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Polentando

di Placida Signora - 10 dicembre 2008



(foto Gustavo Bresolin)

Fa un freddo becco, e mi è venuta voglia di polenta.

In Liguria dicono che (e scrivo come si pronuncia) la polenta a fa quattru ben: a schiva a menestra, a schiva u pan, a impe a pansa e a scada e man.
Ossia la polenta ha quattro vantaggi: sostituisce la minestra, sostituisce il pane, riempie la pancia e scalda le mani. Se la mangi a fette, ovvio.

E polenta dà subito l’idea allegra di cucine calde mentre fuori infuria la neve, e grandi camini, lunghe tavolate di legno circondate da amici che cantano in coro

Se il mare fosse tocio
larìlarà
e i monti de polenta
larilarà
o mamma che pociade
polenta e bacalà
.

La polenta mi è simpatica perché stimola la fantasia in cucina, ed è democratica; infatti la si può condire con qualunque cosa si voglia.

Io l’adoro ai formaggi, qualunque tipo di formaggio; è un’ottima maniera per finire tutti quegli avanzini che stazionano nel frigo…

E a voi, come piace la polenta?

L’Idea di Felicità

di Placida Signora - 9 dicembre 2008

 

Enrica riflette sulla Felicità, e  chiede quale sia la mia idea in proposito.
Una domandina da niente, vero? ;-D

Secondo me, più diventiamo grandi (nel senso di età), più la nostra idea di Felicità diventa piccina.

Ma non piccina nel senso di insignificante, anzi!

Quando siamo giovanissimi, Felicità è per noi come una pietra preziosa grezza; grande di dimensioni, ma indefinita , mescolata com’è ad altri minerali di poco valore che ci impediscono di vederne la forma.

Ci vuole molto tempo, molto lavoro, molta pazienza e soprattutto molta esperienza per eliminare il materiale superfluo attorno alla pietra, e poi lucidarla, tagliarla sfaccettarla, sino ad ottenere una gemma davvero preziosa

Ed è un risultato che otteniamo solo vivendo tutte le cose belle e brutte che la Vita ci pone di fronte; ogni accadimento “ridimensiona” la nostra iniziale idea di Felicità.
Impariamo a distinguere, a soppesare, a valutare, a vagliare, comprendendo alla fine che cos’è che davvero ci dà Felicità.

Quel “cos’è non è uguale per tutti, perché nessuno di noi è perfettamente uguale ad altri; varia con le “esigenze” dell’età, si modifica con le esperienze e i caratteri di ciascuno.
Ma di certo la base è simile, ed è data dall’equilibrio interiore che ci permette di cogliere ed assorbire in pieno tutte le miriadi di componenti che formano la Felicità: stabilità, sentimento, emozione, gioia, calore, allegria, commozione, senso di pace, di appagamento, entusiasmo ecc., “ingredienti” che possono riunirsi in un unica parola: Serenità.

Ecco, per me Felicità è semplicemente l’insieme di tutto ciò che mi dona una continua Serenità e mi fa vivere col “sole dentro”, anche se fuori infuria la bufera.

Ed averlo finalmente capito, mi rende felice.  

E la vostra Idea di Felicità, qual è?

MaxG: Mi è piaciuta molto l’immagine della Felicità come una pietra preziosa da lavorare. E hai ragione: l’idea di felicità cambia con gli anni. E con il senso del valore delle cose. Condivido ogni tua parola. E ne sono felice

Regi: E’ un po’ ridicolo, data l’età, ma è quando mi addormento sapendo che i miei figli stanno dormendo sotto il mio stesso tetto.

Luca: C’è un detto che recita
Ricco è colui che ha bisogno di poco
credo che lo stesso valga per la felicità le piccole cose mi rendono felici non ne voglio fare un elenco dico solo aver organizzato una cosa sul lavoro che è andata bene mi rende felice
basta poco che ce vò

Skip: Condivido la tua opinione: si è felici in modo diverso a seconda dell’età, del carattere e delle esperienze fatte.
La felicità è una dimensione interiore.
C’è la felicità di un momento, che nasce da un sorriso, da un bel paesaggio, da un ricordo o una piccola cosa, e una “felicità” più duratura, mediata e ambita.
Secondo me la felicità è più semplicemente un modo di vedere e di sentirsi “in pace” con se stessi, cioè si è felici quando si riesce a conciliare in modo equilibrato il proprio mutabile mondo interiore, ricco di pensieri e sentimenti , con quello esterno e concreto caratterizzato da fatti, cose e persone.

Betta: Mi viene in mente una poesia di Trilussa, – Felicità -
C’è un’ape che si posa
su un bocciolo di rosa:
lo succhia e se ne va…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa

Così è anche per me, cerco di cogliere il bello ed il piacevole nei gesti quotidiani della vita.
Felicità a tutti!

Cristella: Domanda da cento milioni! A 50 anni condivido quanto dici tu: felicità uguale serenità.
Come mamma, aggiungerei: “la mia felicità è uguale alla serenità delle mie figlie”.
Aggiungo anche: non avere rimpianti.

Odiamore: Io, a trent’anni, mi trovo ancora su un crinale: da un lato in molte circostanze tendo a identificare la felictà con la serenità. Dall’altro, tuttavia, sono ancora alla ricerca di quell’emozione forte e lancinante che, come scriveva Cassola, “non può durare più di qualche istante, proprio prima di diventare immensamente dolorosa”.

ZiaPaperina: Vero. Ciò che mi rendeva felice a 13 anni era diverso da quello dei 18, e poi dei 25, e dei 35. Vero. Vagliare, tagliare, pulire. Arrivare al cuore della Felicità. Tante piccole cose STABILI. Grazie di queste tue parole che mi hanno resa sicura e serena.

Nicky: Felicità è (per me) un suo sorriso, uno sguardo complice, una parola sussurrata, il bacio di un bambino, un abbraccio affettuoso, una carezza, un paesaggio condiviso con la persona che amo, una risata sincera, guardare un film accoccolata tra le sue braccia.. insomma piccole cose che mi donano felicità e serenità.

MareadiLuce: In questo periodo della mia vita sono felice quando mi sento amata dalla persona che amo e quando posso esprimere il mio affetto alla mia famiglia.

Sancla: Il “ti voglio bene” di mia figlia (banale, se volete, ma unico)

Alianorah: Non so se sono stata davvero felice qualche volta. Ora non lo sono, ma non sono nemmeno infelice. E se bastasse questo?

JillL: proprio oggi pomeriggio mi è stata rivolta questa domanda, sei mai stata felice?
sul momento ho risposto no (triste vero? ma chi ha chiesto intendeva proprio FELICE)
poi ho ricordato una volta che, 22 anni fa, ho trascorso tre giorni “sollevata da terra” … è proprio la sensazione che avevo!!
col senno di poi sono risalita al motivo, ero rimasta incinta ma ancora non lo sapevo

Aglaia: la Felicità è sapere che hai fatto quello che potevi al meglio e qualcuno lo apprezza anche!!

Benvenuta, piccola Caterina!

di Placida Signora - 7 dicembre 2008

 

E un grande bacio alla tua Mamma e al tuo Papà
da parte degli ZiiBlog Fabio e Mitì!

Il Tortino di Pan Vecchio

di Placida Signora - 4 dicembre 2008

Questa volta il minuscolo foglietto ingiallito trovato nel libro non è scritto a mano, ma ritagliato da chissà quale giornale e incollato all’interno della copertina.

Non so se succede anche a voi, ma tante volte in casa nostra il pane o sparisce di botto a pranzo e a cena non ce n’è più manco una briciola, o è capace di restare intonso per più giorni.

Certo dipende molto da quello che cucino, ma essendo spesso fuori o avendo spesso ospiti a mangiare – mi capita anche di sbagliare le dosi di acquisto e trovarmi poi con panini o mezze forme stazionanti nel sacchetto a diventar dure come sassi o, sacrilegio, ad ammuffire

E ricette come questa mi piacciono particolarmente, perché suggeriscono appunto come riciclare il pane avanzato

800 ml di latte
300 gr. di pane vecchio
300 gr. di ricotta
1 cucchiaino da caffè di peperoncino
1 cucchiaino da caffè di origano
olio di oliva

Tagliare il pane a pezzettini, con una forchetta mescolare bene la ricotta col peperoncino e l’origano, far bollire il latte, accendere il forno a 250 gradi.
Appena il latte bolle unire piano pane e ricotta mescolando molto bene.
Appena gli ingredienti si sono amalgamati perfettamente, spegnere il fuoco.
Ungere di olio una teglia, disporvi il composto, mettere nel forno e cuocere per 20-25 minuti.
Gustare caldo accompagnato da fettine di formaggio, salumi, olive, pomodori secchi.

©Mitì Vigliero

E voi conoscete altre ricette da fare con il pane avanzato?

Roger: Pappa col pomodoro, Paciarella, Panata, Minestra di pangrattato

Caravaggio: altro tortino di pane

Mimosafiorita: Mia mamma metteva il pane raffermo in un piatto, poi ci versava sopra i fagioli fatti cuocere in un tegame di terracotta, e condiva con un filo d’olio d’oliva.

Tittieco: Pancotto pugliese

Graziella: La morte sua secondo me sono i knodel o gnocchi di pane. Li adoro ce ne sono tante versioni, salate, con prugna al centro, ecc. Forse un pochino laboriosi ma squisiti. Sono troppo in ritardo stamane per dare ricette ma basta cercare e poi ognuno ha la sua, piu’ poveri, meno. Buonissimi!

Shatten: La squisita torta nicolotta prevede
pane raffermo messo ad ammollare nel latte,impastato con
burro fuso
zucchero
uova intere
nocciole tostate
uvetta
pezzetti di cioccolato fondente
scusate la mancanza delle dosi, come molti io faccio ad occhio. La particolarita’ di questa torta e’ quella di conservarsi benissimo per piu’ giorni, ed e’ di giorno in giorno sempre piu’ buona. la torta va cotta in forno a 200 gradi per quasi un’ora.

PietroIzzo: ma il polpettone? non lo cita nessuno? IO il pane raffermo lo metto tutto lì dentro…

Smeerch: Stavo per commentare anche io sul “Pan cotto pugliese” – anzi barese, solo che Tittieco mi ha anticipato. :) Comunque sia il link lo metto ugualmente: limitandomi però ad aggiungere che nel mio paese questa ricetta viene anche chiamata “Caldìdd” e che come elemento fondamentale ed imprescindibile ha le cime di rape.

MaxG: Mamma fa una specie di Panettone ammollando il pane nel latte (lo lascia una notte) e quasi un etto di uva passa nell’acqua. Poi la unisce al composto insieme a dadini di frutta candita (datteri, quel che c’è), pezzetti di noce, pinoli, succo di un limone, 2 uova, zucchero, un po’ di cacao amaro e un pizzichino di sale. Poi versa tutto in uno stampo imburrato, aggiunge pezzetti di burro, inforna a forno caldo 180° e cuoce un’ora. Fa raffreddare, toglie dallo stampo e mette zucchero a velo. (questi sono appunti presi al telefono con lei ;)

Madainoncicredo: Io d’estate faccio la panzanella, inzuppando il pane secco in acqua gelata, poi lo strizzo e condisco con pomodori freschi, cipolla, olio, sale e origano ed eventuali altri avanzi o fondi di frigorifero (tipo olive, capperi, sottoli…). Per me è un piatto gustosissimo!

Cristella: Sulle ricette col pane avanzato, avevo scritto qualcosa anch’io qui

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