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La Danza d’U Màsciu e la Léna

di Placida Signora - 23 luglio 2008

Una leggenda medioevale, riportata dal vescovo di Genova Jacopo da Varagine (di Varazze) nella sua “Legenda Aurea” (1260), racconta che per sfuggire alle persecuzioni cristiane scatenatesi dopo la morte di Gesù, vari apostoli insieme a famigliari e a Maria Maddalena salirono su una zattera senza remi che li condusse per il Mediterraneo sino a Marsiglia; da qui Maria di Magdala, divenuta eloquente come un apostolo e dopo aver compiuto vari miracoli, si ritirò in eremitaggio in una grotta (Sainte Baume) dove visse ancora trent’anni e alla sua morte fu accolta trionfalmente in Cielo.

Durante il viaggio in mare però la zattera toccò vari paesi; fra questi Taggia, nella Liguria di Ponente, dove pare che la Maddalena abbia sostato un po’ in un eremo immerso fra i boschi delle alture, per far penitenza dei suoi giovanili peccati: ancora oggi un proverbio locale – per indicare i trascorsi non proprio virginali di una persona – dice “Ha fatto anche lei le sue maddalenate”.

La devozione per la Santa “mirofora” (“portatrice di profumi”, fu lei a ungere d’unguento profumato il cadavere di Gesù) è quindi a Taggia molto sentita; nel 1716 nacque la Confraternita dei Maddalenanti che da quella data, ogni penultima domenica di luglio, subito dopo il giorno onomastico (Santa Maddalena, 22 luglio) organizza la “Festa de Santa Maria Madarena du boscu”.

I confratelli, tutti uomini a dorso di mulo o a piedi, partono da Taggia sfilando lungo il Pantan (via Soleri) e raggiungono in tre ore di cammino la chiesina-eremo della Maddalena del Bosco; dopo aver cenato abbondantemente con minestrone e stoccafisso e dormito all’aperto, il giorno dopo vengono raggiunti dalle donne (e dai turisti).

Una Messa al campo, un’altra pantagruelica mangiata, musiche e giochi e poi la parte più caratteristica della festa: il Ballo della Morte.

E’ un rito arcaico: protagonisti due Maddalenanti, uno detto “U Màsciu” (il maschio), l’altro “la Léna” (diminutivo di Maddalena).

Danzano una sorta di tarantella allegra, mimando corteggiamenti e amplessi; ad un tratto però la Léna stramazza a terra, morta.

U Màsciu disperato, fra funebri note, la copre di lavanda, premendogliela soprattutto sul ventre: a quel punto Léna, sollevandosi con una botta di reni, risorge fra grida di gioia.

La danza, ripetuta per tre volte, l’ultima nel centro del paese, è strettamente legata al mondo rurale che da sempre unisce paganesimo e cattolicesimo: la fine di luglio è un periodo critico per la campagna, la canicola rischia di bruciare i raccolti che dovrebbero assicurare benessere per tutto il resto dell’anno.

La Léna è dunque la Terra resa fertile dall’uomo, ma è esposta a gravi rischi (sia metereologici che, simbolicamente, del peccato, come la Maddalena).

La lavanda che la fa risorgere simboleggia la redenzione (l’unguento profumato con cui l’ex peccatrice unse Gesù) e quindi i frutti della rinascita (il raccolto): infine il colpo di reni con cui  Léna risorge balzando in piedi è quindi sia il parto della Terra, sia la nuova vita dell’anima salvata. 

©Mitì Vigliero

31 Commenti

  1. interessante come sempre buona giornata

    Commento by caravaggio - 23 luglio 2008 07:14

  2. Un profumo di lavanda aleggia nel post, oltre che profumato e’ originale e curioso. Serena giornata alla Placida e al resto dei post-ini che ti leggono.:+)

    Commento by mimosa fiorita - 23 luglio 2008 07:49

  3. mi piacciono moltissimo queste tradizioni rurali, anche se molte volte oggi se ne perde un po’ il significato… Sei la mia antropologa preferita! :-)

    Commento by pietro - 23 luglio 2008 09:11

  4. Molto interessante!
    Ma cosa fanno gli uomini in quella notte lì che passano da soli?
    Un’altra cosa: se non ci fossero le donne pecatrici(che poi, da sole, non possono fare granchè…) a che servirebbe tutta la questione religiosa di redenzione, purificazione ecc.
    Meditate gente…

    Commento by Rosy - 23 luglio 2008 10:40

  5. Caravaggio, buona giornata anche a te :-*

    Commento by Placida Signora - 23 luglio 2008 11:03

  6. Mimosa, mi piace tanto il profumo di lavanda :-)*

    Commento by Placida Signora - 23 luglio 2008 11:04

  7. Pietro, è proprio per quello che cerco di mantenerle vive, spiegandone il significato. Sono parte di noi! (sopravvissuto agli sgabuzzini?) ;-*

    Commento by Placida Signora - 23 luglio 2008 11:05

  8. Rosy, ridono, chiacchierano, cantano, mangiano e bevono ;-)

    Tutte le tradizioni e le feste cattoliche si basano su antichissime tradizioni e feste pagane. Ci fu una sorta di integrazione fra usi, soggetti e letture…

    Commento by Placida Signora - 23 luglio 2008 11:08

  9. Ho sempre trovato un fascino particolare nelle signore che tengono in mano il beauty-case. Un’allure d’antan particolarmente femminile.

    Commento by Beppe - 23 luglio 2008 11:23

  10. Beppe…ehm. Mi sa che hai sbagliato post. Il beauty-case sta su Donna Moderna…;-D

    Commento by Placida Signora - 23 luglio 2008 11:37

  11. Scusami! Oggi sono decisamente più distratto del solito ;D

    La Festa della Maddalena invece l’ho vista molti anni fa. Una cosa decisamente primitiva, ma coinvolgente. E quei boschi sono bellissimi.

    Commento by Beppe - 23 luglio 2008 11:41

  12. (Di là non si riesce a commentare…)

    Commento by Beppe - 23 luglio 2008 11:44

  13. Beppe, non ti preoccupare, la distrazione in questo periodo è come un’epidemia…;-D

    Non si riesce? appena riesco avviso. Grazie!

    Commento by Placida Signora - 23 luglio 2008 12:02

  14. è indubbio….quando si è in ballo…c’è da ballare….

    però…. io preferirei farlo con con una donna….a me sti scambi di ruolo…mi preoccupano…..ASSAI…

    Commento by roger - 23 luglio 2008 13:05

  15. Roger, sono riti sociali antichissimi. Allora i masculi governavano tutto, politica, religione, famiglia. Le donne se ne stavano buonine in cucina (e magari tiravano il fiato, se per un giorno mariti padri figli e fratelli si toglievano dai piedi…) ;-D

    Commento by Placida Signora - 23 luglio 2008 13:17

  16. “vari apostoli insieme a famigliari e a Maria Maddalena salirono su una zattera senza remi che li condusse per il Mediterraneo sino a Marsiglia; ”

    se fosse successo oggi….sarebbero stati intercettati dalla guardia costiera,rimorchiati in porto,e poi rinchiusi in un centro di permanenza per clandestini…e sicuramente denunciati per immigrazione clandestina….nonchè sospettati di appartenere ad un organizzazione clandestina

    Commento by roger - 23 luglio 2008 13:19

  17. Sapevo della devozione alla Maddalena in alcune zone liguri grazie a un libro sulla figura di Maria in cui si attinge abbondantemente alla “Legenda Aurea”. Non conoscevo questo rito un po’ selvaggio ma molto affascinante.

    Commento by Alianorah - 23 luglio 2008 15:03

  18. Roger, probabile..

    Commento by Placida Signora - 23 luglio 2008 15:12

  19. Alianorah, anche in certe zone della Francia (cfr Provenza) il culto è fortissimo. E assai simile a questo :-*

    Commento by Placida Signora - 23 luglio 2008 15:13

  20. Ciao Mitì, mi sembra che sia un danza con un significato simbolico molto interessante.

    Un abbraccio

    Commento by Anna righeblu - 23 luglio 2008 18:46

  21. maddaiii….!!!….quante Magde…

    http://www.oceanru.com/magdalene/

    comunque…la parte migliore della festa è…”dopo aver cenato abbondantemente con minestrone e stoccafisso e dormito all’aperto”…compreso il bis pantagruelico del giorno dopo

    …..ne cercano di maddalenanti….????

    a quest’ora potrei essere un maddalenate perfetto…. :))))

    Commento by roger - 23 luglio 2008 19:25

  22. Anna, indubbiamente! :-*

    Commento by Placida Signora - 23 luglio 2008 19:34

  23. Roger, dovresti chiedere la cittadinanza onoraria a Taggia. Ma poi ballerai, vero? :-D

    Commento by Placida Signora - 23 luglio 2008 19:34

  24. per minestrone e stoccafisso….questo ed altro… :))))

    Commento by roger - 23 luglio 2008 20:32

  25. Giacobbo a questo punto avrebbe già tirato fuori Rennes le Chateau :-D

    Commento by Alianorah - 23 luglio 2008 23:50

  26. ma che interessante!!
    ma poi queste tradizioni accomunano un po’ tutto lo Stivale…
    “checchesenedica” le nostre radici sono proprio le stesse…

    Grazie cara Placida per tutto questo!!
    ;-*

    Commento by Matilde - 24 luglio 2008 00:47

  27. Roger, golosissimo! ;-)

    Commento by Placida Signora - 24 luglio 2008 01:12

  28. Alianorah, questo è poco ma sicuro! :-D*

    Commento by Placida Signora - 24 luglio 2008 01:13

  29. Matilde, ciao tesora! Sei ancora laggiù? Lassù…vabbé, là? :-)***

    Commento by Placida Signora - 24 luglio 2008 01:14

  30. :)
    no! sono quassù adesso!
    cioè… quaggiù.
    vabbè, qui!

    Un bacio da Bologna!

    Commento by Matilde - 24 luglio 2008 03:08

  31. Mi hai ricordato la festa che si tiene a Spelonga, sui Monti della Laga, ogni tre anni per celebrare il ricordo della battaglia di Lepanto. Gli uomini partono alcuni giorni prima e vanno sui monti a cercare l’albero più alto che diventerà l’albero della nave che erigeranno in piazza. In quei giorni faticano, mangiano e dormono insieme sotto le stelle e alla fine, alla presenza di tutto il paese, portano giù il tronco a forza di braccia. La cerimonia dell’alzata poi è uno spettacolo: lo tirano su con le corde salendo sui tetti e non si sente volare una mosca, solo la voce di chi comanda l’operazione di cento uomini in camicia rossa.

    Commento by regi - 27 luglio 2008 00:21

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