sempre pieno e il piatto saldamente in mano,il vicino che,ha arrostito un elefante,ma si è scordato di salarlo,e che ti consuma quella mezza saliera che ti eri portato per te,il moscerino suicida che decide di por fine alla sua vita,proprio quando hai stappato,con il cavatappi che hai cercato per oltre un ora,la famosa bottiglia doc che avevi tenuto da parte per l’occasione….e poi…dopo una giornata vissuta intensamente….i preparativi per il rientro…dopo aver vagato per monti e per valli alla ricerca di un contenitore per i rifiuti…e il lungo incolonnamento di macchine ,che veloce…3…?…4…?…facciamo 5 kilometri orari…e alla fine…arrivato a casa a notte quasi fatta,stanco ma felice,e pieno di buoni propositi,ti fa esclamare…..

    GIURO CHE QUESTA è L’ULTIMA VOLTA…

    AH….il picnic…quanti ricordi…

    Commento by roger - 14 aprile 2009 19:14

  29. Picnic deriva dal verbo francese piqueniquer che significa mangiare
    all’aperto……

    Etimologicamente piquer corrisponde a pizzicare mentre nique vuole dire roba di poco conto……

    ….?????

    saranno le zanzare….?????….perchè quelle mi ero scordato di citarle…. :))

    Commento by roger - 14 aprile 2009 19:27

  30. picnic….

    http://www.youtube.com/watch?v=N00rA1aFwJI

    Commento by roger - 14 aprile 2009 20:02

  31. Muy bueno, muchas gracias. Siempre tenía la duda qué era eso del Lunes del Angel, y nadie, ni lo italianos me la habían sacado.
    Siempre es bueno saber algo más.

    Commento by Nancy - 19 aprile 2009 03:15

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