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Antica Minestra di Carnevale

di Placida Signora - 26 febbraio 2009

Trovata nel libro di mamma, scritta a mano con una grafia tondeggiante (che non ho assolutamente riconosciuto) su un bel foglio di carta da lettere tipo Fabriano; l’avevo tenuta da parte proprio per raccontarvela in questi giorni carnascialeschi.

Dagli ingredienti mi pare di aver capito il perché del nome “Antica Minestra di Carnevale“; retaggio di un periodo in cui, preparandosi ai lunghi sacrifici gastronomici della Quaresima, si cercava di incamerare il maggior numero di proteine e grassi che un tempo, per 40 lunghissimi giorni, erano proibiti.

Ingredienti

250 gr di riso
2 rossi d’uovo
1 tazza di passata di pomodoro 
2 cipolle
2 patate
qualche ramo di basilico con foglie belle
3 zucchine 
1 fetta di pancetta affumicata
1 spicchio d’aglio
mezz’etto di parmigiano grattugiato
olio
sale
pepe

Pestare le foglie di basilico con l’aglio e unire alla passata di pomodoro con i rossi d’uovo e il parmigiano.
Se non si ha la passata, mettere due tre pomodori pelati di quelli delle scatole, schiacciati bene.
Mescolare bene bene tutto e tenere da parte.
Accendere il fuoco sotto la pentola dove si cuocerà la minestra e mettere un poco di olio e la fetta di pancetta tagliata a striscioline e fare arrostire.
Unire la cipolla tagliata fine, un mestolino di acqua mescolare bene e quando è appassita alzare il fuoco, unire le zucchine tagliate a pezzetti e rosolare bene.
Mettere poi le patate tagliate a pezzetti piccoli, mescolare.
Coprire tutto con 1 litro abbondante di acqua.
Fare bollire per un quarto d’ora a fuoco basso, poi buttare il riso.
Quando è cotto il riso se è troppo asciutto aggiungere un poco di acqua calda. spengere il fuoco e unire piano piano la salsa di pomodoro e uova preparata prima,  assaggiare, aggiungere sale quanto basta, un filo di olio crudo, mescolare bene bene e servire calda.

©Mitì Vigliero

Cosa si stanno dicendo?

di Placida Signora - 24 febbraio 2009

Gattino 1: mi cala la palpebra!
Gattino 2: io invece ho bevuto troppi caffè!
(Alianorah)

Gatto sveglio :…COSì IMPARI…a fare le ronde…
(Roger)

- Sarai sempre la mia piccola tigre!
(Skip)

- Padre perdona perché ho peccato
- Parla, figliolo.
(Beppe)

- E’ stato bello finché è durato
(Maxime)

- Sigh…
- Non fare così, su: dimenticala! Là fuori c’è un mondo pieno di altre gatte pronte ad innamorarsi di te!
(MaxG)

- Un giorno potremo uscire a cercarla
(Remyna)

Stanno parlando seriamente della loro coppia (Caravaggio)

Non stanno dicendo nulla, si godono il panorama e il momento e sono bellissimi (Wolly)  

- Alla sera leone e al mattino…“poltrone” eh!
(Tittieco)

- “Ohh, sveglia! Aiutami a intenerire il pescivendolo, così ci porta le acciughine!!!”
(Missk Lorina)

- Te l’avevo detto che iscriversi a facebook portava solo rogne…
(ZiaPaperina)

- Fatti coraggio, Sanremo è finito e tutto tornerà come prima!
(Rosy)

- Non potresti limitarti a dirmi che sono noioso invece che addormentarti mentre parlo?
(Borg)

The Mom Song

di Placida Signora - 21 febbraio 2009

QUI 

Dedicata  alle giovani splendide Mom Tesoremie:
Blimunda, Georgia, Daria, Nives (blogger ad honorem), BlackCat, Panzallaria, LatifahRoberta, ZiaPaperina, LauraEstrellitaLadritta, Comida, Sancla, Alianorah, Undicimesi e anche  Semerssuaq (così s’abitua ;-)

Graffiti 1943: nei sotterranei di Napoli

di Placida Signora - 20 febbraio 2009

Napoli è composta da due città: una esterna illuminata dal sole e una sepolta, silente, buia, brulicante budelli, gallerie, cave e cisterne scavate nel tufo giallo tipico della zona.

Nell’ultima guerra in quei sotterranei furono organizzati molti “ricoveri pubblici” dove la popolazione si rifugiava durante i bombardamenti; erano i più vasti d’Italia, potevano ospitare più di 300.000 persone.

Avevano lunghi sedili in pietra murati lungo le pareti, luce elettrica, servizi igienici e varie uscite di sicurezza; venivano raggiunti tramite larghe scale dai bassi gradini che avrebbero dovuto impedire cadute rovinose alla folla terrorizzata che, al suono delle sirene, si precipitava al riparo.

Uno dei più conosciuti si trova nei Quartieri Spagnoli, uno spazio di 3.200 mq. a 40 metri sottoterra che poteva contenere 4000 persone; uno degli ingressi era, ed è, in Vico Sant’Anna di Palazzo n. 52.

Una scala di 184 scalini scende in un grande alveo a campana, dal quale si diramano come tentacoli cunicoli e passaggi che conducono ad altre grotte i cui muri sono istoriati da graffiti e disegni tracciati dai rifugiati durante le attese di fine pericolo: piccola antologia storico sociale d’allora, curiosamente nessuno è datato prima del settembre ‘43.

C’è il disegno del sommergibile Topazio; varato a Quarnaro di Fiume nel 1933, dopo 41 missioni e 26.000 miglia di percorso il 9/12/1943 venne bombardato per errore da un aereo alleato inglese.
I 49 membri dell’equipaggio morirono, erano quasi tutti napoletani; forse chi l’ha ritratto era un parente di uno di loro, chissà.

Qualcuno disegnò un bombardiere Savoia Marchetti SM79 il quale, dotato di una caratteristica torretta dorsale, veniva gentilmente soprannominato dai nemici “Gobbo maledetto”; altri si distrassero dall’ansia facendo le caricature (in pieno spirito di par condicio) di Badoglio, Hitler, Hirohito, Mussolini, Churchill; un’altra ritrae D’Annunzio. Nudo.

In quella zona si trovavano le più importanti sartorie della città i cui stilisti, costretti lì sotto, passavano il tempo abbozzando figurini abbigliati con abiti da sera, da sposa, e persino un’allegrotta ragazza in minigonna (Mary Quant ci arrivò vent’anni dopo).

C’era anche la voglia di discutere di calcio (schemi di partite), ricordare fidanzati, mariti e figli lontani (profili di uomini in divisa), pensare alla morte (un carro funebre), far sorridere i bimbi (il Signor Bonaventura).

E dato che esiste sempre chi si sente migliore e superiore agli altri anche nei momenti di emergenza comune, vi fu persino chi decise democraticamente che una delle grotte era di sua esclusiva proprietà, scrivendo su una parete a chiare lettere: “Riservato al signor Campagna il 16.9.43”.

C’era la guerra, ma la vita continuava; e due innamorati, uniti in matrimonio una mattina di settembre, furono obbligati a passare la prima notte là dentro.

Ma probabilmente furono felici lo stesso, visto che qualcuno fece trovar loro una piccola grotta discreta e isolata, sormontata dalla scritta “Dono di nozze ad Anna e Renzo, oggi sposi 20.9.43”.

©Mitì Vigliero

Placide Segnalazio’

di Placida Signora - 19 febbraio 2009

E sì che son tornata, ma il galòp qui causa mia assenza è triplicato, e il tempo di scrivere dimezzato.

Quindi vi segnalo per oggi alcune cose belle da leggere, scritte da vari Tesorimiei della Blogsfera.

Dei racconti, ad esempio; come La solitudine del titolista, di Fatacarabina; Mamma, ma che è Stintino?, di Viadellaviola e La catechista, di Livefast. E il mercato di Porta Portese visto da Maje.

Poi tutta la serie dei Soltanto oggi di Catriona, esilarante (e terrificante) raccolta di brani di lettere d’aspiranti scrittori, arrivate al Secondo Piano di una Casa Editrice; e per continuare a sorridere, i lemmi di Surripedia

Per i Gattofili, la storia di Griffe raccontata da Equipaje. Per chi come me ama le immagini di Gufi&Affini, ecco la collezione  Hey y’Owls! tutta da sfogliare, così come sono da ammirare i poetici disegni su moleskina di Caffè a Colazione

Se volete un giochino (ma attenti, che dà dipendenza), qui c’è Mind the Blox: e se proprio oggi vi mancassi, potrete sempre leggere l’intervista che mi ha fatto Liquida Magazine.

Baci al volo e buona giornata!

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