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Il Denaro

di Placida Signora - 16 giugno 2008

Proverbi e Modi di Dire

Dicono che “i soldi non facciano la felicità”, ma è provato che aiutino a sopportare meglio la tristezza; Fogazzaro diceva “le banconote asciugano le lacrime meglio del fazzoletto”.

Essere “senza un soldo” non è certo piacevole: per i tedeschiuomo senza quattrini è morto che cammina”, per i russiborsa vuota rende trasparenti”, invisibili, quasi senza dignità.

Si ha un bel dire che vi sono cose più importanti, come la salute o l’amore; ma gli spagnoli ribattono che “denaro allunga la vita” e i francesi dicono “amour fait beaucoup, mais l’argent fait tout”, amore fa molto, i soldi tutto.
Persino la salvezza dell’anima. “No penny, no paternoster” recita un antico proverbio inglese ora parodiato da una nota pubblicità. E anche i sardi dicono “senza dinari non si cantat missa”: insomma, non si fa proprio niente.

Non aveva certo torto Maugham affermando “il denaro è il sesto senso: senza di esso gli altri cinque non servono a molto”; mettendo da parte ogni ipocrisia moralistica, tutti in generale ammettiamo la sincerità del detto “borsa piena, cuor contento”.

Qualche  grana i soldi la danno ugualmente, bisogna maneggiarli con prudenza perché “i denari vengono di passo e se ne vanno al galoppo”; attenzione alle “mani bucate” e allo “spendere e spandere” e agli investimenti errati (ma d’altronde “denaro sepolto non fa guadagno”); vagliare chi viene “a batter cassa” (“all’amico non prestar denaro; o perdi il denaro o perdi l’amico”)  tenendo a mente che di solito “chi ha denari da recuperare, molti chilometri ha da fare”.

In realtà oggi è più facile recuperar crediti dagli amici che dallo Stato che ci deve riborsare balzelli eccessivi o errati, e i chilometri si fanno “a soldi perduti”, vagando eternamente e indarno da un ufficio pubblico all’altro con gran spreco d’energia, alla faccia del detto “il tempo è danaro”.

Guadagnare soldi dovrebbe costare fatica; “guadagnarsi il pane col sudore della fronte” in fondo significa pure dare un valore alla nostra dignità di uomini.
Denaro fatto senza stento se va come il vento” , dicevano…

Ma poiché si dice anche che “il denaro ignobile, nobilita”, nessuno stupore se si scopre per l’ennesima volta che ci sono quelli -e non ovviamente individui “da quattro soldi”-  che riescono, senza versare una stilla di sudore, a “bussare quattrini” ricevendo “soldi a pioggia” in cambio di favori seguendo il motto “dare denaro, vedere cammello”.

Ormai in pochi si scandalizzano: già i latini dicevano “aurum lex sequitur”, prima il denaro poi la legge, e “dove c’è danaro tace Catone e divien sordo Cicerone”.

Ciò dimostra come purtroppo sia sempre più valido il detto di Petroniopecunia regina mundi”, che tradotto “in soldoni” significa “il denaro è il vero padrone del mondo”.

E l’imperatore Vespasiano, al figlio Tito che lo criticava per aver imposto una tassa sugli orinatoi pubblici, cacciandogli sotto il naso una manciata di monete gli rispose: “non olet”, non hanno odore, anche se provengono dalle latrine.

Ma Vespasiano si riferiva a fogne vere, non a metafore politico-economiche.

©Mitì Vigliero

Conoscete altri proverbi o modi di dire – anche dialettali – che abbiano come protagonista il denaro?

Alianorah: Nessun detto ma due titoli “Il colore dei soldi” (film di Scorsese) e “L’odore dei soldi” (libro di Vetri e Travaglio).

Caravaggio: Proverbio siciliano: cu’havi dinari,sputa sintenzi, cui picca teni,avi,caru= chi ha denaro,sputa sentenze, chi ne ha poco se lo tiene caro.

Skip: il denaro è lo sterco del Diavolo .

MimosaFiorita: Chi ccia’ quattrini nun va mmai carcerato.
Lu sparagnu vale cchiu de lu guadagnu = il risparmio vale piu’ del guadagno.
Pe desideriu de sordi, ogni sputazza pare carlinu = per desiderio di soldi, ogni sputo sembra una moneta.
Sordi fanno sordi, pitucchi fanno pitucchi= soldi fanno soldi, pidocchi fanno pidocchi.
Li sordi dell’avaro, se li magna lo sciampagnone= i soldi dell’avaro se li gode lo sciupone.

Baol: ricordo una battuta che c’era sul libro “Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano”: “I ricchi ed i poveri nella vita hanno diritto allo stesso quantitativo di ghiaccio: i ricchi in estate ed i poveri in inverno

Tittieco: Proverbio romano: I soldi son come la sabbia,una soffiata e volano!
Proverbio marchigiano: I soldi degli avari vanno a finire agli spreconi.

Boh: Mia nonna Enrica, che era ricca, la chiamavano la dote che cammina. O anche il milione che cammina (perché teneva i soldi in petto). Diceva: i soldi non fanno tutto, ma molto.

Lucadinee i fan dinee (genovese) i soldi fanno (altri) soldi
ricordo una sera ad un cena di quelle importanti dove un grande “prete” aveva invitato tutti pezzi grossi per farsi fare una donazione per la sua comunità, c’erano banchieri imprenditori tutta gente che conta, e nel suo simpatico discorso terminò con un
“tre sono le cose importanti per l’uomo
la salute del corpo
la salute dello spirito,
pausa
e la salute del portafoglio” e solo al terzo scatto automatico l’applauso 
Clando: Di espressione zeneize: “I sodi do paesan, son in mostra comme e balle do can” (I soldi del paesano sono in mostra come le palle del cane). Beata semplicità.
Princy: A Genova si dice, ricordando l’attore Gilberto Govi, “la salute senza soldi è una mezza malattia

 

 

Vorrei essere Mary Poppins

di Placida Signora - 14 giugno 2008

Stanotte ho sognato d’esser Mary Poppins.

Con un mio cenno della testa decine e decine di piatti, piattini, tazze e bicchieri si fasciavano da soli nella carta velina, sistemandosi poi ordinatamente in decine di scatole.

Schioccavo le dita e pentole, padelle, teglie, posate, mestoli, ciotole e taglieri s’avvolgevano diligentemente in fogli di giornale, adagiandosi lieti nelle casse.

Fischiettavo un poco e tendine, tende e tendoni si staccavano dalle mantovane, e dopo aver volteggiato leggiadre poer l’aere si piegavano impilandosi le une sugli altri.

Così le coperte, i copriletti, i plaid; e gli asciugamani, le lenzuola, le federe e le tovaglie si dividevano da sole in “ancora belle e usabili” e “questi ormai son stracci”.

E con un semplice battito di mani, tutte le scatole e le casse si sollevavano da sole andandosi infine a posare ordinate una sull’altra, in attesa d’esser portate via…

Tutto questo in nemmeno 5 minuti.

Poi mi sono svegliata e sono andata a prendermi un voltaren per cercare di calmare i dolori alla schiena.

E voi, quale personaggio delle fiabe, dei fumetti o dei romanzi vorreste essere, e perché?

Beppe: Aladino col tappeto volante, per poter muovermi nei week end evitando il traffico volando, e col tappeto carico delle cose da portare nella casa al mare. Potrei farti anche i traslochi, così ;)

Clarita: anch’io vorrei essere Mary Poppins!!! E’ il mio personaggio preferito!!! Avrò visto quel film una ventina di volte e quasi ogni estate me lo rivedo!!! A me piace Mary x il suo ottimismo, la sua semplicità e la sua velocità nel mettere tutto apposto :)))

MaxG: L’Uomo Invisibile, ma non per sempre, solo ogni tanto, per poter nascondermi dai rompiballe.

John: Superman così potrei volare dove voglio quando voglio.

Marea di Luce: in questo momento vorrei essere un qualsiasi personaggio in grado di teletrasportarsi. Devo uscire per delle commissioni e diluvia che sembra di esser sotto il Niagara
:(

Zazie: Zazie di “Zazie dans le metro”, ovviamente ;-).

Rosy: Mi intriga Peter Pan; ma quando faccio il minestrone in dose industriale per tutta la famiglia, mi sento molto Maga Magò.

Krishel: Samantha di “Mia moglie è una strega”. Così il lavori di casa li sbrigo in due secondi, posso essere dove voglio quando voglio senza starmi a preoccupare di bus, treni, alberghi e via dicendo. E potrei aiutare di più, stando vicino fisicamente alle persone che amo e che sono lontane.

Luca: non credo esista un controeroe verso il ministero delle finanze vero?

Paolo: Nonostante il mio sesso rigorosamente maschile e la mia veneranda età, vorrei essere Pippi Calzelunghe.

Bibina: la signora in giallo, per scoprire tutti i misteri della tranquilla provincia..e poi è una scrittrice famosa

Marguerited: vorrei diventare Paperina per avere un bel paio di scarpette come le sue e soprattutto per come riesce a far rigare dritto (qualche volta) il Sig. Paperino.

Alianorah: Io sono già un personaggio dei fumetti e anche il mio alias, Alianorah, lo è. Sono a posto così, si fa per dire.

Guido: Io sono, a volte, un supereroe. Sono Fluo, Super Fluo (Superfluo, per gli amici).

Tittieco: LA PANTERA ROSA per far divertire grandi e piccoli con l’umorismo fuori dalla logica, poi perchè mi piace da impazzire il tema musicale: daran daran daran daran

Odiamore: Jessica Rabbit… ma come, perché?! Perché è sposata con Roger, donna fortunata ;)

Caravaggio: vorrei anche io merry poppins e x copiarti meglio,non ho preso il voltaren ma l’aulin x tutta un dolore e poi dimmi che non sono solidale! buona domenica invocando merry poppis!

Skip: io vorrei essere un drago buono delle fiabe,che dall’alto osserva con ironia le umane vicende
ma mi piace anche eta beta che viaggia nel tempo e nello spazio…

Traslochi e Nonne

di Placida Signora - 12 giugno 2008

Alè.
Oggi trasloco n.° 2: casa mamma - casa dove non fa freddo.

Stamani m’aspetta una Truppa di trasportatori un po’ più grande di quella del trasloco n°1, Truppa che - poveretta – dovrà capire quale massa di roba sarà da caricare sul camion; ché in casa di mamma – per merito mio e della mie forzutissime braccia, per tacer della mia schiena, ahia – ci son varie masse di roba racchiuse in scatole, scatoloni e sacchi d’ogni dimensione.

Già arrivate a destinazione le masse in casa qui, restano quelle che andranno appunto oggi dove non fa freddo, quelle che finiranno nella casa dei gatti, quelle che andranno a soggiornare in varie case di amici e quelle che – una prece – son destinate a un’altra vita.

E quindi ignoro a che ora riuscirò a tornare a casa.
Ossia qui.

Però vi lascio in buona compagnia: questo splendido tumblr dedicato alle nostre Nonne.

Leggete i tanti cammei pubblicati; commuovetevi, sorridete, ricordate e pensate a quello che vorreste scrivere voi. Con semplicità, di getto e di cuore: come abbiamo fatto tutti noi che già abbiamo scritto.

Se vi viene l’ispirazione, scrivetela nei commenti qui sotto.

Nik e Marchino, l’ideatore geniale di quella meraviglia di tumblr,  lo riporteranno - con tanto di vostra firma e link.  

Baci al galòp, e a presto. 

La generazione dei ricordi in bianco e nero

di Placida Signora - 10 giugno 2008

Durante lo splendido lunedì, trascorso ad allenare l’anima - essì lo so, non è che faccia altro di diverso in questo periodo…Ancora un mesetto di pazienza e poi la smetto. Spero.

Dicevo che durante lo splendido ecc. mi sono arrivate tante belle, dolcissime mail che mi rimproveravano affettuosamente di non parlare mai di me, della mia famiglia, della mia vita in questo blog.

Veramente io di me non parlo quasi mai anche fuori da qui. 

Ma visto il periodo che sto vivendo, dove per forza vengo bombardata da ricordi lontanissimi (concretamente bombardata: oggi da un soppalco m’è caduta sulla testa una scatolona zeppa di vecchie foto)…Insomma, vabbé, farò un’eccezione.
Però ve la siete voluta eh? ;-)

Allora.

Questi due bei giovini sono il mio papà, Filippo, e la mia mamma, Anna (1956)

Il 5 luglio di un anno dopo, sono arrivata io; leggiadra virgulta già incline ai bagordi mondani ( Natale ’57; notare il fiocchetto sulla testa)

Vivevo felice e serena e soprattutto figlia unica fra Torino e Rapallo;  qui sono in giardino a Rapallo, a 1 anno con Mamma, Cherry il barboncino e Zio Dedi, Amedeo, fratello di mamma: 10 anni meno di lei, 10 più di me.
Dei protagonisti di questa foto, sono rimasta solo io…

Poi un bel giorno del 1960, i miei hanno deciso di darmi un fratellino.
Guido.
Bellissimo.
Dolce e tenerissimo.

Siamo molto legati, noi due.
E dato che abbiamo sempre abitato in case molto grandi, allora l’aiutavo ad attraversarle (ora è lui che ricambia, non con le case ma con l’auto in città: mai preso la patente, io…)

E come tutti i bimbi della nostra epoca, potevamo stare alzati la sera solo in occasioni speciali.
Ad esempio la Notte di Natale - come questa del ’64 - autorizzati ad aspettare svegli l’arrivo di Gesù Bambino.

E poi…

E poi domani, anzi, vista l’ora, oggi mi devo svegliare prestissimo causa il trasloco numero 1 (casa là – casa qua; ad esempio, quella poltroncina dell’ultima foto ha già un posto qui che l’aspetta); e lo zzzii zzziii dello scanner mi concilia il sonno.
Continuerò a caricarle le foto, se proprio vorrete…

Ma vi chiedo…Trovate qualcosa di tanto diverso tra queste immagini e quelle vostre, di voi, che appartenete alla mia generazione?
Noi, che abbiamo i ricordi in bianco e nero.
In fondo, non siamo un po’ tutti fratelli?
 

Uno splendido lunedì

di Placida Signora - 9 giugno 2008

Oggi il lunedì mi pare un po’ meno lunedì; questo cielo anziché novembrino mi sembra limpidissimo e caldo, e di sicuro la mia giornata da ginnasta-camalla galoppante sarà rilassante e serena.

Perché?

Leggete le magnifiche parole che Rick ha scritto sul suo blog per introdurre l’intervista che mi ha fatto

E per favore, commentate da lui: oggi sono sua ospite. Ed è pure il suo compleanno: auguri Riccardo Tesoromio! :-**  

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