Giorni strani questi di fine Dicembre; rallentati dai giorni di festa e da un galòp reso più quieto dalla stanchezza.
In questi giorni mi sento come quei giocattolini caricati a molla, che si muovono frenetici quando si gira la chiavetta; a mano a mano che il tempo passa e la carica diminuisce, il movimento rallenta.
Sempre di più.
Trascorro così queste ore di festa stando quasi immobile, dedicandomi solo a quei lavoretti noiosi e meccanici tipici di questo periodo.
Ad esempio archiviare e mettere via le bollette dell’anno che sta finendo, diligentemente divise per “razza” (Fastweb, Libero, Enel, Amga, Amiu…); idem per le corrispondenze bancarie, i papiri delle amministrazioni ecc. ecc., e chiudere poi tutto nei grandi raccoglitori che occupano le librerie del corridoio.
Mi viene un po’ da ridere quando sento qualcuno affermare tronfio che l’informatizzazione di uffici e banche è ecologica perché ”elimina la carta”; se ogni documento amministrativo e commerciale consta di pagine e pagine stampate da un lato solo; se ogni lettera di banca o di luce acqua gas contiene 7 fogli di pubblicità d’ogni genere e argomento; se ogni bolletta deve essere accuratamente conservata per 5 anni, per più anni le cose bancarie…l’uso della carta a me pare più che raddoppiato. O no?
Va meglio nell’archiviazione delle e-mail e della Rubrica; per lo meno riempio solo cartelline e cestini virtuali. Oggi avrò eliminato definitivamente qualcosa come 1500 fra messaggi e indirizzi : qualcuno anche con grande soddisfazione.
Poi dovrei riordinare anche il Blogroll, impresa che inizio e interrompo regolarmente perché “mi fa fatica”.
Ma da qualche mese, se devo essere sincera, “mi fa fatica” la blogsfera in genere.
C’è qualcosa di strano, che mi lascia perplessa.
Non so spiegarlo con precisione, ma provo un profondo senso di disagio a vedere attorno un gran disordine dato da nuovi strumenti che anziché migliorare in modo intelligente la comunicazione virtuale, per come vengono usati si tramutano in sorte di - per me - ipereccitati Circoli Ricreativi Blogaziendali.
Li ho studiati e analizzati a fondo, ma non riesco proprio a farmeli piacere…
Mi imbarazza veder vivere e agire anche seriamente dentro una specie di cartone animato. Mi turba il dover iscriversi in massa a un essere vorace che ti obbliga a venire in martellante contatto con emeriti sconosciuti o vaghi conoscenti di cui hai sempre fatto tranquillamente a meno. Mi frastorna il cinguettio continuo, ora inglobato in una sorta di petulante Barnum , immenso frullatore in cui si mescolano formando un incomprensibile, disarmonico e frammentario cugino di Blob discorsi filosofici, sfottò, invettive politiche, meteorismi, foto, musiche, battute da cabaret, annunci di morte-nascita-matrimoni, ciattelle da bar, aforismi celebri, pettegolezzi, commenti di post, insulti tremendi, dichiarazioni di dimagrimenti, appetiti di ogni genere, scatti di nervi, scoppi di stupidèra, appelli alla pace mondiale…
Probabilmente è colpa mia, il non entusiasmarmi.
Ho sempre detestato il seguire le mode a ogni costo, l’intrupparmi in qualcosa che si fa perché lo fanno tutti.
Poi, più passa il tempo, più sento il forte bisogno di circondarmi di logica e concretezza; di approfondimento e “senso” in ogni cosa, seria o faceta che sia.
Il fracasso fine a se stesso mi ha sempre dato noia, la superficialità e l’inconcludenza mi urtano fisicamente, l’horror vacui mi allarma, perché sintomo di dilaganti insicurezze e vuoti di ogni genere: insomma, il caos mi rende nervosa…E poi sono notoriamente una poco gioviale ;-)
Massì, sarà di certo colpa di questi ultimi giorni di dicembre, in cui sento prevalere la stanchezza e soprattutto il bisogno di silenzio.
Per fortuna fra qualche giorno partirò; lontana da voci e bailamme, da carte, letture e pc.
Tornerò fresca e riposata, piena di grinta e rinnovato entusiasmo per la blogpalla…ma di certo giammai per quei socialcosi lassù.