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Amo Mafalda…

di Placida Signora - 31 marzo 2009

 

mafalda

…perché mi somiglia.

E il vostro personaggio preferito dei fumetti, qual è  e perché?

Dai Sottabiti a Tubo al Quasi Nulla

di Placida Signora - 29 marzo 2009

Storia delle mutande femminili

mutandoni

(immagine da qui)

Mentre il sesso maschile, appena iniziò a coprirsi per ripararsi dal freddo, inventò sin di primordi della civiltà sorte di patelli via via sempre più lunghi, che diedero poi origine a pantaloni prima e mutandoni poi, quello femminile per secoli interi non fece uso dell’intimissima biancheria. 

Il perché è dovuto alla moda dei lunghi vestiti femminili; se erano strettissimi e a tubo, nessun colpo di vento malandrino avrebbe potuto giocar brutti scherzi; se erano dotati di larghissime gonne, le tonnellate di sottovesti e crinoline che le sorreggevano erano ugualmente un buona difesa, anche se talvolta accadevano incidenti come quello narrato da Rousseau nelle Confessioni :
“Potrei raccontarvi l’aneddoto di Mademoiselle Lambercier che, per un’infelice caduta in fondo al prato, finì lunga e distesa mostrando en plain air il suo posteriore al re di Sardegna”.

I mutandoni comparvero in Europa come biancheria femminile solo agli inizi dell’Ottocento grazie alle studentesse inglesi appassionate di gare di salto in alto; venivano chiamate “sottabiti a tubo”, due cannoni di stoffa fermati alle caviglie da un volant più o meno elaborato.

Ma il loro uso, anziché essere apprezzato nell’Europa e soprattutto nell’Inghilterra vittoriana, scatenò scandalizzate proteste.

I medici di allora dicevano che la stoffa avrebbe impedito il regolare passaggio d’aria nelle nascoste zone, favorendo malattie e conseguenti disturbi alla procreazione. 

I benpensanti contestavano il fatto che le donne osassero indossare indumenti fino ad allora riservati ai maschi; i moralisti facevano notare che, con quelle “robe” addosso, le donne avrebbero avuto più libertà di movimento, perdendo così la classica compostezza femminile.

I  bigotti sottolineavano che non per nulla le prime a utilizzare con entusiasmo i “pantalons pour femmes” erano state proprio le ballerine e le meretrici d’alto bordo e Jean Commerson chiosava:
“Diffido sempre delle donne che li indossano: è il pudore con una bandiera”.

Tutto questo pandemonio era in realtà scatenato dal fatto che gli uomini furono immediatamente e piacevolmente attratti dal femineo nuovo indumento; ricordiamo che era un periodo  in cui – nelle case nobiliari e altoborghesi –  le cosce di pollo venivano lasciate ai domestici pur di non mostrarle a tavola…

Ma in seguito, il pattinaggio, l’equitazione, i vari sport sempre più esercitati dalle donne, nonché balli in voga come il valzer e la polka, convinsero gran parte delle signore dell’alta società a impiparsene dei giudizi morali e indossare disinvolte “gli innominabili”, che venivano sempre più abbelliti nell’aspetto con merletti vezzosi.

Poco per volta, seguendo sempre la moda e relativa lunghezza dei vestiti, i mutandoni si accorciarono: prima a metà polpaccio, poi sotto al ginocchio, poi a metà coscia.

Però il loro utilizzo quotidiano rimase sino ai primi decenni del Novecento una prerogativa di nobili e borghesi, mentre in Italia popolane e contadine continuavano a considerarle un optional da indossare solo in occasioni particolari e non certo per andare a lavorare quotidianamente nei campi o ai lavatoi.
Poi finalmente, dalla fine degli anni ’50 tutte si convertirono.

Oggi i mutandoni non s’usano più manco per andare in alta montagna; si chiamano culotte, slip, tanga, fili interchiappali: ma sotto i vestiti ci sono (quasi) sempre, anche se spesso solo sottoforma d’idea.

©Mitì Vigliero

Placide Segnalazio’

di Placida Signora - 27 marzo 2009

baldu_01

Per far trascorrere questo week end primaverile, in cui è previsto quasi ovunque un tempo schifosino con vento, pioggia, mare grosso e freddo barbino (e con ‘sta buriana la voglia d’andare in giro svanisce), vi segnalo un po’ di cose belle da leggere.

Se Coreingrapho, un magnifico fumetto di Makkox (di cui su vedete un frammento).
Ma tutto Coreingrapho è da leggere; è pieno di talenti (ad esempio amo molto Rael ed Emanuelelesi), storie e grandi artiste come Laura, splendida anche qui.

Nella blogsfera vi sono tante ragazze in gamba, che mi piacciono tanto, a cui voglio bene e mi rendono fiera proprio per il loro essere così come sono; senza tante fole per la testa, senza pose, senza tattiche e “trucchi dell’anima”.
Giovani donne intelligenti, sensibili, sincere di cuore e carattere, concrete, sapienti e coscienti, coi piedi ben piantati a terra ma anche sempre pronte ai sogni e al sorriso. Magnifiche Donne Vere.  
Di queste vi consiglio
-le Brevi considerazioni sull’essere felicemente banali, di Elena
-l’Evoluzione della Gatta Morta, di Odiamore
-le avventure di Frine chiusa fuori di casa
-Immedesimati, di Barbara
-tutte Le storie di Mitia
-19 marzo, la festa di mio papà. Un post che nessuno leggerà fino in fondo, peccato, di Ilenia    
-La siora e la sioretta, di Galatea.
-le foto di Morgana, quelle di Auro e quelle di Buba

E poi, sempre a proposito di scritti e persone belle, vi raccomando
-L’ascensore infinito del Signor Panatta, di Pietro Izzo
-i Soltanto oggi, di Catriona
-la divertente cronaca del ParmaWorkCamp, di Alessandro
-Lo spazzolino di Napoleone (e altre meraviglie), di Lorenzo

E se vi resta tempo, ci son sempre le tantissime cose  altrui che colleziono nel PlacidoTumblr.

Buona lettura!

(PS Se qualche link non funzionasse, me lo segnalate nei commenti per favore? Ho scritto tutto al galòp…;-)

Magie Spray

di Placida Signora - 26 marzo 2009

Tramite il blog della mia Cugi Roberta Latifah Ora Mamma  ho scoperto un sito tutto dedicato a prodotti per bimbi (che credo possa interessare molto a BibiBeatrice, Giorgio, Caterina, Cesare, Ulisse e Paolino ;-).

Fra le varie cose in vendita, c’è questo

scacciamostripiccolo

Spray SCACCIAMOSTRI ED INCUBI

Adatto a 10 tipi diversi di mostri! Babau, uomo nero, lupi cattivi, licantropi, sogni cattivi, mostri dell’armadio e di sotto al letto….

Non sarebbe una meraviglia se esistessero tanti spray diversi, in grado ciascuno di annientare o anche solo allontanare tutte le cose brutte, faticose,  spaventose, tristi, stressanti, dolorose o semplicemente noiose, irritanti, antipatiche, sgradevoli e seccanti che ci tolgono quiete e serenità?

Voi quale vorreste?

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Motti di Vita

di Placida Signora - 25 marzo 2009

Un tempo li usavano in molti, incisi sugli stemmi di famiglia o su quelli delle Corporazioni lavorative; parole e piccole frasi  che rappresentavano l’ideale di pensiero e comportamento.

Erano i Motti di Vita, miniguide dell’esistenza.

Ora son passati di moda, ma molti di noi continuano ad averne uno.

Succede di solito durante l’adolescenza, quando leggiamo una frase di un libro, il verso di una poesia, di una canzone, un aforisma, un proverbio, che ci colpisce particolarmente perché pare “illuminare” ciò che vorremmo.

E quelle parole diventano immediatamente nostre, spesso per tutta la vita: si tramutano nel nostro Motto di Vita.

E’ quello che ripetiamo più spesso a noi e agli altri; quello che farà dire ai nostri posteri familiari “Mio nonno (mio zio, mia madre) diceva sempre…”

Il mio motto lo trovai a 14 anni come dedica a un vecchio romanzo trovato nella biblioteca in campagna; del romanzo ricordo poco o nulla, in compenso quella frase mi è rimasta stampata in testa e nel cuore, per sempre:

Guardati da ciò che desideri perché finirai per ottenerlo.
Ralph Waldo Emerson 

Crescendo, ne ho sperimentato la verità nel momento dei sogni, dei progetti, delle scelte.
E continuo a farlo.

Voi avete un Motto di Vita? E se non ci avete mai pensato, quale vorreste che fosse?

ZiaPaperina: “Dopo la pioggia torna il sereno”. L’idea di una certezza che mi aiuta sempre nei momenti difficili.

Marcella: “Quando si chiude una porta, si apre un portone” che poi, è solo un altro modo di dire che “Niente capita mai per caso

MaxG: “La mia libertà finisce dove comincia la vostra”. L’hanno attribuita a molti, non so di preciso di chi sia. Però mi è sempre servita nella vita, sia mia che nel cercare di guidare quella degli altri.

AnniKa: in principio fu “per aspera ad astra”. adesso, invece, “per aspera ad aspera” (o, al top dell’entusiasmo, “per aspera ad aspetta-e-spera”). ;)

Enea: “Chi si accapiglia si piglia” lo sentii per la prima volta nel film “Riso amaro”, film che adoro; molto spesso infatti da grossi conflitti nascono grandi amicizie, Esiste anche la variante “Chi si somiglia si piglia”.

Roger: me lo ripeto ogni mattina:
Fatti non fummo a viver come bruti,
ma per seguire virtude e canoscenza
.
Dante, Inferno, XXVI.
Ma poi, nel corso del giorno, vengo puntualmente disilluso dal corso degli eventi e perciò passo ad un più fatalista Suffucit diei malatia sua…ovvero: Ad ogni giorno basta il suo male. sperando basti… :)))

Cristella: S’l’è nòta, u s farà dé (Se è notte, si farà giorno). Quindi: ottimismo per il futuro, anche quando i tempi sembrano bui.

Diego: mio nonno era toscano, un livornese doc, diceva spesso, e aveva ragione: hì pehòra si fà llupo lo manngia! in italiano: chi pecora si fà, il lupo se lo mangia. Solo così potè sopravvivere a 3 guerre. E poi diceva, e questo ci penso sempre: hì non ci hà nulla, sta bène! in italiano: chi non possiede nulla, non ha tanti grattacapi, e sono daccordissimo giacchè tutto ciò che possiedi in realtà ti possiede

Mimosafiorita: E’ il testo di una canzone di Antonello Veditti.
-Che fantastica storia è la vita
e quando pensi che sia finita è
proprio allora comincia la salita
-

Fatacarabina: Forse il mio è : quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.

Roberto: Ehm, mio nonno mi diceva sempre due cose: “Non far mai oggi quel che puoi far domani” e “non far mai tu quel che può fare un altro”. Scherzava. Questa cosa però io l’ho capita solo verso i quarant’anni.

Peppermind: “So di non sapere”.
Posizione programmatica cognitiva di Socrate.
Mi piace anche per il suo aspetto paradossale (se so di non sapere, qualcosa però so, cioé di non sapere).

Vittoria: Non importa se vai piano, l’importante è che non ti fermi. (Confucio)

Aglaia: Chi fa da sé, fa per tre!! e ancora non mollo!!!

Tittieco: ” Chi ha tempo, non aspetti tempo

John: Stiamo allegri finché possiamo (Nereo Rocco)

Latifah: “Nessuno è perfetto” (dalla battuta finale del film “A qualcuno piace caldo”).

Rosy: Ne ho diversi ma quello che mi aiuta in certi momenti neri è questo tratto da un testo buddista: “Più buia è la notte, più vicina è l’alba

Skip: Le grandi cose al mondo, non sono state fatte dai saggi, dai filosofi o da coloro che riescono abilmente a solcare il mare della vita senza troppe tempeste; ma dagli uomini appassionati ed energici che le sfidano. ( B. Croce) per quando mi sembra che la vita mi metta alla prova. A tutt’oggi papà mi dice “sbaglia pure con la tua testa e convinzione se credi sia per una giusta ragione…”

Luca: Prima o poi la giornata del belinone capita a tutti (G. Tassano)

Suomitaly: Per quando mi riguarda diverse. Ne segnalo solo un paio. “Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.” dal Piccolo Principe “La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere. Quelli uguali non contano.” Luciano De Crescenzo

Chamfort: Quello che la mia scrittrice preferita e placida scrisse in un suo libro “Sorridere per sopravvivere

Nonsisamai: in questo momento della mia vita il mio e’ NO BAD DAYS :)

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