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Giornate un po’ così

di Placida Signora - 18 Giugno 2008

Càpitano, inevitabilmente.
Come quella di oggi, in cui si sommano problemi e ricordi.
Sarebbe stato il suo compleanno, oggi.
E immersa come sono in quella casa, lo sento ancora di più.
E’ inutile: passano gli anni, ma il vuoto c’è sempre.
Qualche volta è nascosto, sopito, tranquillo.
Ma poi basta appunto una foto, un oggetto, una data, e ci si riprecipita dentro.
E oggi avrò anche un impegno difficile, che affronto ogni volta con poca serenità.
Càpitano inevitabilmente giornate un po’ così; con meno emotività, fifa, memoria, stanchezza, galòp, ansie, pensieri, si vivrebbero meglio.
Lo so.
Però càpitano.
E basta.
Tesorimiei, oggi vi chiedo solo, per favore, pensieri positivi.
E passerà anche ’sta nuttata.
Come sempre.
    

   

Di mogli ubriache e di piedi in due scarpe

di Placida Signora - 17 Giugno 2008

Perché si dice:

Volere la botte piena e la moglie ubriaca.

Si tratta di una frase proverbiale riportata da Federico De Roberto nel nono capitolo de I Vicerè.

Riferito a chi vorrebbe approfittare di due situazioni opposte e incompatibili

Letteralmente:
da una parte, avere una moglie ubriaca al punto tale di essere incosciente e quindi ignara degli spostamenti e delle azioni non proprio lecitissime e corrette del marito.
Dall’altra non volere essere in nessun modo danneggiato dalla perdita del vino, facendolo magari ri-acquistare da qualun altro.

Metaforicamente il modo di dire definisce quelle persone che tendono a servirsi e approfittarsi senza scrupoli degli altri, pretendendo pure che gli altri siano contenti.

Tenere i piedi in due scarpe

Narra la leggenda che una giovane avventuriera graziosa d’aspetto e ammaliante  nei comportamenti, si recò da un calzolaio e mostrandosi indecisa nella scelta fra due paia di scarpe diverse da acquistare, per vedere quale fosse più comoda chiese - sbattendo i ciglioni -  di poter fare prima dell’acquisto un piccolo giro di prova indossandone una al piede destro e una al sinistro.

Il calzolaio fiducioso e completamente rintontìto permise il “giro di prova” che -ahilui- durò un mese.

E visto che nessuno avrebbe mai comprato una scarpa destra e una sinistra di foggia diversa , fu poi obbligato a vendere alla furbastra - tornata raccontando come giustificazione una storia  fantasiosa ma in compenso assai lacrimosa - le due scarpe rimaste a un prezzo decisamente misero.

Il modo di dire (conosciuto anche come “tenere i piedi in due staffe“, e riferito stavolta a un fabbro) viene usato per indicare qualcuno che - basandosi sul suo fascino e  per mero e calcolato interesse - usa due situazioni, due persone, due atmosfere diverse e spesso opposte sperando di ottenere da almeno una delle due dei benefici personali.

E di solito ci riesce.

©Mitì Vigliero

Il Denaro

di Placida Signora - 16 Giugno 2008

Proverbi e Modi di Dire

Dicono che “i soldi non facciano la felicità”, ma è provato che aiutino a sopportare meglio la tristezza; Fogazzaro diceva “le banconote asciugano le lacrime meglio del fazzoletto”.

Essere “senza un soldo” non è certo piacevole: per i tedeschiuomo senza quattrini è morto che cammina”, per i russiborsa vuota rende trasparenti”, invisibili, quasi senza dignità.

Si ha un bel dire che vi sono cose più importanti, come la salute o l’amore; ma gli spagnoli ribattono che “denaro allunga la vita” e i francesi dicono “amour fait beaucoup, mais l’argent fait tout”, amore fa molto, i soldi tutto.
Persino la salvezza dell’anima. “No penny, no paternoster” recita un antico proverbio inglese ora parodiato da una nota pubblicità. E anche i sardi dicono “senza dinari non si cantat missa”: insomma, non si fa proprio niente.

Non aveva certo torto Maugham affermando “il denaro è il sesto senso: senza di esso gli altri cinque non servono a molto”; mettendo da parte ogni ipocrisia moralistica, tutti in generale ammettiamo la sincerità del detto “borsa piena, cuor contento”.

Qualche  grana i soldi la danno ugualmente, bisogna maneggiarli con prudenza perché “i denari vengono di passo e se ne vanno al galoppo”; attenzione alle “mani bucate” e allo “spendere e spandere” e agli investimenti errati (ma d’altronde “denaro sepolto non fa guadagno”); vagliare chi viene “a batter cassa” (“all’amico non prestar denaro; o perdi il denaro o perdi l’amico”)  tenendo a mente che di solito “chi ha denari da recuperare, molti chilometri ha da fare”.

In realtà oggi è più facile recuperar crediti dagli amici che dallo Stato che ci deve riborsare balzelli eccessivi o errati, e i chilometri si fanno “a soldi perduti”, vagando eternamente e indarno da un ufficio pubblico all’altro con gran spreco d’energia, alla faccia del detto “il tempo è danaro”.

Guadagnare soldi dovrebbe costare fatica; “guadagnarsi il pane col sudore della fronte” in fondo significa pure dare un valore alla nostra dignità di uomini.
Denaro fatto senza stento se va come il vento” , dicevano…

Ma poiché si dice anche che “il denaro ignobile, nobilita”, nessuno stupore se si scopre per l’ennesima volta che ci sono quelli -e non ovviamente individui “da quattro soldi”-  che riescono, senza versare una stilla di sudore, a “bussare quattrini” ricevendo “soldi a pioggia” in cambio di favori seguendo il motto “dare denaro, vedere cammello”.

Ormai in pochi si scandalizzano: già i latini dicevano “aurum lex sequitur”, prima il denaro poi la legge, e “dove c’è danaro tace Catone e divien sordo Cicerone”.

Ciò dimostra come purtroppo sia sempre più valido il detto di Petroniopecunia regina mundi”, che tradotto “in soldoni” significa “il denaro è il vero padrone del mondo”.

E l’imperatore Vespasiano, al figlio Tito che lo criticava per aver imposto una tassa sugli orinatoi pubblici, cacciandogli sotto il naso una manciata di monete gli rispose: “non olet”, non hanno odore, anche se provengono dalle latrine.

Ma Vespasiano si riferiva a fogne vere, non a metafore politico-economiche.

©Mitì Vigliero

Conoscete altri proverbi o modi di dire - anche dialettali - che abbiano come protagonista il denaro?

Alianorah: Nessun detto ma due titoli “Il colore dei soldi” (film di Scorsese) e “L’odore dei soldi” (libro di Vetri e Travaglio).

Caravaggio: Proverbio siciliano: cu’havi dinari,sputa sintenzi, cui picca teni,avi,caru= chi ha denaro,sputa sentenze, chi ne ha poco se lo tiene caro.

Skip: il denaro è lo sterco del Diavolo .

MimosaFiorita: Chi ccia’ quattrini nun va mmai carcerato.
Lu sparagnu vale cchiu de lu guadagnu = il risparmio vale piu’ del guadagno.
Pe desideriu de sordi, ogni sputazza pare carlinu = per desiderio di soldi, ogni sputo sembra una moneta.
Sordi fanno sordi, pitucchi fanno pitucchi= soldi fanno soldi, pidocchi fanno pidocchi.
Li sordi dell’avaro, se li magna lo sciampagnone= i soldi dell’avaro se li gode lo sciupone.

Baol: ricordo una battuta che c’era sul libro “Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano”: “I ricchi ed i poveri nella vita hanno diritto allo stesso quantitativo di ghiaccio: i ricchi in estate ed i poveri in inverno

Tittieco: Proverbio romano: I soldi son come la sabbia,una soffiata e volano!
Proverbio marchigiano: I soldi degli avari vanno a finire agli spreconi.

Boh: Mia nonna Enrica, che era ricca, la chiamavano la dote che cammina. O anche il milione che cammina (perché teneva i soldi in petto). Diceva: i soldi non fanno tutto, ma molto.

Lucadinee i fan dinee (genovese) i soldi fanno (altri) soldi
ricordo una sera ad un cena di quelle importanti dove un grande “prete” aveva invitato tutti pezzi grossi per farsi fare una donazione per la sua comunità, c’erano banchieri imprenditori tutta gente che conta, e nel suo simpatico discorso terminò con un
“tre sono le cose importanti per l’uomo
la salute del corpo
la salute dello spirito,
pausa
e la salute del portafoglio” e solo al terzo scatto automatico l’applauso 
Clando: Di espressione zeneize: “I sodi do paesan, son in mostra comme e balle do can” (I soldi del paesano sono in mostra come le palle del cane). Beata semplicità.
Princy: A Genova si dice, ricordando l’attore Gilberto Govi, “la salute senza soldi è una mezza malattia

 

 

Vorrei essere Mary Poppins

di Placida Signora - 14 Giugno 2008

Stanotte ho sognato d’esser Mary Poppins.

Con un mio cenno della testa decine e decine di piatti, piattini, tazze e bicchieri si fasciavano da soli nella carta velina, sistemandosi poi ordinatamente in decine di scatole.

Schioccavo le dita e pentole, padelle, teglie, posate, mestoli, ciotole e taglieri s’avvolgevano diligentemente in fogli di giornale, adagiandosi lieti nelle casse.

Fischiettavo un poco e tendine, tende e tendoni si staccavano dalle mantovane, e dopo aver volteggiato leggiadre poer l’aere si piegavano impilandosi le une sugli altri.

Così le coperte, i copriletti, i plaid; e gli asciugamani, le lenzuola, le federe e le tovaglie si dividevano da sole in “ancora belle e usabili” e “questi ormai son stracci”.

E con un semplice battito di mani, tutte le scatole e le casse si sollevavano da sole andandosi infine a posare ordinate una sull’altra, in attesa d’esser portate via…

Tutto questo in nemmeno 5 minuti.

Poi mi sono svegliata e sono andata a prendermi un voltaren per cercare di calmare i dolori alla schiena.

E voi, quale personaggio delle fiabe, dei fumetti o dei romanzi vorreste essere, e perché?

Beppe: Aladino col tappeto volante, per poter muovermi nei week end evitando il traffico volando, e col tappeto carico delle cose da portare nella casa al mare. Potrei farti anche i traslochi, così ;)

Clarita: anch’io vorrei essere Mary Poppins!!! E’ il mio personaggio preferito!!! Avrò visto quel film una ventina di volte e quasi ogni estate me lo rivedo!!! A me piace Mary x il suo ottimismo, la sua semplicità e la sua velocità nel mettere tutto apposto :)))

MaxG: L’Uomo Invisibile, ma non per sempre, solo ogni tanto, per poter nascondermi dai rompiballe.

John: Superman così potrei volare dove voglio quando voglio.

Marea di Luce: in questo momento vorrei essere un qualsiasi personaggio in grado di teletrasportarsi. Devo uscire per delle commissioni e diluvia che sembra di esser sotto il Niagara
:(

Zazie: Zazie di “Zazie dans le metro”, ovviamente ;-).

Rosy: Mi intriga Peter Pan; ma quando faccio il minestrone in dose industriale per tutta la famiglia, mi sento molto Maga Magò.

Krishel: Samantha di “Mia moglie è una strega”. Così il lavori di casa li sbrigo in due secondi, posso essere dove voglio quando voglio senza starmi a preoccupare di bus, treni, alberghi e via dicendo. E potrei aiutare di più, stando vicino fisicamente alle persone che amo e che sono lontane.

Luca: non credo esista un controeroe verso il ministero delle finanze vero?

Paolo: Nonostante il mio sesso rigorosamente maschile e la mia veneranda età, vorrei essere Pippi Calzelunghe.

Bibina: la signora in giallo, per scoprire tutti i misteri della tranquilla provincia..e poi è una scrittrice famosa

Marguerited: vorrei diventare Paperina per avere un bel paio di scarpette come le sue e soprattutto per come riesce a far rigare dritto (qualche volta) il Sig. Paperino.

Alianorah: Io sono già un personaggio dei fumetti e anche il mio alias, Alianorah, lo è. Sono a posto così, si fa per dire.

Guido: Io sono, a volte, un supereroe. Sono Fluo, Super Fluo (Superfluo, per gli amici).

Tittieco: LA PANTERA ROSA per far divertire grandi e piccoli con l’umorismo fuori dalla logica, poi perchè mi piace da impazzire il tema musicale: daran daran daran daran

Odiamore: Jessica Rabbit… ma come, perché?! Perché è sposata con Roger, donna fortunata ;)

Caravaggio: vorrei anche io merry poppins e x copiarti meglio,non ho preso il voltaren ma l’aulin x tutta un dolore e poi dimmi che non sono solidale! buona domenica invocando merry poppis!

Skip: io vorrei essere un drago buono delle fiabe,che dall’alto osserva con ironia le umane vicende
ma mi piace anche eta beta che viaggia nel tempo e nello spazio…

Traslochi e Nonne

di Placida Signora - 12 Giugno 2008

Alè.
Oggi trasloco n.° 2: casa mamma - casa dove non fa freddo.

Stamani m’aspetta una Truppa di trasportatori un po’ più grande di quella del trasloco n°1, Truppa che - poveretta - dovrà capire quale massa di roba sarà da caricare sul camion; ché in casa di mamma - per merito mio e della mie forzutissime braccia, per tacer della mia schiena, ahia - ci son varie masse di roba racchiuse in scatole, scatoloni e sacchi d’ogni dimensione.

Già arrivate a destinazione le masse in casa qui, restano quelle che andranno appunto oggi dove non fa freddo, quelle che finiranno nella casa dei gatti, quelle che andranno a soggiornare in varie case di amici e quelle che - una prece - son destinate a un’altra vita.

E quindi ignoro a che ora riuscirò a tornare a casa.
Ossia qui.

Però vi lascio in buona compagnia: questo splendido tumblr dedicato alle nostre Nonne.

Leggete i tanti cammei pubblicati; commuovetevi, sorridete, ricordate e pensate a quello che vorreste scrivere voi. Con semplicità, di getto e di cuore: come abbiamo fatto tutti noi che già abbiamo scritto.

Se vi viene l’ispirazione, scrivetela nei commenti qui sotto.

Nik e Marchino, l’ideatore geniale di quella meraviglia di tumblr,  lo riporteranno - con tanto di vostra firma e link.  

Baci al galòp, e a presto. 

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