Cosa sta pensando?

 


(foto Pixdaus)

 

 

Krishel: Mi vogliono portare al gatticomio…Voglio uscire!!

Filippo: Tsk Tsk…Vi faccio vedere io…Altro che Laura Antonelli in “Malizia”.

John: Lo avevo detto, lo avevo detto…Maniglie più basse! Uffa!

Skip: son nato libero…e me “la piglio ’sta libbbertà”

Mimosafiorita: Mannaggia la miseria! MITIIIIIIIIIII’ non te li mangia’ tutti, lasciamene un po’,srlup srlup,mmmmme piaceno li polli, l’abbacchi e le galline, perche’ so’ senza spine nun so’ come er baccala’…MITIIIIIIII, aprime sta’ porta!

Maurizio: Ancora foto! E la mia privacy? Scappo via!

Ilaria: Voglio entrareeeeee! Voglio entrareeeeeeee!

Federica: Ho avvitato tutto, ora provo a vedere se funziona. Bene, la maniglia nuova è a posto!

Rosy: Accidentaccio! Ho lasciato le chiavi nell’altra pelliccia

nowaytoslowdown :Sta pensando: “ma un portachiavi a forma di gatto dovevano usare ’sti qua?”. Uè, anche la porte hanno un’anima. *
Regi: Mannaggia questi maniaci. Sempre chiuso, sempre chiuso. Io voglio andare a zonzo, spanciarmi d’erba gatta, fare a botte, corteggiare le gatte e spaparanzarmi al sole.
Madainoncicredo: “Lo so che fuori diluvia, ma io voglio uscire lo stesso!!!”
(che è più o meno il pensiero di mio figlio in questi giorni…)

Beppe: Ecco, lei va a fare la spesa per tutta la famiglia e si dimentica sempre di comprare i MIEI CROCCANTINI! Così devo andare io a prenderli…e oggi piove pure!

Graziano: Possibile che a casa mia non possa uscire quando mi pare?

ZiaPaperina: Ad ogni modo io continuo a pensare che una gattaiola sarebbe stata più comoda, ecco.

Boh: eheh inutile dire è come i miei: sta pensando che di là c’è la cucina e il frigo pieno!:)

Roger: dai…Bruno(Vespa)…fammi entrare…SUONA QUELLO STRAMALEDETTO CAMPANELLO…che ad aprire la porta ci penso io…..Bruno….???….BRUNOOOOO…!!!!…SMETTILA DI FARE LE FUSA GIGIONEGGIANDO…..CHE TI VEDO DAL BUCO DELLA SERRATURA….!!!!

Baol: No! Un’altra volta le diapositive delle vacanze nooooooooooo!

Paz: spè..spè che..ecco, ci sono quasi, ancora un pochino, ecco..come non detto, sob!

Bruno Carioli: Ecco chiudo a chiave, così nessuno viene a rompermi le balle.

AndreA: Un piccolo sforzo e il paradiso della dispensa SARA’ MI(A)OOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!

Noeyalin: “Forse dovrei trovare un modo un po’ più comodo di fare stretching!”

 
 

 

 

Le Sacre Pietre della Fertilità

Ci sono in Italia tre chiese che hanno in comune una caratteristica curiosa: il dono della fertilità femminile.

La prima è ad Aosta, nella cripta della Collegiata di Sant’Orso; dietro l’altare, scavato nella roccia ad altezza terra si trova un piccolo stretto passaggio di forma quadrata.

Qui si svolge l’antichissima cerimonia del “Musset”; mentre fumano incensi e candele, una lunga fila di donne si mette a quattro zampe strisciando carponi attraverso il pertugio sino a sbucare dall’altra parte: sono tutte devote a Sant’Orso e compiono quella ginnica manovra fiduciose nel miracolo che debellerà la loro sterilità.

Ad Oropa nel Santuario c’è la “Roc d’la vita”; attorno a questa pietra già i pagani celebravano riti di fecondità collegati al culto di Mater Matuta: le sterili vi giravano attorno e infine vi si strusciavano trasferendo nel loro corpo le energie collegate alla sacralità del masso.

Nel 369 dC Sant’Eusebio nascose in una nicchia della roccia la statua lignea della Vergine per salvarla dalle persecuzioni.

Attorno a questa venne costruita una cappella prima e il Santuario poi: rimase un piccolo varco tra il masso e il muro ma le donne, pur con fatica, riuscivano ugualmente a passare per continuare il rito che la Chiesa tentava di cancellare.

Oggi il passaggio è ostruito da una colata di cemento, ma alcune si siedono sulla parte sporgente del masso, ugualmente certe di facilitare la gravidanza.

La terza si trova in Basilicata nella Chiesa Vecchia , l’Abbazia della Santissima Trinità a Venosa che pare abbia come fondamenta un tempio dedicato a Imeneo, divinità greca protettrice dei rapporti matrimoniali.

Lo scrittore Norman Douglas, grande studioso delle tradizioni del Sud Italia, nel suo “Vecchia Calabria”, nel 1915 scriveva:

<<Un bel capitello normanno, ora trasformato in acquasantiera, è conservato qui ed io ho seguito con interesse il comportamento di una processione di pellegrine, in relazione ad esso.

Tremanti per l’emozione girarono intorno alla pietra sacra, baciandone ognuno dei quattro angoli; immersero quindi le mani nel bacino e le baciarono devotamente.

Una vecchia, maestra di cerimonie, bofonchiava: “Tutti santi, tutti santi!” ad ogni bacio.

Si prostrarono poi sul pavimento leccando le fredde pietre e dopo esservi rimaste per un po’ si rialzarono ed iniziarono a baciare una fessura nel muro, mentre la vecchia sussurrava “Santissimo!”.

Questa antigienica crepa nel muro, con le sue suggestioni da adorazione della Yoni, mi attrassero talmente che supplicai un prete di spiegarmene il significato mistico.

Ma lui rispose solo, con un tocco di disprezzo medievale: “Sono femmine!”.

Poi mi mostrò una colonna romana situata vicino all’ingresso della chiesa, levigata dallo sfregamento delle donne che si insinuano fra essa ed il muro per diventare madri. Il fatto sembrava divertirlo: evidentemente riteneva trattarsi di una particolarità di Venosa.

“Nel mio Paese” gli dissi “presso il bel sesso sarebbero state più popolari colonne con l’effetto contrario.>>

©Mitì Vigliero