La Mondana Cripta di Cornelia

 

Nel 1781 a Lugo di Ravenna, nel palazzo che oggi ospita l’albergo Ala d’Oro, nacque la Contessa Cornelia Rossi.

Donna  piena di fascino, nel 1802 sposò  Giovanni Battista Martinetti, un celebre ingegnere urbanistico che volle donarle, nel centro di Bologna, una casa destinata a passare alla storia culturale e artistica italiana.

In via San Vitale al numero 56 si trovava il convento delle Benedettine (chiuso dal 1796) con annessa cripta della chiesa dei Santi Vitale e Agricola; il Martinetti li acquistò in blocco trasformandoli –secondo il gusto dell’epoca – in un sontuoso “paradiso arcadico” dove la sua sposa sarebbe stata incontrastata divinità. 

Il convento divenne un palazzo, l’orto si tramutò in un meraviglioso giardino all’inglese con statue neoclassiche, fontane, colonne, scalinate, tempietti immersi in una ricca vegetazione:  la cripta romanica, a tre absidi semicircolari, invece fu  trasformata  in una fantastica grotta con tanto di stalattiti artificiali.

Cornelia era il tipico esemplare di “femmina colta” settecentesca:  conosceva le quattro principali lingue europee, discorreva  in latino, suonava con “grazia divina” ed era maestra di civetteria.

Belle dame sans merci” da manuale e d’indubbio cervello,  fece di quei luoghi un tempo sacri un vivace salotto letterario che, come disse Stendhal, “avrebbe fatto scalpore persino a Parigi”e che ben presto divenne famoso in tutta Europa e conosciuto come il “Il Tempio della Venere bruna“.  

Lì soggiornarono a lungo e piacevolmente personaggi quali  Monti,  Leopardi,  Byron, Shelley, Stendhal, Valery,  Canova, Foscolo, Giuseppina de Beauharnais , Chateaubriand, Ludwig di Baviera.

Tutti – uomini e donne – nutrivano nei confronti della Cornelia una sorta di venerazione entusiasta, tanto da soprannominarla  “Maga incantatrice”; spezzò numerosi cuori e quelli che ne soffrirono di più furono il Canova che, frustrato, frantumò in mille pezzi il blocco marmoreo che avrebbe dovuto ritrarla, e il Foscolo che la definì “la donna più pericolosa ch’io abbia veduto mai”. 

Nella cripta-grotta, detta sempre dal Foscolo “un armonioso speco”, risuonavano frivolezzepoesie, s’intrecciavano flirt, si spettegolava, si affidavano appalti (soprattutto al marito, incaricato da Napoleone di parecchi lavori quali il Parco della Montagnola a Bologna e altri a Roma).

Le autorità ecclesiastiche non accettarono mai  che la cripta si fosse tramutata in un covo di mondanità filobonapartista, e le critiche nei riguardi della Contessa fioccarono.

Forse qualcosa di iettatorio ci fu; colpita da una malattia agli occhi che la rese quasi cieca, fu sempre più restia a mostrarsi in pubblico, un po’ per non rovinare il ricordo della sua bellezza, un po’ perché non poteva più mostrarsi brillante anfitriona.

Cornelia morì nel 1867; il giardino fu smembrato dalle lottizzazioni novecentesche, la cripta tornò luogo di culto, il palazzo passò ad altri (ora è Scagliarini Rossi).

Resta soltanto il ricordo di lei, eternata -insieme ad altre due donne che ammaliarono il FoscoloEleonora Nencini e a Maddalena Bignami- come sacerdotessa dell’Eloquenza nel poemetto “Le Grazie” . 

©Mitì Vigliero

A proposito di Mitì Vigliero

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


31 thoughts on “La Mondana Cripta di Cornelia

  1. Non ricordavo che una delle Grazie foscoliane si chiamasse così. Certo che è morta anche in là con gli anni, Cornelia. Per quei tempi era una vegliardona!

  2. Nel diario di viaggio di Louise Colet, L’Italie des Italiens (pubblicato a Parigi nel 1862), ci viene offerto un ritratto assai dettagliato di Cornelia Rossi Martinetti, in cui spicca, nonostante gli anni, la levigata bellezza della nobildonna che la rende simile ad una statua classica: “…durante la giovinezza, ispirò un sentimento assai ardente a Napoleone I; aveva una grazia penetrante, uno splendore negli occhi, una dolcezza nel sorriso che turbarono il cuore del vincitore dell’Italia…; mi apparve tutta vestita di bianco, la sua veste drappeggiata ricadeva in morbide pieghe attorno alla sua cintura sottile; i suoi capelli, vera lanuggine di cigno, ondeggiavano sulla fronte e sulle guance…”

    Apprezzata da Vincenzo Monti, Leopardi e Stendhal, Cornelia Rossi Martinetti si dedicò alla stesura di un romanzo, in lingua francese, redatto in forma di diario: Amelie ou le manuscrit de Thérèse de L. .

    In questo testo non mancano considerazioni artistiche, ma soprattutto hanno spicco le notazioni a carattere psicologico che testimoniano il grande interesse per l’introspezione e lo studio dei caratteri coltivato dalla Martinetti.

    da “Epistolario” di Vincenzo Monti..

    ” Al cav. LUIGI ROSSI — Milano.

    Vincenzo Monti
    Bologna, 22 Maggio 1810.

    Mio caro Amico.

    Da Paradisi ti verrà consegnata e raccomandata la supplica di Giordani da te medesimo suggerita. Non esagero il vero: tutta Bologna mormora della crudele dimenticanza in che questo egregio scrittore è tenuto, e vi va l’onore della Direzione. Niuna scusa, niun pretesto d’economia è accettabile ove trattasi della mercede dovuta ai migliori, dico agl’ingegni che onorano il Regno, e se qualcuno deve pur morir di fame, muoia e crepi la mandra degli ignoranti, ma l’uomo di merito no per dio. Ascolta dunque la voce dell’amicizia, e più del tuo cuore, e il povero Giordani sarà consolato.

    Non ho per anche veduto l’articolo del Veladino, e ne sono impaziente. Ma che è codesta Accademia di Pittagorici, di cui mi parli, e il giornale che nel 5 del venturo avrà vita, e per cui avremo materia da ridere? Mi metti nel core una grande curiosità, e il 5 di giugno voglio io pure trovarmi a Milano onde allegrarmi di questo parto.

    Ti ringrazio delle coserelle che mi hai notate nella mia traduzione, e tutte saranno messe a profitto. Ma la cerulea Diva potrà, credo, lasciarsi stare, perché Orazio l’assolve. Egli chiama i Germani cerulea gioventù non per altro che per gli occhi azzurri di quella gente. Ma intanto segui a notare, e compi il beneficio.

    All’ottimo Veneri e alla figlia i più cordiali saluti. Un bacio anche alla Bettina, e sta sano.

    Cornelia Rossi Martinetti

    Gentilissimo Rossi.

    Unisco le mie premure a quelle del cavalier Monti in favore del nostro Giordani che a tutti noi è caro, e per cui vorremmo veder felice. Non aggiungo di più, perché consegno totalmente questo affare al sensibilissimo vostro cuore.

    Colgo questa occasione per rimettermi alla vostra memoria e a quella dell’amabile vostra figlia.

    Abbiatemi per vostra serva ed amica Cornelia “

  3. considerando il tutto sarebbe stata un ottima….e ottima è riduttivo….

    ADDETTA ALLE PUBBLICHE RELAZIONI

  4. test della lapide posta in Bologna sulla sua ex casa

    IN.QUESTA.ANTICA.SIGNORILE.RESIDENZA
    ALLIETATA.DI.GRANDIOSI.GIARDINI
    NELLA.QUALE.LA.COLTA.ED.AVVENENTE.GENTILDONNA
    CORNELIA.MARTINETTI
    ACCOGLIEVA.I.PIU.EMINENTI.ITALIANI.E.STRANIERI
    DELL’ETÁ.NAPOLEONICA
    EBBE.SEDE.NELLA.SECONDA.METÁ.DEL.SECOLO.XIX
    L’ISTITUTO.CONVITTO.UNGARELLI
    A.PERENNE.RICORDO
    DELL’EDUCATORE.ILLUSTRE.E.PATRIOTA
    ANTICHI.ALLIEVI.POSERO
    NELL’ANNO.DELLA.CONCILIAZIONE.MCMXXIX

  5. riflessioni a margine…..con punto interrogativo….anzi….più d’uno…

    …Cornelia di nome di fatto….??????????

  6. Buongiorno Mitì e buona giornata, stamane saluto volante, mi aspetta una giornata galop…ante.

  7. Stamattina mi piacerebbe avere la macchina del tempo per andare a trovare quella contessa, parlare con Canova Foscolo Stendhal e soprattutto vedere quell'”armonioso speco”. Invece sarò chiuso in riunione tutto il giorno tra maschi burocrati frustrati e di Cornelie manco l’ombra a parte l’assistente, che se la tira da Venere ma è così pacchiana e rozza che l’unico salotto che potrebbe frequentare è quello del Grande Fratello ;)
    Ciao Signora, buon lunedì.

  8. Alianorah, vero! Però si ritirò presto a vita privata; un po’ come fecero grandi attrici come la Garbo, che preferirono far vivere un ricordo. :-*

  9. E’ bello ricordare che qualcuno ama(va) circondarsi di artisti e menti eccelse.
    Oggi forse è più facile che ci si contorni di idioti che hanno l’unico pregio di dire sempre di sì :-)
    Buon lunedì.

  10. Mi piacciono da impazzire questi tuoi “ritratti”.
    (Tra parentesi, quell’albergo di Lugo è magnifico.)

  11. certo che…dopo aver letto questo…e guardando attentamente il ritratto di Cornelia…quella “risatina sprezzante” si intravede eccome….

  12. E noi invece oggi abbiamo i salotti della Bignardi, della Perego, della Ventura…

  13. ma noooo, per così poco non ci deprimiamo! le cose belle della vita sono sempre tutte lì, è solo questione di scavare un pò di più!

  14. grazie per “l’unico”….ma forse sono,e qui riprendo la frase di Stefano…”le cose belle della vita sono sempre tutte lì, è solo questione di scavare un pò di più!”….uno “scavatore”molto curioso…
    e quando una cosa mi incuriosisce tanto….scavo scavo scavo….e poi quello che trovo lo condivido…

  15. grazie,passare qui è sempre ,sempre interessante!
    un bacio e buona settimana ,spero di galòp lieve!!

  16. Lo sai, vero, che io sono di Lugo di Romagna? Mando subito il link al mio Sindaco, chissà se questa storia è nota :)

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