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Gli Ospiti

di Placida Signora - 20 luglio 2008

Nell’altra PlacidaCasa su Donna Moderna

L’Antigalateo: Come liberarsi di Ospiti a stazionamento lungo

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Il Passaporto delle Buone Maniere

di Placida Signora - 18 luglio 2008

La contessa Barbara Ronchi Della Rocca, voce e volto noti della radio e della televisione nonché Tesoramia da anni prediletta, è indubbiamente una delle massime esperte di buone maniere  esistenti in Italia; non per nulla ne è “docente”, poiché tiene nelle grandi aziende corsi appositi atti a “formare” i dirigenti, soprattutto quelli che per motivi di lavoro devono trascorrere determinati periodi in paesi lontani dove spesso le norme di galateo sono assai diverse dalle nostre.

Certo sarebbe molto comodo anche per noi averla sempre a disposizione, soprattutto in vista di vacanze trascorse all’estero; ma dato che mettere una contessa  in valigia risulterebbe poco pratico, meglio ripiegare sul suo libro Il passaporto delle buone maniere  (Sperling&Kupfer), che  illustra in maniera chiara e sintetica tutti i consigli migliori per evitarci orrende figure fuori dal patrio suolo.

Ecco un’intervista sull’argomento che le ho fatto. 

Tesoramia, hai mai fatto gaffes mostruose all’estero?
“Mi trovavo anni fa in Giappone a parlare con un alto dirigente della televisione locale; una persona distinta e cortesissima, che colloquiava in un inglese perfetto. Era molto “occidentale” nei comportamenti, quali il modo di salutare, l’abbigliamento e così via. Prima di accomiatarmi gli chiesi “Può per favore consigliarci un buon ristorante qui vicino dove poter andare a pranzo?”.
Fu la mutazione: divenne gelido, s’irrigidì tutto e se ne andò furibondo seguito dal suo staff.
In seguito mi spiegarono che in Giappone non bisogna mai fare domande del genere per due motivi: il primo perché si invade la privacy, come se si volessero conoscere le abitudini personali di una persona. Secondo perché la si mette in grave imbarazzo, obbligandola a citare un locale al posto di un altro, facendo così dei favoritismi. E il Giappone, come spiego dettagliatamente nel libro, è in assoluto uno dei luoghi dove occorre fare molta attenzione al galateo locale”

Una regola generale?
Mai giudicare i comportamenti altrui, anche se ci sembrano strani; se andiamo a cena in una casa indiana o araba, non dobbiamo scandalizzarci se alla fine gli ospiti digeriscono rumorosamente; è la loro usanza per dichiararsi soddisfatti del cibo. Spesso si tratta invece solo di mode del momento; oggi ad esempio in Svezia è molto cool sputare per terra: sputano tutti, anche le donne. Noi là non sputeremo, ma neanche commenteremo indignati il fatto.” 

Qualche consiglio sull’abbigliamento femminile?
Ad esempio bisogna ricordare che in India si può girare con l’ombelico di fuori, ma assolutamente coperte dalle ginocchia in giù. Nel Centro dell’Africa puoi stare a seno nudo ma non indossare mai braghette corte che mostrino le cosce, invece in Brasile sulle spiagge puoi mettere dei tanga invisibili, ma guai a chi osa un topless mentre in Corea una donna occidentale può essere molto malgiudicata se porta occhiali da sole o indossa sandali infradito…

Spesso gli italiani fuori casa hanno dei problemi con il cibo…
Pretendere spaghetti in Birmania è assurdo, così come qualunque nostro piatto ovunque; anche in questo caso si tratta di adeguarsi, informarsi prima a cosa si va incontro e farsi guidare dal buon senso, se è possibile. Io ad esempio all’inizio ho pagato cara la convinzione che una civiltà la si conosca per forza a tavola. Nelle isole Faroer, Islanda del Nord,  ho insisto entusiasta a voler mangiare il piatto nazionale, che è la balena; un grasso giallastro attaccato a della carne nera che puzzava di pesce marcio: una cosa repellente. In quel momento avrei dato chissà che cosa per poterla inghiottire con della grappa, fernet, china bollente…Purtroppo là vige il proibizionismo più assoluto, e mi sono dovuta accontentare della Coca Cola.Nelle Filippine invece ho dovuto gustare il “balut”, uova di anatra covate per un po’ e poi bollite; le comprano sulle bancarelle per strada, e poi le mangiano passeggiando come un cono gelato: solo che lì dentro c’è il pulcino mezzo formato e con le piume…Insomma, quando in Africa ho dovuto mangiare delle cavallette arrostite, ti giuro che al confronto mi sono sembrate  splendide.”

Qual è l’errore più comune del comportamento degli italiani all’estero?
Innanzitutto il tono di voce, che è sempre troppo alto. Parliamo forte, ridiamo sguaiatamente, ci chiamiamo da lontano: gridiamo sempre troppo. Poi tendiamo a fare domande troppo confidenziali  o a discutere di politica; in certi luoghi, ad esempio i paesi dell’Est o in Indocina, non sono affatto graditi. In Norvegia tutti, giovani contestatori inclusi, si offendono a morte se uno straniero osa fare dei commenti sulla famiglia reale, gli austriaci non amano parlare di danaro, sesso e religione e così via. Ma in fondo sono regole civili che andrebbero usate sempre anche da noi, no?”

E ora  eccovi un assaggio di curiosità varie tratte dal suo  Passaporto delle Buone Maniere .

In Austria in pubblico non ci si pettina, né si toccano i capelli e soprattutto non ci si gratta il mento parlando con qualcuno perché tale gesto significa che secondo noi l’interlocutore sta dicendo delle sciocchezze.

In Olanda hanno il culto della tolleranza ma anche della pulizia; nei parchi pubblici uno è libero di drogarsi a qualunque ora ma, pena una forte ammenda, deve poi riporre la siringa usata nell’apposito contenitore per la raccolta differenziata dei rifiuti.

In Finlandia nelle sale da ballo e nelle discoteche si può invitare a ballare uno sconosciuta o uno sconosciuto, e il prescelto non può rifiutare l’invito, pena il dimostrarsi estremamente maleducato.

In Norvegia gli alberghi e i locali servono superalcolici solo nei giorni feriali e solo tra le 13 e le 23,30. Però le misure “normali” sono gigantesche rispetto a quelle in uso negli altri paesi europei: prima di ordinare un doppio whisky, guardiamo le dimensioni del bicchiere…

In Thailandia, durante le visite ai templi, è grave offesa mettersi in posa per fotografie davanti (o, peggio) sopra una statua o a qualche immagine sacra. E a proposito di immagini sacre, evitate di acquistarne perché tanto è vietato portarle fuori dal paese.

In Indonesia, signori uomini, se chi vi ospita per la notte vi chiede se vi fa piacere nel letto una fiancée hollandaise, non abbandonatevi a fantasie erotiche: la “fidanzata olandese” non è altro che un traversino di lenzuolo che ha lo scopo di rendere più fresco il letto.

In Australia due sono i gesti da non fare assolutamente: indicare qualcuno con l’indice (se proprio si deve, usare la mano intera) e soffiarsi il naso in pubblico. E chi è raffreddato? Se ne sta in casa e non frequenta nessuno.

Nelle Filippine attenzione ai controlli doganali: il più innocente dei nostri rotocalchi verrà sequestrato come pornografico se mostrerà fotografie di modelle anche solo in costume da bagno.

In Giappone non solo non ci si soffia il naso in pubblico, ma gli sternuti sono considerati gesti di enorme scortesia. Anzi, per dirlo con le parole esatte del capo del protocollo che accompagnò l’imperatore Akihito a Firenze nel settembre del 1993, “In Giappone piccolo rumore di naso è considerato appena più educato di piccolo rumore di sedere”.

©Mitì Vigliero

N° 8

di Placida Signora - 15 luglio 2008

E’ il trasloco di oggi.

Ne mancano ancora due, e poi forse avrò finito.

Se non schiatto.

Intanto vi lascio in compagnia del PlacidoTumblr, e di quello di Dario, dove ho trovato questa cosa meravigliosa; dovete trascinare le righe nere a destra sull’immagine centrale.

Ma prima leggere il titolo sotto l’immagine.

Chi vi ricorda? ;-)

Perché si dice: Contare le Pecore

di Placida Signora - 14 luglio 2008

Nella raccolta di novelle del XIII sec. chiamata, appunto, Novellino, si racconta che Ezzelino III da Romano detto Il Terribile, soffrendo gravemente di insonnia, avesse assunto un Novellatore personale per intrattenerlo durante le notti in bianco, narrandogli storie.

Il Novellatore però, al contrario del padrone, aveva sempre un sonno tremendo; così una sera gli raccontò di un pastore che, col suo grande gregge, si trovava sulla riva di un fiume.

Dovendo portare il gregge sulla sponda opposta, si servì di un traghettatore e di una piccolissima barchetta che poteva contenere solo una pecora alla volta.

Il traghettatore caricò la prima pecora e a portò sull’altra sponda.
Tornò indietro, caricò la seconda pecora e la scaricò.
Ritornò indietro, caricò la terza pecora

All’improvviso il novellatore, tacque.

Ezzelino spazientito lo sollecitò a continuare la storia; ma lui serissimo rispose: “Signore, dobbiamo prima farle passare tutte!”. 

Il Terribile si mise miracolosamente a ridere, e per quella notte il Novellatore poté finalmente addormentarsi ad un’ora decente. 

© Mitì Vigliero

E voi conoscete altri metodi naturali per favorire il sonno?

Regi: Veramente io faccio una cosa stupida ma che spesso funziona, perchè svuota la mente: rincorro i numeri del sudoku. Se ho fortuna, dopo un quarto d’ora cala la palpebra. Sennò se ne ricomincia un altro, tanto sono tutti uguali.

Viadellaviola: io provo a studiare a letto…e funziona! nel senso che il sonno arriva subito!

Mimosafiorita: Ho sempre un libro sul comodino, in questo periodo sto rileggendo Henning Mankell, e generalmente alla sesta pagina mi cade il libro in faccia, lo butto a terra e continuo il mio sonno.

ZiaPaperina: Io ho un metodo infallibile per addormentarmi; trascorrere la serata con mia cognata e sentirla parlare ininterrottamente di gossip, Vip, cosmetici e moda. ….oppure leggere qualche blog scritto da donne-clone di mia cognata.

Cristina: Un poco di latte tiepido/caldo, poi inizio a parlare con Gesù e mentre gli racconto le ultimissime, mi addormento come un ghiro!

Alianorah: Io invento storie fantastiche, in cui loro si amano ma al momento di dirselo non sanno come fare. E stanno lì a costruire dialoghi e mentre parlano mi addormento. P.S. Non posso contare le pecore: quando ci provo, inciampano sempre nella staccionata, cadono e mi tengono sveglia.

Roger: la tv è per me un potente sonnifero, specie quella estiva…

Tittieco: Due cose fondamentali per me: Camera nella semioscurità e Finestra un poco aperta (uno spiraglio in inverno, ovviamente). Mi addormento come una “pupetta”

 

Noia

di Placida Signora - 12 luglio 2008

Forse sarà questo tempo umido, appiccicoso e bigio; forse il galòp che mi sfianca; forse semplicemente che oggi ho il berrettino inverso, fatto sta che gran parte delle cose che mi circondano mi dà noia.

Mi dà noia notare in ogni campo l’assoluta latitanza del buon gusto e della buona educazione.

Mi dà noia l’assenza generale di rispetto nei confronti degli altri; il parlare sempre solo di diritti e mai di doveri, il giudicare la libertà e la democrazia strumenti del tutto personali, utili solo per poter fare gli affaracci propri e averne un tornaconto. 

Mi dà noia la carenza di professionalità e serietà in qualunque mestiere, sostituite da pressapochismo e superficialità.

Mi dà noia l’arroganza spacciata per cultura, la furbizia per debolezza,  la spudoratezza per sincerità, l’odio per giustizia. 

Mi dà noia l’apparenza prediletta alla sostanza, l’urlo al posto del dialogo, la violenza e l’insulto usati come ragionamento.  

Mi dà noia l’agire prima di riflettere, il pontificare senza conoscere, il leggere senza capire, il giudicare senza sapere. 

Mi dà noia il trionfo del banale e del vuoto in ogni ambito, la mancanza di approfondimento e attenzione in ogni azione.

Mi dà noia la sempre più diffusa apologia del cialtronismo; il disprezzo per la fatica altrui e la conseguente poca voglia di sudare e applicarsi prima di arrivare. 

Mi dà noia il veder manipolare le menti, inculcando il desiderio continuo e collettivo di essere trendy, di possedere, indossare, mangiare, dire, fare esclusivamente cose “alla moda”; atteggiamenti livellanti che impediscono ogni originalità di idee e crescita di personalità.

Mi dà noia anche provare noia per tutte queste cose; è segno di poca integrazione e allineamento.

Fa sentire soli.

Ma forse sentirsi poco integrati e allineati oggi – in questo mondo sbarellato – è solo una fortuna.

E speriamo che domani torni il sole.  

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