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Il Vero Capodanno

di Placida Signora - 30 agosto 2008

Lo ribadisco anche quest’anno:
E’ da un bel po’ che un pensiero mi frulla pel capìno…

 

Secondo me il Capodanno Vero non è il 31 dicembre, ma il 31 agosto.

Sì lo so che anche a settembre si posson fare vacanze però…

Però le scuole oggi iniziano dal 10 7/9 circa in poi (mica come quand’ero piccola io, “E’ il Primo Ottobre a scuola si va…“: chi la ricorda fra voi? :-).

I progetti e gli appuntamenti  fatti e presi a giugno-luglio vengono rimandati sempre con la frase “Decidiamo tutto ai primi di settembre”.

A settembre riorganizziamo casa, impegni, esistenze…

Insomma: Settembre è – in tutto e per tutto – come fosse Capodanno.

Un Capodanno molto meno mondano e decisamente più interiore, intimo: un Capodanno in cui non è obbligatorio divertirsi, ma riflettere, riordinando le idee.

E allora, come ogni Primo dell’Anno che si rispetti, giochiamo a fare progetti e sogni: volete?

Dichiariamo come abbiamo intenzione d’affrontare il nuovo anno che ci attende.

Esprimiamo i nostri sogni e le nostre speranze, anche le più improbabili e fiabesche.

E’ un gioco, no? Tutto è possibile, nel Regno della Fantasia e dei Sogni.

Basta anche che solo l’idea ci regali un po’ di serenità e allegria.

Chi l’ha detto che dobbiamo per forza essere sempre razionali, seri, quadrati e soprattutto “adulti”?

Eh? Giochiamo, dai!

E chissà che, proprio perché è un gioco, la Fortuna non ci dia una mano a realizzare tutto o quasi che di bello e buono desideriamo…

Si è realizzato qualcosa di quello
che
desideravate un anno fa?
E per questo Nuovo Anno,
cosa volete/progettate/sognate?

Luca: si è appena realizzato firmato l’atto la settimana scorsa….. per quello nuovo bè due piani di truppe cammellate dovrebbero bastare anche per due anni……. io speriamo che me la cavo

Linda: mi viene da dire che il lavoro che inizierò sia fruttuoso e stabile, e la casa che affitterò diventi un pò “mia” … il resto solo e soltanto un pò di stabilità

Lauramlt: per il momento tornare al mio peso forma e diventare saggia! (Credo che le 2 meraviglie di Laura siano meglio di una palestra per tenersi in forma…;-D NdPS)

S.B.: Rispetto ad un anno fa si è realizzato il desiderio che io e Alex avevamo: un altro bimbo (nato il 23 Agosto) :-)

MaxG: 3 S: Salute, Stabilità, Serenità.

Aglaia: si è realizzato il desiderio di avere un aiuto per assistere i miei…che spero continui…perchè mi sono appropriata della mia vita ,forse per la prima volta dopo 46 anni!!!:-))) per il nuovo anno?
che tutto prosegua al meglio!

Graziella: Desideri? Concordo con le 3S di Max. Magari!!!!

Cristella: Tesora Cara, il tuo archivio aiuta la memoria. Ecco cosa ti commentavo un anno fa:(continua)

Odiamore: Per questo anno nuovo, a parte le 3S di cui sopra per me ma soprattutto per i miei genitori, mi auguro di portare a termine il mio progetto di iniziare un corso di canto. Perché quanto è vero il detto “canta che ti passa”! 

Tittieco: Ad Aprile 2008, ho realizzato un desiderio e un sogno di tutta una vita: possedere un cane e ci sono riuscita!!! La mia cagnola di nome MUNA (Desiderio in lingua egiziana) è una segugia di 7 anni ed è riuscita in poche settimane a conquistare anche il cuore e l’affetto del mio consorte “gattofilo” convinto.
Per quest’anno sono a posto cosi’ . devo confessare pero’ che ho un’altro sogno nel cassetto: diventare NONNA, magari di due bei gemelli come quelli della neo mamma LAURA, alla quale faccio tanti complimenti e auguri!(continua)

Skip: spero di iniziarlo con serenità,con il sorriso e tanta energia in famiglia e nel lavoro e di avere un po’ di tempo per me e ciò che mi propongo di fare( continuare una specie di ricerca “storico-affettiva”). sagerando un po’rinnovo a tutti l’augurio delle S perchè il nuovo anno sia strabiliante, splendente, sorprendente e sostanzioso ma soprattutto stracarico di salute,serenità,saggezza,simpatia e sincerità , sentimento e sensualità , sprint e successo,soldi, sogni e speranze,solarità e sorrisi, e ancora sesso sfrenato ma sicuro ( per gli hard :)),senza sprechi e smog (per gli ambientalisti), senza stop né stand by ma con scelte soddisfacenti e scommesse da vincere con se stessi e con la sorte e soprattutto senza sfortuna né scosse sismiche, reali e non.

Krishel: Cosa vorrei quest’anno? La stessa cosa che non ho ottenuto l’anno scorso: la felicità per le persone che amo, un uomo nella mia vita, un pò più di serenità e magari anche la possibilità di arrivare serenamente alla fine del mese.

Anna righeblu: Quello appena trascorso è’ stato un anno pesante, per tanti aspetti, e quello che ora desidero è: salute, serenità e la realizzazione delle aspettative dei miei figli

Gianluca: ogni anno spero di scoprire di aver imparato qualcosa di nuovo e di importante su me stesso e gli altri. in più spero di essere fedele ai miei valori, di riuscire ad essere forte e coerente, con un pizzico di follìa. e spero, esagerando con l’Utopia, che arrivi presto l’età del Disinteresse (inteso come assenza di interessi personali e/o occulti) negli affari pubblici nazionali e internazionali, sola via per una nuova era di pace e di crescita per l’umanità intera.

Alianorah: NO! Porca miseria, quello che desideravo un anno fa non si è realizzato e il peggio è che è la stessa cosa che desidero quest’anno e tutto mi fa pensare che anche stavolta andrà buca. Io ricordo benissimo il Primo Ottobre, San Remigio. Avevo anche una copertina per il libro (l’unico che avevamo in prima elementare) con un mammoccetto in grembiule con fioccone e scritto sotto “Remigino”.

Storia della Diplomazia

di Placida Signora - 29 agosto 2008

Come nacque una delle “arti” più difficili del mondo

La parola deriva dal greco “diploma” (da “diplωn“, doppio)  lett. “scritto piegato in due“, il foglio che  gli antichi ambasciatori ricevevano dai loro capi e sul quale stava scritto lo scopo della missione da compiere.

I documenti più antichi riguardanti la nobile arte della diplomazia risalgono al 1300 a.C.; trovati sulla riva destra del Nilo a Tel-el-Amarna, riportano i trattati di alleanza fra Ittiti ed Egiziani.

Altri, risalenti al VII sec. aC. e rinvenuti a Ninive, raccontano le frenetiche manovre diplomatiche del re Assurbanipal con tutti gli altri potenti Orientali.

Da sempre era uso che gli ambasciatori fossero muniti di una specie di passaporto speciale detto “credenziale“, una lettera in cui erano scritti tre punti fondamentali: scopo della missione, identità dell’ambasciatore e la ferma esortazione “a credere” tutto ciò che questo avrebbe detto senza torcergli un capello perché, come si dice ancora oggi, “ambasciator non porta pena“.  Ossia non ha nessuna colpa di ciò che viene a riferire.

Nell’antica Grecia, divisa lungamente in minuscole ma litigiosissime  città-stato, i rapporti diplomatici erano affidati ai primi ambasciatori ufficiali della storia, gli “àngheloi” (messaggeri), scelti accuratamente tra i cittadini che in patria avevano da sempre mostrato buone doti di abilità di rapporto con gli altri.

Se la missione a loro affidata andava a buon fine, una volta tornati a casa questi venivano festeggiati pubblicamente come eroi e incoronati d’alloro.

I trattati firmati dai vari capi di governo erano considerati letteralmente sacri; se qualcuno faceva il furbo e li violava, veniva multato: se non pagava, veniva disintegrato tramite “guerra santa“.

I rapporti fra Roma antica e le città straniere invece, erano mantenuti dal collegio dei “feziali” (da “foedus“, alleanza): 20 sacerdoti potentissimi che avevano il compito di dichiarare armistizi, guerre, paci.

Chi di loro veniva spedito in terra straniera come ambasciatore, veniva definito “legato” (inviato).

Nell’Urbe monarchica era il Re a nominare gli ambasciatori (e così in quella imperiale); in quella repubblicana erano i senatori a farlo: fu in quel periodo che proprio a Roma vennero aperte le prime scuole specializzate in “ars diplomatica, frequentatissime da studenti anche provenienti da stati esteri.

La figura del diplomatico straniero residentein modo fisso in una Corte d’altro stato, fu inventata della Chiesa quando inviò Nunzi Pontifizi a vivere stabilmente nel palazzo imperiale di Bisanzio.

Lo stesso metodo venne seguito dalle Repubbliche Marinare di Venezia e Genova, che sparsero nelle più importanti città d’Oriente i loro rappresentanti ufficiali, i quali le tenevano costantemente informate tramite l’invio di “copie” riservate.

In età moderna, cioè dopo la scoperta dell’America e la conseguente nascita di grandi e potenti stati nazionali sempre pronti a farsi vicendevolmente le scarpe, la presenza di ambasciatori fissi in terra straniera divenne indispensabile.

Nei momenti di crisi, dalle varie capitali partivano ambasciatori straordinari che raggiungevano quelli permanenti; i più famosi di questi, nel XVII sec., furono due giovani e abilissimi prelati destinati a una grande carriera nella storia: Richelieu e Mazzarino.

©Mitì Vigliero

Sughi al galòp

di Placida Signora - 27 agosto 2008

Come sapete amo la cucina, adoro cucinare, non sopporto però di trascorrere ore sui fornelli anche a causa della mia cronica mancanza di tempo e soprattutto quando fa caldo come ora.

Però non so rinunciare alla pastasciutta.

Per questo mi sono specializzata in una serie di sughi tutti rigorosamente a crudo, che non fan perdere tempo a cuocerli, e che evitano soffritti e grassi in più.

Unico accorgimento: scaldare prima con acqua bollente la zuppiera dove verrà condita la pasta.

E tenere un frullatore o un mixer a portata di mano, insieme a una bottiglia di olio extravergine.

Allora incominciamo:

Ingredienti fissi per 4 persone:

350 gr di spaghetti (o linguine, o bucatini, o pennette, quello che vorrete); una volta cotti e bollenti, condire immediatamente.
Ovviamente se siete dei mangioni, o il piatto di pasta verrà seguito solo da un po’ di frutta, portate la dose a 100 gr. a testa.

E ora vi “passo” un po’ dei miei sughi veloci veloci, anzi, al galòp, e - cosa fondamentale - semplicissimi, perfetti anche per essere cucinati in barca o al campeggio, oltreché da massaie e massai pigri…;-)

TAPENADE 5 minuti
1 barattolo di pasta d’olive nere; 3 cucchiai d’olio; pepe bianco.
Prendere 100 gr di pasta d’olive (si trova in qualsiasi supermercato), stemperarla con l’olio e unire il pepe.

AL GROVIERA 5 minuti
100 gr di groviera, 2 dl di panna, o 1 cucchiaio di latte e 1 di panna; pepe nero.
tagliare il formaggio a scaglie sottilissime; versare la pasta bollente nella zuppiera, condirla prima con la panna, poi unire rapidamente il groviera, spruzzata di pepe, a tavola!

ALL’AGLIATA ACCIUGATA 10 minuti
4 spicchi d’aglio, 60 gr di mollica di pane, 4 filetti d’acciuga sott’olio, 4 cucchiai d’olio abbondanti, aceto sale pepe
Nel frullatore schiaffate aglio, acciughe, mollica bagnata nell’aceto e ben strizzata, olio. Deve risultare una salsa cremosissima.

ALL’ERBETTE 10 minuti
1 mazzo di basilico, 1 di prezzemolo, 1 rametto di rosmarino (oppure menta, maggiorana, origano, timo fresco… insomma, quel che avete sottomano) 2 spicchi d’aglio, 80 gr parmigiano grattugiato, 4 cucchiai d’olio, sale, pepe.
Togliere le foglie al basilico e prezzemolo, gli aghetti al rosmarino. Metterle nel frullatore con aglio, parmigiano e olio. Unire sale e pepe qb. Mescolare benissimo.

AI CAPPERI 10 minuti
100 gr di capperi sotto sale, 4 acciughe sott’olio, 1 scatoletta di tonno, 2 spicchi d’aglio, 1 ciuffo prezzemolo, 1 limone, 4 cucchiai d’olio.
Lavare bene i capperi, metterli nel frullatore con aglio, acciughe e  tonno. Frullare. Allungare la crema col succo del limone. Condire la pasta mettendo solo alla fine il prezzemolo tritato (meravigliosa coi bucatini)

ALLE OLIVE E FUNGHI 10 minuti
200 gr di olive verdi snocciolate; 200 gr di funghi porcini freschi; 1 spicchio d’aglio; 1 mazzetto di prezzemolo; 4 cucchiai di olio; sale e pepe
Tritare le olive con l’aglio e il prezzemolo; taglizzate finemente i porcini, unite al trito d’olive, incorporando olio a filo, aggiustare di sale e pepe. Mescolare benissimo alla pasta e servire al volo.

ALLA MOZZARELLA AFFUMICATA 5 minuti
200 gr. di mozzarella affumicata; 1 mazzetto di prezzemolo; 2 cucchiai d’olio; sale e pepe
tritare il prezzemolo, tagliare a dadolini la mozzarella. versare la pasta cotta nella zuppiera, condirla prima con l’olio e poi con la mozzarella e il prezzemolo. Mescolare bene e servire subito.

©Mitì Vigliero

E voi ne avete altri da suggerire?

Roger: Tagliolini alle olive verdi e ricotta.

ZiaPaperina: Al pomodoro fresco e profumato. 2 pomodori perini a testa, due cucchiaini di origano macinato profumatissimo, olio, sale.Tagliare a dadini i pomodori, metterli nella zuppiera insieme a sale, origano e olio. Far riposare almeno un’oretta e condirci le pennette. Meravigliosi!

Beppe: Finta carbonara. 5 rossi d’uovo, 5 cucchiai di parmigiano, mezzo cucchiaio di latte, sale, pepe. Nella zuppiera mescolare i rossi col parmigiano e il latte. salare, pepare, condirci gli spaghetti e pappare ;)

Regi: Checca sul rogo
pomodori sanmarzano a dadini
aglio
alloro
rosmarino
origano
salvia
basilico
prezzemolo
peperoncino
tritare le spezie finissime con la mezzaluna, far scaldare l’olio fino al punto in cui diventa fumante, scolare la pasta al dente, condire con le erbe e i pomodori quindi rovesciare di un colpo l’olio bollente sul tutto. Sfrigolerà e cuocerà il condimento. Scafandratevi.

Graziella: Dacia Maraini in un suo libro descriveva deliziosi tagliolini all’uovo conditi con burro e buccia di limone grattugiata. I tagliolini dovevano però essere tassativamente all’uovo. Semplicissimo!

Skip: La salsa di noci si prepara frullando gherigli di noce,mezzo spicchio d’aglio e olio q.b. per ottenere una crema piuttosto fluida. Si può stemperare con un po’ di panna, quando si condisce la pasta.

Tobia: un cucchiaio di succo di limone, buccia di limone grattugiata e olio di oliva ben emulsionati a cui si aggiunge abbondante parmigiano e foglie di basilico spezzettate
oppure
un pesto con succo di limone, buccia di limone grattugiata, olio di oliva, abbondante prezzemolo, mandorle e parmigiano

Kat l’expat: Che ne dici di una variante del tuo pesto di erbette?
– nocciole fresche o pinoli
– erba cipollina
– cacioricotta pugliese
– olio evo
– acqua di cottura della pasta
Triti i primi due insieme nel mixer, aggiungi il cacioricotta grattugiato quindi l’olio e all’ultimo i due o tre cucchiai d’acqua bollente d’ordinanza.
A Ferragosto ci abbiamo condito una pasta ripiena ma si sposa con qualsiasi formato di pasta, anche integrale.

Princy60: Sughetto rivierasco: se vi è avanzato un po’ di pesto genovese, che non sarebbe sufficiente per condire la pasta, aggiungete la stessa quantità di salsa di pomodoro fresco e condite la pasta aggiungendo una spolverata di parmigiano.

E una volta girata?

di Placida Signora - 26 agosto 2008

Cosa vedremo? Che accadrà?  


(foto Txan Cardona)

Mimosafiorita: Appena girata, vedro’ un immenso prato con tutti i toni del verde, in contrasto con il rosso dei papaveri, e accadra’ che correro’ ad allungarmi su quel prato con un bel libro, alternando lunghe pause per far vagare la mente.

Beppe: Due rampe di scale a chiocciola; una sale, l’altra scende. Dovremo decidere quale fare.

Marchino: Una scala che scende al mare. Oppure girando la chiave si mette in moto un grandioso carillon, con al centro una stella e dieci pianeti che vorticano intorno e sul terzo pianeta, quello azzurro e piccino, con una luna al seguito…

Antar: L’interno di un armadio. Profumato di polvere e lavanda

ZiaPaperina: Un solaio, pieno mobili e bauli. Accadrà che pesseremo ore a guardare in quei bauli, alla caccia di ricordi (almeno io lo farei di sicuro!!)

Roger: la camera ancora da pulire dell albergo (nientepopòdimenoche un cinque stelle…forse erano comete) prenotato per le vacanze…sic…GRRRRR…e i CABBASISI…girarono, girarono, girarono…

Luca: troveremo la cantina del nonno, con quegli odori, quei rumori, con tutte le bottiglie lavate pronte ad accogliere il vino nuovo della prossima vendemmia il sacco del mangime per le galline (u brennu) aperto e quell’angolo là in fondo con uno strano mucchietto di sabbia, la dove erano nascoste le bottiglie “pregiate”… e lui la in fondo con gli occhiali chino sul banco da falegname intento ad armeggiare a qualche invenzione, o a costruirsi uno strumento nuovo…

L’Avvocatessa: Una stanza al piano terra di un centro storico sul mare.
Abbandonata ed odorosa di umido.
Il pavimento di pietra viva, una finestra dagli stipiti cotti dalla salsedine, un cartone pieno di libri, brandelli di vecchi manifesti che ciondolano dai muri, una rete da rammagliare, una lucertola che sguizza spaurita al primo fascio di luce.
Oltre la veduta, un porto vecchio mille anni.
Ed io vestita da maschiaccio che sorrido con un secchiello di pittura bianca in mano.

Nonsonocostante: l’anima si espande

Dedy: Il mare, con la sua immensità…e una barchetta lì ad aspettarmi….che mi porterà ovunque io voglia andare!

Tittieco: Una bellissima vallata verde,con cavalli galoppanti in piena libertà, un piccolo fiume fiancheggiato da salici piangenti che scorre tranquillo.

Regi: Una cantina in penombra, una finestrella con la rete, e tutti i nostri vecchi giochi impolverati, ma vivi!

Krishel: Cosa c’è dall’altra parte? Quello che ancora non abbiamo visto in generale e di noi stessi. Bello o brutto che sia…(continua)

Oscar Ferrari: Appena girata non succede niente, era chiusa a doppia mandata.

Skip: un bellissimo fondale marino da esplorare camminando,senza maschera e pinne…mi piacerebbe scoprire Atlantide

Dania: La mia dispensa. Vuota.

Anna righeblu: Una cantina buia, vagamente illuminata da un solo fascio di luce che, dalla rete arrugginita di una finestrella, penetra obliquamente nell’oscurità, e rivela pesanti ragnatele intorno, e sulle polverose, vecchie botti…

Rosario: Sarà chiusa per sempre, butteremo la chiave, gireremo le spalle a quella porta e proseguiremo verso il nostro futuro.

Gattasorniona: dietro la porta c’è un altra porta, sprangata, naturalmente

Alianorah: Una terrazza che si affaccia sui tetti della città vecchia. Una musica. E lui. Finalmente lui.

Aglaia: apparirà la visione assolata di colline ricoperte di fiori multicolori, lo sguardo seguirà il riflesso di un ruscello che gioca a nascondersi fra cespugli di piante sulle cui rive regalano ombra invitante al riposo…..e noi sdraiati a guardare le nuvole nel cielo limpido spostate dal vento.

Uzi: la chiave non gira nella toppa. i meccanismi sono inceppati dalla ruggine.
ma la porta è aperta, anche se non si può entrare. appena varcata la soglia, infatti, il soffitto cade spiovente e anche un bambino deve piegarsi solo per fare il primo passo.
dentro è buio, non ci sono lampadine né candele, l’aria è pesante e carica di polvere, l’odore è strano, sembra di respirare ferro e sabbia. è un posto pauroso, ma affascinante. nessuno sa cosa ci sia più in fondo, si vede solo la piramide di carbone, come una macchia nera nel buio. un posto pauroso, ma anche affascinante perché è uno di quei posti che i grandi vietano. erano anni che non ‘tornavo’ nella mia carbonaia (che ormai esiste solo nella mia memoria).

Roquentin: Non gira, s’inceppa, quella porta non è aperta da troppo tempo.

Mary: …un sacco di vestiti appesi, su grucce di legno, abiti vecchi ma ben conserrvati, per lo più bianchi, coi pizzi.

Spikette: La moglie di Barbablù apre la porta e scopre le teste mozzate delle precedenti first ladies. La chiave le cade di mano e si imbratta di sangue, come vuole la fiaba.

CuriosItalia in Pillole: Clienti al lazo

di Placida Signora - 25 agosto 2008

Nel centro di Torino esiste una strada centralissima che sfocia in via Roma e che si chiama Via Bertola.

Forse non tutti sanno che un tempo quella via si chiamava Barra di ferro, e il nome le derivava – appunto – da una sbarra che di sera veniva posta di traverso al suo imbocco per chiuderla, ed era proibito alle meretrici (di cui allora la zona pullulava) varcarla.

Così, per procurarsi clienti, le professioniste del mestiere più antico del mondo piazzate al di là della sbarra usavano  i loro grandi scialli o le lunghe sciarpe per “accalappiare” letteralmente i passanti, avvicinarli a loro e iniziare con essi le trattative.

© Mitì Vigliero

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